Saturday, 14 July 2007
“Non donna di provincia, ma bordello!"
Così solea esclamare il grande poeta nel ‘300, riferendosi al popolo italico. Oggi (terzo millennio) da allora, non è cambiato niente. C’è stato in quest’ultimo cinquantennio un tale rilassamento da rimanere allibiti.
Nel dopoguerra (‘40 - ‘45) gli USA aprirono i passaporti per tutti i Paesi. Ci fu una corsa forsennata a chiedere il passaporto per l’America. La legge americana però sanciva degli obblighi e dei doveri severissimi per tutti gli emigranti. Bisognava avere dei requisiti fisici, psichici e morali buoni, scevri da qualsiasi condanna civile e penale. Per ottenere il passaporto necessitava la richiesta del parente o conoscente in America che, con una sua dichiarazione, si assumeva la responsabilità, facendosi carico di tutte le spese di mantenimento, alloggio e atto di richiamo, fino a quando l’emigrato non avesse trovato lavoro.
Negli USA, dal dopoguerra in poi, c’è sempre stato un rigido controllo sull’immigrazione. Figuriamoci adesso col problema del terrorismo internazionale.
In Italia, invece, si procede alla son-fra-son : “Venite! Venite.... c’è posto per tutti (delinquenti, falsari, drogati, trafficanti, assassini, estorsori, nullafacenti, ecc.ecc.), per cui oggi ogni extracomunitario può restare in Italia e fare tutti i comodacci suoi che crede opportuno fare. Accogliamo tutta la feccia straniera. L’accoglienza nostra è basata sul sopportamento, anche di tutte le loro malefatte. Perdonare qualsiasi offesa e non reagire: offrire anche l’altra guancia.
Insomma, secondo i politici dobbiamo subire per amore verso l’umanità.
Questa che sto per dire poi è veramente colossale: alcuni giorni fa un ministro asseriva che lo Stato italiano spilla troppi soldi dalle tasche degli extracomunitari e si dichiarava disponibile a cambiare la legge sui permessi di soggiorno, che (udite! udite!) lui stesso, in precedenza aveva erroneamente firmato.
“Non è possibile” asseriva per televisione questo gaglioffo, “che un extracomunitario, debba sborsare la bellezza di 70 euro, per ottenere il permesso di soggiorno”.
Roba da matti!-
Alcuni giorni fa, al telegiornale, alcuni rom asserivano candidamente e senza vergogna di essere ricercati dalle Forze dell’Ordine dei loro Paesi, per aver commesso atti delinquenziali. Non ci resta altro che calarci ..........- Poveri noi! Assistiamo tutti i giorni a sequestri, rapimenti di bambini, stupri di fanciulle, delinquenti che scorrazzano nelle strade delle nostre città, ladri che entrano nelle nostre case e ammazzano cittadini indifesi. Che cosa possiamo fare? Niente! Le Forze dell’Ordine hanno le mani legate e guai se sgarrano, la loro carriera è finita.
Noi, ormai, non viviamo, ma sopravviviamo, con la paura di trovarci nel letto con la pistola puntata alle tempie. E se a tutto ciò aggiungiamo l’estorsione, la camorra, l’inquinamento, l’avvelenamento di ciò che compriamo nei negozi, lo spaccio di droga nelle scuole, nelle discoteche, ecc., ecc., allora il quadro è completo.
A noi poveri cristi non ci resta che piangere, raccomandandoci a qualche santo o diavolo che ci protegga.
Ripeto, ancora una volta, la famosa frase:
"Non donna di provincia, ma bordello!"
“Annate buone e annate di pidocchi”
Nell’anno scolastico ‘05-‘06, i giovani studenti hanno riportato, alla maturità, voti molto alti.
Nell’anno scolastico ‘06-‘07, a causa di una legge scolastica infamante, costoro sono stati declassati riportando voti bassissimi. Di chi è la colpa? degli studenti? dei professori? dei programmi? oppure di leggi scolastiche sbagliate?-
La risposta è una sola: “La colpa è di una .......... che, dotata di un cervello più piccolo di quello di una gallina, s’è arrogata il diritto di rendere gli esami molto rigidi, obbligando una caterva d’animelle ad ubbidire genuflettendosi ai dissennati voleri di questa illustre idiota. Purtroppo ne hanno pagato le conseguenze di questa legge scellerata e inadeguata i poveri studenti alla sbarra, nell’anno scolastico ‘06-‘07.
Naturalmente da questa scempiaggine ci troviamo praticamente di fronte a giovani studenti che, avendo riportato nell’anno sc. ‘05 - ‘06 voti alti sono agevolati nelle facoltà universitarie e non solo......., mentre i maturandi di quest’anno e forse anche degli anni successivi sono costretti, con l’amaro in bocca, a soccombere e moralmente a sentirsi inferiori ed esclusi all’accesso di diverse Facoltà universitarie. Se potessi, vorrei dire a questa ciuccia di .....:“Riesci a capire, cos’hai combinato?”- Avresti dovuto gradatamente, anno per anno, portare gli esami di maturità ad un livello culturale più consone ai tempi attuali e non spezzare di botto gli esami di maturità da una blanda programmazione ad una severissima valutazione. Hai capito, tu e tutti i tuoi scribacchini, della gravità della situazione in cui due schiere di maturandi vengono a trovarsi l’un contro l’altro come gli infornati e gli sfornati; come i sapienti e gli ignoranti?- Sai che ti dico! Lascia quel posto e ritirati in un chiostro di clausura, chiedendo al Signore il perdono. L’hai fatta troppo, ma troppo grossa e le conseguenze sono disastrose e incolmabili.
In moltissimi Istituti di Scuola superiore i professori, avendo avuto sentore dell’ordine di ridimensionare voti e giudizi, hanno abbassato tutto immantinente ed anche qualcos’altro.........., ecc., ecc., senza tener conto del disastro e della confusione che si veniva a creare.
Le animelle, senza alcun motivo valido, hanno dato giudizi affrettati e completamente inadeguati, scoraggiando i poveri studenti, soprattutto quelli dotati di una particolare sensibilità.
