Wednesday, 24 September 2008

MA CHI E’…?!

Al tempo in cui espletavo il servizio militare in quei rinomati e splendidi saloni di Palazzo Reale venivo spesso a conoscenza di fatti alquanto strani e accadimenti allucinanti. Nei corridoi del palazzo talvolta correva voce dell’arrivo di qualche Alto Funzionario ministeriale o clericale. Tutti si davano da fare. Gallonati ed inservienti, allarmati dell’arrivo di cotanta “Nobles”, si prodigavano, nel miglior modo possibile, ad allestire saloni, camere da pranzo e da letto, per lo svago di questi “Grossi Papaveri”.

Niente era lasciato al caso e tutto doveva essere approntato nel più breve tempo possibile e nei minimi dettagli. Si spendevano fior di quattrini (il solito immenso spreco all’italiana) per dei pranzi luculliani, con posate, piatti e bicchieri in materiale pregiato (oro, argento, ceramiche e cristalli); si preparavano letti con splendide lenzuola ricamate (raso di cotone, puro lino e seta); bagni con profumi rarissimi per parenti, amici, mogli e figli di questi pezzi da 90 e poi … e poi … e poi … starei per ore ed ore a raccontare di quanto sperpero avveniva in quei fatidici giorni.

Ah! Dimenticavo un altro particolare: venivano preparate ed allestite finanche le sale reali ed il teatrino di corte con mostre, discorsi, spettacoli, giochi e rinfreschi vari.

E’ doveroso sapere che tutta questa “Nobles” non apparteneva a famiglie nobili di principi, conti e marchesi, altrimenti chissà cos’altro avrebbero messo in pentola a spese di noi poveracci. Eh sì! Tutto quello spreco chi lo paga? Sempre e solo la massa di noi miseri pecoroni! “Ed io pago…!” soleva ripetere il grande Totò.

O tu lettore di questi fatti strani e storie incredibili che io vo’ narrando, soffermati un po’ a pensare ed a riflettere: i nostri governanti o magnati del nostro tempo sono capaci di accettare pasti comuni o lenzuola di mussola? Sono capaci di eliminare o almeno ridurre i loro sprechi e pensare al benessere del popolo?- Io non ci credo…-

Purtroppo oggi questi fatti incresciosi sono all’ordine del giorno e ciò che ho raccontato è soltanto un piccolissimo esempio, una parte infinitesimale di quello che succede ormai da parecchi anni nel nostro Paese.

A questo punto mi sovviene alla mente l’epopea storica del Regno delle Due Sicilie e la Real Casa di Borbone.

Scrive P.K. O’Clery: “Per introdurre criteri di economia nelle finanze, Ferdinando II ridusse di molto il proprio appannaggio, abolì diversi uffici inutili e molte delle prerogative reali. Semplificò le procedure nelle Corti di giustizia e, allorquando viaggiava per il Regno, proibiva alle municipalità di farvi preparativi costosi per la sua venuta, accettando l’ospitalità di qualche residente, o prendendo dimora in qualche locanda di un villaggio o in un convento francescano. Non c’è da stupirsi che fosse un sovrano realmente popolare.”

Un pensierino mi passa adesso per la mente: “Come si comportano oggi i nostri cari, anzi carissimi parlamentari e amministratori? Sono economici? Sono democratici? Pensano al benessere del popolo?”- Direi proprio di no; c’è un abisso enorme tra i Borbone e i politici attuali.

A tal proposito, riporto a confronto alcuni simpatici aneddoti del Re Borbone.

Nel 1852 il re Ferdinando II fece un giro d’ispezione nel proprio Regno. Durante una sosta, il valletto Galizia gli portò per pranzo due polli, ma senza il pane. “Non fa nulla” disse il monarca e mandò un ufficiale a prendere due “pani”. Il pane giunse, ma il re, notando che il principino mangiava solo il pollo, esclamò: “Né, Ciccì, tu magni senza pane?”- Franceschiello rispose che il pane era duro e muffito. Gli replicò il burbero padre: “Magnatillo, e l’avarissi siempe, ‘o magnano i surdati che sono meglio ‘e nuje!”-

Giunto a Bagnara il re volle scendere nell’unica locanda che c’era in quei paraggi. La moglie del locandiere gli offerse le più belle lenzuola che aveva, ma il re protestò: “Questa non è la biancheria che dai a tutti gli avventori! Io voglio roba ordinaria! Devi trattarmi come tutti gli altri!”-

Arrivato a Messina fu accolto dalla popolazione con molto entusiasmo. La folla staccò i cavalli dalla carrozza per trascinarla a mano nelle vie della città. Un dipendente delle finanze, un certo Grosso, salito sul predellino, vi si tenne aggrappato urlando: “Viva l’eroe delle Due Sicilie!”. Il re domandò chi fosse ed esclamò: “Quant’è fesso!”.

Che altro dire! Questa è vera Democrazia! A confronto si possono elencare tantissime autentiche schifezze che avvengono nella nostra epoca come i tanti sprechi di danaro pubblico fatti continuamente e senza alcuna vergogna dai nostri cari attuali amministratori.

Ora voglio raccontare un’altra mia personale esperienza.

In qualità di politico fui invitato dal presidente provinciale a partecipare col gonfalone comunale alla celebrazione del fatidico avvenimento storico del ventennale della provincia di Caserta nel dopoguerra ’40 – ’45. Dopo i vari soliti discorsi, tutti gli intervenuti si recarono in un immenso salone di Palazzo Reale ove erano stati preparati rinfreschi, pietanze, specialità culinarie e dolciumi di ogni specie. Non mancavano neppure le olive con lo stuzzicadenti e dei colossali babà. Senti! Senti! E qui viene il bello! I primi a buttarsi, come tante bestie fameliche, su quei tavoli così ben imbanditi furono proprio gli ONOREVOLI che in un batter d’occhio divorarono tutto quel ben di Dio a discapito della popolazione di Terra di Lavoro.

Con ulteriori chiarimenti specifico quanto appresso: gli On. abbrancarono il vassoio e, come in un self service, dai camerieri in livrea se lo fecero riempire di ogni leccornia. Poi si appartarono in un angolo del salone e, come tanti maiali, si sbrodolarono su quei mastodontici babà. 

Tutto fu rapidamente consumato in un’orrida sinfonia di suoni liquidi, sibili di gola, rutti e risucchi bavosi. Alla fine nulla rimase, eccetto cartacce sporche dappertutto, bottiglie vuote e …-

Un politico rivolto ad alcuni di noi ed ai camerieri esclamò: “Se i camerieri non si sono fatti in anteprima la parte, rimarranno sicuramente a bocca asciutta.”

E così questi “Gran …” continuano imperterriti a fottersi l’Italia.

La verità è che dopo la caduta dei Borbone e del Regno delle Due Sicilie, dal 1861 ai giorni nostri, c’è stato il buio assoluto nel più completo caos e decadimento culturale, economico e politico fino al colmo della Monnezza attuale.

E allora? Dov'è la nostra libertà? Per quale motivo ci viene ancora imposto a noi del Sud di onorare, celebrare, esaltare, ricordare, studiare i nostri più tremendi, crudeli e sanguinari invasori?

Ovunque andiamo troviamo monumenti, affissioni, targhe, manifesti, statue, piazze, strade, ecc. che ricordano solo quei famosi 4 Assi della Pat..., della Put... direi. Dobbiamo per forza considerarli Padri della Patria? Ma quanto mai! Ma quale Patria! Ma chi c.... erano quei 4 str.... che ci hanno ridotto in questo pietoso stato!? Vivevamo in pace ed in condizioni di grande benessere. Oggi viviamo in condizioni di estremo malessere e di grandi incertezze per il futuro.

Come si può non amare la dignità, la giustizia, l'onestà del vero popolo delle Due Sicilie e di quelli che lo resero tale? Ma come si può ...- 


 

Wednesday, 23 July 2008

“E’ AL COLMO LA FECCIA”

 Senti, senti questa... c'è sempre qualcosa di nuovo da apprendere dalle Gran P... di Monte... Non bastava la vecchia, vergognosa ed assurda immunità parlamentare. Adesso le 4 più alte cariche dello Stato ne hanno creata una speciale, solo per loro. Un'altra vergogna che si aggiunge a tutte le altre. Al posto di eliminare tutti sti c... di privilegi ed appannaggi, prerogativa solo italiana e primato mondiale, ne hanno aggiunto un altro, che per schifezza supera tutti gli altri. Certo, noi poveri, ignoranti e miseri mortali ne dobbiamo prendere atto: questi esseri superiori che ci dominano e ci pigliano p' 'o culo hanno una mente fervida, creativa ed in continua attività. 

 Inchiniamoci perciò, noi tutti, ai 4 magnifici, splendenti Re dei Re, gli unici Gran Signori di M.... ed offriamo loro tutto ciò che abbiamo, in modo che essi possano sempre vivere in pace, prosperità e serenità nell'eternità... per tutti i secoli dei secoli, amen...- 

 Occupiamoci adesso di un altro grave argomento: tutto il mondo si esprime spesso in modo unanime nel condannare i soliti crimini contro l'umanità, le solite armi di distruzione di massa, anche se poi tutti sanno che sono gli stessi accusatori i maggiori responsabili dell'uso di armi illegali nelle guerre infami. 

Ed allora quello che sta succedendo e succederà in Campania cos'è? E' la stessa cosa, anzi peggio! E' un vero crimine contro l'umanità, in cui vengono usate, come armi di distruzione di massa, sostanze tossiche altamente inquinanti e pericolose. Da molti, troppi anni, tutta l’informazione italiana continua a dare una versione completamente distorta e falsata della realtà meridionale. Tale mistificazione della verità ha avuto origine nel 1861, con quelle bande di feroci masnadieri venuti dal Nord che misero a ferro e a fuoco un fiorente e ricco stato borbonico delle Due Sicilie, massacrando senza pietà e chiamando briganti quelli che cercavano di difendersi. Nulla è cambiato. Oggi in Campania è stata inviata una forza militare di occupazione che vieta ogni resistenza o dissenso, pena la prigione ed impone la realizzazione di tutte quelle oscene opere volute dai potentati politici-economici-finanziari. Chi soffre è considerato addirittura colpevole della sua sofferenza, mentre chi continua a vivere nel lusso e nei vizi fregandosene della miseria altrui è un Dio. E invece bisognerebbe dire: "Chill'è ‘nu Dio 'e strunz, haje voglie a jettà rum, ‘nu strunz nun addeventa maje babbà…!”. E sono stronzi anche quelli che gli girano attorno leccandolo e osannandolo.

“Il male è di chi se lo sente davvero, non di chi guarda, passa, sorride e critica!”

“A chi parla areto, ‘o culo ‘o risponne… e chi ride d’ ‘o mmale ‘e ll’ate, ‘o ssujo sta arret’ ‘a porta!”.

“I’ che bell’aria che spira a Casoria!...” diceva il re Borbone in visita a Casoria. Era vero, in quanto a quei tempi l'aria, e non solo quella, era veramente pulita e bella in tutto il Regno delle Due Sicilie. E va bè..., a parte i sottili, maliziosi e allusivi commenti che alcuni fanno su questa frase (il re era molto giovane...), l’aria che invece spira adesso in tutta la Campania (e non solo...) non è affatto bella e pulita, ma estremamente brutta, sporca, tossica e portatrice di terribili malattie, sofferenze e morte. Ma come c…. si fa a sopportare e a subire ancora tali ingiustizie? Purtroppo le proteste, le denunce le fanno solo i soliti pochi ignoti coraggiosi. Invece dovremmo essere in  tanti: non 100, ma più di 100mila, tutto il popolo campano, senza inutili divergenze ed esibizionismo. “Da che munno è munno, ‘e chiacchiere s’ ‘e pporta sempe ‘o viento!”.

