Saturday, December 09, 2006
Tempi che furono...
Quando frequentavo, negli anni trenta, le scuole elementari in contrada Polizzano, con la mia brava maestra Molfino, sentivo, ogni mattina d’inverno e di primavera, il cinguettio di stormi di passerotti che, appollaiati su una pianta d’arancio, si rallegravano della bella giornata e forse cantavano una lode al Signore, per ringraziarLo di aver visto un altro giorno.
In primavera arrivavano puntualmente frotte di rondini che, volteggiando per il cielo azzurro, garrivano giulive non solo per darci il benvenuto, ma anche per aver ritrovato intatto il loro vecchio nido. In quel periodo, i contadini aravano i terreni per preparare la semina dei cereali ed era bello vedere lungo i solchi tanti, ma tanti uccelli che si calavano in essi per carpire lombrichi o altri insetti.
In estate volteggiavano i falchi, mentre le chiocce chiamavano i pargoli alla ritirata e il gallo, in atteggiamento guerresco, girava a manca e a destra aspettando impavido il suo nemico. I cigli dei fossi erano pieni di roseti che spandevano quel profumo schietto e naturale lungo le strade. Le cicale, quelle grosse e nere, scomparse da tempo, assiepate sui tralci delle viti, con i loro canti assordanti, ti ubriacavano e ti stordivano, ma ti mettevano nel cuore la gioia della calda estate.
Purtroppo, l’uomo è stato, addirittura, capace di distruggere queste vere bellezze naturali. Al mattino, quando mi alzo sento solo lo sparo dei fucili dei cacciatori. Intorno a me, nel giardino, nel bosco accanto, non sento più il canto, il fischio di un uccello. A volte, dalla mia terrazza guardo il folto bosco e cerco con gli occhi e con le orecchie di vedere o di sentire almeno il canto o il fruscio di un uccello. Macché, è tempo perso, è solo un silenzio di tomba. Sembra che anche il bosco si sia intristito. Le strade del mio caro paesello sono assolate, non si vede anima viva. La gente è rinchiusa in casa, forse intorno alla tv e non vede altro. Il mondo per l’uomo non esiste più, è tutto rinchiuso tra quattro pareti. Per lui, le bellezze della natura non esistono più. Purtroppo l’uomo, questo brutto mostricciattolo, questo lurido essere, è stato, e lo voglio ripetere ancora una volta, capace di distruggere queste bellezze naturali.
Sono convinto che manca pochissimo per la distruzione completa del nostro pianeta. Vorrei, vorrei tanto sperare che l’uomo si ravvedesse e cercasse almeno di riparare i danni che purtroppo sembrano irreparabili ed irreversibili.
Vorrei che la mia bella Italia, la mia Esperia, la mia Trinacria, la mia Enotria ritornasse bella come prima. Vorrei che ci fossero ad amministrarla pochissimi uomini con tanti controlli e super controlli. Non più tanti, tantissimi partiti, non più tanti privilegi e immunità per loro, non più lauti stipendi e compensi vari a tutti i politici, dai sindaci ai ministri; vorrei, insomma, che quelli che guadagnano di più pagassero di più, fino al 90% e nulla, assolutamente nulla ai meno abbienti, in modo che ci fosse una vera giustizia, una vera eguaglianza ed una vera proporzionalità. Quelli che hanno l’obbligo di curare i malati fossero pagati dallo stato, oppure che rilasciassero regolare ricevuta. Chi sbaglia paga. Purtroppo, anche se la legge c’è, non essendoci controlli drastici e punitivi, se ne fregano di rilasciare ricevute e così essi ingrassano e i clienti s’indebitano sempre di più.
Quando le persone s’incontrano dicono: "Il medico Tal dei tali si prende 100 Euro, però c’è quel Sempronio che è arrivato a 200 Euro." E’ proprio uno schifo! Tu, tu governo, che fai? Non senti? Non vedi? Eh! Te ne freghi? E già, tu sei accecato solo dal tuo losco guadagno! Mi fai pena! Vattene! Vattene! Vattene! E......vorrei aggiungere tante altre cose, ma la mia mente, data la tarda età, come si nota dalle ultime frasi, viene meno.
E, in tutto questo caos, mi perdo.....e perciò lascio di pensare e di scrivere.
Il Mondo che cambia
La Privacy
Eterosessuali, omosessuali, gay, lesbiche, transessuali, arcigay, gay pride, gay community, coppie di fatto, PACS, ecc., ecc., ......., quanto, ma quanto putiferio, quanto "casino" si sta facendo in questo inizio del terzo millennio sul riconoscimento legale o non dell’accoppiamento antinaturale. Sono d’accordo che ognuno è libero di accoppiarsi con chi vuole e nessuno ha il diritto di opporsi a tale unione, ma...... bisogna rispettare la privacy.
Questo modo di fare è cosa vecchia.
La differenza però che c’è tra tanto tempo fa e oggi, è che una volta tutto passava in silenzio e nessuno si intrometteva negli affari altrui.
Oggi, invece, se ne fa una cagnara a tutto spiano e, nientemeno, si è arrivati a discuterne finanche in parlamento per un riconoscimento ufficiale. Tutto ciò è veramente assurdo e inconcepibile. Siamo, ormai, arrivati al capolinea. Nel parlamento, purtroppo, abbiamo partitini facenti parte di questi personaggi concepiti non per propria volontà, ma perchè madre natura si è voluta divertire.
A tal uopo, però, non bisogna mai deriderli o beffeggiarli, ma necessita accettarli con compostezza e in silenzio.
Comunque, non accetto, nella maniera più assoluta, il pieno riconoscimento legale, perché madre natura ha creato l’essere maschile e femminile, per la procreazione, sia nel campo animale che vegetale.
La cosa che a me più urta è questo polverone gigantesco che sta investendo tutta l’Italia. La privacy deve valere per tutti. I tedeschi sono tutti o quasi tutti hitleriani e bisogna rispettarli. Essi ne hanno ben diritto. Hanno fatto tremare il mondo e possono essere orgogliosi: noi No, noi No!. Ma la cosa più bella, più intelligente e più logica e che essi non ne parlano. Sono hitleriani in silenzio. Noi, invece, siamo abituati a spifferare ai quattro venti tutto ciò che è futile e inutile e a copiare dall'estero solo ed esclusivamente la parte negativa: che pena e che tristezza mi fanno tutti quei reality show.
Tutto questo vespaio è sorto perché, come ho sempre detto, ci sono tantissimi piccoli partiti e quindi alle elezioni, soprattutto politiche, è difficile ottenere la maggioranza assoluta; c’è bisogno di qualche partitino compiacente....-
Succede, però, che il partitino pretende ed allora nascono i famosi guai.
Con la destra, i veri governanti erano le camicie verdi “
Adesso sono arrivate le sinistre e ci hanno portato questo Ben di Dio, di cui ho sopraccennato.
Non sbaglio perciò quando spesso affermo che siamo veramente un popolo di pecoroni. Siamo noi che non sappiamo sbrogliare la matassa e chiedere una nuova Costituzione. La vecchia, ormai, è sorpassata, retrograda, antiquata e per questo motivo va interamente cambiata.
Forse negli anni ‘50 poteva anche valere, oggi assolutamente No!-
Thursday, December 07, 2006
Turlupinati e Tartassati
"Nondum matura est,........".
Durante l’età scolara, m’è rimasta impressa una favola di Fedro: "La volpe e l’uva". Questa frase calza molto bene ai nostri beneamati parlamentari, che, impotenti a debellare il colossale deficit pubblico, hanno pensato di mandare, il più tardi possibile, i lavoratori in pensione.Operando in tale balorda maniera si avrebbe una maggiore disoccupazione dei giovani, bisognosi di formare famiglia e un mancato bisogno ai vecchi pensionati, di godersi, con tutto rispetto, quel pò di tempo che rimane e che è un sacrosanto diritto, dopo quaranta e più anni di indefesso servizio.