Questo è il disastroso e irreversibile risultato di una legge scellerata e infame.
“Via, via da me putrido sfarzo......”-
Wednesday, 20 June 2007
LEGGI RIDICOLE
“La gramigna va estirpata altrimenti il grano intristisce e muore”.
Dopo l’otto settembre del ‘43 molte truppe anglo-americane si accamparono sotto le tende nella pianura di Piana di Monte Verna. Io ed alcuni amici miei facemmo conoscenza con due studenti universitari di Oxford, che conoscevano alquanto bene la lingua italiana.
Durante un dialogo uno di essi disse: “Noi, nel nostro codice civile e penale, abbiamo introdotto alcune leggi delle Vostre Tavole Romane, che sono attuabili anche oggi e le troviamo molto sagge e giuste. Voi, invece, data la vostra negligenza, non vi interessate neppure a leggerle e a capirne l’alto valore. Il nostro risentimento fu repentino e, naturalmente, anche se colti di sorpresa, cercammo di difenderci con molto calore e mettendo in evidenza la loro arroganza e quell’atteggiamento spavaldo, tipico della razza inglese. Alquanto scornati, ognuno di noi rimuginava in sé, che forse quegli inglesi avevano ragione. Infatti, ritornando nel terzo millennio, ci troviamo ancora oggi con leggi che fanno pena. Aveva giustamente ragione Curzio Malaparte, quando asseriva che le leggi italiane sono come “L’ONORE DELLE PUTTANE”.
Proprio oggi, 19 giugno 2007,
Si stenta a credere a tale notizia. Eppure stiamo parlando di un essere ignobile che oltre ai 330 uccisi alle Fosse Ardeatine ne fece trucidare senza alcuna pietà altri 5 tra cui un ragazzino!- Il sangue di quei poveri innocenti chiede giustizia. E dov’è, mi si dica, la giustizia italiana? Facciamo pena. Non sappiamo neppure avere quel coraggio necessario per smascherare quel gaglioffo. Che brutta razza servile!- “Senza infamia e senza lode!”
Ancora oggi Dante ci avrebbe messo nella schiera degli ignavi. Quando guardo alla TV il parlamento mi sembra di vedere tanti Pulcinella. Non s’accorgono che alle loro spalle c’è solo MERDA!-
Dobbiamo dimenticare? Essi, i tedeschi, dimenticano? No! Emden, quell’altro pluriassassino e responsabile del terribile eccidio di Monte Carmignano a Caiazzo, vive placidamente nel suo Paese. Interpellato dai giornalisti ha esclamato: “Se tornassi indietro quell’eccidio lo rifarei di nuovo senza alcun pentimento!” Solo un porco, un miserabile, uscito non dal grembo di una donna, ma sputato da una lurida latrina, poteva, senza vergogna, profferire simile frase. I tedeschi, non tutti, sogliono ancora oggi, talvolta, asserire che la razza........ecc., ecc., ecc.
Quando penso a questi due vermi (grandissimi figli di......) e soprattutto alla “giustizia” italiana, che dovrei dire?.......
Mi domando: “Esistono terroristi, carnefici, nazisti, assassini, vermi, ecc., ecc., ecc., di serie A che, nonostante le proteste e le manifestazioni dei familiari delle vittime e delle comunità ebraiche, vivono completamente liberi, in “santa pace”, in buona saluta e perfettamente inseriti nella società ed altri, invece, di serie B che, malgrado gli sforzi immani per occultare le loro tracce, vengono sistematicamente e brutalmente scovati da organizzazioni segrete e condannati alla pena di morte, con terrificanti esecuzioni?-
Udite! Udite! Udite l’ultima puttanata spifferata dai nostri governanti, che per far fronte agli scioperi dei pensionati e precari ne hanno escogitata un’altra, che fa ridere anche i polli!- Hanno appreso dal tesoriere dello Stato che c’è un tesoretto di circa 2 miliardi di euro, con i quali vorrebbero far fronte alle proteste di quei pensionati. A conti fatti, ogni pensionato riceverebbe 60 euro lordi in più al mese. Facciamo un esempio: un pensionato che riscuota euro 400 al mese andrebbe a percepire euro 430 netti. Campa cavallo!.........
Intanto, i nostri cari parlamentari, pochi giorni fa, hanno avuto la sfrontatezza di aumentarsi lo stipendio di altri 1.500 euro al mese (euro 20.000+ euro 1.500= euro 21.500 netti al mese).
Ih che bellezza!-
Tuesday, 22 May 2007
Un’altra colossale bruttura all’italiana
C’è da rimanere allibiti nell’apprendere che ogni anno universitario viene a costare dai tremila ai 20mila euro per ogni singolo studente.
Ci sono università che costano all’iscritto la bellezza di 10-15-20mila euro ed altre che si accontentano (si fa per dire) di qualche migliaio di euro all’anno.
Sto scrivendo queste cifre con un certo scetticismo e ancora ho dei dubbi sulla veridicità o non di queste notizie apprese da certi mass-media.
Se tutto ciò fosse vero, son convinto che siamo proprio sull’orlo dell’abisso economico-culturale e, in tal caso, ritorneremmo allo stato primordiale nel pieno oscurantismo.
Insomma, solo i figli di ricchi sfondati, di quelli che possono permettersi di sborsare tanti soldi per far laureare i loro cari, potranno seguire gli studi universitari, mentre ragazzi dotati o super dotati dovranno inevitabilmente soccombere, solo perchè i loro familiari non dispongono di dette somme.
E allora?.........E allora assisteremo alla prevalenza dell’ignoranza, che come una piovra allungherà i propri tentacoli malefici su tutta la società.
La regola giusta è che tutte le università devono operare con uguale trattamento per ogni studente iscritto, la cui spesa annua, per ogni anno accademico, deve essere accessibile a tutti, indipendentemente dalle risorse finanziarie delle famiglie.
La scuola serve a preparare uomini di cultura e di sapere e non asini in cattedra.