Riporto, a tal proposito, un’interessante, significativa e soprattutto veritiera “Lettera agli Amici” di padre Alex Zanotelli, inviata a Beppe Grillo, affinché si possa avere un quadro chiaro e preciso della terrificante e agghiacciante situazione campana dell’emergenza rifiuti. Tutti la devono leggere e ne devono dare ampia diffusione in tutti i modi possibili, in modo da poter essere sempre di più in questa difficile battaglia contro i criminali ecologici.

“E’ AL COLMO LA FECCIA”

Carissimi,

è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12: “Solo falsità l’uno all’altro si dicono: /bocche piene di menzogna, /tutti a nascondere ciò che tramano in cuore. /Come rettili strisciano, /e i più vili emergono, /è al colmo la feccia.”

Quando dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli, non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori. Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti. Infatti, se a questo mondo, gli oltre 6 miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri 4 pianeti come risorse e di altri 4 come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica mi hanno insegnato a riciclare tutto, a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà.

E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da 20 anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici. Infatti, esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989, nel ristorante “La Taverna” di Villaricca, di sversare i rifiuti tossici in Campania. Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte d’Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola-Marigliano), nelle Terre dei fuochi (Nord di Napoli) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi, in particolare i neonati, con diossine, nanoparticelle che producono tumori, malformazioni, leucemie…- Il documentario Biutiful Cauntri (sì, è scritto volutamente proprio così) (cercalo in You Tube) esprime bene quanto vi racconto. A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economici-finanziari. Infatti, questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti, scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti. (E’ sempre più chiaro, per me, l’intreccio fra politica, potentati economici-finanziari, camorra, logge massoniche coperte e servizi segreti!). In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre 2 miliardi di euro, per produrre oltre 7 milioni di tonnellate di “ecoballe”, che di eco non hanno proprio nulla: sono rifiuti tali e quali, avvolti in plastica, che non si possono né incenerire (la Campania è già un disastro ecologico!), né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate “Taverna del Re”.

E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro. Noi, senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte. Il nostro non è un disastro ecologico – lo dico con rabbia – ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari. Ne è prova il fatto che Prodi, a governo scaduto, abbia firmato due ordinanze: una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano nell’inceneritore di Acerra l’altra che permetteva di dare il Cip6 (la bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che “trasformano la merda in oro – come dice Guido Viale – Quanto più merda, tanto più oro!”- Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n. 90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone, con la forza militare, di costruire 10 discariche e 4 inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare. Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente (al 70%), non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori. E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione. Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti. “Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (art. 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale - così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani. Ciò che è definito “tossico” altrove, anche sulla base della normativa comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato “pericoloso” qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti, hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi tribunali speciali per la smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare, come altrove accade, i diritti dei Campani”. Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro l’aborto e l’eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani. Il decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini Campani.

Per questo sono andato con  tanta indignazione in corpo all’inceneritore di Acerra, a contestare la conferenza stampa di Berlusconi, organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un centinaio di persone. (La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell’ordine, è terrorizzata e ha paura di scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo. Abbiamo distribuito alla stampa i volantini: “Lutto cittadino. La democrazia è morta ad Acerra. Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso.” Nella conferenza stampa (non ci è stato permesso parteciparvi!) Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha “subìto” per costruire l’inceneritore ad Acerra! (Ricordo che la Fibe è sotto processo oggi!). Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l’ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori! Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera, a gestire i rifiuti. Quella italiana sarà quasi certamente la A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti, si papperà anche l’acqua di Napoli. Che vergogna! E’ la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo libro Shock Economy, chiama appunto l’economia di shock! Lì dove c’è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!). E per farci digerire questa pillola amara, O’ Sistema ci invierà un migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli di napoletani a fare la raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l’operazione e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo Paese!?! Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo massacrato! “Padre Alex e i suoi fratelli” era scritto in una fotografia apparsa su Tempi (inserto di La Repubblica). Sì, sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli (e sorelle) di Savignano Irpino, espropriati del loro terreno seminato a novembre, con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perché sotto sorveglianza militare. Per questo, con i comitati di Allarme rifiuti tossici, con le reti come Lilliput e con tanti gruppi, continuiamo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo. Vi chiedo di condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema economico-finanziario che ammazza ed uccide non solo i poveri del Sud del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell’Impero. Trovo conforto nelle parole del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk ucciso dai nazisti nel 1944. “Qual è dunque il compito del predicatore oggi? Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto: coraggio. Ma no, neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l’intera verità… Il nostro compito oggi è la temerarietà… perché ciò di cui come Chiesa manchiamo non è certamente né di psicologia, né di letteratura. Quello che a noi manca è una santa collera”.  

Davanti alla Menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini, ma anche nella mia Chiesa… “I simboli della Chiesa Cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce – diceva sempre Kaj Munk – mai il camaleonte”.

Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade di Chiaiano, contro l’occupazione militare della cava. Invece di aspettare il giudizio dei tecnici sull’idoneità della cava, Bertolaso ha inviato l’esercito per occuparla. La gente di Chiaiano si sente raggirata, abbandonata e tradita.

Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta rabbia che ve lo scrivo.

Resistiamo!!!

Alex Zanotelli


Friday, 04 July 2008

Si ‘o ciuccio nun vo’ vevere,

haje voglia d’ ‘o siscà…

 Il professore Franco Ortolani, Ordinario di Geologia all’Università Federico II di Napoli, profondo conoscitore soprattutto del sottosuolo campano, ha sentenziato la palese non idoneità ambientale delle cave a fossa di Chiaiano per la realizzazione di discariche di materiale inquinante.  

Tra i vari motivi dell’inidoneità della fossa, ci sarebbero quelli dell’estrema permeabilità e fessurazione del sottosuolo dell’area in esame costituita da varie forme piroclastiche: tufi, lapilli, pomici, sabbie vulcaniche, con affioramenti pozzolanici. Eventuali inquinanti accumulati nelle cave si trasferirebbero facilmente e velocemente, per l’estrema porosità e fratturazione dell’intera area, nelle sottostanti falde idriche, inquinandole e facendo defluire radialmente l’acqua inquinata verso le aree fortemente antropizzate ed urbanizzate. Una simile eventualità rappresenterebbe un gravissimo pericolo per la salute umana in relazione ai prelievi idrici effettuati con pozzi per vari usi. Inoltre i versanti delle cave di tufo denotano un’alta pericolosità idrogeologica ed instabilità geomorfologica, con possibilità di innesco di pericolosi e veloci fenomeni franosi. Da tali dati, ricavati da una sintesi di una prima perizia geologica del professore Ortolani, di un paio di mesi fa, si denota come le notizie divulgate e propagandate in questi giorni da alcuni mass media attaccati ai soliti carrozzoni politici, siano completamente false, inventate e con madornali errori. In un noto quotidiano si fa presente che il professore, in base alle sue indagini abbia rilevato nella zona oggetto di studio, la presenza di strati di lava addirittura “impermeabili” e che quindi abbia dato parere favorevole alla realizzazione della discarica nell’area del poligono di Chiaiano. In primo luogo, vi è palesemente un doppio errore, in quanto il professore Ortolani non ha dato nessuna idoneità a Chiaiano e non ha mai parlato nella sua relazione di lava, ma di tufi e sedimenti vulcanici sciolti e completamente permeabili. Poi, anche se venisse riscontrata la presenza di pietra lavica, questa sarebbe  permeabile, in quanto sempre fratturata, bollosa e discontinua. E’ quindi assolutamente inesatta l’affermazione che nel sottosuolo di Chiaiano vi siano rocce impermeabili e che i rilievi geologici abbiano dato parere favorevole alla realizzazione della discarica. Siamo alle solite: burocrati incompetenti e pasticcioni e la solita informazione manipolata.

A prescindere dalla veridicità di quanto asserisce il professore Ortolani, basta osservare e rendersi conto che quasi tutte le cave della Campania si trovano su ammassi di rocce completamente permeabili (calcari, tufo, ghiaia) che nel sottosuolo ospitano le falde idriche che alimentano vari usi (potabile, industriale, agricolo). Il loro riempimento con sostanze e rifiuti urbani e tossici, rappresenterebbe senza alcun dubbio, un sicuro inquinamento per tutte le acque sotterranee, con evidenti danni (avvelenamento da diossina, sostanze tossiche, ecc.) per ogni specie vivente. Di non minore gravità sarebbe poi l’enorme dispersione radiale nell’aria dei gas maleodoranti e nocivi alla salute, i cui effetti malefici sull’ambiente (in realtà tale disastro è già in atto) si noterebbero anche a diversi chilometri dalle discariche. Già molte, troppe persone campane si sono ammalate di tumori e sono morte, a causa della crisi rifiuti, a causa delle discariche, a causa degli inceneritori. Ogni persona cerca di salvaguardare in tutti i modi possibili la propria salute. Il popolo partenopeo non vuole questa triste ed assurda situazione; il popolo partenopeo vuole vivere in pace, ma non accetta di essere preso per i fondelli da elementi tanto incapaci e meschini. E’ lecito protestare per difendere la salute delle proprie famiglie, in un certo senso allo stesso modo in cui protestavano i napoletani e tutti i meridionali nel 1860 contro l’infame invasore venuto dal Nord. La storia, purtroppo, si ripete: questi assassini politici, con tradimenti, manganelli ed altre schifezze illecite e innaturali soffocano le grida innocenti di questa gente. Se ne strafottono e intanto continuano nella loro losca prepotenza, aiutati e coadiuvati anche da una mala informazione da loro pilotata, a giustificare a modo loro le discariche, i siti di raccolta, gli inceneritori (=termovalorizzatori), ecc….

A proposito di energie alternative, riporto alcune interessanti e significative frasi tratte da un’intervista nel blog di Grillo a Jeremy Rifkin, un economista, scrittore ed attivista del movimento pacifista statunitense:”… L’Italia è l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili! Ci sono così tante e distribuite energie rinnovabili nel vostro Paese! Mi meraviglio quando vengo nel vostro Paese e vedo che non vi state muovendo nella direzione in cui si muove la Spagna, aggressivamente verso le energie rinnovabili. Per esempio voi avete il Sole! Avete così tanto sole da Roma a Bari! Avete il Sole! Siete una penisola, avete il vento tutto il tempo, avete il mare che vi circonda, avete ricche zone geotermiche, biomasse, avete la neve, per l’idroelettrico nel Nord. Voi avete molta più energia di quella che vi serve, in energie rinnovabili! Non la state usando… io non capisco. L’Italia potrebbe. Credo che, umilmente, quello che posso dire al governo italiano è: a che gioco volete giocare?...

In questo momento mi viene in mente un nuovo spot tv in cui una bella signora avvezza agli agi della civiltà contemporanea e che non sopporta il caldo, si lamenta continuamente per l’assenza di comodità: “Ciro, please!” e la risposta del bel Ciro napoletano che la invita ad apprezzare le bellezze del luogo: “…abbiamo ‘o sole, abbiamo ‘o mare, abbiamo…” fino a che la bella signora si scioglie e si “butta” tra le braccia del suo bel “Ciruzzo”, ecc., ecc., ecc….!!!-

Bè, come non dare ragione alle considerazioni di Jeremy Rifkin sul nostro Paese; sole, vento, mare, geotermia…, ecc., tutte energie pulite e facilmente sfruttabili; purtroppo, avevamo anche le menti illustri (es. Rubbia) per poter realizzare in modo facile e a basso costo dei progetti avveniristici sulle energie alternative, ma non le abbiamo per nulla considerate… ed altri stati ne hanno approfittato e noi siamo rimasti, come al solito, fanalino di coda.