Vorrei chiedere a questi signori della RES PUBLICA: "Ditemi un pò, il danaro quand’è che occorre? Quando si è vecchi e in tal caso non serve più, oppure quando si è giovane e devi formare famiglia: matrimoni, casa, mobilio, ecc. ecc.?"-
E pensare che questi politici possono andare in pensione e che pensione, appena hanno compiuto mezza legislatura. Ci pensate? "Mezza legislatura!". Che ridicolaggine! Che bruttura!. Ripeto: il popolo, i tartassati, i turlupinati, i maltrattati vengono continuamente presi per i fondelli. Questo andazzo mi sconcerta!
Comunque, non s’intenda mai e poi mai ch’io voglia aizzare, sobillare.......Lungi da me questa insana idea. Tengo a precisare ch’io vorrei semplicemente far capire a tutti, che bisogna chiedere, protestare per iscritto al governo di legiferare con oculatezza e onestà, non ad capocchiam, alla sanfaçon, alla chetichella. I discorsi alla Mussolini, che si ripetono ogni giorno nel nostro Paese, ci hanno stufato da quel fatidico e brutto giorno dell’anno 1922. Siamo veramente scocciati dei parolai, dei ciarlatani, dei buffoni che vogliono a tutti i costi passare alla Storia e che ci avvelenano la vita. Basta! Basta! Basta!
Finiamola una buona volta e per sempre nel prenderci per il retro!
Tuesday, December 05, 2006
Il peggior sordo...
O tu lettore di questi miei fogli, non me ne volere, se spesso maltratto i miei concittadini; forse è solo per il troppo bene che nutro per essi, che ogni tanto esplodo. Eppure, c’è tale abulia e disinteressamento per tutto ciò che accade di brutto nel nostro Paese, che mi sconcerta.
E’ mai possibile, io mi chiedo, che essi accolgano con battimani, osanna e bandiere i loro beniamini parlam...., che per una Costituzione sbagliata e infame prendano lauti stipendi, pensioni favolose ed altro dalla Cassa dello Stato, facendo arrivare il deficit pubblico a cifre stratosferiche, per non parlare degli appannaggi da capogiro, che ho già menzionati precedentemente nei miei scritti.
La mia proposta, e la ripeto per l’ennesima volta, anche se è gettata nel deserto, è la seguente: "Vuoi fare il sindaco, il presidente provinciale, regionale o della Repubblica, vuoi fare il parlamentare, il ministro, il capo del governo, vuoi formare un partito politico, ecc.,ecc.?.....a tue sole spese e basta! E aggiungo: "Non esiste la scorta. Vuoi entrare in politica? Sono fatti tuoi e non miei. Esercita la tua professione, se ce l’hai e non rompere i.......! Se truffi, se sgarri non esiste "immunità parlamentare" che ti possa salvare! Tutti i tuoi imbrogli, le tue falsità, le tue papocchie non m’ingannano; vai a farti friggere e paga fino all’ultimo centesimo, con gli interessi, se hai fatto qualcosa di illecito e poi togliti dalle ......!"
Questo è quello che vorrei venisse attuato nel mio Paese: due soli partiti politici, pochi parlamentari, un presidente nel vero senso del termine, a pieni poteri, eletto però solo dal popolo; poche leggi, ma serie, pratiche e severe; controlli e supercontrolli, e chi sbaglia paga!. Niente collaborazione con i pentiti, niente stipendi, privilegi e lussuose crociere per essi. Si sono macchiati di crimini? Si! E allora vanno sradicati con la forza, senza nessun pentimento.
E a queste mie, forse illusorie, reminiscenze, voglio raccontare brevemente delle affermazioni e ordini del passato, però molto efficaci anche oggi, per rendere il mio dire attuabile. Una volta, di tanto, ma non tanto tempo fa, in Campania scorrazzava un eccelso personaggio mafioso U. a C., che dall’esterno costringeva con la sua autorevolezza, tutta la magistratura sammaritana e napoletana, ad obbedire ai suoi ordini. Poi gli fu detto, in seguito, dal nuovo governo "Smamma!".
Ad un casalese gli chiesi come mai Muss..... li avevo domati. E costui mi rispose in modo secco: "Cambiò il nome alla città: (unì Casale, San Cipriano e Casapesenna), da oggi in poi si chiamerà "Albanova" per dire che da questo momento voi state nascendo, e poi ci tolse tutte le armi e noi senza di esse siamo tante pecore." Purtroppo, con tutti questi privilegi e libertinaggio, il nostro Paese è diventato la pattumiera d’Europa e......!
A bon entendeur, salut!
Wednesday, November 29, 2006
E’ possibile il ritorno al bello?
Leggere un buon libro, ammirare un quadro d’autore, osservare con attenzione un monumento, ascoltare una buona musica, estasiarsi a mirare dall’alto di un colle la pianura verdeggiante, respirare l’aria pura del mattino o il nostalgico tramonto del sole, ci si sente conquisi e felici di essere nati. L'erba cattiva non muore mai Diversi anni fa, quando mi accinsi a scrivere questo pamphlet, parlai di Lucky Luciano, che, fatto uscire dal carcere, fu mandato in Italia a trattare con don Calogero Vizzini, nobiluomo siciliano, per un eventuale sbarco, da parte delle forze Alleate, in Sicilia. Nei miei scritti precedenti non accennai minimamente allo sviluppo e al prosieguo di quest’affermata e antichissima famiglia, molto nota soprattutto nell’ambiente politico americano. Parole...Parole...Parole... L’Italia è stata sempre il Paese delle chiacchiere. Basta avere una buona favella piuttosto veloce per ottenere consensi dall’uditorio. Vuoi sfondare? Vuoi vincere un concorso in qualsivoglia amministrazione pubblica o privata? Basta avere una discreta memoria; un linguaggio sciolto e incomprensibile, fatto di paroloni e di frasi inesplicabili, da meritare, senz’altro, il plauso degli ascoltatori. Sogno utopistico In uno Stato di circa 60 milioni di abitanti è superfluo avere un Parlamento con oltre mille tra deputati e senatori. Dice un proverbio: "Tanti galli a cantare non fa mai giorno". Non solo per la inutilità di essi, ma per la confusione e la baraonda che spesso si verifica, e poi l’altro fattore più importante è lo svuotamento che questi personaggi provocano nelle casse dello Stato, causando un indebitamento pubblico colossale ed incolmabile. Se poi aggiungiamo a questo immane deficit, il pagamento ed il mantenimento di circa 43 partiti politici, allora caschiamo proprio nel marasma o meglio nella decadenza di ridicole istituzioni, che ci pongono nell’ultimo gradino della scala dei valori. Indulgenze Plenarie Non ti meravigliare, caro lettore, di questo mio pamphlet (opuscolo), quanto affermo, che le sette religiose hanno nei secoli passati, modificato e stravolto il corso naturale della storia. La Santa Inquisizione non è stata l’unica malvagia e grottesca istituzione clericale, bensì di altre brutture si sono macchiati alcuni potenti prelati con leggi obbrobriose. Il terribile periodo dell'Inquisizione Quando cerco d’immaginare la misera vita di quelle famiglie povere del Basso e Alto Medioevo, il mio cuore si stringe e s’addolora per le tristi vicissitudini di quelle popolazioni europee soggette non solo alla prepotenza dei ricchi latifondisti, ma soprattutto alle terribili misure repressive ordinate dal "Santo Tribunale dell’Inquisizione", presieduto per la maggior parte da serenissimi prelati che, in nome di Cristo, senza alcuna pietà e senza alcuna prova, condannavano al rogo i presunti "eretici" o miscredenti cosiddetti "Marrani". E dire che questi tribunali erano composti da uomini (presunti "uomini", oserei dire) che avevano abbracciato la fede di ...........- Scuola di ieri, scuola di oggi "La massaia che pretendeva due uova al giorno dalla sua gallina" Ricordi d'infanzia Ai miei tempi(anni ‘30), a scuola s’imparavano tante cose, ma con un metodo semplice, progressivo e graduale. S’incominciava con le asticelle, per abituare a tenere bene la matita tra le dita, per poi passare alle lettere dell’alfabeto. Il metodo globale (naturale) non era praticato in alcuna scuola, né c’era la facoltà di scrivere con la mano sinistra. Anzi, si veniva punito. Povero Mondo Marcio
Ci si diventa più buoni, più soddisfatti, più altruisti e più caritatevoli. Negli anni ‘30 - ‘40, durante il periodo scolastico, solevo ogni mattina, insieme con alcuni miei compagni, entrare nell’antico e rinomato Duomo di Capua, distrutto nella II Guerra Mondiale, per ammirare non solo la grandiosità e la magnificenza dell’opera, ma soprattutto per sentirci più sicuri e più soddisfatti, trovandoci in quella maestosità e purezza di arcate e colonne dorate e di statue possenti e affascinanti.