Credevo, ingenuamente, che in Italia le università avessero tutte lo stesso trattamento e valore, e che i neo-laureati fossero addottrinati in ugual misura. Invece, con mio sommo rammarico, dobbiamo assistere alle genuflessioni di quei miseri patentati in università considerate scadenti, per la supremazia di emeriti “PROFESSORONI” facoltosi che hanno sborsato ingenti somme per accaparrarsi quelle famose e rinomate università nelle quali, e solo in esse, lo scibile umano è il “NON PLUS ULTRA” .
A questo punto c'è da fare una considerazione: alcune università italiane hanno o dovrebbero avere attrezzature aggiornate e laboratori specializzati all'avanguardia, messi a disposizione di professori e studenti. Accade, però, che tali strutture non vengano mai utilizzate. Moltissimi laureati non hanno mai usufruito di detti laboratori e servizi vari, pur pagando regolarmente fior di quattrini per tutti gli anni accademici. Ecco spiegato la fuga dei cervelloni all'estero.
Povera Italia mia, questi politici, quante te ne combinano!!!-
Ih che bellezza!
Tuesday, 08 May 2007
“I polli di Renzo”
Per la ciucciaggine (stoltezza) delle 4 Repubbliche Marinare: Venezia, Genova, Pisa ed Amalfi, (sec. XI-XIV) ritardammo l’unificazione di moltissimi secoli e, per la balordaggine di una incomprensibile faida fratricida (Guerra Civile), subimmo l’orda tedesca dal ‘45 al ‘47 con il massacro di tanti innocenti.
Genova e Pisa si combattevano per la supremazia del Mediterraneo; poi è la volta di Amalfi a subirne le conseguenze e infine Venezia, che per la sua cresciuta potenza, si trovò in rotta di collisione con le rivali. Alla fine, dopo alterne vicende e battaglie sanguinose, Venezia sconfigge Genova in modo da avere il dominio assoluto di tutti i mari: mar Tirreno, mar Ionio, mar Ligure e mar Adriatico. Se questi contrasti non ci fossero stati, avremmo mantenuto sicuramente il dominio di tutto il mar Mediterraneo scacciando i vari popoli invasori e l’unificazione italiana sarebbe avvenuta prima e senza tante contese. In questo modo l’Italia non sarebbe rimasta per così lungo tempo nel pieno oscurantismo e arretratezza. Ripeto per l’ennesima volta l’inutile, incomprensibile e assurdo eccidio tra fascisti e partigiani che, anziché unirsi per avere il dominio su Roma e l’Italia, lasciarono libero accesso ai tedeschi, che fecero da padroni massacrando migliaia di innocenti.
Trasferiamo questi “beccamorti” ai “polli di Renzo” e ne vien fuori un’immagine talmente chiara e calzante da farci rimanere perplessi e sconcertati.
“....i polli di Renzo si beccavano tra di loro senza sapere che essi andavano cotti nel pentolone....”-Le faide fratricide in Italia dal ‘45 in poi furono terribili e sanguinose e causarono un totale caos e disordine in tutta la penisola. I fascisti e i partigiani, alias i fascisti rinnegati, si azzannavano a sangue, senza accorgersi che i tedeschi se ne avvantaggiavano a loro spese. Intanto questi disordini interni e queste lotte fratricide non davano nessun supporto e nessun aiuto all’avanzata degli alleati, anzi la rallentavano.
La storia tedesca degli anni ‘30 - ‘50, anche se piena di terrificanti e disumani orrori e mostruosità da contrassegnare un’epoca d’inaudita ferocia e barbaria, porta però alla considerazione che quei tedeschi (nazisti) sono stati capaci, con la loro ferrea disciplina militare e con un fortissimo armamento, di far tremare tutto il mondo. E quindi i tedeschi di oggi pur frenando di molto l’indole nazista di un tempo passato sono e saranno orgogliosi di aver, seppure per breve tempo, dominato e sottomesso l’intera Europa.
Noi, che cosa abbiamo fatto, costruito o almeno combinato di positivo dagli anni ‘20 agli anni ‘50 e quelli a seguire? Siamo capaci solo e soltanto di tradimenti, perfidie, voltafaccia e ridicolaggine!
Mi dispiace tantissimo dire queste cose che mi rintronano continuamente e incessantemente nel mio subcosciente, ma quando sento, ogni santissimo giorno e fino alla nausea, questi ciarlatani politici osannare ipocritamente la conquistata “Liberazione”, non riesco a trattenermi e mi viene una tale rabbia da spifferare tutto ciò che “...in cor mi rugge...”
Siamo seri, per favore, più onesti, più fattivi, più civili e soprattutto più uniti, senza alcuna contesa o predominio o prevaricazione!!!.
Solo così potremmo forse tentare di riscattare, almeno in parte gli errori del passato, ricollegandoci anche se mentalmente con i nostri antichi e rinomati conquistatori del mondo: I Romani dell’Impero, che con un fortissimo armamento e con una ferrea disciplina militare dominarono per moltissimo tempo tutto il mondo allora conosciuto.
Wednesday, 25 April 2007
Uno contro 100; uno contro 1.000... Uno contro 8 e più milioni
Nei primi anni del dopoguerra ‘40 - ‘45 ogni insegnante per ottenere una supplenza nelle Scuole di Stato doveva presentare ogni anno una numerosa certificazione in BOLLO (estratto di nascita, cert. di residenza, cert. di Buona Condotta, cert. di sana e robusta costituzione fisica, cert. del Casellario giudiziario, stato di famiglia, copia del diploma di scuola superiore o Laurea, domanda sempre in carta bollata e tutti i titoli preferenziali...) al Provveditorato Agli Studi di appartenenza.
Se questa non è BUROCRAZIA, allora la chiameremo PEDANTERIA o SACCENTERIA. Le graduatorie, sia quelle provinciali che quelle di Circolo venivano pubblicate all’albo delle rispettive bacheche.