Eppure, nonostante le vibranti proteste di tanti cittadini campani, di varie autorevoli associazioni culturali campane, di alcuni media non legati ai carrozzoni politici e soprattutto di tante denunce, petizioni, ecc. in molti siti internet, la situazione in Campania continua a peggiorare. Ed i maggiori responsabili di tale scempio non cambiano la loro nefasta ed inquietante politica, non si dimettono e continuano a mantenere ben salde le loro comode e lucrose poltrone. E ripeto: “Si ‘o ciuccio nun vo’ vevere, haje voglia d’ ‘o siscà…!”

A tal proposito ritengo doveroso inserire nuovamente lo straordinario e significativo fotomontaggio dell’amico Bukaniere, su disegno di Olezzo Aulenti e direzione di Sverso Piano: il Mont Trashmore, ricavato ad arte dall’originale Mont Rushmore che si trova nel Dakota del Sud. In esso appaiono in bella evidenza al posto di Thomas Jefferson e Theodore Roosevelt, il governatore della Regione Campania e la sindachessa di Napoli sorridenti sopra il cumulo di Munnezza. La popolazione napoletana sentitamente ringrazia i suoi amministratori e dona loro questo monumento a futura memoria. Ne va data ampia diffusione, purché si citi l’autore.

 

 Mont Trashmore

Ma come fanno questi due a rimanere ancorati ancora a quelle poltrone? Siamo noi tanti miseri pecoroni o sono loro che hanno alle spalle delle organizzazioni dalla potenza inimmaginabile?

Impregilo. Ecco il terzo nome che appare in tutta la sua magnificenza e scritto in grassetto con un particolare inchiostro indelebile nel libro nero degli Intoccabili. Ogni tanto, malgrado le false, presunte e strane inchieste della Magistratura per cercare di scoprire i veri responsabili di tale macello, esce fuori "dolce" ed "innocente" questo nome: Impregilo, una società, credo con ramificazioni a livello internazionale, che quando sente puzza di grandi affari (discariche, inceneritori, nucleare, ecc.), corre e ci si ficca anima e corpo, con tutti i mezzi leciti e illeciti, in verità solo illeciti, fino a che il povero o i poveri cristi che stanno sotto vengono spremuti e spolpati del tutto. Molti fatti credo non si conoscono, né si conosceranno mai, fino a che non cambia il modo di far politica ed informazione in Italia; non si sanno infatti i terribili giochi di potere, gli intrighi, i tradimenti, i sotterfugi che avvengono dietro le quinte. A me comunque, secondo il mio modesto parere, secondo le mie scarse, frammentarie e contraddittorie notizie di cui sono a conoscenza dai vari mass media, questa Impregilo mi sembra più una “Impre-Giro”, cioè un grande e potente giro d’affari con varie diramazioni a livello internazionale, simile ad una grande ed enorme Piovra che con i suoi lunghi, malefici e nauseanti tentacoli, afferra tutte le opportunità provenienti da loschi affari in tutto il mondo, riuscendo ad accaparrarsene molti e stritola sistematicamente e senza alcuna pietà tutti coloro che le si oppongono o cercano di farle concorrenza. Ripeto, posso anche sbagliarmi, ma io la vedo così. D’accordo che le notizie in Italia, il più delle volte sono mistificate, ma il disastro rifiuti in Campania è sotto gli occhi di tutto il mondo e sta diventando sempre più critico e preoccupante per la gente del posto. Quindi è certo che la responsabilità principale è dei politici e di questa fantomatica Impregilo. La cosa che più mi irrita è che nessun responsabile è stato finora punito, mentre i poveri cittadini campani continuano a pagare, a soffrire ed a morire.

Si parla poi in questi giorni dello scandalo delle tantissime inutili consulenze e di voler porre rimedio a quest’altro enorme spreco. Speriamo, ma ci credo poco; credo invece che, come del resto è sempre avvenuto in passato, dopo un breve periodo di chiacchiere, “tutto fumo e niente arrosto”, tutto torna come prima e nulla cambia soprattutto per le solite “Caste”, “The Untouchables”. E chissà quante altre schifezze, questi Gran Signori del Monte…, questi gran pezzi di m… ci nascondono, a causa dell’enorme disinformazione che c’è in Italia e dell’immancabile e irrinunciabile Immunità Parlamentare di cui godono e che paradossalmente e vergognosamente riconfermano ad ogni legislatura, strafottendosene sempre dei bisogni del popolo. Ma signori, mi viene in mente adesso una piccola domanda: “In quale Paese al mondo si paga per sapere quanto si deve pagare?” La risposta è semplice: “Solo in Italia!”- E solo in Italia vale il proverbio campano: “Prumettere ‘e certo, e venì meno ‘e sicuro!”-

Chiacchierano, sorridono, guardano e passano… ‘o core nun ‘o tengono… E qui calza ad hoc un altro proverbio campano: “Lo male è di chi lo sente, non di chi passa e tene mente!”-

Per quanto riguarda poi il discorso sugli stipendi da favola dei nostri “carissimi” parlamentari è chiaro ed è accertato da più parti che essi sono strapagati e che non c’è nulla, proprio nulla che giustifichi quello che guadagnano. E poi sono i più pagati d’Europa. I nostri politici, partendo dagli europarlamentari e finendo con i consiglieri circoscrizionali sono di più e guadagnano molto di più di tutti i loro colleghi europei (circa il quadruplo degli svedesi e spagnoli, più del triplo dei francesi e più del doppio dei tedeschi), mentre il potere d’acquisto degli stipendi italiani è il più basso. Fanalino di coda sono i rappresentanti della Lituania che guadagnano di meno e sembra, sembra, ma stento anch’io a crederci, che devono accontentarsi di appena 1.183 euro per l’indennità mensile. E poi c’è un altro fatto da non sottovalutare: i tanti assurdi, ridicoli e vergognosi privilegi ed appannaggi dei nostri parlamentari italiani, a differenza dei loro colleghi europei che non ne hanno nessuno. Quindi, ricapitolando e cercando di fare un po’ d’ordine nei conti in tasca dei nostri politici, è chiaro che le somme stratosferiche ipotizzate che ne vengono fuori, devono essere considerate di gran lunga inferiori a quelle realistiche, data l’informazione mistificata che c’è in Italia. Sommando lo stipendio netto e i tanti appannaggi che godono questi  Signorotti del potere, è facile prevedere una somma anche superiore ai 30-35000 euro netti al mese. A noi miseri mortali non ci è permesso indagare su di loro. La verità è che tutta la massa di politici italiani è "'na vranca 'e strunz e fetiente". E poi bisogna considerare l’enorme numero di questi strapagati in Italia: Parlamento, Regioni, Province, Comuni. Pensione massima per i parlamentari dopo appena 30 mesi; per noi ci vogliono minimo 35 anni. I parlamentari possono cumulare cariche, stipendi, pensioni e vitalizi. Il discorso, adesso, si farebbe troppo lungo per poter elencare e spiegare nei dettagli tutti i privilegi: tessere, rimborsi, gettoni di presenza, auto blu, segreteria, uffici, indennità, ecc.- Termino allora facendo notare l’impossibilità da parte dei cittadini di poter controllare come vengono spesi i soldi pubblici e di poter accedere ai bilanci di Camera, Senato, Quirinale, Corte Costituzionale, Regioni, Province, Comuni ed enti locali. Solo in Italia avviene questo schifo di enormi stipendi e pensioni ingiustificati, di intollerabili privilegi ed ingenti sprechi. Sono troppi, sono super pagati, sprecano tanto e non fanno mai un c....!- Pardon! I c.... loro se li fanno...!

“Vale cchiù uno a ffà, ca cient’a ccummannà!”


Thursday, 29 May 2008

Chi erano i veri briganti?

(dal 1861 ad oggi)

Facciamo un semplice esame della tristissima situazione che si venne a creare nel meridione d’Italia dal 1861 in poi, col ridicolo, iniquo e distruttivo processo unitario. C’erano le truppe d’occupazione nordiste che avevano completamente preso possesso e annientato, nella maniera più subdola ed atroce possibile, tutti gli usi, i costumi, la cultura ed il benessere di un ex stato borbonico delle Due Sicilie, che fino ad allora deteneva, per merito anche dei suoi reali, primati a livello internazionale in molti campi, riconosciuti ed invidiati da tutti gli stati del mondo. Il meridione, in un attimo, a causa della violenta e barbara repressione subìta da quella feccia immonda di conquistatori nordisti, passò da uno stato civile, pacifico, florido, ricco e soprattutto rispettoso dei propri amati sovrani, ad uno stato poverissimo per colpa di quei nuovi governanti sabaudi che, dopo aver massacrato e depredato, subito imposero senza alcuna pietà e senza alcuno scrupolo, nuove, ferree e sconosciute leggi di tassazione e di dominio nordico ad una popolazione ormai sconfitta, innocente ed inerme. Quella situazione può essere paragonata al più efferato stato dittatoriale che si possa immaginare. Possiamo pensare ad una vera e propria pulizia etnica quella attuata spietatamente dai piemontesi nel Sud Italia dal 1861, per debellare, dicevano loro, il fenomeno del “brigantaggio”. In realtà, è molto probabile che l’invasione del Sud, sia stata studiata e preparata dai nordisti molto tempo prima dell’impresa di Garibaldi, con tranelli, intrighi, infiltrati, false notizie, spie e tradimenti vari, aventi come unico scopo quello di conquistare e annientare in modo veloce, facile e completo un ricco e fiorente Regno delle Due Sicilie. Prevalse così, in quegli anni tremendi, la volontà di ingiuriare e terrorizzare sempre più le pacifiche popolazioni del meridione, venendo così alla luce il solito tremendo vizio di fanatismo, esibizionismo e di estremo malefico razzismo dei conquistatori nordici. Spesso, dei semplici sospettati morivano dopo orrende torture ed esibiti poi come macabro trofeo al pubblico.

A volte venivano dai piemontesi addirittura stuprate perfino delle bambine (l'unica loro colpa era quella di essere figlie di “briganti”) e costrette ai ferri carcerari. Forme di atroce e perverso razzismo (pedofilia, ecc.) che si ripetono purtroppo in maniera simile anche oggi. Sempre e comunque: “Similis cum similibus”. Vedi, a confronto, alcuni avvenimenti analoghi avvenuti durante il dopoguerra nell’Italia del Nord: foibe, guerra civile, esecuzioni sommarie, dramma degli esuli, ecc. La storia si ripete, sempre per colpa di quei famosi malefici e diabolici cromosomi che a volte prendono il sopravvento nell’essere umano, trasformandolo in un attimo nel Male supremo. Infatti, anche adesso, nella nostra società, nulla è cambiato da allora. E’ inutile andare nei minimi dettagli, in quanto si riempirebbero moltissime pagine e diventerebbe sicuramente stancante per i lettori.