In una di quelle visite, notammo una cappella in cui c’era un affresco straordinario. La figura di quel Santo sembrava uscisse dalla parete e ci venisse incontro. Lo sguardo penetrante e dolce, il lieve sorriso e le braccia spalancate quasi a volerci abbracciare, ci rendeva felici e sicuri. Un cancello di ferro ne precludeva, però, l’accesso.
Comunque, si poteva ammirare l’affresco a non più di 10 metri di distanza. Quasi tutte le mattine dei giorni feriali, per noi studenti, la visita al Duomo e quindi alla cappella era d’obbligo. Ci sentivamo quasi attratti da quell’immagine venerabile che ci dava più coraggio e più sicurezza nell’affrontare i problemi quotidiani.
Alcune sere fa, per televisione, il famoso critico d’arte prof. Sgarbi ha presentato il "Cristo Morto" di Andrea Mantegna. Il mio primo apprezzamento, da profano, è stato alquanto lusinghiero, ma quando Sgarbi ha commentato il "Cristo Morto", sono rimasto affascinato e ho compreso meglio il capolavoro del grande Mantegna. Molto spesso, o quasi sempre, c’è bisogno della spiegazione del critico d’arte, per poter comprendere veramente il significato delle grandi opere dei nostri famosi artisti. E' possibile ammirare l'opera nella pagina del mio sito (Valori Italiani foto n°40).
A parte i trafugamenti e la distruzione delle nostre bellezze artistiche, come ho sempre detto, il Governo deve rendersi garante non solo della sicurezza di tutto il nostro grande e stupendo patrimonio artistico, ma scegliere esperti e professionisti qualificati in materia, in modo da informare e sensibilizzare tutti i visitatori, sia italiani che stranieri. Data l’indifferenza, l’ignoranza e l’apatia di tanti italiani nella misconoscenza dei nostri tantissimi tesori, necessita soprattutto un’adeguata cultura scolastica in questo campo molto vasto ma tanto affascinante.
Sunday, November 26, 2006
Leggo oggi sul Corriere della Sera un articolo interessante sulla polemica degli inquisiti nella Commissione Antimafia. Il senatore forzista Carlo Vizzini, inserito nell’elenco dei commissari antimafia, con vecchie pendenze giudiziarie, insorge adducendo di non aver mai patteggiato con persone di malavita e di essere incensurato. "Nel procedimento Enimont per finanziamento illecito e non per corruzione, c’è stata la prescrizione". Questo è quando si legge nel giornale del 24 c.m. n° 278.
Sarebbe superfluo continuare su questi personaggi, che hanno fatto e fanno la storia italiana. Si capisce benissimo, da questi brevi accenni, da che schiatta nobilissima siamo amministrati. Ormai siamo diventati tante pecorelle al servizio di veri, autentici e rinomati caproni, che ci sbattono di qua e di là come fragili fuscelli. Bestie da soma eravamo e bestie da soma siamo diventati, come canapa al battitoio. Non è, come dice l’articolista, evocare veleni o sollevare una cortina fumogena, ma solo per sapere e far sapere come realmente stanno le cose.
A bon entendeur, salut!
Tuesday, November 21, 2006
Se invece tu usi un parlare pulito, semplice, ma efficace, spiegando dettagliatamente il progetto che ti sei posto, stai pur certo che sarai bocciato.
I ciarlatani nel nostro Paese hanno sempre primeggiato. E se costoro sono poi dotati di una voce sonora, pastosa, nasale e con la R moscia, allora la carriera alle alte cariche dello Stato è cosa fatta. Non viene apprezzato chi in silenzio svolge la sua attività, il suo lavoro con sagacia e precisione, in qualsiasi settore pubblico o privato, anzi spesse volte viene preso di mira dai colleghi e considerato abulico e insignificante:Mobbing(forme assurde di persecuzione psicologica negli ambienti di lavoro).
In molti altri Paesi civili non si fanno chiacchiere, ma fatti. Il motivo per cui i cervelloni scappano dall’Italia è semplice: da noi si pretendono solo teorie e astrattezze petanti ed inutili; altrove invece, il cervellone viene subito messo alla prova pratica e basta. Da noi il concorso a spazzino, a idraulico, a elettricista, a giardiniere comunale, provinciale, ecc. consiste solo nell’iscrizione alla Camera di Commercio e nello svolgere un buon componimento di italiano, senza errori grammaticali o di forma; non interessa alla commissione esaminatrice se costoro sanno veramente esercitare i loro mestieri. E di questo passo avremo sempre più cretini nei vari settori.
A proposito, aggiungo una breve ma significativa risposta, di tanti anni fa, del Presidente della Fiat Agnelli al ministro della Pubblica Istruzione. Il ministro rivolto all’uditorio con voce sicura terminò il suo lungo discorso col dire che dalle nostre università escono insigni ingegneri. La risposta dell’avv. Agnelli fu perentoria e secca: "Signora, io non so che farmene dei suoi teorici ingegneri. Io gli ingegneri tecnici me li preparo nelle mie fabbriche!"- E da allora si continua, purtroppo, ancora a perseverare nel diabolico errore del Mobbing sui lavoratori e sulle loro famiglie, con le gravissime conseguenza, a volte tragiche, che ne derivano.....- Le parole significative dell’avv. Agnelli sono rimaste "lettera morta!". E la...... sale, sale, sale......- C’è arrivata, ormai, fino al collo. Poveri noi!
A bon entendeur, salut!
Basta con tutti questi mangiapani inutili, con tutta questa monnezzaglia, che ci dissangua giorno per giorno. Per governare questo nostro piccolo Paese bastano pochi parlamentari, un Presidente scelto ed eletto dal popolo e DUE soli partiti politici. Basta con tutti gli appannaggi; basta con tanti, tantissimi privilegi, che costano milioni di miliardi all’erario pubblico. E pensare che ci sono tantissimi cittadini disoccupati, i quali, contro la loro volontà e moralità, per sopravvivere sono costretti ad abbracciare la malavita. Capisco benissimo che queste mie opinioni sono utopistiche; ormai il popolo s’è cullato dal ‘48 in poi in questo andazzo vergognoso e ci si sbrodola con piena gradevolezza. Questo andazzo politico, che mi rode dentro, mi assilla talmente da non poterlo trattenere.
Pecore fummo e pecore siamo....-
Sunday, November 19, 2006
A tal uopo, basta accennare al triste periodo storico in cui vigevano le leggi delle indulgenze plenarie a pagamento.
"Vuoi che ti condoni i peccati? Paga e sarai assolto!".
Certamente, oggi, queste brutture avvengono raramente, perché i popoli hanno forse acquisito una diversa mentalità. A quei tempi, mi riferisco al tempo dell’Oscurantismo medioevale, l’ignoranza, la buona fede, l’analfabetismo strumentale e spirituale era molto diffuso. Il popolino di quell’epoca credeva fermamente nella vita eterna e temeva fortemente l’anatema, che spesso alcuni lestofanti, approfittando dell’ignoranza dei fedeli, lanciavano dall’alto del pulpito, con pesanti maledizioni contro presunti eretici. E a proposito, basta ricordare Enrico IV a Canossa.