Il diploma di Laurea veniva valutato con un punteggio da
Lascio immaginare quanta ma quanta cacca schizzò in alto riversandosi poi sulla cultura. Non cito più lo sfacelo che si ebbe ai concorsi, in quanto mi pare di averne già parlato abbastanza nei miei scritti precedenti. Per chi ignorasse queste cose o avesse la mente corta, ottenebrata da pusillanimi discorsi di familiari o politici spiego il perché di tante ingiustizie subite dagli uomini di cultura, rimasti per anni ed anni disoccupati.
La classe politica assurta, a quei tempi al potere, si guardò bene dal non ripetere l’errore del ‘22 quando i reduci trovarono i posti occupati dai giovani rimasti in Patria.
“Sei deficiente?” Non m’importa; l’importante è che mi sostieni sulla poltrona!. Questo è in parole povere il substrato dell’ideologismo del dopoguerra ‘40 - ‘45.
Tutti uguali davanti alla legge? Che turlupinatura! Oggi 25 aprile 2007 si festeggia in tutta Italia la festa della LIBERAZIONE. Chi è che festeggia? Non certamente i superstiti o familiari della strage di SANT’ANNA DI STAZZEMA; non certamente i superstiti o discendenti della strage di PIAZZA LORETO; non certamente i superstiti delle stragi di CASSINO e dei paesi vicini. Che può fare il mio sciatto e povero scritto contro i vari Mass-media, i cortometraggi, le trasmissioni, la stampa, ecc., aggiogati al CARROZZONE politico? Ecco come viene travisata
Oggi nessuno è più fascista! Siamo tutti figli di Dio e della Repubblica. Viva
Saturday, 17 March 2007
Monarchia o Repubblica
governo totalitario o governo democratico
Ad una blanda monarchia preferisco la repubblica. Con i miei 84 anni sul groppone sono stato a cavallo di due epoche storiche: quella fascista e quella repubblicana. La prima fu per tutti noi giovani di quell’epoca, squallida e scoraggiante, in quanto gli ideali per un avvenire migliore erano sopiti nel più buio oscurantismo. La miseria regnava ovunque, in ogni ceto sociale e non c’erano sbocchi esteri della nostra produzione o delle nostre professioni; non c’erano possibilità di lavoro e di impiego. Succubi di una prepotenza intollerabile ed avvilente, eravamo in balia di un potere assillante, basato su schemi rigidi e inflessibili, dai quali non potevi assolutamente esimerti.
Le parole d’ordine erano due sole: “Obbedire e Combattere”. Tuttavia c’erano pure dei lati positivi. La delinquenza, l’estorsione, la disobbedienza, il menefreghismo, erano stati banditi con leggi ferree e punizioni gravissime. Guai ai trasgressori, ai pedofili, agli abusi sui minori, alle corruzioni, ai traffici illeciti, si veniva immediatamente processato e condannato alla fucilazione. Nel '36 dietro il Cimitero di S. Maria C.V., alla presenza di una folla immensa, accorsa da molti paesi viciniori, fu fucilato l'assassino di un bambino sequestrato, seviziato e ucciso. Dopo l'esecuzione di quel feroce pedofilo ognuno ritornò, in silenzio, alla propria casa, rimuginando forse in cuor suo il triste e agghiacciante avvenimento. I volti erano tutti sconvolti. E' da notare, però, che in seguito non ci furono più casi di pedofilia.
Oggi, invece, abbiamo maggiore libertà. Possiamo scegliere il modo o la maniera di far rispettare e valere i nostri principi e diritti. Purtroppo la libertà per noi sembra un’utopia. Per vivere e godere la piena libertà e non cadere nel libertinaggio c’è bisogno della massima severità. L'erba cattiva va subito estirpata e l'immondizia va spazzata via. L'erba cattiva accertata, non quella presunta, ipotizzata, sospettata, per "sentito dire", ecc. come talvolta accade nella nostra epoca. Se il maiale non lo fermi con un colpo di frusta sul grugno sta pur certo non ti ubbidirà mai.
E per avvalorare quanto vo’ cianciando, racconto la storiella “Dell’Asino e dei due Compari”. Due compari andarono alla fiera e comprarono un ciuchino. Lungo la strada del ritorno, uno dei due compari disse: “Dobbiamo dare un nome all’asino!”. Lo legarono per la gavezza ad un albero e mentre uno dei due compari gridava nell’orecchio dell’asino “Valoroso!”, l’altro gli mollava sul groppone una forte bastonata. La cosa si ripetette molte volte. Alcuni giorni dopo il povero asinello fu messo a tirare il carretto e quando sentiva la parola “Valoroso!” trotterellava, in quanto aveva capito che Valoroso era lui. Per molti Paesi europei non c’è più bisogno nè della frusta e nè del bastone, perché i cittadini sanno benissimo che facendo ognuno il proprio dovere ne riceverà profitti utili per sé e per gli altri. Noi, questa usanza basilare, la rifiutiamo e ne paghiamo purtroppo le conseguenze. Una volta, in tutti gli enti pubblici e privati, nelle scuole, nelle fabbriche, etc., c’erano i controlli e gli ispettori.
Oggi, arrogandoci il diritto e il privilegio di essere rispettosi delle leggi, c’è stato tolto ogni forma di controllo e di conseguenza ne è venuto fuori un “Caos Paradossale”.
Siamo cascati dalla padella nella brace.
