Il nostro Patrimonio Artistico in abbandono,

apprezzato ed evocato dagli stranieri 

Negli anni “70, durante una gita scolastica all’Anfiteatro Campano di S. Maria Capua Vetere, mi fu presentata l’archeologa, dott.ssa Bencivenga.

Nello scambiarci delle idee sul deterioramento dei monumenti nazionali, mi trovai, ingenuamente, a dire:- “Quanti scempi hanno perpetrato i popoli barbari invasori: Unni, Goti, Visigoti, Ostrogoti e Vandali, a danno del nostro patrimonio artistico.” -

L’archeologa mi corresse:- “Non tanto quelli che lei chiama barbari, fecero scempio delle nostre opere, bensì il maggior danno l’hanno fatto gli italiani.”- E proseguì:- “Le pietre ciclopiche che sporgono dalle mura esterne del vecchio Tribunale di S. Maria C.V. sono state sottratte da questo Anfiteatro. Altre pietre ciclopiche tolte da qui si trovano nei pressi del laghetto di Palazzo Reale e precisamente ove c’è il Bagno di Venere. Inoltre nello stesso luogo sono state create  rovine artificiali e finti ruderi, con statue provenienti dagli Scavi di Pompei, per rendere quel “Bagno” molto suggestivo ed attraente.” -

A parte che noi non sappiamo rispettare ed apprezzare queste nostre grandi opere e monumenti dei nostri famosi artisti del passato, non sappiamo, purtroppo, neppure valorizzarli e pubblicizzarli.

Ogni giorno scompaiono reperti importanti negli Scavi di Pompei, nei Musei Storici d’Italia, ove la vigilanza scarseggia o, addirittura, manca del tutto.

A Napoli, nella Cappella Sansevero, c’è il capolavoro del Cristo Velato. La Cappella risale al periodo tra la fine del XVI secolo e l’inizio del successivo. Essa fu restaurata grazie all’impegno del suo titolare don Raimondo di Sangro, quel famoso Principe di Sansevero, ben noto nella vita culturale, sociale e politica della Napoli settecentesca.

E, a proposito, riporto il racconto di un esperto visitatore e amante delle opere artistiche:- “Tutte le volte che sono andato a Napoli ho visitato il Castel Nuovo, Santa Chiara, il Chiostro delle Clarisse, San Domenico Maggiore, San Lorenzo Maggiore, il Duomo, il Museo Archeologico, La Certosa di San Martino. -

In pratica, mi sono fidato sempre della guida del Touring.

Un giorno, passando per Spaccanapoli, ho ricordato il consiglio di un’amica:- “Devi andare assolutamente a vedere il Cristo Velato; è un’opera unica al mondo; rimarrai trasecolato!” - Così in Piazza San Domenico ho chiesto ad un tassista dove fosse il Cristo Velato, ma non ho avuto risposta affermativa. Mi sono, allora, rivolto a tantissimi napoletani, a Piazza San Lorenzo Maggiore, sempre con risposte evasive. Nessuno conosceva la Cappella Sansevero e l’opera del Cristo Velato. E dire che codesta Cappella era a non più di 100 metri dal luogo in cui mi trovavo. Finalmente, imboccando via de Sanctis al civico 19 ho scorto la famosa Cappella.

La Cappella Sansevero è un assoluto gioiello del Barocco Napoletano e conserva opere marmoree di eccezionale bellezza, tra le quali ci sono: La Pudicizia, il Disinganno, il Labirinto e il celeberrimo Cristo Velato. Il velo del Cristo, pur realizzato in marmo, appare realisticamente drammatico come se fosse vero. Ti spinge a toccarlo, se non fosse per il rispetto che merita l’opera e per il sicuro richiamo del custode.” -

Basta citare questa testimonianza di un visitatore esperto, per meglio comprendere la nostra completa ignoranza in materia. Sappiamo fare discorsi teorici, bei congressi con progetti mai attuabili, oppure sappiamo risolvere complesse espressioni numeriche o algebriche, ma ignoriamo completamente le cose pratiche, più importanti ed utili.

Torniamo ad un altro esempio: se si va a Palermo a visitare Il Cimitero sotterraneo dei Cappuccini impropriamente chiamato Catacombe dei Cappuccini”, si rimane incantati e stupefatti, soprattutto nel mirare la piccola Rosalia Lombardo, morta il 6 dicembre del 1920 a soli due anni, che sembra dormire. Quello che più colpisce il visitatore è il suo volto, ancora perfettamente intero ed intatto, anche a distanza di quasi 100 anni dalla sua morte: le guance rosee e gli splendidi capelli che le scendono lungo la fronte danno la sensazione che ci si trova di fronte non ad un cadavere, ma ad una bambina che sta semplicemente dormendo, sana e vivente.

Il segreto dei metodi usati dal dottor Solafia, non sono mai stati svelati, a causa della prematura morte del medico. Il corpicino è rimasto ai piedi dell’altare, oggi dedicato a Santa Rosalia, tra due bare di bambine.