Ci si domanda: "Come mai un imperatore così potente, teme la scomunica del Papa?". Se si cerca mentalmente di ripercorrere quei tempi, la risposta è presto data. Era tale la genuflessione e il rispetto all’Alto Clero da parte del popolo, da scandalizzarsi e non obbedire più al sovrano scomunicato. Andando avanti nei fatti e misfatti storici ci si imbatte in un’altra bruttura: "L’eredità del titolo nobiliare al primogenito e la reclusione in convento a tutti gli altri discendenti". Legge effimera ed inumana. Questa legge faceva comodo ad alcuni personaggi squallidi che in nome del Creatore gestivano l’andazzo scandalistico per il solo loro tornaconto. Quando moriva l’abate, figlio di stirpe nobile o la badessa, anche lei di schiatta altolocata, il convento o chi per esso ereditava parte dei beni mobili ed immobili.
Ih, che bellezza!. Quanta grazia di Dio pioveva sulla testa di quei Santoni. E mi sovviene alla mente quando udii da una suora d’ospedale, con le mani giunte, profferire la seguente frase: "Ringraziamo il Signore, l’ospedale è pieno!"
Ieri, 18 novembre 2006, a Bracciano (Roma), nel famoso Castello degli Odaleschi, si è celebrato, in uno scenario da favola, il matrimonio tra Tom Cruise e Katie Holmes. Da tutte le parti del mondo sono affluiti nel paese e nella nostra capitale: giornalisti, fotoreporter, cineasti per riprendere il matrimonio di questi due famosi attori, oltre naturalmente a tantissimi ospiti famosi. Le stanze di quei palazzi che si affacciano sulla piazza sono andate a ruba. Una piccola stanzetta, fittata per qualche settimana viene pagata più di 5000 Euro. E dire che c’è gente, troppa gente ormai, che non ha neanche un tozzo di pane per sfamarsi.
"Pazzo, pazzo, pazzo mondo.....!"
Thursday, November 16, 2006
Le assurde e ignobili atrocità compiute dalla "Santa Inquisizione" furono tantissime nel medioevo. In nome di Dio venivano torturati con ogni mezzo e poi condannati a morte non solo uomini, ma anche animali, bambini e soprattutto donne: la cosiddetta caccia alle streghe.
Si processavano addirittura i morti accusati di eresie e le loro ossa disseppellite e bruciate in pubblico ed i loro beni confiscati dalla Chiesa.
Ora, io mi domando come sia possibile che un "Venerabile" dell’epoca si arrogava il diritto di mandare a morte un povero cristo, accusato di eresia o magari perché il suo corpo era posseduto dal demonio. A mio avviso non c’è differenza tra i Santoni delle tribù primordiali e questi vigliacchi impostori del Medioevo che, facendosi scudo della Croce del Cristo e del Sacro cordone, mandavano alla tortura e poi al rogo, per futili motivi, migliaia e migliaia di innocenti. A tal uopo basta ricordare Giovanna D'Arco, Giordano Bruno, Galilei, il Savonarola, Martin Lutero, Giuseppe Balsamo, soprannominato Conte di Cagliostro, Raimondo De Sangro, principe di San Severo e tanti, tanti altri, per capire come si doveva onorare, adorare e venerare il Cristo e soprattutto i serenissimi e venerabili prelati ("inquisitors") di quei tempi. Addirittura veniva considerata eresia e quindi punibile con torture e morte, il solo sospetto del "pensare". Cioè l’inquisitor poteva accusare una persona di "pensare" contro la Chiesa e quindi condannarla.
E vorrei, a questo punto, ricordare la famosa frase dei santoni romani, i quali per giustificarsi, aggiungevano e spostavano una sola virgola: "Ibis et redibis non morieris in bello."- Adesso mi rivolgo ai giovani: "Io mi son permesso di accusare questi orribili mostri del passato in quanto sto al tramonto e poi me ne frego. Voi giovani avete una vita davanti e allora non vi conviene parlar di loro e......- Potreste essere indiziati come "Marrani" e allora sarebbero guai, guai grossi, anche nella nostra epoca. Non credete alle varie chiacchiere sulla pietà, sul perdono, sulla misericordia, ecc., ecc.- Cambiano solo e soltanto i nomi, ma la realtà non è mai, purtroppo, cambiata e non basta, assolutamente, un semplicissimo perdono dall'"Alto", per annullare o dimenticare secoli di tanta efferatezza e crudeltà. Mi permetto, adesso, umilmente, di citare una famosa frase di Gesù (Vangelo di Giovanni), che forse preannunciava la futura venuta della "Santa Inquisizione": "L'ora viene che chiunque vi ucciderà crederà di rendere un culto a Dio. Faranno questo perché non hanno conosciuto né il Padre né me".
"Il lupo perde il pelo, ma non il vizio!"-
Moro voleva fare, d’accordo con Berlinguer, il famoso "Compromesso Storico" che avrebbe dato la maggioranza assoluta al Governo (DC 44% + PC 33%). Purtroppo questo patto dava fastidio ad alcune grandi potenze dell’Occidente ed anche a certi venerabili "Santoni". Quindi, l’unico modo per farlo tacere era eliminarlo. In seguito, il PC perdette più della metà del suo elettorato. Ma come ci sanno fare! Arrivano sempre ai loro scopi. O con le buone o con le cattive. I loro terribili e letali tentacoli arrivano ovunque.
Guai a non fare il baciamano o il servitorello o il pecorone o il sottomesso. Sei fritto .......!-
Tuesday, November 14, 2006
In Aritmetica s’incominciava dalla conta dei fagioli per finire con la tavola Pitagorica.
In quarta e in quinta elementare si passava all’apprendimento della storia risorgimentale per terminare con la I Guerra Mondiale.
In geografia l’apprendimento era ancora più semplice: da un sommario degli oceani e dei continenti si passava alle regioni e province d’Italia.
In matematica ci si scervellava sui problemi di compra-vendita e con la conoscenza della geometria piana e solida. In italiano si studiava profondamente la grammatica e ci si teneva molto allo svolgimento del tema.
In scienze s’apprendeva un pò di botanica e di zoologia. Le materie che primeggiavano erano il canto e la ginnastica. Da questo abbozzo di programma sintetico si evince subito la discontinuità tra le varie materie di studio e la pochezza di conoscenze in ogni disciplina.
Rovesciamo la medaglia e parliamo della scuola di oggi. Dal giorno in cui il primo ministro del dopoguerra della Pubblica Istruzione emanò i nuovi programmi ne nacque una tale confusione tra docenti e alunni da rimanere annichiliti e incapaci a portare avanti una programmazione petante, pesante e incomprensibile. Nientemeno si pretese dagli insegnanti di studiare la maggior parte dei pedagogisti stranieri e si tennero continuamente corsi e corsi di aggiornamenti con spreco di soldi e di tempo per lo Stato e per gli insegnanti.
Ne nacque un tale disordine che portò la classe dei docenti a rivedere, finalmente, i vecchi metodi e ad avere poi la libertà di adottare ognuno il metodo che gli era più congeniale. (es: metodo alfabetico, metodo sillabico, metodo globale o naturale e chi più ne sa più ne metta.) La maggior parte dei maestri delle scuole elementari ha adottato quasi sempre il metodo naturale, che si adatta di più alle capacità di apprendimento del bambino, senza traumatizzarlo a ripercorrere a ritroso il linguaggio.
Mi spiego meglio: il bambino prova una gioia immensa quando, tutto d’un colpo, pronuncia la parola "mamma" per la prima volta. Adottando invece il metodo sillabico, fa un passo indietro. Un’altra legge scolastica effimera fu quando si dette a chiunque la possibilità di scrivere testi scolastici.