Mi limito solo a sintetizzare qualche notizia: la grande, potente ed intoccabile Impregilo ha provocato e continuerà a provocare tantissimi danni in Italia e soprattutto al Sud; degli onesti cittadini, dopo aver pagato tasse, tasse e tasse sempre più inique e salate, osano, anche solo in modo pacifico, protestare (è, invece, un loro sacrosanto diritto) per l’immenso letamaio in cui sono costretti a “vivere”, anzi “morire”: termovalorizzatori, meglio chiamarli cancro-valorizzatori, termo-tumorali, inceneritori, discariche, monnezza tossica (sono sempre la stessa identica cosa; cambia solo il nome, ma la morte è sempre lì vicina: cancro, malformazioni neonatali, ecc.). Allora, per favorire gli sporchi interessi delle solite grandi, potenti ed intoccabili società multinazionali, si mettono in moto quei perversi meccanismi dello Stato e dell’informazione, con lo scopo di falsare la realtà (è purtroppo la stessa maledettissima storia falsata che si ripete sempre: oggi come nel 1861) e così per quei poveri dimostranti vengono coniati i più dispregiativi appellativi che la moda del momento impone: ribelli, terroristi, briganti, camorristi, barbari, terroni, rivoltosi, infiltrati, buoni a nulla, reazionari, ecc. e giù manganellate, cariche, arresti, feriti… morti. Uno Stato, come al solito, forte oltre ogni limite con i giusti, i poveri, gli innocenti, gli indifesi, gli onesti e debolissimo con le multinazionali, le banche, “’e cammurriste”, “’e mariuncielle”, i delinquenti, i truffatori, i traditori, “’e nfame”, “’e fauze”, ecc., scambiandosi a volte i favori, “’e cunfiette” e non tenendo in nessuna considerazione le esigenze di un popolo martoriato. Ripeto ancora una volta: “Similis cum similibus”- Dal 1861 al 2008 sono passati tanti anni, ma nulla è cambiato.

Proprio in questo momento, leggendo da alcune fonti internet (variazioni euro-dollaro e aumento del costo del petrolio) mi sorge un dubbio, anzi sarebbe meglio dire la domanda sorge spontanea: “Ma vuoi vedere che questi figli di gran Putt… (Stato e società petrolifere), ce stann’ ‘a piglià p’ ‘o culo?...”- In pratica, facendo dei semplicissimi calcoli proporzionali e prendendo come riferimento l’anno 2000 e quello attuale, si troverebbe come risultato: anno 2000; barile di petrolio = euro 72; anno 2008; barile di petrolio = euro 71,3. Quindi, considerando il cambio euro-dollaro, oggi in Europa il costo del barile di petrolio dovrebbe essere addirittura inferiore a quello pagato nell’anno 2000. E’ evidente che c’è qualcosa di marcio sotto ed un’altra domanda sorge spontanea: “Chi ci guadagna?”- La risposta credo sia semplice: “Le società petrolifere, lo Stato che incassa le tasse; l’Eni, l’Enel, ecc. che aumentano le bollette…!”-

“E io pago! E io pago!” diceva il grande Totò. "E noi paghiamo... "- 

Possibili soluzioni e scenari futuri:

Nessun cervellone ci ha ancora spiegato nei minimi dettagli il perché di questa strana anomalia di conti che non tornano. E se il dollaro schiacciasse di colpo l’euro e tornasse all’antico valore (1 dollaro = 1,2 euro) dell’anno 2000?... “Figurammece!...”- La verità è che dal 1861 ad oggi in tutta Italia regna il “Caos Assoluto” in tutti i campi. Eppure alcune soluzioni possibili ci sarebbero: al posto di sprecare tante risorse inutili con progetti assurdi ed irrealizzabili; al posto di sprecare tanti soldi per il sollazzo dei soliti signorotti di Monte… (ormai tutti sanno dove c… vanno a finire sti’ soldi che noi paghiamo), si potrebbero realizzare quegli efficientissimi impianti di dissociazione molecolare tanto famosi nel Nord Europa: moderne strutture che operano a bassissime temperature e trasformano più del 97% dei rifiuti in energia pulita, recuperando dal processo di trasformazione solo i metalli, che possono essere così facilmente riciclati. Un’altra soluzione per la produzione di energia alternativa a basso costo e non inquinante è quella operante in Spagna e nel Nevada su progetto Rubbia. L’Italia, ‘o Paese d’ ‘o Sole, poteva sfruttare appieno l’idea del grande Rubbia che riprendeva e perfezionava quell’antico progetto degli specchi solari ideato dal grande Archimede, mediante la costruzione di impianti solari termodinamici. Basti pensare che un solo impianto di questo tipo produrrebbe la stessa quantità di energia di una grossa centrale nucleare, con il vantaggio di costi bassissimi e senza nessun tipo di inquinamento o di scorie pericolose. Non uranio, ma semplice cattura dei raggi solari attraverso una serie di specchi. Non dimentichiamo poi gli efficientissimi e famosi impianti per la produzione di energia eolica in Olanda. Tutto questo (dissociazione molecolare; energia eolica e solare) non può prescindere dall’attuare una giusta e precisa politica di regolamentazione sullo smaltimento dei rifiuti (bastano poche e semplici regole), che tenga conto principalmente della salute e del benessere di tutti i cittadini e che tutti gli organi competenti facciano il loro dovere. Infine eliminare una buona volta, con leggi severe, tutta questa spropositata produzione di plastica non biodegradabile, imballaggi inutili ed altre specie di schifezze. Tutte quelle ricchissime società responsabili di tale enorme scempio al mondo intero  vengano condannate in modo esemplare per tutti i danni che hanno provocato all’ambiente.    

Tornando adesso al discorso iniziale di questo paragrafo sul fenomeno del “brigantaggio” dal 1861 in poi, è chiaro che, se ci siano state (in realtà le reazioni furono moltissime) nelle popolazioni meridionali delle “ribellioni” contro gli invasori piemontesi, esse avvennero per dei semplici e giustificati motivi: tutta la gente del Sud era trattata in modo orrendo e cercava in tutti i modi possibili, sacrificando a volte anche la vita, di difendere le proprie terre, cultura, famiglie, case, ecc. dai barbari oppressori. Questa fu vera resistenza e giusto patriottismo; eroi furono quei martiri che preferirono morire dopo atroci torture, pur di non rinnegare il loro amatissimo re. Tutt’altra cosa furono invece quegli inutili, ipocriti e vigliacchi attentati del dopoguerra italiano, che non avevano nulla dello spirito della resistenza e anzi causarono tante stragi di innocenti. Fermiamoci un attimo a riflettere: se, ad esempio, dei ladri entrano all’improvviso in una pacifica casa a rubare, massacrare, violentare e poi ne prendono con la forza il totale possesso, ingiuriando e deridendo quei poveretti di essere sporchi, gente di merda e senza onore, è sacrosanta ed è logica la reazione degli occupanti di quella casa per tentare almeno di difendere il salvabile, i propri cari e i propri beni. Essi vennero chiamati “briganti” dai vincitori piemontesi-savoiardi, perché così faceva comodo a loro per travisare la verità storica, alla stessa maniera di come oggi vengono spesso usati e a sproposito vari termini: adesso va di moda il termine terrorista. Se oggi, ad esempio, anche esponendo tutte le proprie sacrosante ragioni e verità, si osa un pò contraddire e criticare una certa casta privilegiata, è molto facile che si venga additato addirittura come un feroce terrorista.

Famosa è la dichiarazione di Carmine Crocco, uno dei più eroici “capobriganti”: “Sappiate che per noi nessun scrittore spreca inchiostro e carta. I nostri malanni, la nostra miseria, gli abusi, l’ingiustizia che ci fanno nessuno la scrive, mentre sono chiamati sommi scrittori quelli che ci dispregiano chiamandoci plebaglia miserabile!”-

Lo stesso Francesco II, ultimo sovrano del Regno delle Due Sicilie in esilio, ebbe a dire: “… sono vicino al mio Regno ed ai sudditi miei… vengono chiamati assassini e briganti quegli infelici che difendono in una lotta diseguale l’indipendenza della loro Patria… in questo senso anche io tengo per un grand’onor di essere un brigante!”-

Le vessazioni e i soprusi sui meridionali divennero talmente assurdi ed iniqui che ai contadini restavano due possibilità: entrare nel cosiddetto “brigantaggio” che in realtà era un movimento spontaneo popolare di liberazione, oppure emigrare. I “briganti” avevano talmente radicato lo spirito, l’onore e l’orgoglio di appartenere ad un ex glorioso Regno delle Due Sicilie, che indossavano mantelli foderati all’interno di pezzi di bandiere bianche e gigliate. Spesso usavano praticare rituali, canti e quant’altro esaltasse i vecchi reali e l’ex nazione.

E’ impossibile poter elencare i tantissimi casi di violenze, ingiustizie e soprusi perpetrati ai danni del popolo meridionale, anche considerando l’enorme censura in atto in quell’epoca. I giornali venivano pubblicati solo al nord; la libertà di stampa e di riunione furono completamente abolite al sud; anche la posta fu censurata. Ancora adesso, in molti mass media e soprattutto libri scolastici, la storia d’Italia continua ad essere vergognosamente mistificata.

A Marsala i piemontesi prelevarono dalle loro case più di tremila persone sospettate di favorire il brigantaggio, comprese donne, vecchi, inabili e bambini, che furono ammassate per mesi nelle catacombe sotterranee vicine alla città, in condizioni disumane, senza luce ed aria.

A Napoli, nel carcere di S. Maria Apparante, tantissimi prigionieri “vivevano” in condizioni disumane ed in un fetore inimmaginabile. Erano ammassati, stipati peggio degli animali e legati stretti insieme persone di ogni categoria: delinquenti, sacerdoti, bambini, donne, vecchi, uomini di cultura e miseri contadini. Senza luce, coperte, pagliericci, ecc. Molti non sapevano neppure perché erano stati imprigionati e venivano sistematicamente sequestrati (rubati) tutti i loro beni.

Un capitolo a parte, anzi si dovrebbe scrivere un’enciclopedia a parte, per raccontare gli atroci tormenti delle migliaia di soldati borbonici deportati nei terribili lager dei Savoia: Fenestrelle, “lande di S. Martino” presso Torino, ecc.- A tal proposito, in memoria dei tanti soldati borbonici deportati, dopo l'unificazione dell'Italia, nel lager piemontese di Fenestrelle, inserisco ben volentieri in questo sito una struggente e toccante poesia dell'amico Vincenzo Cerasuolo di Marigliano (NA).

   Grazie Vincenzo

 

Per cercare di rendere un pò più chiaro e comprensibile il mio dire inserisco adesso in questo paragrafo alcune raccapriccianti foto (vedi anche altre foto nella pagina “Real Casa di Borbone”) prese da varie fonti, ancora integre, originali e salvate per miracolo dall’enorme censura, manomissione ed oscurantismo che s’è venuto a creare in Italia dal 1861 ad oggi. Credo che le atrocità e le infamie di quel periodo siano di gran lunga superiori a quello che si può immaginare osservando queste poche e rare immagini, in quanto molti documenti originali sono andati volutamente perduti o falsificati. C’è inoltre da considerare che ancora oggi, anche a distanza di un secolo e mezzo, in alcuni luoghi (non tutti, per fortuna) direttamente interessati da quei terribili misfatti, si continua imperterriti, per paura o per altre ragioni, ad omettere la verità storica sugli eroici martiri delle loro terre. E’ veramente vergognoso agire in questo modo. Tutti, dico tutti hanno il diritto e il dovere di sapere e di cercare la verità. Purtroppo, nel corso della storia, è sempre avvenuto che i vincitori riscrivano la storia a loro immagine e somiglianza solo per favorire i loro sporchi interessi e chiamino i vinti con gli appellativi più vari, strani, razzisti e dispregiativi: briganti, barbari, rivoluzionari, reazionari, terroristi, kamikaze, terroni, ignoranti, scansafatiche, buoni a nulla, cafoni e chi più ne sa più ne metta.