A questo punto voglio proprio aprire una mia piccolissima parentesi personale: credo (forse altri hanno avuto la mia stessa sensazione)  di aver provato, da ragazzo, una strana esperienza extrasensoriale, una specie di incontro ravvicinato del 1° tipo – sì! proprio del 1° tipo in una stranissima festa popolare in periferia di Palermo. Ricordo che avevo circa 17 anni e che la mia anima, o il mio spirito o la mia energia interna o qualunque cosa fosse, sia fuoriuscita dal mio corpo e abbia attraversato quella gente festante per raggiungere il palco degli artisti. Nello stesso momento appare (o forse era già sul palco per esibirsi) una dolcissima fanciulla vestita come una madonna o forse come una egiziana dell’antico Egitto che comincia a cantare in modo angelico e con un atteggiamento calmo, dolce, ma nello stesso tempo regale e incurante del caos che la circonda. Ma un momento, che ci faccio io lì; inoltre provo una stranissima sensazione: attorno a me tutti stanno in un silenzio assoluto e completamente immobili (stento a crederci): sento solo una voce angelica e vedo solo un’immagine fantastica; mi sento particolarmente attratto verso di Lei: è come una potente forza magnetica. Poi d’un tratto l’estasi meravigliosa termina e mi ritrovo (come scaraventato di colpo) tra i miei compagni di gita del Liceo, che mi prendono in giro e fanno tanto casino. Intanto mi accorgo che sul palco non c’è più la fanciulla angelica, ma un gruppo rock con una musica stonatissima e attorno un chiasso indemoniato (che orrore e che differenza con la deliziosa melodia precedente): è, purtroppo, la solita “festa di paese” in periferia di Palermo. Boh! Forse ho sognato? Forse sto ancora sognando? Questo proprio non so dirlo.) Mentre sto scrivendo queste cose, nella mia mente appaiono immagini di strani luoghi dell’India, ove diversi "incantatori di serpenti" fanno pratica e imparano. Strano, Boh! Forse non centrano nulla o forse sì?- Chiedo scusa al lettore per questa mia interruzione.

E, ritornando alla dottoressa Bencivenga, mi venne raccontata la venuta dalla Polonia di un archeologo:- “Ogni anno, un ometto, con un grosso zaino sulle spalle e pantaloni corti, si siede sull’erbetta, nei pressi dell’Anfiteatro Campano e scava con la sua palettina, in cerca di importanti reperti. Una volta, a bruciapelo, mi chiese:- “Dov’è il calco in pietra sul quale venivano ricavati i famosi capitelli dell’Anfiteatro?”-

Rimasi interdetta e telefonai subito al sovrintendente dott. de Magistris, ma anche lui ignorava tale reperto. Quando tornai dal ricercatore polacco, ebbi questa risposta:- “Signorina, non si preoccupi più; ecco, l’ho trovato, proprio in questo punto!”-

A tal uopo, mi sovvenne alla mente la frase di un celebre pedagogista francese, Jean Matieu:- Un bambino appena nato, posto davanti ad un fiume di latte, muore!” -

Così noi, dinanzi a tante grandezze, conosciute ed apprezzate dagli stranieri, restiamo impassibili ed insensibili. Non solo, ma non sappiamo neppure farle fruttare, conservandole e valorizzandole con una propaganda adeguata.

Eppure in Italia vi sono tantissime e stupende opere di illustri pittori, scultori ed architetti. Ogni regione, ogni città, ogni comune, ha la sua storia, i suoi monumenti, i suoi gioielli, ignorati, purtroppo, dalla massa.

Il Principe Ranieri non ha bisogno di tassare i suoi concittadini, poiché i proventi li ottiene dai giochi del Casinò oppure dal circuito di Montecarlo, entrambi molto ben pubblicizzati all’estero.

La Repubblica di San Marino vive con il ricavato della vendita dei suoi famosi francobolli, ricercati dai grandi collezionisti di tutto il mondo.

Ripeto ancora una volta: noi potremmo diventare ricchi, se sapessimo curare, valorizzare e pubblicizzare le nostre meravigliose opere d’arte. Il nostro Paese è stracolmo di stupende opere, troppo spesso ignorate dagli italiani.

Forse la mia è solo una voce nel deserto!-

La stupidaggine aleggia nelle nostre teste! -

Siamo troppo spesso abulici verso l’arte, verso il bello e non degni di essere i discendenti di antichi artisti. Non ci rendiamo conto che il nostro patrimonio artistico è uno dei migliori al mondo, e che potrebbe essere per noi, se meglio sfruttato, un’autentica e colossale “miniera d’oro”-

E torna di monito ancora una volta la fatidica frase o meglio l’ammonimento del Re Borbone, detto erroneamente “Francischiello”:- “Buffun e fess, ve sia cunciess!” oppure l’altro famoso detto, riferito sempre al popolo italiano:- “Fest, farin e forn!” -

- A bon entendeur salut! -

VALORI D’ITALIA

Vengono presentate, nella parte seguente del sito, alcune immagini di straordinaria bellezza, legate a storie incredibili, ma realmente accadute, che non mancheranno di stimolare l’interesse del lettore e di suscitare la sua curiosità.

La famosa Cappella Sansevero o Chiesa di S. Maria della Pietà o Pietatella a Napoli è un autentico capolavoro d’arte, per merito dell’ingegno di don Raimondo de’ Sangro, Principe di Sansevero. In essa sono conservate opere marmoree di eccezionale tecnica e fascino.

Il Cimitero sotterraneo dei Cappuccini o “Catacombe a Palermo è un altro capolavoro architettonico e scientifico, per merito dell’impegno e dell’estrema cura dei Cappuccini nel trattamento e nella conservazione dei cadaveri.

Questi Valori d’Italia, frutto dell’ingegno di antichi uomini e autentici miracoli della Scienza, rimangono ancora oggi avvolti nel mistero più assoluto, ai confini della conoscenza umana, in quanto si sconosce il procedimento usato a quei tempi per realizzarli.

“Date, quindi, uno sguardo alle Illustrazioni che seguono, al fine di far conoscere al lettore una parte, sia pure ridotta, del nostro grande Patrimonio Artistico ed Archeologico!”

-------------