Ogni scribacchino, allettato dalle Case Editrici, si cimentò a scrivere testi scolastici, pieni di nozioni petanti ed astruse, da confondere non solo gli alunni, ma anche gli insegnanti. Tanto per capirci meglio, faccio degli esempi: in un sussidiario della S.A.I. di V elementare (Ieri, Oggi e Domani), di tanti anni fa, non veniva menzionato l’intervento degli U.S.A. nella I Guerra Mondiale, che fu decisivo soprattutto per l’Italia.(1917)
E ancora, in un sussidiario di III elementare, si pretendeva, nientemeno di spiegare agli alunni le quattro operazioni nel "Sistema Binario". Insomma, oggi, si pretende che il fanciullo s’impossessi di quasi tutto lo scibile umano e non si tiene conto di dargli le nozioni più semplici, con una certa gradualità, rispettando soprattutto l’età scolara.
Oggi non si tiene conto di rispettare le fasi di crescita del bambino (pubertà, adolescenza e giovinezza).
A questo punto torna ad hoc la storiella della massaia che pretendeva dalla sua gallina due uova al giorno e continuava a darle cibo in continuazione. Alla fine la gallina crepò.
Potrei continuare per ore ed ore ad elencare altre astrusità e assurdità in tanti testi scolastici. Vorrei, inoltre, consigliare, e non me ne vogliano, tutti gli insegnanti della scuola dell’obbligo ad usare un metodo semplice, progressivo e graduale. A volte si può essere colti, ma non capaci di comunicare e di farsi capire. Non è affatto vero che bisogna sapere cento per spiegare dieci.
L’importante è capire chi si ha di fronte ed usare quella metodologia adatta per quell’allievo. Gian Giac Rousseau è stato un grande pedagogista, ma un pessimo insegnante. La causa è facilmente spiegabile data la sua vasta cultura. Egli non sapeva rendersi semplice con il piccolo Emilio.
Ritengo, senza alcuna presunzione, che la metodologia è la leva basilare ed essenziale per ottenere in una scolaresca ottimi risultati.
Friday, November 03, 2006
Avevo all'incirca 10 anni quanto scrissi questi elementari versi:
"Povero mondo marcio, scervellato e pazzo,
lorcio, fetido e puzzolente,
detrito villoso e ancor fetente,
via, via da me putrido sfarzo!"
Ho voluto citare questi improvvisati versi della mia infanzia usando vocaboli inadeguati, al solo scopo di far conoscere al lettore il mio innato pessimismo, che mi ha sempre condizionato e reso la vita molto amara. I dissapori, i dispiaceri, gli errori, la falsità della gente, hanno inciso profondamente sul mio carattere e nel profondo del mio animo, sempre anelante d'amore e di libertà. L'Enigma del primo uomo sulla Terra Sono state formulate tante ipotesi sull’origine del primo uomo sul pianeta Terra, ma fino ad ora non si è avuta ancora una teoria certa e rassicurante. C’è chi afferma che l’uomo sia venuto dal mare, adducendo l’adattamento sulla terra ferma nella trasformazione delle pinne e branchie in arti e polmoni; c’è chi afferma che proveniamo dalle scimmie e chi ci dice che nel quaternario si sia verificata l’evoluzione del genere umano dall’homo erectus et habilis all’homo neandertalensis, secondo le teorie sviluppate dall’antropologo Darwin. Questo pazzo, pazzo mondo: Il bene e il male L’uomo ha in sé due forze contrarie: "IL BENE E IL MALE". Quando il bene soggioga il male, egli compie atti meravigliosamente grandi e si prodiga al miglioramento e alla riuscita delle sue opere; però nel momento in cui il male schiaccia il bene, allora l’uomo compie azioni ignobili e disumane che lo pongono all’ultimo posto tra tutte le specie viventi. Lettera al mittente
"C'est la vie!" direbbero i francesi e concludo con i famosi versi del Foscolo: "...e s'addormenta quello spirto guerrier ch'entro mi rugge."
Non meravigliarti, tu lettore di questi fogli, quando affermo che l’uomo è la creatura più feroce e bastarda che esiste sulla crosta terrestre. Basta leggere il n° 11 di Newton (95) e ti renderai subito conto che ho pienamente ragione. Da Newton n° 11 "I Test in Australia hanno lasciato un terreno che resterà contaminato per decine di migliaia di anni. Cinquant’anni fa gli inglesi effettuarono centinaia di testi nucleari in un deserto dell’Australia deportando migliaia di persone. Gli aborigeni vennero fatti ritornare nelle loro case, poco dopo, con la garanzia che non avrebbero corso alcun pericolo radioattivo. Così, purtroppo, non è stato...".
Viva l’Inghilterra! Viva la Regina! Viva gli inglesi! E chi più ne sa più ne metta. Tutte le volte che vedo la regina in tv faccio il confronto: la regina nella sua sfarzosità e regalità e l’aborigeno attaccato e contaminato dalle radiazioni. Che assurdità! E intanto torna alla mia mente la poesiola che scrissi all’età di dieci anni: "Povero mondo marcio, scervellato e pazzo.....".
Saturday, October 28, 2006
E, adesso, anch’io (non ridete) voglio dire la mia: "L’uomo non ha un’origine terrestre, ma proviene da un altro pianeta o satellite o altro corpo dell’universo. Gli scienziati moderni hanno accertato che nell’universo conosciuto, ci sono più di 40-45 sistemi stellari molto simili al nostro.
Ebbene, potrebbe anche darsi che l’uomo, che non si ferma mai perché non è mai pago della sua conoscenza e voglia di scoprire nuovi mondi, sia atterrato sul nostro pianeta. E’ na’ balla colossale, universale, cosmica? Tanto piacere!". Secondo me, l’uomo, nell’attraversare l’universo, è giunto qui bambino, nella sua forma ed origine primordiale e quindi inconsapevole del suo passato. Ad avvalorare questa mia ipotesi, faccio presente che analizzando le polveri di alcune comete o di alcuni meteoriti, si è scoperto che erano costituite al 90% dalle stesse sostanze organiche che compongono le specie viventi sulla Terra.
Se si potesse allestire, idealmente parlando, un immenso tribunale ove potessero partecipare ogni rappresentante di ogni specie sia del regno animale che vegetale per stabilire, una volta e per sempre, colui che si è macchiato di tanti crimini e si è reso responsabile del disastro ambientale di tutta la Terra, sono sicuro, senza tema di smentita, che tutti i rappresentanti presenti nell’aula di tribunale, indicherebbero una sola specie: "E’ quella lì! E’ l’animale uomo!" I capi d’accusa risulterebbero tantissimi e inconfutabili: scissione dell’atomo; avvelenamento delle acque del mare, dei fiumi, dei laghi e degli oceani con scarichi nocivi e letali per la flora e fauna acquatica; sostanze tossiche scaricate dalle fabbriche e dai mezzi di locomozione; radio, tv, telefonini e rispettive antenne che riempiono, ormai, l’aria di onde nocive alla salute umana; radioattività provocata da sottomarini e navi a propulsione nucleare; petroliere che vanno alla deriva; centrali nucleari e ordigni atomici che portano nei secoli radiazioni, morte e distruzioni nell’aria, nel mare e sulla terra; perforazione della fascia dell’ozono, non solo per opera dell’inquinamento, ma anche per le tantissime navicelle spaziali e missili che l’attraversano in continuazione, riducendola ad un colabrodo e permettendo la penetrazione dei raggi solari nocivi; avvelenamento delle colture con pesticidi; scioglimento dei ghiacciai e innalzamento dei mari; distruzione e incendi di boschi e foreste e riduzione dell’ossigeno nell’aria, di cui ne abbiamo tanto bisogno; e chi più ne sa più ne metta. Alla fine, però, questa bestia umana, quando s’accorge del colossale disastro irreversibile che ha combinato e che nulla si può fare per salvare il salvabile, fugge, scappa, da vero vigliacco, in cerca di un altro corpo nell’universo da conquistare e colonizzare secondo le sue sporche ed ignobili abitudini passate.