“Capobrigante” Papa torturato, giustiziato e legato ad una scala.

Pastori fucilati sul monte Alburno perché sospettati di “brigantaggio”; i primi due da sinistra hanno rispettivamente 13 e 14 anni.

Teste mozzate sanguinolenti in gabbie di vetro esposte come monito dai piemontesi all’ingresso di Isernia.

Vincenzo Palmieri ed altri della “banda” orrendamente massacrati.

Giuseppe Nicola Summa alias Ninco Nanco

“Briganti” seduti già giustiziati e trattenuti da soldati piemontesi.

La “brigantessa” Michelina De Cesare

Michelina De Cesare, morta dopo atroci sevizie, spogliata ed esposta al pubblico.

Michelina De Cesare

Ancora una volta riporto un’altra martire, un altro scempio provocato da quella brutta e perversa razza di cromosomi malvagi delle truppe d’occupazione piemontesi. Cito a proposito nuovamente la fatidica frase latina: “Similis cum similibus”-

Chi furono i seviziatori e i carnefici della Petacci, Mussolini e degli altri gerarchi della RSI esibiti come macabro trofeo al pubblico ludibrio della gente ed appesi ad un distributore di benzina di Piazzale Loreto a Milano - 1945?- La risposta è molto semplice: a provocare quell’orrendo spettacolo fu la stessa immonda schiatta di quelli che torturarono, seviziarono ed uccisero la De Cesare, esibendola poi completamente nuda ed in pubblica piazza insieme con gli altri componenti della banda Guerra a Mignano Montelungo - 1868.

Michelina De Cesare nacque a Caspoli (Mignano Montelungo) il 26 ottobre del 1841. Donna bellissima ed estremamente coraggiosa, sposò Francesco Guerra, uno dei più temuti capi della guerriglia in Terra di Lavoro e partecipò attivamente a tutte le operazioni di combattimento della banda. Con il suo formidabile intuito, riuscì a prevenire molti attacchi e imboscate dei nemici piemontesi. Ma non riuscì a prevenire la vigliaccheria dei traditori. Infatti, dopo sette anni di dure lotte e gravi perdite inflitte alle truppe nemiche, una spia avvertì il nemico del nascondiglio della banda, che fu subito circondata e massacrata. Michelina fu ferita e catturata, ma morì poco dopo per le atroci sofferenze, sevizie e torture subite dai piemontesi. Spogliata fu esposta nella piazza di Mignano insieme con i cadaveri degli altri guerriglieri. L’effetto sulla gente fu però opposto di quello sperato e la guerriglia contro le truppe d’invasione piemontesi riprese con più vigore di prima.

Mignano, 31 agosto 1868

Riporto adesso una bellissima poesia, scritta ad Arpino da Raimondo Rotondi, in onore della bellissima ed impavida Michelina De Cesare.

La morte re na bèlla Ciuciara

Ra chélla futegrafia me uardava éssa,

Michelina De Cesare la bregantéssa,

fémmena bèlla, ‘ntista y ‘nnammurata

che le cioce aglie piére y bène armata.

Quanne fu ‘ntanne ce ne stévene tante

re viécchie nuostre chiamate bregante

che bregante ce fuonne chiamate

ma, strigne strigne, èrene suldate

a chélla guèrra re ne mare tiémpe fa

che cò vota se tèra ancora raccuntà.

La fémmena nostra ch’èra Michelina

se truvètte ‘mmiése a chéll’arruìna

addó gli’ome sié, Guèrra chiamate

la guèrra la féce y murètte suldate.

A éssa, cumme vulètte brutta sorte,

gli’attucchètte pure prejà la morte

‘mmane a chélla male pègge gènte

venuta ra ciénte rove a fa neciénte.

Sètt’anne re fuoche èrene passate

sètt’anne re guèrra y scuppettate,

muntagne, paura, fame y fridde

a ste munne che se facéva stritte.

Scurtava la via y le larie scurtava

glie tiémpe a traviérse se regerava.

Trènt’aûste millotteciéntesessantotte,

na mala sèra ch’èra già quasce notte,

cumme succère a ste munne triste

Giuda n’ata vota se vennètte Criste.

Caifa pazziètte na cica che Ponzie Pilate

na povera fémmena murètte turturata.

Quant’alla gènte, y loche ‘nse scappa,

quann’è ‘ntanne, capa sèmpe Barabba.

Glie juorne ruoppe, alla piazza ‘Mignane,

quatte muorte ch’èrene state crestiane

gli’ammucchianne allescì, pe mostra,

una èra Michelina De Cesare nostra

nuda ‘ntutte y accisa allescì malaménte

sènz’abbrevogna re falla veré alla gènte.

Ra ‘ntanne re tiémpe n’è passate ne mare,

ma chélla fu la morte re na bèlla ciuciara.

Questi stupendi e significativi versi del grande Ferdinando Russo, scritti tanti anni fa, sono straordinariamente validi anche oggi e rispecchiano in pieno l'attuale triste situazione della nostra epoca.


Saturday, 17 May 2008

Il Regno delle Due Sicilie

nostalgia che sfuma in chimera

Rifacendo mentalmente il mio curriculum vitae, mi assale una rabbia sorda che m’invade tutto il corpo sfociando poi in una tristezza logorante che mi rende maggiormente infelice.

La causa di tale avvilimento è dovuta alla inconsapevolezza delle vicende storiche del periodo Borbonico nel Regno delle Due Sicilie sino all’avvento delle truppe piemontesi-garibaldine e alla venuta dei Savoia in Italia. Questi due periodi storici, messi a confronto e studiati con profondo impegno e con documenti originali che ne accertino la vera autenticità storica, ci fanno capire con chiarezza di idee come sono realmente accaduti i fatti e ci fanno abiurare la falsa storia, impostaci per troppo tempo da politici corrotti e da traditori abbrutiti e incorreggibili. La collera che mi rugge dentro non è dovuta soltanto alla misconoscenza degli accadimenti nel periodo storico che va dall’insediamento dei Borbone a Napoli nel 1734 con Carlo VII, fino a Francesco II (1860), bensì nell’aver spiegato a tanti fanciulli e giovani l’errata storia del Risorgimento italiano; bugie che persistono tuttora, soprattutto nei testi classici adottati in ogni tipo di scuola. E’ oltremodo triste apprendere solo adesso a 85 anni d’essere vissuto in un’epoca di completa ipocrisia e di totale falsità. Non riesco ancora a capacitarmi come, per tanti anni, tantissime persone siano state così plagiate ad arte con un vero e proprio lavaggio del cervello, da far prendere ad essi lucciole per lanterne (se so’ pigliat’asse pe figure), distorcendo completamente la verità storica. Da parte mia, qualche contraddizione e qualche piccolo dubbio a proposito del Risorgimento italiano, m’erano venuti già in mente in precedenza, ma subito fugati dalla marea enorme di false notizie inculcatemi per anni. Ora, a 85 anni, con lo scopo di rispondere ad alcune mie domande sulla vera origine della famiglia dei Borbone, ho consultato vari testi, enciclopedie e soprattutto la rete internet. Ho conosciuto gli scritti di tanti bravi storici meridionali e tante belle ed interessanti associazioni del Sud, che mi hanno fatto finalmente riscoprire con certezza ed orgoglio la vera storia dei Borbone nel magnifico e stupendo Regno delle Due Sicilie.

Il popolo più bello, più quieto, più tranquillo, più sano e più progredito in tutti i sensi è stato quello dal 1734 al 1860 durante l’epoca borbonica. I barbari del Nord smantellarono completamente quel regno di pace, portando il caos ed il disordine ovunque; deportarono e depredarono tutto il benessere del Sud; uccisero, massacrarono (fucilazioni, decapitazioni, torture, oltraggi, murati vivi, gettati nelle fosse di calce vergine, appesi e umiliati in pubblico ludibrio.) e istituirono lager per migliaia di prigionieri sia civili che militari, giovani, donne, bambini e vecchi. Molte persone innocenti subirono vergognose e innominabili violenze prima e dopo la morte. (Similis cum similibus: vedi, come avvenimento analogo, l'orrenda fine di Mussolini, Petacci e degli altri gerarchi della RSI a Piazzale Loreto - Milano nel 1945)- E pensare che, a quei tempi, prima che venissero trasferite tutte le ricchezze e le attrezzature del Sud nel Nord Italia, questi barbari non avevano neppure calzature ai piedi e mangiavano in rudimentali piatti di legno. Nel Nord, prima dell’Unità d’Italia si viveva nella più squallida miseria, a differenza del Sud ove c’era l’arte, la cultura, la ricchezza, il benessere; c’erano i famosi calzari, le porcellane, la produzione dei guanti, la lavorazione dei coralli e tanti altri primati internazionali, invidiati e rispettati da tutti gli Stati del mondo.

Purtroppo i sudisti furono messi in ginocchio e i nordici, sulle ricchezze trafugate con l’inganno ed il tradimento, si arricchirono.      

A tal uopo basta sfogliare qualsiasi libro di storia di ieri e di oggi per rendersi conto che la storia del Risorgimento italiano è stata interamente falsata da una politica talmente disfattista ed arrogante, da far accapponare la pelle. Basta citare le famose ed odiose celebrazioni che si sono tenute in tutt’Italia con un seguito di conferenze e discorsi ipocriti sul bicentenario del cosiddetto…, ecc., ecc., ecc.-

Una volta che i nordisti s’impossessarono del Regno borbonico i sudisti divennero servi e schiavi dei loro conquistatori, che adottarono una politica disfattista, razzista e ingiuriosa. E per avvalorare quanto testé vo’ narrando cito il comportamento di un maniaco handicappato che osa profferire pubblicamente queste sconcertanti e volgari parole: “… abbiamo già caldi i nostri fucili, pronti all’uso… al primo accenno… li useremo…” e, cosa ancora più grave e strana, nessun politico, nessun mass media, proprio nessuno ha gridato allo scandalo e messo all’indice quest’essere balordo. Nessuna censura, nessuno ha mosso un dito, anzi lo hanno pure eletto ad un’alta carica. Che vergogna! Che popolo di pecoroni! Se fossi giovane scapperei da questa mia Italia, ove tanti delinquenti l’hanno dissanguata, calunniata e bistrattata. Un’altra cosa che mi disgusta molto è il silenzio assoluto di tutti a non spifferare, a non vietare, non dico con la forza, ma con continue proteste, denunce, petizioni, manifestazioni, referendum popolari, questa situazione obbrobriosa in cui ci troviamo e che sta diventando sempre più grave ed insostenibile.

Si dovrebbe incessantemente sensibilizzare il popolo a comprendere che tutti i nostri governanti arraffano ogni giorno, ogni mese… soldi, soldi, soldi… ingrossando a ufo pensioni da sogno, stipendi da capogiro e privilegi sconsiderati.