Thursday, 01 March 2007
Dalla Fondiaria (imposte dirette) alla Gest Line
Nel periodo fascista i tributi governativi venivano riscossi dagli uffici pubblici, siti quasi in tutti i paesi delle province. In gergo locale spesso si usava la parola "Fondiaria", per intendere l’ufficio delle imposte da pagare, entro e non oltre il 22 luglio di ogni anno. Negli ultimi anni del ‘900 molti comuni hanno demandato detta riscossione alla cosiddetta Gest Line, che accetta ogni specie di tassazione, dalle multe ai tributi sugli immobili, all’ICI, IRPEF, TARSU, ecc, ecc.- Questi uffici hanno personale "qualificato" "pronto" a dare informazioni e ragguagli ai cittadini? Meglio lasciar perdere e subire? Cittadino suddito? Non vedo? Non sento? Non parlo? Dove sono le leggi che tutelano i cittadini, soprattutto quelli meno agiati e più sfortunati?- La cosa però che nella nostra provincia stona e indispettisce il contribuente è la difficoltà che s’incontra quando si è costretti a recarsi in questi uffici periferici. Agli sportelli ci sono interminabili code sin dall’apertura di detti uffici. Se si aggiunge poi che nelle vicinanze si trovano anche gli uffici della Polizia Municipale, allora la frittata è fatta. Mi spiego meglio: il contribuente per raggiungere questi "benedetti" uffici è costretto a percorrere in auto: sottopassaggi, incroci ferroviari, semafori, traffico cittadino intasato in tutte le ore del giorno e chi più ne sa più ne metta. A questo si aggiunge poi la difficoltà che ha il cittadino a far valere i propri diritti o almeno dimostrare le proprie ragioni, a causa di un'enorme politica burocratica e vessatoria che lo spreme in continuazione e senza alcuna pietà. Potremmo senz'altro paragonare gli esattori di oggi agli usurai di una volta. Imposte, tasse, sanzioni, interessi, contributi, comissioni, more, fermi, ruolo..... ecc. ecc. - Cambiando l'ordine degli addendi i risultati per i poveri cittadini sono sempre gli stessi e sempre purtroppo tragici. E' legale tutto ciò? A chi fa comodo? Chi ci guadagna? A voi lettori la risposta! - Mi domando: come mai i sindaci hanno demandato la riscossione ad altri uffici, pur avendo, dal dopoguerra a oggi, un organico impiegatizio che è aumentato del 200%?- I comuni, e tutti lo sanno, sono dotati di servizi di ogni genere. Ogni ufficio è dotato di computer, termosifoni, condizionatori, frigoriferi, macchine per caffé, servitù sempre a disposizione. Non manca nulla........... E Allora? E allora come si spiega? Quali altri lavori sono sorti dal dopoguerra ad oggi? O forse questa massa impiegatizia è oberata di lavoro che non riesce a smaltire, mi correggo, a sbrigare, a sbrogliare, a risolvere le molteplici pratiche assillanti e difficoltose? A te caro lettore l’ardua sentenza. Io personalmente non mi ci raccapezzo più, mi sento un pulcino nella stoppa. Si spiattella ai quattro venti; si va cianciando ovunque che tutto ciò è per rendere la vita del cittadino quanto più comoda possa essere. E’ vero? Se è vero, che schifo!!! Vorrei, se potessi avvicinare qualche parlamentare, porgli questa domanda: "Se è vero che per snellire o magari eliminare questa forma burocratica che ci perseguita da decenni e decenni il governo ha cercato di creare questi uffici e questa massa impiegatizia in tutti i settori pubblici, allora non sarebbe più necessario rivolgersi, affidarsi alla FedArCom o alle tante Associazioni che pullulano in tutta Italia a difesa dei consumatori, per sgravi, ricorsi, dilazioni, rateizzi e chi più ne sa più ne metta."- Come si spiega?- E torna ancora attuale la meravigliosa frase di Roberto Gervaso: "Solo in Italia bisogna pagare, per sapere quanto bisogna pagare!" - Come pure è significativa la fatidica espressione del giornalista Indro Montanelli: "Non siamo affidabili, neanche nell’inaffidabilità!"- E basta l’aver citato questi due GRANDI per garantire quanto ho testé precisato in questi miei pochi righi.
Thursday, 08 February 2007
Né sinistra - né destra
E’ tutta una minestra sciapita. Ieri c’era la destra a governare e l’opposizione di sinistra boicottava e bocciava tutte le proposte. Oggi al governo c’è la sinistra, ma la litania è sempre la stessa, con tutte le sue storture e stonature. Ad ogni Finanziaria si dice sempre di livellare gli stipendi e le pensioni, in maniera tale da non esserci sempre più ricchi e sempre più poveri. Poi tutto cade nel dimenticatoio. E non parliamo poi dell’enorme pressione fiscale, che costantemente ogni anno si abbatte, come un’enorme mannaia, sulla testa dei poveri cittadini. Si presuppone che lo Stato dovrebbe agire in modo conforme alle leggi. Purtroppo in Italia le leggi non vengono quasi mai rispettate.
Ecco un semplice esempio: “L’articolo 81 della Costituzione afferma che la Legge di Bilancio Annuale non può prevedere nuove tasse.” Sappiamo tutti che così non è, non lo è mai stato nelle passate legislature e nè, purtroppo, lo sarà mai in futuro. Se facciamo un passo indietro nel tempo e ci soffermiamo su alcune leggi approvate dai vecchi partiti, notiamo che anche allora i governanti non agivano in conformità delle leggi, anzi ne approvavano altre sbagliate. Cito, l’approvazione dei Piani Regolatori rimasti inalterati e non mai riesaminati. In un piccolo paese agricolo il Piano Regolatore stabilisce che per un’abitazione familiare rustica su un terreno agricolo occorre un ettaro di terreno, mq. 10.000. Ora, io mi domando: chi è che possiede tale metraggio? Solo i ricchi proprietari terrieri. Il poveraccio che ha solo quel piccolo fazzoletto di terra, non può far nulla. E con giusta rabbia esclamo: “Voi pezzi di ....., chi favorite? Le leggi che approvate servono solo ai ricchi per diventare sempre più ricchi. E ai poveri che resta? Completamente nulla, anzi solo il cielo aperto per sé e per tutta la famiglia.” La giacca si risvolta ogni 5 anni, ma la stoffa rimane sempre la stessa. Ogni anno al Parlamento ci sono sempre le stesse facce. Le solite vecchie facce che tengono ben stretta e al caldo la loro poltrona, difendendola con ogni mezzo legale o illegale da chiunque voglia impossessarsene. A loro non passa neppure per l’anticamera della testa l’idea di cedere o passare l’incarico a giovani leve più fresche, come avviene in tutti i paesi civili d’Europa. Con la nuova Finanziaria del 2007 un poliziotto, un carabiniere, un impiegato, un insegnante, un pensionato con uno stipendio o pensione magra riceverà un ridicolo aumento di appena 5 euro o al massimo di 10 euro al mese, mentre la pressione fiscale (stangate e stangatine varie) sarà sempre la stessa. L’aumento dei carburanti, senza ordine e senza controlli, provoca inesorabilmente l’aumento di ogni prodotto, soprattutto di quelli di prima necessità. Intanto, i petrolieri e i governanti si dividono la torta, a scapito delle tasche sempre più magre del popolo. Per tantissime cause, tra cui indebitamento e incertezza gestionale, l’Italia scivola sempre più indietro nelle Classifiche Mondiali della Competitività. Ormai siamo arrivati al capolinea e non c’è più ma che tenga. La barca fa acqua da troppe parti. Tutta questa miseria è voluta dai nostri carissimi ed eccellentissimi disamministratori di ieri e di oggi.