L’uomo si comporta come quel bambino che gioca con la sabbia del mare e costruisce magnifici castelli di sabbia (predominanza del bene). Poi, chissà che gli prende, per quale assurda ragione, distrugge in un attimo tutto il lavoro minuzioso fatto e scappa, fugge via (predominanza del male). A questo punto, a proposito di "monnezza" (immondizia), voglio raccontare una favola che lessi, negli anni ‘60, in un libro di lettura delle scuole elementari: "In uno dei tanti pianeti dell’universo viveva un popolo molto civile: ordinato, preciso, laborioso e soprattutto amante della pace e della pulizia. In tutte le strade, nelle case, negli uffici, ecc., non c’era un pezzo di carta per terra, un minimo rifiuto, neppure volendolo pagare a caro prezzo. Era quindi un popolo all’avanguardia della civiltà: ogni cittadino era consapevole e rispettoso delle leggi e ci teneva a gareggiare nella rettitudine e nell’onestà. Purtroppo, però, un brutto giorno il cielo di quel pianeta si oscurò di botto e incominciarono a cadere cartacce e immondizia di ogni genere. I cittadini non sapevano a chi santo rivolgersi e si chiedevano, stupiti e terrorizzati, da quale pianeta dell’universo potesse giungere tale "monnezza". Batti e ribatti, dopo un pò, la radio, la televisione, dai megafoni, dalla stampa, fu precisato che tutta quella porcheria proveniva da un unico pianeta: il pianeta Terra." Anche se questa è soltanto una favola, ritengo che calza molto a pennello per noi terrestri, soprattutto in questo terzo millennio.
Tognotti, nel ‘56, coadiuvato da un altro compagno di partito, assurto, quest’ultimo, ad una carica eccelsa, scrisse una lunga e perentoria lettera al compagno Stalin, incitandolo a sopprimere con la forza la Rivoluzione Ungherese. Ora io mi chiedo: "Come hanno fatto questi loschi figuri ad occupare cariche politiche così importanti?". Tu, lettore di questi miei scritti, non ti meravigliare se spesso boccio la classe politica, accusandola di lassismo e corruzione. Ricordati sempre, che costoro la maschera dell’ipocrisia non ce l’hanno stampata solo in faccia, bensì essa è innata nel cuore e nella mente. "Vuoi vivere tranquillo?"-"Non ti curar di loro, ma guarda e passa!"
(*) Dopo 50 anni la lettera dall’Est ritorna all’Ovest.
Tié, che bellezza!-
Grida a squarciagola
(dal Paese di Vattelappesca)
"Il peggior sordo è colui che non vuol sentire!"
O voi pretori della Giustizia, o voi Politici, o voi Forze dell’Ordine, che ci state a fare, sdraiati su quelle comode poltrone di lussuosi uffici, illuminati sempre e dotati di tutti i confort?
"Ed io pago!" diceva Totò. Intere famiglie sistemate, attraverso concorsi fasulli in strutture pubbliche e private, con l’appoggio di politici corrotti. La notizia, spifferata da "Striscia la Notizia", di quelle famiglie sistemate all’Università di BA e di BO, non vi ha scossi? Che razza di gente siete? Fate finta di non sentire? Eh, già, voi siete in regola, perché non è giunta alla Procura della ....... nessuna denunzia! Bravi, ma come siete bravi! Vi manca solo un ago sotto la poltrona!"Andate a farvi.....!"
Mi fate pena!.........
Wednesday, October 18, 2006
L'egoismo umano
"Io sto bene e me ne frego degli altri". Questo motto effimero e maledetto vige nei secoli e si tramanda da padre a figlio. Ho forse esagerato? Ho detto una corbelleria? Sono irragionevole? Ebbene, cercherò di chiarire questi concetti, che possono sembrare grotteschi. L’uomo, in genere, è ipocrita. Cerca, si sforza di apparire buono, altruista e collaboratore del prossimo, ma in realtà è egoista, falso. Con gli altri discorre, discorre, ma internamente cova la cattiveria.
Mi spiego meglio: al mattino, quando mi sveglio amo fantasticare e ripercorrere le mie avventure e ciò che ho visto, ho sentito ed ho fatto. Stamane, verso le ore 4 mi sono svegliato e davanti agli occhi si è presentata quell’immagine televisiva di quei bambini del Biafra: bambini scheletrici, dal viso smunto coperto di mosche e zanzare, dallo sguardo languido e pieno di tristezza, quasi presagio di morte.
Subito dopo sono comparsi venti, trenta, cento, mille, un milione di quei visi pallidi che imploravano aiuto e allungavano le braccia scheletriche verso una dama elegantissima, vestita con abiti di seta e scortata da guardie regie. Ella, temendo di essere contagiata da quei malaticci, ha fatto un cenno con la mano e subito è sorto un muro tra lei e quei poveri bambini. Non era un muro qualsiasi, ma tanti castelli che la proteggevano. Era una regina. E pensare che quei castelli apparterranno solo a lei e ai suoi discendenti. I suoi sudditi che, una volta, dominavano i tre quarti del mondo, oggi, solo per la velleità di apparire, mantengono quella regina, che all’erario pubblico costa miliardi e miliardi di euro. "
Tutti i bimbi della Terra sono fratelli e devono avere lo stesso trattamento." E’ un’utopia la mia, direste voi! Per me è una sacrosanta verità, che va rispettata. E confermo: "E’ inutile tenere conferenze, riunioni, congressi, discorsi per apparire. Sono i fatti quelli che contano, il resto è illusorio. Perciò state zitti, abbiate il coraggio d’essere muti e non d’ingannare la gente! Furfanti!" Questa scena è scomparsa e ne è apparsa un’altra peggiore della precedente. Un venerabile santone con paludamenti lussuosi e con le mani giunte pregava per quei poveri bambini. "Aiutiamoli!" diceva: "Non li fate morire! Sono nostri fratelli!". I fedeli, in coro, pregavano e piangevano. E intanto quei fanciulli scheletrici continuavano a morire di fame, di sete e di malattie. La stampa, la radio, la televisione, internet, con grande clamore, hanno dato la seguente notizia: "E’ nato l’erede al trono dell’impero giapponese!" Ora io mi domando: "Ma si può essere tanto ipocriti, tanto egoisti, tanto malvagi? Che differenza c’è tra un bambino del Biafra e un bambino ovattatto e coccolato dalla "Star" tal dei tali? Mi sono spiegato?". Purtroppo questo è il mondo! Chi piange, chi soffre e chi ride.
Da piccolo m’è sempre piaciuto guardare i formicai. C’è la formica sciancata, quella che in un rivolo d’acqua affoga e quella che, col fuscello in bocca, raggiunge felice il suo casolare. Così è fatto il nostro mondo, purtroppo. C’è il tartassato che viene abbandonato a se stesso e chi guazza nell’oro ed è felice. I politici, poi, per apparire, parlano, parlano, parlano per mascherarsi e per crearsi un alibi. "Tanto" dicono: "questi sono solo tapini e pecoroni!".
Ieri sera, ho visto in tv la grande nostra metropoli piena di "monnezza"(immondizia). Poi è apparso il sindaco e il presidente che, con quelle facce di bronzo, dicevano: "Abbiamo fatto questo, quest’altro e abbiamo creato in tutta la nostra città un clima di benessere, di ordine e di prosperità!". Quanta, ma quanta ipocrisia. Sono nauseato da tutti questi pusillanimi, da questi sepolcri imbiancati che godono, si divertono e si sollazzano, mentre la maggioranza dei cittadini non ce la fa proprio più. Quando riuscii, negli anni passati (anni ‘60), a comprare un televisore, la prima scena che mi si parò davanti agli occhi e che m’è rimasta impressa fu una scena stupenda che riprendeva il re Gustavo di Svezia o probabilmente qualche altro re, non ricordo bene, nella sua abituale passeggiata. Quello che è certo è che era un re nordico. Di questo ne sono sicuro. Un fotoreporter, di nascosto, aveva ripreso, da lontano, un signore molto alto e robusto, che indossava un cappotto lungo e in testa calzava un cappello scuro, mentre al braccio penzolava un grosso ombrello. Era il re, che da solo e a piedi si recava a palazzo reale per ricevere un ambasciatore straniero. Ad un tratto il re, dal marciapiede fu costretto a scendere sulla strada per poi risalirne. Dei bambini, accovacciati per terra, giocavano. Più avanti, dalla strada venivano tre signore che conversavano fra di loro. Il re si tolse il cappello e le donne, senza scomporsi, lo salutarono con un gesto della mano, come si fa usualmente con una qualsiasi persona. Il re entrò nel palazzo e ne uscì sopra una carrozza dorata insieme con un signore. A cerimonia finita, il re ritornò a palazzo reale e, poco dopo, ne uscì con gli stessi abiti di prima, ritornando da solo e in silenzio a casa sua da semplice cittadino.