La popolazione invece, si rammarica e si consola rendendo pubblica la sua miseria, ma non protesta mai realmente. I sindacati, come tutti i mass media (l’Italia ha il primato della mala informazione) sono assoggettati al carrozzone politico. Mi fa rabbia quando vedo in TV gli scioperi (striscioni, fischietti, tamburelli, ecc.) che non rendono mai un c… -

Bisogna ridurre drasticamente, con nuove leggi, il numero dei parlamentari, il loro mensile ed eliminare tutti i privilegi. Ci vogliamo rendere conto, una volta e per sempre, che tutte le tasse che noi paghiamo finiscono nelle Casse dello Stato che continuamente vengono poi svuotate dai favolosi stipendiati? Non servono tanti discorsi, tanti commenti e tante parole, basta battere continuamente il martello sull’incudine. E lo ripeto ancora: bisogna eliminare tutti gli appannaggi ai politici, ai partiti, alle case editrici, ecc.,; per stare bene e vivere con dignità è necessario fare una nuova costituzione in cui si dica che il presidente deve essere eletto dal popolo; che il numero dei deputati e senatori non superi il centinaio; che gli stipendi di essi siano ridotti al minimo (uguali allo stipendio di un semplice impiegato); che i partiti, i sindaci, i presidenti provinciali e regionali, non siano in alcun modo finanziati e stipendiati; che venga eliminato il cumulo delle cariche e l’assenteismo; chi ha pendenze penali non può coprire cariche pubbliche e chi ruba deve finire subito in galera. La feccia degli imbroglioni, fannulloni, truffatori, assassini minorenni e maggiorenni venga condannata con rito abbreviato e con pene severissime, in presenza di prove certe. Bando alla moratoria. Non è detto che tu (ad esempio) mi bruci la cotenna ed io per tutta la vita, per colpa tua sono condannato a vivere una vita disperata. “No! No! No!- M’hai rovinato l’esistenza e anche tu devi soffrire per eterno”. L’erba cattiva, la gramigna, la feccia, la monnezza, qualunque essa sia, va subito estirpata, senza alcun pregiudizio, senza se e senza ma, altrimenti viene infettata anche la parte buona e il processo di riconversione diventa impossibile e irreversibile. Mai scartare il “bello” e incoraggiare il “brutto”. Solo col fare tutti il proprio dovere, si può vivere bene. Solo così potremmo sperare di avere un’esistenza tranquilla, prima che sia troppo tardi; prima che avvenga il disastro totale non più riparabile. Oggi, purtroppo, è tutto un caos; è tutto un putiferio. Assistiamo incoscienti al proliferare dell’erba cattiva. Oltre alla monnezza, oltre agli imbrogli, alle truffe e ai delinquenti si aggiungono anche le caterve di giovani che vengono sistematicamente turlupinati, ridicolizzati e presi nella rete. Ripeto, basta recarsi ad esempio un giorno qualsiasi a Foligno o in altre parti d’Italia per apprendere in che lordume vengono gettate intere masse di giovani che tentano di vincere un concorso, per una manciata di posti, assegnati già in precedenza. Di questi fatti, ne ho già parlato in alcuni miei scritti precedenti. C’è da piangere! Intanto, pensando a queste cose, il sangue mi ritorna alla testa.

Ecco spiegato in che marasma di vigliaccate e stupidaggini siamo caduti. C’è veramente da impazzire! Dov’è finito la vera cultura, il vero sapere, le vere selezioni?- Disse bene il grande Rubbia: “Ormai la ricerca è praticata bene solo all’estero.”-

O voi scrittori, o voi sapienti, o voi bravi storici e giornalisti che ancora resistete con estremo coraggio in quest’Italia ridotta allo sfacelo, cercate di apprezzare e valorizzare la vostra cultura. Non vi mettete a servizio di politici o di altri imbroglioni; siate liberi, come lo furono i grandi poeti, musicisti, artisti, scienziati del passato che non si aggiogarono mai a nessun carrozzone politico o religioso. E tu, FEDE, non leccare continuamente le scarpe del tuo padrone. Abbi fede in te stesso, nella tua cultura, nella tua professionalità, nella tua dignità; oppure, se non ci riesci, ritirati e fai posto ad altri più meritevoli. Io quando ti vedo in TV e sento la tua continua genuflessione ed adorazione dell’idolo-padrone, mi viene voglia di commiserarti; mi fai una gran pena; non hai personalità; sei un lecchino del tuo padrone. Eppure sei del Sud: siine fiero. Lotta per l’indipendenza del Sud. Leggi i manifesti delle varie associazioni borboniche; impara a conoscere la nobiltà, l’onore e la dignità della famiglia reale dei Borbone e la scellerataggine dei savoiardi; impara a comprendere l’enorme differenza che c’è tra i disamministratori e i veri sovrani che portarono il meridione all’avanguardia di tutti i popoli d’Europa e del mondo.

Carissimi storici, scrittori, giornalisti e ricercatori della verità storica, messa per oltre un secolo e mezzo nell’immondezzaio, vi ringrazio di cuore e siatene sempre fieri del vostro operato. Fate capire, ancora di più, alle nuove generazioni l’enorme abisso che c’è tra lo splendido e brillantissimo periodo dei sovrani borbonici nel Regno delle Due Sicilie e gli abusi, le contraffazioni e vituperi della famiglia sabauda che tanti danni ha provocato all’Italia.

Sarebbe per me, come credo anche per molti altri, cosa estremamente gradita ripristinare l’antico e glorioso Regno meridionale ed essere con orgoglio “Cittadini” della bellezza, dell’arte, della cultura del nostro amato Sud. Purtroppo è semplicemente un’utopia. La classe dei ricchi, degli sfaccendati, dei nullafacenti, degli sfaticati e dei fannulloni si è talmente sbrodolata in una vita sempre più viziosa, sregolata, squilibrata e squinternata da non poterla più riportare sulla retta via. La possibile risposta di tutta questa gentaglia ad un eventuale ritorno agli anni d’oro del Regno delle Due Sicilie è: “Che storia è questa? Io sto bene così! Chi me lo fa fare?”-

Perciò, cari amici, la nostra è solo una Chimera! Che peccato! Siano maledetti per l’eternità tutti i traditori di quel fatidico periodo. Senza quei tradimenti, quelle infamie, quegli inganni, molto probabilmente il corso degli avvenimenti avrebbe preso un’altra piega e la sorte non sarebbe stata avversa. Se nel 1859 l’esperto re Federico II non fosse deceduto probabilmente la disfatta di Gaeta non ci sarebbe mai stata. Fu una vera disdetta!- Oggi staremmo ancora in un grande e glorioso Regno. Purtroppo siamo, da allora, caduti nella monnezza, nel menefreghismo, nell’ignoranza e non c’è più nulla da fare e i nordici (camicie rosse, nere e verdi) ci muovono come delle marionette .

Accontentiamoci soltanto di aver saputo riportare allo scoperto la vera storia.

A proposito di monnezza, apprendo proprio ora leggendo un documento d’epoca, che la Napoli del periodo borbonico era pulitissima e non aveva alcun problema di accumulo rifiuti. Tramite un’ordinanza della prefettura di polizia di quell’epoca, si regolamentava nei dettagli “spazzamento e innaffiamento” delle strade. Compresa una raccolta differenziata del vetro. Sia i cittadini che gli addetti alla pulizia avevano delle precise e semplici regole da rispettare, altrimenti venivano comminate delle contravvenzioni e nei casi gravi e ripetitivi si arrivava anche alla detenzione. Tutto funzionava alla perfezione. Lezioni di civismo in un passato dimenticato. 

Confronto e contrasto

Fatti di ordinaria ingiustizia

Le infamie, le ingiurie, le ingiustizie verso il meridione continuano anche oggi. Cito adesso, come piccolo esempio, due casi emblematici messi a confronto; due fatti assurdi accaduti poco tempo fa nella nostra società. Fatti che purtroppo non sono affatto rari ed isolati, ma si ripetono molto spesso ed a volte con gravità ben peggiori.

1)- Un giovane militare napoletano ha dovuto subire una severissima punizione in caserma, per aver semplicemente espresso una sua opinione del tutto negativa sul cosiddetto “Eroe dei Due Mondi”. Inutile qui esporre nei minimi dettagli tutta l’odiosa vicenda e l’odiosa ed assurda ingiustizia. Chi vuole intendere intenda. Certo è che a volte noi meridionali non siamo liberi neppure di esporre il nostro pensiero.

2)- Un grosso, seppur menomato, personaggio politico, per aver ingiuriato più volte (vilipendio) in pubblica piazza la bandiera italiana: “… col tricolore mi ci pulisco il culo…”, non ha subìto alcun processo, punizione o condanna; nulla di nulla ed oggi è addirittura considerato da tutti gli altri politici un rispettabile onorevole, promosso con le ultime elezioni ad un’alta carica di Stato. Viva la giustizia (ingiustizia) italiana! Povera, miserrima magistratura, succube dei politici!!!

Che altro aggiungere… il contrasto e la differenza di valutazione nel giudicare queste due vicende è allucinante. Sembra di ritornare al famoso lavaggio di mani avvenuto tanto tempo fa in Medio Oriente. Non è cambiato nulla da allora: si punisce il giusto e si premia l’ingiusto.

Cara bisnonna Orsola,

ti chiedo umilmente perdono di aver dubitato dei tuoi racconti, ai tuoi numerosissimi nipotini, tra cui mia madre, sulla guerra del 1860, che tu pesantemente hai vissuto con la tua famiglia.

Solo dopo 80 anni sono venuto a conoscenza degli scritti di tanti bravi storici, che con documenti alla mano hanno messo in luce le brutture nordiche che hanno causato il depauperamento di intere popolazioni sudiste.

Tuo pronipote Mattia

Convinto che quei racconti della mia bisnonna fossero fesserie, ascoltavo evasivamente tutto ciò che mia madre spesso soleva ripetere. Ragion per cui sono soltanto esigue le mie reminiscenze. Comunque sono orgoglioso della sacrosanta verità storica sulla guerra del 1860 vissuta dalla mia bisnonna.

I Savoia e company, appena sono saliti al potere hanno travisato la storia, da cima a fondo, calunniando pesantemente la famiglia reale dei Borbone e dei meridionali. Ancora oggi i nordici continuano a spremerci, ad offenderci ed a denigrarci. I cromosomi malefici di cui essi sono pregni non smentiscono la loro integerrima ipocrisia e cattiveria.

Riporto adesso un significativo ed interessante articolo di Andrea Balìa, nella rivista “Il Brigante” - gennaio 2008.

“Il decalogo di IO NUN ME SCORDO”

Dieci buoni motivi per non dimenticare:

1)              Io nun me scordo tutto il male e i soprusi che la mia terra ed il mio popolo ha subìto da 147 anni ad oggi, oltre allo sbeffeggiamento e al dileggio tutt’ora esistenti.

2)              Io nun me scordo i nostri avi, i civili, i nostri soldati, i resistenti; tutti martiri d’una proditoria e barbarica repressione, dettata unicamente da motivi economici e d’espansionismo, spacciata per liberazione dietro il paravento degli ideali unitari.

3)              Io nun me scordo quelli considerati come banditi ed appellati col soprannome di briganti. Altro non furono che patrioti i quali pagarono con la vita la strenua resistenza delle proprie terre contro lo scempio ed i massacri perpetrati dai “fratelli d’Italia”.

4)              Io nun me scordo le donne che con loro o in loro vece scrissero pagine d’abnegazione, coraggio ed eroismo. Mogli, madri, sorelle, compagne, amanti che pagarono a fronte forse della prima ribellione femminile con il massacro e l’oltraggio la difesa dei propri uomini e delle proprie case.

5)              Io nun me scordo che eravamo uno Stato ricco, autonomo ed indipendente, nonché in continua crescita, tanto da essere premiati, solo 5 anni prima dell’Unità, come 3° Paese al mondo per sviluppo industriale.