Tu lettore potresti dire: “E domani?.....” -
Ma, che posso dire: “La pasta è sempre quella lì...... e quindi può solo peggiorare fino a diventare autentico marciume.”
L’uomo: omicida-suicida
Le multinazionali americane, cinesi e russe, all’annuncio dello scioglimento dei ghiacciai del Polo Nord, dovuto all’inquinamento dei gas tossici; ai raggi solari nocivi per la rottura dello strato di ozono; alle radiazioni emanate dai sommergibili nucleari ed altre cause, che hanno portato al surriscaldamento dei ghiacciai, si sono accaparrate, immantinente, quelle zone tra lo stretto di Bering e
L’Apocalisse è vicina!
L’Orologio dell’Apocalisse
A primo acchito, questo titolo sembrerebbe fuoriuscito dalle solite idiozie, profezie o ipotesi emanate da maghi, santoni, religiosi o scaturite da oroscopi, tarocchi, astrologie e magie varie di cui tanto se ne sente parlare. E invece No! Assolutamente No! E’ completamente il contrario! Pochi lo sanno e quei pochi che ne hanno sentito parlare lo ignorano, perchè non si rendono conto della gravissima emergenza a livello mondiale in cui tutti ci troviamo. L’orologio dell’Apocalisse esiste già dal lontano 1947, creato da alcuni ricercatori dell’Università di Chicago che avevano compreso, già allora, il tremendo pericolo rappresentato dal nucleare. Quest’orologio, chiamiamolo orologio di rischio estinzione totale (15 minuti) viene aggiornato nel corso degli anni, spostando in avanti o indietro la lancetta dei minuti a seconda degli eventi internazionali. Poche volte è stato aggiornato dal 1947. L’ultima è cronaca recente: il 17 gennaio 2007, è stato portato a 5 minuti dalla mezzanotte: l’Apocalisse. L’orologio era fermo dal febbraio
Alcune mie considerazioni
Anch’io, come tantissimi altri, ho appreso, per la prima volta, dell’esistenza dell’orologio dell’Apocalisse, indicatore della vulnerabilità del mondo di fronte al rischio nucleare. La cosa che più mi sconcerta, oltre naturalmente all’Apocalisse, sempre più probabile ogni giorno che passa, è che il lavoro complesso di alcuni onesti, seri e sensibili scienziati fatto, credo, anche in opposizione ai potenti della Terra, passi in secondo piano nell’opinione pubblica, senza un’adeguata, continua ed incessante informazione, almeno per sensibilizzare le masse ed avere come minimo il loro appoggio per salvare il salvabile. Purtroppo non avviene così ed è tutto tempo sprecato. Gli scienziati oppositori saranno costretti a tacere, con le buone o con le cattive e i popoli continueranno a vivere nella loro ignoranza e insensibilità di fronte a così gravi problemi. Fintanto che esisteranno queste potenti multinazionali delle armi e politici corrotti, le guerre ci saranno sempre. Concludo dicendo: “Considerando anche la precaria salute del nostro pianeta, l’Apocalisse è già iniziata!”-
Monday, 15 January 2007
Al San Carlino e la bolgia dantesca
Al ventennale della provincia di Caserta fui invitato a partecipare alla manifestazione unitamente a tutti i sindaci ed ai rispettivi gonfaloni dei comuni. Vennero anche invitati i maggiori esponenti politici della Repubblica italiana, intervistati da una marea di giornalisti e fotoreporter (alias paparazzi). Come sempre succede soprattutto in politica, molti sindaci di comuni più grandi si accaparravano in disparte e sotto braccio i deputati più noti in quel periodo storico della nostra Repubblica, al fine di ottenere poi favori e meriti durante il loro mandato. Naturalmente i sindaci di paesi più piccoli si accontentavano di discutere fra loro con atteggiamenti piuttosto servili e umilianti. Il corteo attraversò il corso Trieste, partendo dal palazzo della provincia, con i gonfaloni in testa. Man mano che ci avvicinavamo alla Reggia vanvitelliana, il corteo diventava sempre più numeroso. Molti cittadini si accodavano a noi e quando giungemmo a Palazzo Reale eravamo più di mille.