Cosa abbiamo imparato da quest’esempio di vera DEMOCRAZIA? Niente. Scorta (e che scorta) 24 ore su 24 dal presidente al più insignificante politico o magistrato. Fatevi un pò i conti di quanti usufruiscono di questo privilegio. Ne sono tantissimi. E fosse solo questo. Ne hanno tanti e tanti altri di privilegi. E intanto la massa dei cittadini paga. "Ed io pago...." diceva Totò. Un’altra trasmissione che m’è rimasta impressa nella mente fu, sempre negli anni ‘60, l’intervista di un nostro giornalista ad un console del Nord Europa in Italia. Alla domanda del giornalista il console rispose: "Voi in Italia parlate sempre di maturità politica, dal ‘48 ad oggi. Noi, invece, educhiamo il popolo alla maturità sociale. Mi spiego meglio con un esempio: "Da voi, se il lattaio lascia sull’uscio di casa la bottiglia di latte, state pur certi che quella bottiglia scompare. Da noi, il cittadino non ruba la bottiglia di latte oppure non pensa mai di fare un furto in Banca, perché sa benissimo che quel furto ricadrà sulla sua economia. Questa è vera Maturità Sociale!". In questi giorni la stampa non fa altro che parlare dei continui furti nei supermercati del formaggio parmigiano. Questi furfanti, poi, si lamentano che il parmigiano è rincarato. Roba da matti! A quale mondo apparteniamo? Al 3° - al 4° mondo? La risposta ricavatela voi!
A bon entendeur, salut!
Sunday, September 24, 2006
Comportamento di soldati tedeschi e americani nella seconda Guerra Mondiale
Preciso che il mio giudizio su quanto vo’ a riferire è prettamente personale. Dirò in maniera esplicita ciò che accadde nei mesi di settembre-ottobre del "43. Un centinaio di soldati tedeschi, dopo l’8 settembre si accampò, come ho precedentemente accennato, nei pressi della mia abitazione paterna. Essi, ogni mattina, venivano ad attingere acqua al mio pozzo. Io, per tema di rappresaglie, m’ero rifugiato in soffitta e da uno spioncino osservavo come i soldati, a dorso nudo, si lavavano. Erano molto disciplinati e curavano molto il corpo e il vestiario. Non davano alcun fastidio nè ai miei congiunti, nè ai vicini di casa.
Quando mia madre chiedeva loro se dovevano scasare o restare, l’interprete rispondeva: "Signora, per il momento, non abbiamo nessun ordine di minare Piana, se ciò dovesse accadere, vi informeremo." Compresi col tempo che il soldato tedesco ubbidiva ciecamente agli ordini del suo diretto superiore. Per lui il
Negli anni "60, ebbi l’occasione di leggere in un quotidiano dell’epoca il seguente articolo: "Una commissione d’inchiesta americana era stata inviata in Germania per accertare lo stato generale delle fabbriche tedesche rimaste ancora in piedi. In uno dei verbali risultava che tutte le fabbriche di apparecchiature ottiche erano state rase al suolo. Un paio di anni dopo ("50 - "52) nei mercati americani arrivavano nuove apparecchiature ottiche migliori delle precedenti. Furono inviati nuovamente gli esperti a verificare meglio la provenienza di detti apparecchi.
Con sommo sbalordimento la commissione constatò che la fabbrica in oggetto era sorta in men che non si dica. Interpellato il Direttore della fabbrica si ebbe questa risposta: "Alla morte di mio padre, caduto sotto la fabbrica, ho convocato tutti i vecchi operai superstiti e ho detto loro: "Se mi aiuterete a ricostruire la fabbrica con i miei e i vostri risparmi diventeremo tutti soci e azionisti." Ora, se trasferissimo questo discorso in Italia, son sicuro che sarebbe una voce nel deserto. Diceva bene Montanelli: "Noi non siamo affidabili neanche nell’inaffidabilità."
I soldati americani, stanziati provvisoriamente sin dal settembre del "43 in Fagianeria, oggi proprietà della Cirio, venivano spesso in paese e non chiedevano altro che vino, signorine e liquori. Erano molto socievoli e buontemponi. Avevano un cuore d’oro, ma quando si ubriacavano erano guai. Bisognava solo scappare e chiamare la Polis. Il soldato americano era incurante della propria persona. Se però doveva affrontare il nemico si buttava nella mischia, anche senza aspettare l’ordine del superiore. La vita e la morte lo lasciavano indifferente. prendevano la vita come si presentava. Non si ponevano grilli in testa del se e del come; il loro motto era: O la va o la spacca. Freddi e severi con se stessi i tedeschi, caldi e ilari gli americani. "Campa oggi, che domani Dio ci pensa". Noi spesso diciamo: "Fai poco e quel poco che fai fallo fare agli altri".
Questo motto si addice a noi italiani. Molti soldati americani, in libera uscita, facevano a gara a bere birra e liquori, poi uscivano all’aperto, si ficcavano in bocca l’indice e il medio e rigurgitavano tutto quello che avevano mangiato e bevuto. Poi rientravano nell’osteria e incominciavano daccapo. Nati e cresciuti in un regime nazifascista, che ti rendeva la vita insostenibile e senza alcun avvenire, ci sentivamo noi giovani di quell’epoca nefasta, talmente inutili da sembrare larve umane e ombre che si annullano nel buio della notte. Non avevamo personalità. Sottoposti ad un regime illusorio e intollerante, il nostro io s’era assopito in un torpore di tristezza e di collera avvilente, per cui il futuro per noi giovani era diventato un’utopia. Il nazifascismo intollerante e una guerra disastrosa avevano reso la vita ancora più amara.
L’arrivo degli americani fu per noi non solo una liberazione, ma il riconoscimento e l’esaltazione della nostra personalità di pensare e di agire liberamente: capaci di poter creare un avvenire sicuro e gradevole con le sole nostre forze e capacità d’intendere e di volere.
Monday, August 14, 2006
Uomini insigni, premi Nobel, costretti a lasciare la loro Terra o fatti sparire...
Ettore Majorana, nato a Catania il 05/08/1906, scomparso il 26/03/1938. (vedi nella pagina del mio sito: Valori Italiani una sua foto ed il suo ultimo scritto all'amico Carrelli; foto n°42 e n°43/ Palermo,26-03-1938).
Grande Fisico, di origine catanese, s’imbarcò nel "38 su un traghetto napoletano per Palermo e scomparve nel nulla. Stava studiando all’Università di Roma per gettare le basi della Fisica Nucleare. Era giunto alla scissione teorica dell’atomo e alla previsione di una catastrofe nucleare. A Roma nel 1928 consegnò al suo maestro Enrico Fermi appunti da risolvere sulla struttura dell’atomo concretizzati in precedenza dal giovane studente in appena una sola notte. Il suo maestro, invece, impiegò una settimana di duro e impegnativo lavoro per la loro risoluzione. Oggi 2006 si commemora, in sordina, il centenario della nascita di questo giovanissimo scienziato, scomparso misteriosamente e prematuramente, all’età di 32 anni.