6)              Io nun me scordo che fu azzerata l’economia del Sud, chiuse o portate  al disastro le industrie meridionali, espropriate le terre, attuata l’appropriazione indebita di beni e fondi bancari, bloccato lo sviluppo delle banche e le tasse portate da 5 a 41.

7)              Io nun me scordo che a fronte d’una economia massacrata iniziò il fenomeno (prima sconosciuto) dell’emigrazione, che ha portato oltre 30 milioni di persone a lasciare le proprie terre e i loro cari per cercare lavoro all’estero o al Nord, dando vita a quella ancora oggi denominata “questione meridionale”.

8)              Io nun me scordo che la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra, erano sì fenomeni preesistenti all’Unità ma circoscritti nell’ambito d’una contenuta e limitata espressione malavitosa; solo con l’Unità esse fecero il salto di qualità, perché coinvolte nel processo d’annessione, dando inizio a quella collusione tra malavita e politica ancora oggi presente.

9)              Io nun me scordo che tutto ciò che sappiamo è frutto della ricerca, faticoso ma privilegiato compito a cui sono dediti i meridionali onesti e di buona volontà che lavorano per riappropriarsi della memoria storica, propedeutica ad un futuro nuovo per il Sud che viene da lontano; ma nessun libro o testo scolastico di monarchie sabaude, fascismi e governi repubblicani ci ha mai detto nulla sulla verità e gli eventi di quella storia, occultando e perpetrando la menzogna per quasi un secolo e mezzo.

10)        Io nun me scordo i nostri Re: Ferdinando, Francesco, Maria Sofia. Gli unici e ultimi governanti a fare e lasciare (pur tra i loro umani difetti) qualcosa di concreto per la nostra terra ed il nostro popolo. Monumenti, opere, leggi e primati, che sono ancora postuma testimonianza. I fatti sono i fatti e le opinioni sono le opinioni; ma rispetto ai fatti, in quanto tali poco manipolabili, non v’è opinione e/o punto di vista che tenga.

Altri facciano ciò che vogliono, ma tra le poche certezze, è fuor d’ogni dubbio, finché avrò senno e ragione.

IO NUN ME SCORDO

in nome del popolo del Sud!

E termino adesso con il comportamento onorevole e dignitoso di Luigi l’ostricaro che al nome del suo Re Ferdinando II, commosso, prestamente si sberrettava. “Coppola nterra!”, egli diceva, fissando col suo occhio grifagno le comitive burlevoli. “Coppola e denocchie!... Chillo era ‘o Rre!...”-

Massimo rispetto per questo personaggio rimasto fedele ai Borbone, malgrado il cambiamento dei tempi e le offese ricevute dai volgari motteggiatori. 

Citazioni tratte da un testo del grande Ferdinando Russo a Napoli, dicembre 1910. “’O luciano d’ ‘o Rre”

 


Friday, 25 April 2008

Il Sud nelle grinfie di un pazzoide menomato nordista

La Lega L…, la P… gracchia quella cornacchia spennacchiata che siede a Monte… con tutta la sua famiglia. “Prenderemo i nostri fucili…; io ce l’ho tosto e…!”-

Povera Italia, come ti hanno ridotta; a tale obbrobrioso scempio non ti resta che piangere. A Monte… c’erano, in quel giorno fatidico, tutti i seguaci frenetici, gonfi, trionfanti e soprattutto fieri di quel TOTEM. Essi, come al solito, hanno ben compreso che l’unico modo per continuare a mettere in ginocchio il Sud, spremendolo fino all’osso, è il Federalismo.

Vogliono dissotterrare l’ascia di guerra bofonchiando intorno al TOTEM sciancato: “Allabò… Allabò… Allabò…!”, simile alle danze e ai canti tribali degli indiani d’America.

Una buona parte di citrulloni non ha ancora capito che Federalismo significa, in parole semplici, che ogni regione si governa da sé. (Smembramento regionalistico, con sostituzione di organismi locali autonomi)- Il risultato dipende dalle ricchezze di ognuna di esse. La regione X ha fabbriche, manufatti, macchinari, industrie, ecc. ed esporta i suoi prodotti alle regioni povere, pretendendo però da esse costi e spese inimmaginabili.

Essi (i nordici), una volta scacciati i governi borbonici dal Sud, trasferirono al Nord, con la forza e l’inganno, tutto ciò che a loro faceva più comodo: soldi, macchinari, fabbriche, ecc. e si servirono dei sudisti come loro schiavi. Se il meridione fosse stato governato ancora dai Borbone, tante lapidi e tanti sacrari presenti in ogni paese e città del Sud, tanto sangue versato inutilmente, tanti eroici martiri sudisti che hanno sacrificato la loro vita per il Nord, non ci sarebbero stati. Al Regno delle Due Sicilie, la presa di Trieste, Pola, Fiume e Zara, sarebbe stata indifferente. Questi masnadieri del Nord, ancora oggi, si servono di noi solo e soltanto per il loro tornaconto e basta. Ci vogliono tenere sotto lo schiaffo e ancora peggio sotterrare nella monnezza più tossica e schifosa, truffandoci e depredandoci con l’inganno. Io, signori miei, questo comportamento lo definirei razzismo ai massimi livelli, come purtroppo lo è sempre stato. I nordisti se ne fottono della nostra misera vita, se ne strafottono della nostra precaria salute e della pessima situazione ambientale che s’aggrava sempre di più; per loro siamo solo carne da macello e basta. “Vil razza dannata!” – “Da che munno è munno, chi nasce quatro, nun po’ murì tunno!”- Vogliono la Padania? E se la tengano stretta! Vogliono il pazzoide menomato? “E sceruppatevillo cu ‘a salute!”- Ma lasciate in pace il Sud!- Ripeto: Gli oleodotti attraversano il Sud! Solo noi ci affacciamo su due continenti… e non abbiamo assolutamente bisogno di loro. Dobbiamo solo, noi popolo meridionale, essere tutti uniti, concordi e compatti.

E’ questione solo di saperci organizzare e di avere più stima e fiducia in noi stessi. Certamente, la prima cosa da farsi, anche per un certo senso di dignità personale in ricordo dei tanti nostri martiri, è quella di staccarci completamente dal Nord trasformandoci in uno Stato autonomo ed indipendente. In seguito, è d’obbligo rimanere “vincoli e non sparpagliati”, annullando tutte le divergenze e le differenze locali, in modo da poter sfruttare e trarne il massimo beneficio possibile da tutte le risorse delle nostre ricche terre.

L’intelligenza, il buon senso, il coraggio, l’amore, la fertilità e la produttività delle nostre terre baciate dal sole, i grandi e saggi uomini di ieri e di oggi non ci sono mai mancati, perciò, se loro non ci vogliono, noi siamo arcicontenti di non avere più a che fare con i rossi, neri, verdi, ecc.,… che ci hanno sempre massacrati, derubati, comandati, ingannati ed infamati.

Basta così! “Che cchiù ve pozzo dicere?... Che ssaccio?... Embé… Gnorsì! Signore mio! Perciò, turnammo a nui, ch’è meglio assaie!” – Anzi, ritorniamo ai vecchi splendori… Al tempo del Regno di Napoli e delle Due Sicilie… Al tempo dei Borbone… Al tempo dei valori e della dignità de ‘O surdato ‘e Gaeta. Il ponte sullo stretto siamo capaci di farlo anche noi e con più arte, senza l’arroganza e la strafottenza di quegli assassini.

Dobbiamo solo credere più in noi stessi, alzare la testa e smetterla una buona volta di considerarci schiavi e di servire sempre il Nord. Abbiamo tante buone e sacrosante ragioni per renderci indipendenti. Abbiamo una nostra grande Storia da onorare, celebrare, rispettare e difendere. 

Casal di Principe (ex Albanova)

Trasmissione televisiva “Anno Zero” (Santoro)

Rai 2 – Giovedì, 24 aprile 2008 (ore 21 - 23,30)

Alla trasmissione hanno partecipato diversi personaggi molto noti al pubblico italiano ed internazionale, saliti alla ribalta in virtù di notizie pubblicistiche e di fatti ed avvenimenti tenuti nascosti per decenni e che hanno scosso l’opinione pubblica. Le notizie televisive del 24 c.m. hanno avuto effetto sbalorditivo e sconcertante. Molti cittadini italiani all’oscuro di tutto sono rimasti allibiti. Secondo me, chi ci ha guadagnato, dal punto di vista pubblicistico (odiens, indici d’ascolto, ecc.), sono stati Saviano, Travaglio, il magistrato Roberti, l’intervistatore baffone Ruotolo, il conduttore Santoro e naturalmente tutto lo staff di “Anno Zero”.

A me, personalmente, sia Travaglio che Saviano li ho considerati sempre personaggi interessanti e degni di nota, però mi sorge il dubbio che tanto clamore e tutto questo putiferio sia stato interpretato con troppa superficialità e faciloneria. Ripeto: potrei anche sbagliarmi, però il dubbio che sia stato tutto allestito solo per scopi pubblicistici ed affaristici mi disorienta.

Quando il giornalista Ruotolo s’è recato a Casale per interpellare alcuni cittadini del luogo, ha ripetuto spesso la parola “Camorra” ed ha ricevuto delle sagge risposte.

Un giovane, tra i tanti, rivolto al giornalista, ha esclamato: “La Camorra non la devi cercare qui a Casale, perché qui non esiste. Devi andare a Roma e intervistare i Parlamentari!”-

Questa è la sacrosanta verità. La cosa che mi fa più rabbia è che in Italia si cerca sempre di camuffare la verità. E’ una storia vecchia; è una storia atavica.

A questo punto, calza a pennello una frase dell’eroico soldato borbonico Michele Migliaccio: “… Signore mio!... No!... Nun me piglio collera!... Se sape!... Se so’ pigliat’asse pe figure!... “-

Se apriamo qualsiasi libro di storia dalle elementari a quelli universitari; se si sfogliano tutti i volumi di storia delle più rinomate librerie o biblioteche, ci si rende subito conto che molti fatti e personaggi storici o blasonati sono stati elogiati, mentre i meritevoli sono stati gettati nel fango. Vorrei dire a Santoro, a Saviano e a Travaglio le stesse giuste parole che ieri sera disse il magistrato Roberti nella trasmissione televisiva “Anno Zero”. I casalesi sono cittadini intelligenti, lungimiranti e attivi. Lo dimostro con degli esempi calzanti e con delle spiegazioni tangibili e veritiere. Caro Saviano, devi studiare con più accortezza la psiche dei casalesi, se non vuoi cadere in errore. Io, che li ho praticati per tanti anni, ho compreso, alla maniera di Alexis Carrel, che essi sono degli uomini di carattere e di principi morali sani. Non accettano pettegolezzi, sbruffonate, sotterfugi, vigliaccate e soprattutto ipocrisie. Già in precedenza ho precisato che se tu, ad esempio, dici loro: “L’asino vola!”, essi ti possono anche credere sulla parola, ma se s’accorgono che l’asino non può volare e che tu volevi ingannarli, allora sono guai, guai grossi per te ed è meglio che fuggi il più lontano possibile e sperare che non ti trovino. Il loro sangue si comporta come l’acqua in una pentola sul fuoco. Man mano che l’acqua si riscalda e poi arriva a bollire, così agisce il sangue dei casalesi per un eventuale torto subito. “Chest’è quanno te saglie ‘o sango ncapa!”-

Una volta, un cittadino casalese mi raccontò che, per farsi difendere una causa, era andato allo studio dell’avvocato Leone. In seguito, s’accorse che l’avvocato voleva infinocchiarlo con tanti raggiri e bugie. Allora il casalese lo afferrò brutalmente per i risvolti della giacca e a bruciapelo gli disse a voce alta: “Avvocà, se non la smetti di raccontar frottole, ti taglio la testa, l’appendo al muro e ci piscio dentro!”-

Questo sta a significare ciò che ho sempre ripetuto: i casalesi sono uomini d’onore e di principio.

