Nulla ignoranza mai con tanta guerra mi fé desideroso di sapere, se la memoria mia in ciò non erra....."PER ME SI VA NE L'ETTERNO DOLORE"!....

fig. 57

Corpi appena estratti dalle foibe; si può notare la presenza di commissari di polizia e medici.

fig. 58

I corpi esposti in bare di fortuna.

fig. 59

Il corpo di un uomo con le mani legate. I partigiani titini legavano le vittime per scongiurare qualsiasi speranza di salvezza del condannato, dopo la caduta nella foiba.

fig. 60 

Corpi appena recuperati ed esposti al massacrante rito del “riconoscimento”.

fig. 61 

I corpi prima di raggiungere il fondo della foiba venivano deturpati e sfigurati dalle sporgenze interne di queste fosse naturali.

fig. 62

Corpo in avanzatissimo stato di decomposizione. Da questa testimonianza è facile capire come molti “corpi” rimasero senza un nome.

fig. 63 

Un altro corpo in avanzato stato di decomposizione; si possono notare le mani legate dietro la schiena.

fig. 64

Un corpo estratto: si possono notare, all’altezza dello stomaco, i fori dei proiettili che lo colpirono prima di essere gettato nella foiba.

fig. 65

I corpi estratti vengono riposti in bare di fortuna, di poco pregio ed esposti in una improvvisata camera ardente all’aperto.

fig. 66 

Corpi di infoibati appena estratti e posti l’uno accanto all’altro. I corpi sono in avanzato stato di decomposizione.

fig.  67

Alcuni militari della Decima Flottiglia Mas, posti a difesa del confine orientale.

fig. 68 

Uno dei tanti corpi appena recuperati da una foiba viene trasportato a braccia.

fig. 69 

Il soldato Mario Palmarin.

fig. 70

Notare il particolare del braccio martoriato.

fig. 71 

Orrore: il carabiniere Damiano Scocca, classe 1921 fotografato all’ospedale di Udine nell’agosto del 1945 dopo la liberazione dal lager jugoslavo.

fig. 72

Uno dei tanti militari internati nei campi di concentramento titini.

fig. 73 

Il soldato Ezio Vito.

fig. 74

Il soldato Mario Cena, classe 1924.

 fig. 75

Antonio Foschi visto di spalle.

fig.  76

Il soldato Elio Sandri fotografato all’ospedale di Udine.

fig. 77 

Il bersagliere Gino Santamaria.

fig.  78 

Le mire di Tito, il maresciallo comunista killer, sono molto chiare: ripulire le zone conquistate dalla presenza italiana e costituire la settima repubblica iugoslava, annettendosi La Venezia Giulia e il Friuli orientale fino al fiume Tagliamento. Questo verme schifoso, orrida bestia peggiore di Satana, fu l’infoibatore di Basovizza, il massacratore comunista, il lecchino di Stalin e il carnefice dei Giuliani e Friulani, coadiuvato da altri vermi striscianti tra cui il nostro amatissimo e stimatissimo concittadino P.T. -

fig.  79 

Questo è un disegno che spiega nei particolari i vari strati di profondità all’interno della Foiba di Basovizza: notare .........500 metri cubi di salme infoibate.”-

fig.  80

La grande lapide che chiude l’imboccatura della foiba. L’unico Presidente della Repubblica che ha reso omaggio alle vittime è stato Francesco Cossiga.

fig.  81

Il cippo eretto a fianco della foiba indica la sua profondità ed il suo contenuto: in mezzo a vari detriti delle due guerre si trovano circa 500 metri cubi di salme infoibate.

fig.  82

Un altro cippo presente è quello della Guardia di Finanza che ricorda i suoi 97 finanzieri trucidati.