Ci fecero accomodare nel famoso e splendente Teatrino di corte della Reggia di Caserta (vedi foto n°10, n°11 e n°12 nella pagina del mio sito Valori Italiani) e, dopo i convenuti discorsi d’occasione, fummo introdotti in un vasto salone ove camerieri in livrea, posti a tavolini improvvisati, servivano i partecipanti offrendo vassoi pieni di ogni ben di Dio. C’erano bancarelle a scalini, come quelle dei fruttivendoli, zeppe di bottiglie di liquori, spumante, champagne, bibite di vario genere, babà simili a grossi panettoni, pasticcini vari e si finiva con le ulive allo stecchino. Fu un vero arrembaggio. Alla vista di tutte quelle leccornie dal profumo stuzzicante che si spandeva in quel salone si perse ogni ritegno di buon comportamento e con sfrenatezza ed impudenza si gettarono, come maiali al truogolo, su quelle tavole sontuosamente apparecchiate. Me ne stavo in disparte, al centro del salone, annichilito e sconcertato nell’osservare quelle personalità politiche, ritenute da me erroneamente uomini da rispettare, uscire a spallate dal groviglio dei presenti con un grosso vassoio pieno di babà, bibite ed altre leccornie, grondante di rhum e sbrodolandosi come porci al pastone. Me ne stetti rincantucciato in un angolo del salone senza rendermi conto e senza capire nulla di tutto quel caos, quel putiferio. Alla fine sui tavoli e per terra c’erano rimaste soltanto cartacce oleose, bottiglie vuote e tovaglioli macchiati di brodaglia. Un passante esclamò: “E’ così che si vendono l’Italia!”. E un politico di un piccolo comune replicò: “Se i camerieri non hanno provveduto prima a farsi la parte, non troveranno neppure le briciole!”.
Ora, la domanda sorge spontanea: “Oggi è cambiato qualcosa? O la giacca è stata solo rivoltata e la stoffa è rimasta, ancora una volta, sempre la stessa?”.
A voi l’ardua sentenza!-
Il popolo e i politici
In una commedia di tanti anni fa, Peppino De Filippo, rivolto a suo figlio, esclama: “Ricordati che i politici ti fanno credere e ti fanno ragionare come vogliono loro.”
A primo acchito, questa frase la si accetta con il beneficio dell’inventario o al massimo con mero scetticismo. In parole povere: senza sale e senza sapore. Se però ci si riflette e si pondera bene su questa massima o si fanno dei paragoni appropriati, ci si convince che il De Filippo ha colpito nel segno. Prendiamo a modello una delle metropoli d’Italia: Napoli. Questa città è quasi sommersa da monnezza (immondizia). I cittadini protestano tutti i giorni, coadiuvati da paparazzi, giornalisti ed esperti che chiedono agli amministratori di povvedere allo smantellamento di tutti questi rifiuti, il cui fetore investe tutta la città. I politici, con ipocrite parole e discorsi, assicurano la popolazione che saranno presi provvedimenti che il caso richiede. I giorni passano e la monnezza aumenta sempre di più. Le proteste si affievoliscono e il popolo si abitua a convivere con la monnezza. Come ho accennato precedentemente, ai miei tempi (anni ‘30 - ‘40) il letame arrivava fin sotto le finestre del primo piano e noi, a quel fetore nauseabondo, c’eravamo abituati e non ci facevamo più caso. Ecco come i politici, furbescamente, ci fanno abituare a convivere con la monnezza. Di questo passo, si arriverà a prendere in ridicolo il fessacchiotto che grida : “O voi politici, volete provvedere ...........?” e il passante, bofonchiando, dice: “Quant’è fesso u’ cane mio.”
Ormai è acqua passata e ogni protesta vola via nel vento. A tal uopo anche Striscia
Quant’è fesso stu’ popolo
O tu lettore di questo pamphlet, vuoi sapere fin dove arriva la fessaggine del ....... popolo? Ti accontento subito. Le trasmissioni televisive, nonché radiofoniche, le riviste pornografiche, le videocassette, i videodischi di contenuti squallidi, le notizie della rete internet più futili e sporche, l’oroscopo, i tarocchi, l’astrologia, la cartomanzia, i giochi, i videogiochi, i negromanti, gli interpreti di carte e magie varie, SONO I PIU’ SEGUITI.
Da noi, purtroppo, non vengono apprezzati gli argomenti che
Udite! Udite! Udite! Per mancanza di fondi è stata costretta a chiudere i battenti. C’è da rimanere allibiti e sconcertati a questa notizia che ti raggela il sangue nelle vene e ti spezza le braccia.
E allora? Cosa rispondere a questa massa di ignoranti che non fanno altro che sbrodolarsi, come tanti maiali, grugnendo e bofonchiando, nel fango dell’ignoranza.
E torna sempre, purtroppo di moda, ancora una volta, la fatidica frase del re soprannominato Burlone: “BUFFONI E FESSI, VE SIA CUNCIESSO!”.
E non mi si venga a rimproverare di esagerare nello scagliarmi contro la nostra deficienza. A proposito, basta citare le lingue estere che i nostri parlamentari dovrebbero imparare per non fare brutta figura con i colleghi stranieri. Ebbene, dal ‘48 ad oggi, ogni deputato, ministro o senatore ha sempre vicino un interprete che viene da noi pagato. Tra i tanti appannaggi che riceve questa massa di ....... c’è anche la clausola “CORSI DI LINGUA STRANIERA” che noi cittadini paghiamo ogni mese, affinché costoro imparino per lo meno una lingua straniera. Che schifo, che pena, che miseria umana! Andate via!.............
Tuesday, 02 January 2007
Alcune balorde battute di politici fasulli
Alcune settimane fa s’è abbattuto sulla Campania un forte temporale devastando parecchie zone del centro partenopeo. A Napoli, in via Caracciolo, un lampione della luce, squassato dal vento, ha travolto un motorino, uccidendo sul colpo Fabiola Di Capua, una giovane donna di 37 anni. Il Sindaco, recatosi sul luogo del disastro, seguito da un lungo codazzo di scagnozzi, s’è espresso pressappoco così: “Mi dispiace che questa mamma sia morta, mentre portava a casa i regali per i suoi figli e festeggiare in santa pace il Santo Natale. Ho dato ordine di controllare minuziosamente tutti i pali elettrici della nostra città.” E pensare che
Quanta miseria, quanta meschinità, che piccineria mentale, c’è proprio da piangere su queste nostre miserie umane e su questi nostri amministratori che paghiamo con stipendi favolosi. Quanta commiserazione sento per queste stupide frasi, gettate al vento senza sale e senza sapore.