Che peccato! Chissà, se fosse vissuto per altri decenni, cos’altro avrebbe scoperto. Ad un insignificante e sconosciuto parlamentare si dà la scorta 24/24 ore; ad un illustre scienziato, la protezione è solo un sogno. Quanta, ma quanta incongruenza umana si è costretti a subire nella nostra bella Italia. Anche in queste paradossali manifestazioni siamo all’avanguardia sugli altri popoli. Scriveva Indro Montanelli: "Non siamo affidabili, neanche nell’inaffidabilità". Il suo maestro Enrico Fermi, quando insegnava all’università, (senza togliere alcun merito a questo grande e insigne scienziato) riempiva la lavagna di calcoli matematici e di formule complesse; il suo allievo Ettore Majorana li risolveva a mente. Si racconta che all’età di 4 anni Ettore eseguisse a mente moltiplicazioni a tre cifre. Nei suoi scritti egli afferma che il nucleo dell’atomo è costituito da protoni e neutroni e non da elettroni, che girano in orbite attorno al nucleo. Ora sorge spontanea la domanda: "Che fine fece il Majorana? Come, dove e quando morì?". Nessuno l’ha mai saputo!.
Procediamo per deduzione: se fosse stato un suicidio, probabilmente il corpo, al 90% si sarebbe trovato, a meno che non fosse finito in una colata di cemento armato; escludendo il suicidio, si può pensare al sequestro, ma col tempo, qualche notizia sarebbe trapelata. Nel "38 le ricerche durarono poco e furono presto insabbiate. Allora, la domanda sorge spontanea: "Il Majorana era, forse, di scomodo a qualcuno?".
L’attuale Carlo Rubbia, insigne premio nobel per la fisica, è stato costretto ad emigrare in Spagna, per portare avanti la sua grandiosa idea: la costruzione di una colossale centrale termodinamica, che produca energia elettrica, attraverso la cattura dei raggi solari. La sua invenzione riprende e perfeziona la scoperta del famoso Archimede. Il progetto doveva essere sperimentato in Sicilia, ma i politici gli hanno voltato le spalle. E pensare che una sola centrale "solare termodinamica", otterrebbe la stessa potenza di una grande centrale nucleare.
Di grandi personaggi storici, silurati dai politici, se ne contano tanti. Basta citarne alcuni: Cristoforo Colombo bussò alle porte di tanti principi italiani, prospettando loro l’esistenza di nuove terre da scoprire, ma tutti lo presero per pazzo e gli voltarono le spalle; la triste fine che fecero fare all’ingegnere Enrico Mattei; la beffa subita dal Meucci, etc., etc.- Enrico Mattei era presidente dell’ENI. Nel 1962 il piccolo aereo (bireattore) su cui viaggiava l’ingegnere precipitò in un campo, in provincia di Pavia. La versione di un contadino, testimone oculare, fu che l’aereo esplose in volo. Tale versione fu cambiata per ben 7 volte, il che fa sospettare che il poveraccio fu costretto dai potenti dell’oro nero a ritrattare la sua testimonianza. Il caso fu chiuso come semplice incidente di volo. Il grande manager italiano si sarebbe dovuto recare pochi giorni dopo in Algeria per firmare l’accordo sulla produzione di petrolio, accordo molto scomodo alle "Sette Sorelle"........- E pensare che Alexander Graham Bell aveva appena compiuto due anni quando Meucci già aveva sperimentato con successo il teletrofono. Ci sono voluti 113 anni per smuovere dal torpore i nostri politici, affinché il Meucci venisse finalmente considerato il vero inventore del telefono. Ecco dimostrato il perché di tanti intellettuali che scappano all’estero (fuga dei cervelloni). A te, caro lettore di questi fogli, l’ardua sentenza sulle scelleratezze di tanti politici senza scrupoli, leccapiedi dei magnati dell’oro nero.
Saturday, June 24, 2006
Ministri impreparati e inidonei
(Esami sì, esami no)
Corre voce, da poco tempo a questa parte, che il ministro della Pubblica Istruzione vorrebbe modificare la commissione d’esame alla maturità, sostituendo i membri interni con quelli esterni.
Dice un proverbio: "Tanti galli a cantare, non fa mai giorno
SINCERITA’ E IPOCRISIA
(uomne, uomnicchi e chichirichì)
Nel ’46, il popolo italiano fu chiamato alle urne per scegliere la Monarchia o la Repubblica. Da una parte si schierarono tutti i nostalgici e devoti alla Casa dei Savoia, dall’altra parte si associarono repubblicani, socialisti, comunisti e liberali. Dopo tanti anni, anche le donne furono ammesse a votare. Il popolo italiano, uscito malconcio da una guerra disastrosa, riuscì a trovare la forza, il coraggio di avere un governo stabile e deciso a sollevare le tristi condizioni in cui s’era venuto a trovare. Il Sud era per la Monarchia; il Nord per la Repubblica. A metà spoglio, la prevalenza era a favore della Monarchia, poi le cose cambiarono e alla fine prevalsero i repubblicani. Il re Vittorio Emanuele III abdicò a favore del figlio Umberto II, che parlò di brogli elettorali, adducendo la sconfitta al non conteggio delle schede bianche e nulle. La Corte di Cassazione si espresse però a favore dei repubblicani. Il re Umberto II, per tema di una rivoluzione, lasciò definitivamente l’Italia, per non mettervi mai più piede. Queste elezioni furono pilotate da Nanni, Tognotti, Gaspariello e Andreatta. Adesso m’accingo a spiegare brevemente il testo di questo brano "Sincerità e Ipocrisia".
Il famoso giornalista e storico Indro Montanelli, sul suo giornale "La Voce" scrisse: "…..A Piazzale Loreto io c’ero…..". Andreatta, alla domanda: "Ci furono brogli elettorali nelle elezioni politiche del ’46?", risponde: "Meglio non scavare nel passato…..". Agli storici, quest’ultima espressione, ha lasciato molti dubbi e non riescono ad ingoiare il rospo. Si suppone, quindi, che brogli elettorali nel ’46 ci siano effettivamente stati. Infatti, da allora, le schede dei seggi elettorali vengono dai comuni conteggiate e dopo lo spoglio vengono messe in buste chiuse, sigillate e inviate ai relativi organi collegiali (Tribunali, Preture, ecc.) per una successiva verifica che tutto è stato fatto in termini di legge e senza alcun errore. E, per essere più preciso, in quanto la matematica non è un’opinione, affermo che, dopo lo spoglio, la somma delle schede valide, bianche e nulle deve corrispondere esattamente al numero delle schede consegnate dai comuni ai presidenti dei seggi, unitamente alle liste elettorali, pena l’annullamento delle elezioni. Ora, sorge spontanea la domanda: "Perché nelle elezioni politiche del ’46 furono conteggiate soltanto le schede valide? – E quelle bianche e nulle, che fine fecero?"- A voi l’ardua sentenza!
Viva l’Italia!
Amate sponde….!
A bon entendeur salut!
Gli uomini si dividono in tre fasce:
"uomn, uomnicchi e chichirichì"
BROGLI ELETTORALI
Tanti anni fa, i cittadini del paese di Vattelapesca furono chiamati alle urne per eleggere il consiglio comunale. Alcuni galoppini del sindaco uscente, volendo fare cosa gradita al loro beniamino, a notte fonda, evitando la vigilanza delle guardie di custodia al seggio, manomisero l’urna della stanza n°1. Scollarono il fondo dell’urna, che, in antecedenza, un esperto in falegnameria aveva preparato e trassero molte schede della lista avversaria, sostituendole con schede prelevate dalla cassa comunale, opportunamente votate. Festosi e trionfanti, i bravi di don Rodrigo gettarono le schede sottratte dall’urna, nell’alveo della fogna a cielo aperto. Compiuto alla perfezione il losco affare, si recarono dal loro Hidalgo, il quale rimase trasecolato e li spronò subito a cercare le schede gettate nella fogna. Carponi, carponi e quatti, quatti riuscirono i galoppini a recuperare molte schede. A vittoria avvenuta, l’apprendista fale….. fu sistemato con i galloni al braccio e tutto finì a tarallucci e vino. Ih! Che bellezza!
Da precisare che questi fatterelli sono scaturiti dalla mia fantasia. Ogni riferimento è puramente casuale.
Tié!!!......
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