LA COMUNISTIZZAZIONE
Il racconto della strage di Sant’Anna di Stazzema, confermato da alcuni superstiti sfuggiti all’immane massacro, ci riporta con la mente ai fautori dell’eccidio. Gli abitanti di Sant’Anna e gli sfollati non potevano certamente sospettare che i partigiani avessero deciso, in anteprima, di sacrificare la popolazione fuggendo dal paese, dopo aver ucciso diversi soldati tedeschi. Nei primi di agosto il paese e le contrade viciniori furono invase dalle soldataglie tedesche guidate dalle SS. I tedeschi, dopo aver circondata la conca dell’anfiteatro, penetrarono nelle case e non risparmiarono nessuno. Uccisero senza pietà vecchi, donne e bambini. I partigiani erano scappati prima dell’arrivo delle soldataglie tedesche, in quanto già sapevano con certezza la fine degli abitanti di Stazzema. Comunisti e partigiani, alle prime avvisaglie del rastrellamento si nascosero sulle montagne vicine e se ne stettero a guardare. L’eccidio infame di Sant’Anna ricade esclusivamente su quei tedeschi e sui partigiani comunisti che fecero del tutto per provocare la rappresaglia, abbandonando la popolazione nelle mani di quegli assassini.
P.S. Se vuoi, tu lettore, di questi orrendi delitti, avere più dettagliate e precise notizie, leggi “Sangue chiama sangue” di Giorgio Pisanò C.D.L. Edizioni s.r.l. Milano, dai racconti di alcuni sopravvissuti all’eccidio di Sant’Anna di Stazzema: Amos Moriconi e Mario Bertelli.
Dopo l'8 settembre 1943, il Biellese fu teatro del più completo e feroce esperimento di «comunistizzazione» che si sia verificato in tutta l'Italia del Nord durante la guerra civile. Questo esperimento costò la vita a oltre mille persone, quasi tutte massacrate senza alcun motivo politico, al solo scopo di imporre il terrore rosso.
Il Nord schiaccia il Sud e arraffa tutto quello che gli fa più comodo
Le camicie rosse? Anche quelle? Sì, anche quelle!.......e lo dimostro!: “Quando le camicie rosse, insieme con Sua Maestà entrarono a Napoli, presero il favoloso tesoro, lasciato giustamente dai Borbone nel cavò del Banco di Napoli e lo trasferirono a Torino. Quel tesoro, pieno di smeraldi, diamanti, rubini, perle, collane e corone d’oro e d’argento, per un ammontare di migliaia di milioni, fu messo al sicuro nei cavò delle banche di Torino. Quel tesoro era dei napoletani e non di altri. E con tutto quel ben di Dio, trafugato ai napoletani, il ministro Sella impose a noi del Sud tasse su tasse sui beni immobili. Col governo borbonico, le tasse sui beni non esistevano. Le spese per sostenere la costruzione del famoso Palazzo Reale con il suo vasto parco e la cascata, non incisero mai sull’economia casertana e napoletana. Dopo i Borbone, quali altre opere famose sono state realizzate? - Nessuna! - Voi del Nord ci avete soltanto dissanguati. Una piccola nazione qual è l’Italia ha più di 40 partiti e più di mille deputati e senatori. E dobbiamo pagare non soltanto loro, ma i tanti sottosegretari, i presidenti delle Regioni, delle province e dei comuni. Gli Stati Uniti d’America sono 52 e i loro governatori sono 52 e basta. In Italia abbiamo il 60% di magnati ed il 40% che vive precariamente. Dante soleva dire nel “300:- “Non donna di provincia, ma bordello.”-
Oggi, da allora non è cambiato assolutamente nulla.
“Viva l’Italia!”