Io so di non sapere
Quando negli anni ‘50 ebbi l’onore di conoscere e frequentare lo studio del Direttore dr. Michele Monaco, divenuto poi ispettore scolastico per meriti e non per raccomandazioni, mi resi conto di trovarmi dinanzi ad un uomo di vasta cultura letteraria. Una sua alunna si espresse così: “Direttore, vorrei avere la vostra cultura!”. Il Direttore, con un malizioso sorrisetto e partendo da molto lontano, rispose: “Stanotte mio figlio abbracciando sua madre ha esclamato: “Mamma, quante sciocchezze papà racconta agli insegnanti!”. Questa saggia risposta c’insegna ad essere sempre più semplici e modesti. I palloni gonfiati si afflosciano subito e diventano solo monnezza. E, a proposito, torna ad hoc la famosa frase di Socrate, vissuto tanti secoli fa: “So di non sapere!”. Ho voluto inserire nel mio pamphlet proverbi e massime proprio per imparare la saggezza dei nostri antenati e che il sapere è la perla della saggezza. E come ho sempre detto nelle pagine precedenti, i proverbi mostrano tutta l’esperienza di vita di chi li ha scritti.
L’importanza del dialetto
Il verace e meraviglioso dialetto napoletano ormai va scomparendo. Che peccato! E’ come perdere per sempre un talismano tanto caro e ai quali noi eravamo tutti affezionati. Ci sono parole nel dialetto partenopeo molto più efficaci ed espressive della nostra lingua italiana. Cito qualche esempio: “Meh, arape; spaparanze stà porta!” (Fai presto, apri; spalanca questa porta) oppure “Si schiantano ‘i standeri ré porte” (I cardini delle porte si rompono...). La nostra lingua, rispetto ad altre lingue, è molto bella, però è tanto, ma tanto difficile. E’ stata definita la lingua del canto. A volte, studiando profondamente la grammatica italiana, si arriva ad una complessità di regole che ci mette in difficoltà nell’esprimerci liberamente. Leggendo il libro di novelle del trecentista Francesco Sacchetti (scrittore minore), quando non esisteva la grammatica, rimango estasiato dal colorito delle frasi e dall’espressività di chiarezza che mi fanno rivivere nel mondo in cui i fatti avvennero.
“Beati li pedi, che li fece così belli, sancte parte benedicti.....Fra’ Giovanni era rubicondo e paciucchello, ma rifacendo spesso il sentiero del bosco divenne segaligno e lanternuto e da Fra’ Giovanni lo chiamarono San Giovanni”.
La vita privata di alcuni poeti
Studiando i sonetti del Foscolo ci si rende subito conto che la sua vita fu piena di solitudine e di amarezze. Però se scaviamo nella sua vita privata veniamo a sapere che egli fu un autentico don Giovanni e si divertì tanto. A parte
Monti: “Fosco, losco e non tosco
ben ti conosco,
se avessi pan non avresti tosco.”
Foscolo: “Gran traduttor
dei traduttor d’Omero.”
Certamente la nostra letteratura non può assolutamente riportare queste battute o questi fatti. Essa si abbevera solo a considerare le opere di questi grandi nostri artisti.
Lingua italiana e Lingua inglese
Non mi si venga a dire che sbaglio quando affermo che preferisco la lingua inglese a quella italiana. La mia professoressa d’inglese signorina Reggio, nel ‘44 soleva spesso dire: “Un avvocato, un professore di lettere, nel fare un discorso, si trova a dire involontariamente: “Firenzo”, tutti gridano allo scandalo. Fate pronunciare la parola water=acqua ad un professore di Cambridge o di Oxford. La prima volta dirà “wotar”, la seconda volta dirà “woter” e così via; cioè le parole inglesi spesso sono sfumate e allora non si griderà mai allo scandalo. Quando nel ‘43 c’erano le truppe alleate nella pianura della Fagianeria, spesso i soldati alla libera uscita venivano in paese. Per dire vieni qui dicevano tutti: “Come on” e basta. Noi invece abbiamo tanti sinonimi: “Vieni qui, vieni qua, appropinquati, avvicinati, vieni da me.......”. Ne nasce una tale confusione che spesso non riusciamo ad esprimerci con sicurezza. E poi.....e poi......uh! Quante, ma quante regole da rispettare. Basta citare gli articoli lo e gli. Es.: gli agli. Come suona male. Non parliamo poi della complessità dei verbi di prima, seconda e terza coniugazione, altrimenti divento cavilloso e, nello stesso tempo, ridicolo. Accettiamola questa nostra lingua italiana, perché poi, in fondo, per chi la sa parlare e la sa scrivere molto bene, con vocaboli adatti e con profondità di linguaggio, possiamo dire che essa è veramente bella. Forse ciò che vengo a dire, diceva Totò, la causa è dovuta all’ambiente molto ristretto in cui son vissuto. E per avvalorare quanto ho precisato in quest’ultima frase dò una spiegazione molto chiara. Quando ero soldato ho conosciuto dei commilitoni toscani analfabeti e semianalfabeti che, con disinvoltura e precisione, sciorinavano quelle frasi, quei congiuntivi e quegli imperativi, con una tale esattezza da rimanere incantato. A volte io, per tema di dare del tu, preferisco dare del voi e non del lei. Questa mia deficienza linguistica è dovuta proprio come ho detto poc’anzi alla povertà linguistica dell’ambiente in cui vivo. Non me ne voglia il lettore se considera il mio dire spontaneo: ignoranza o deficienza mentale. Mi piace chiarire spontaneamente questi miei concetti. Voglio in ultimo fare un’altra considerazione che probabilmente chiarisce meglio il mio dire. I settentrionali parlano un dialetto astruso e molto diverso dalla lingua italiana e per questo motivo, probabilmente, riescono bene a parlare in italiano. Invece il dialetto napoletano o siculo si avvicina moltissimo alla madre lingua e per questi motivi, probabilmente, ci riesce difficile esprimerci senza commettere qualche errore. Naturalmente, sarebbe un grave errore prendere alla lettera questa mia considerazione. Ci sono, forse, anche altri motivi che molti conoscono bene, per cui è meglio terminare qui il discorso, altrimenti divento veramente troppo cavilloso.