Corsi e Ricorsi Storici
Nella Finanziaria di quest’anno avevano introdotto un disegno di legge talmente effimero e sconcertante da sbalordire tutto il mondo. UDITE! UDITE!: “Un ammalato residente in una regione, non avrebbe potuto farsi curare o operare in un’altra regione”. Una volta l’Italia era divisa in SETTE STATI. Oggi, col federalismo, il nostro Paese viene suddiviso in tantissimi Staterelli. Siamo, di continuo, turlupinati e tartassati da questi manigoldi (vedi camicie verdi), che ne combinano di tutti i colori. “MISERRIMI!!!”. E tu, cittadino, quanto ti ravvedi? Non t’accorgi che questi vampiri ci svenano giorno dopo giorno? -
I Macellai del Nord
“Religione del sangue e dell’odio”
(O bella, ciao.....che incongruenza)
Riflessioni personali.
Mussolini nel “36 occupò parte delle città costiere dell’Africa settentrionale allo scopo, non solo di avere un mare tutto nostro, che avrebbe permesso rapporti commerciali con i popoli africani, ma anche per avere dei possedimenti coloniali da sfruttare. L’idea non era affatto sbagliata o pazzesca, come una falsa politica voglia far credere. Basti pensare agli oleodotti che dal mediterraneo giungono sulle nostre coste, pagando quell’oro nero fior di quattrini. E pensare che nel “53 dopo tanti anni Enrico Mattei avviò una politica di accordi con i paesi produttori di petrolio, mettendosi in conflitto con le multinazionali anglo-americane del petrolio. Purtroppo ad alcune compagnie petrolifere straniere quella strabiliante idea del nostro lungimirante imprenditore era di scomodo e costoro, insieme con sciacalli e corrotti del nostro Paese, ne fermarono l’attuazione. L’orrenda fine dell’ingegnere Mattei è a conoscenza di tutti.
E ricollegandomi al dux continuo: Mussolini, insuperbito da un popolo che lo osannava come un Dio, fece il passo più lungo della gamba, sconfinando nell’Eritrea e nella Somalia. Poco dopo proclamò il re Vittorio Emanuele III “Re d’Italia e imperatore d’Etiopia”. Agli inglesi ed ai francesi questa nomination non piacque e così ci piovvero addosso le sanzioni di mezzo mondo. Imperterrito e spavaldo il dux, con i suoi affascinanti discorsi, promosse la battaglia del grano e ordinò ai suoi militi fascisti il sequestro del rame e delle fedi d’oro di tutte le famiglie italiane. Quando poi il dittatore s’accorse che le sanzioni comportavano maggiore impoverimento della nazione, con l’acqua alla gola, si alleò con la potente Germania, che già nei primi anni di guerra, con una manovra rapidissima (“Guerra lampo”) invase diversi Stati Europei. Succube di Hitler, pazzo irreprensibile e prepotente, Mussolini fu costretto passivamente a subirne le angherie, le prepotenze e le scelleratezze. (vedi il trattamento degli ebrei in Italia prima e dopo l’accordo).
Purtroppo non potevano essere previsti gli eventi futuri se i fatti bellici andarono diversamente. A tal uopo, voglio affermare che quegli eccidi, quelle brutture, quelle mattanze, eseguite non solo a Piazzale Loreto, ma in tutta l’Italia del Nord furono opera di spietati assassini, emeriti delinquenti, pazzi, scellerati, vermi.
Nelle grandi città del Nord, ma anche nei piccoli paesi, era iniziata nel dopoguerra, una vera e propria guerra civile, in cui il popolo ne diventava partecipe, eccitandosi nelle vendette e nelle violenze più assurde e indescrivibili.
Fratello contro fratello, era una vera caccia al nemico fascista o presunto fascista e quando si riusciva ad acciuffarlo, si gioiva e si compivano su di lui atti innominabili e vergognosi.
Vergognatevi!!!
Noi del Sud, queste brutture, queste mattanze, questi linciaggi verso i vinti, non li abbiamo mai fatti e neppure immaginati.
Nella sezione successiva:"LE FOTO DELLA VERGOGNA"-