Lo scrittore Alexis Carrel, dopo aver studiato per tantissimi anni tanti popoli del mondo, scrisse un libro intitolato: “L’uomo, questo sconosciuto”- Riporto una sua celebre frase: “Poca osservazione e molto ragionamento portano all’errore; molta osservazione e poco ragionamento portano alla verità!”- I giudizi avventati sono sempre fallaci.

Mi spiego: io negli anni ’60, insieme con un mio collega e parente abbiamo insegnato in una scuola di Casale: 52 alunni di I elementare cadauno ed abbiamo conosciuto e colloquiato con tanti genitori e nonni degli alunni e soprattutto con tanti colleghi del luogo.

In seguito poi, io ho restaurato la mia casa negli anni ’80 ed ho chiamato un’onesta e brava impresa di Casale. Ho quindi conosciuto tecnici, muratori, falegnami, carpentieri, elettricisti, tubisti, camionisti, parrellisti, pittori, piastrellai, ecc., ecc. Se dovessi tracciare un giudizio su tutte queste persone che ho conosciuto, dovrei certamente asserire che costoro sono persone da stimare e da ammirare, soprattutto per la correttezza, precisione ed onestà; per la loro sincerità, lungimiranza e bravura.

Negli anni ’50 – ’60, nel mio paesello ci fu un’alluvione che, trasportando macigni dalla vallata di due monti, danneggiò paurosamente la mia casa. Il sindaco dell’epoca diede l’appalto ad un’impresa casalese (impresa Caterino) che costruì un colossale alveo comunale in cemento armato che resiste ad ogni precipitazione atmosferica. Qualcuno oggi, a conoscenza di tanti mezzi meccanici, (ruspe, gru, martelli pneumatici, ecc.) potrebbe dirmi: “A ll’anema r’ ‘a scuperta ‘e ll’acqua cavera!” – Io rispondo: “A quei tempi, negli anni di arretratezza dell’appena dopoguerra, quei mezzi non esistevano e si servivano, gli operai, di braccia, pala e piccone.”-

Per arrivare al dunque ho spiegato dettagliatamente queste cose per affermare e far capire che i casalesi, a quell’epoca, avevano intelligentemente capito che le imprese costruttrici avrebbero potuto ricostruire e mettere in piedi un’Italia devastata dalle bombe anglo-americane e tedesche.

Queste imprese hanno dato lavoro a tanta gente del centro, del sud e dell’alta Italia. Naturalmente questi impresari si sono arricchiti non rubando, ma lavorando. Quando io e mio cugino ci recavamo a Casale, viaggiavamo nei pullman della ditta Vozza: Caserta – S. Maria C.V. – Teverola – Aversa – Casale, insieme con presidi, magistrati, avvocati, imprenditori, professori, commercianti, ecc.- Quasi tutti possedevamo solo la bicicletta. Invece i casalesi, già allora, avevano automobili, camion, fuoristrada, autotreni e autocarri, comprati con il loro onesto lavoro. Costoro, essendo bravi, venivano chiamati anche da imprese edili nordiche, come l’impresa Zacarese. E’ naturale che ogni grande impresa, di qualsiasi regione italiana, deve servirsi di manovalanza specializzata e deve avere guardiani anche di dubbia reputazione per guardarsi le spalle. Questa è una legge atavica. Non può un imprenditore di ieri o di oggi non avere delle persone protezionistiche che controllano l’intero cantiere. Duecento anni fa la Fagianeria, grande azienda agricola casertana, era di proprietà dei Centori, ricchi signori campani, i quali avevano una banda di persone che proteggeva la vasta tenuta. In seguito quell’azienda, nei primi anni del ‘900, passò all’avvocato di Napoli Carunghio. Anche costui aveva, come difesa della proprietà, una meravigliosa e intelligente famiglia che curava gli interessi del proprietario (la famiglia Gravante), che io conosco molto bene. La latteria di Caserta, negli anni ’70, aveva un giovane guardiano stipendiato che proteggeva la Centrale da eventuali intrusi. Questo giovane era nipote di Peppone ‘E Nola.

Ora, se il giornalista Ruotolo o un altro andasse ad intervistare quest’impiegato, molto probabilmente metterebbe in dubbio la reputazione del bravo guardiano e soprattutto quella del direttore della fabbrica, semplicemente per motivi pubblicistici o di odiens: più alto è l’indice d’ascolto e più ci guadagnano i responsabili della trasmissione televisiva. E questa, a parer mio, è una vera infamia e chi la commette è un emerito provocatore.

Quando io e mio cugino giungemmo a Casale, il direttore scolastico ci consegnò un elenco di 104 alunni di I elementare. Dopo più di un mese di scuola le nostre scolaresche furono sdoppiate. Per formare un’altra classe cedemmo ad un altro nuovo collega 24 alunni (12+12). L’aula distava dalla nostra circa 20 metri. I ragazzi vennero a sapere dello sdoppiamento e ne parlarono in famiglia. Una fatidica mattina si presentò una vecchietta che mi disse: “Vedi quella bambina; quella è mia nipote. Te la devi tenere con te!”- Credendo che la donna mi volesse elogiare per il mio insegnamento, le risposi: “Signora, vi ringrazio del complimento, ma il nuovo insegnante è più bravo di me.” Ed ella di rimando: “Te la devi tenere con te, perché mio figlio ha fatto uno sgarro al figlio del padrone di casa in cui è stata istituita la nuova scuola ed io non posso andare a prendermi mia nipote!”- Queste cose le ho già raccontate in precedenza con ulteriori particolari, ma le voglio semplicemente ripetere per mettere ancora di più in risalto la serietà, l’onore e la dignità di questa gente. I miei 52 alunni erano tutti bambini intelligenti e pieni di iniziative. Cosa che non ho trovato in altri paesi.

Saviano, Travaglio, Santoro ed altri personaggi non conoscono la psiche di questa popolazione dedita solo a migliorare le condizioni di vita di un paese.

Ieri sono stato a Foligno dove ogni giorno migliaia, migliaia e migliaia di giovani disoccupati vanno a cimentarsi con cretineschi quiz che sanno solo di ridicolaggine per una manciata di posti. E’ una vera turlupinatura e vergogna all’italiana. Voi giornalisti, vi invito e vi prego di andare a scoprire le brutture di queste istituzioni grottesche e non di continuare ad infangare una popolazione dedita solo al lavoro. Io personalmente non ho nessun interesse e non mi entra nessun guadagno mettendo in risalto l’onestà e la dignità di tanta gente e di tanti innocenti, ma mi vergogno di voi che non fate altro, come i seguaci nordisti delle camicie rosse, nere e verdi, di infangare ancora di più i popoli del Sud. E soprattutto tu Saviano che sei campano, ascolta ciò che ti dice un vecchio di 86 anni che ha vissuto una vita a contatto con tante popolazioni e pieno di esperienza.

A Foligno, alcuni giovani che uscivano dalla caserma adibita ad esame, hanno detto che tra i quiz si chiedeva anche la data di morte di Tognazzi. Domanda cretina: “A che serve ad un futuro maresciallo sapere la data di nascita o di morte di un tizio?”-

Anche i polli se avessero la bocca scoppierebbero in una fragorosa risata per domande cretinesche e senza senso.

Di queste ed altre brutture voi giovani giornalisti dovreste interessarvi ed interpellare anche i nostri governanti che rendono l’Italia più ridicola di quella che è.

Se a queste masse di giovani disoccupati si desse un adeguato e congruo lavoro, la camorra, la ndrangheta, la mafia e chi più ne sa più ne metta, si annullerebbero da sole. Punto e basta! Tutto il resto sono solo discorsi stupidi ed inutili.


Mercoledì 7 novembre 2007  

 

Tempo di mele marce

 

Sconcertato ed avvilito per un'Italia ridotta allo sbando, termino il mio dire e mi rifugio nel più completo silenzio, non per viltà, ma soltanto perché ho bisogno di tranquillità e riposo.
 Spero di trascorrere questo poco tempo che mi rimane, in santa pace, ammesso che ciò sia possibile.
 Saluto tutti quelli che hanno provato per me stima e affetto.
 Grazie
 Mattia Cammarota


Mercoledì 31 ottobre 2007

 

La morale di alcune favole di Esopo

(Non sempre il fine giustifica i mezzi)

“Lo sai chi sono io? Io sono il Re della foresta!”, ruggì il leone sentendosi offeso dall’asino che aveva diviso la preda in tre parti uguali.
 Il potente trova sempre a chi addossare la colpa.
 Anche il lupo trovò la giustificazione per divorare l’agnellino, che gli avrebbe insudiciato l’acqua alla sorgente.
 Alla stessa maniera gli uomini potenti sanno come far cadere la colpa sugli altri.
 La Costituzione americana sancisce l’obbligo di non aggressione ad uno Stato, a meno di esserne attaccati per primi. A tal uopo gli USA hanno sempre creato, nel corso della loro storia, dei validi motivi per giustificare un loro intervento armato.
 Nel 1898 gli Stati Uniti d’America affondarono al largo di Cuba l’incrociatore americano Maine. Era presidente a quei tempi Theodore Roosevelt. Il governo statunitense accusò gli spagnoli di aver provocato l’esplosione e nonostante questi negassero ogni responsabilità la guerra contro la Spagna fu dichiarata.
 Così gli Stati Uniti ebbero il controllo su Cuba, Portorico, Guam e le Filippine.
 Nel 1987 gli americani hanno riconosciuto il loro errore con la motivazione che l’affondamento del Maine fu un incidente.
 Nel 1915 fu affondata la nave britannica Lusitania dai tedeschi, a cui era stato fatto credere che detta nave, ancorata al largo dell’Irlanda, fosse carica di armi segrete destinate dagli USA all’Inghilterra. Questo fu il pretesto per l’allora presidente americano Wilson di dichiarare guerra alla Germania.
 Nel 1941 il senato USA approvò la legge “Affitti e prestiti”, che permise all’Inghilterra di attingere alle risorse delle industrie americane. Roosevelt cercava di portare, con una politica provocatoria, l’America in guerra, ma la Costituzione gli vietava qualsiasi intervento armato senza una valida motivazione.
 Anche l’opinione pubblica americana era contraria ad un intervento armato in Europa.
 In effetti fu il Giappone, alleato della Germania e dell’Italia, che finì per dare il pretesto agli USA ad entrare in guerra contro l’Asse Roma-Berlino-Tokyo.
 Nel 1941 la flotta americana era ancorata nel Golfo di Pearl Harbour. Per il Giappone la tentazione di distruggere la flotta nemica fu irresistibile e così dichiarò guerra agli USA.
 E' inutile entrare nei particolari e spiegare ancora una volta i terribili accadimenti che seguirono.
 Basta solo ricordare gli inspiegabili ed assurdi intoppi per avvertire la flotta, le ipocrite giustificazioni degli USA e soprattutto le due diaboliche bombe atomiche sganciate dagli americani sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.
 Qualunque sia il fine che si voglia far credere, è innegabile che l'arma atomica è il male supremo, assoluto, diabolico, il peggiore di tutti i mali. Se non si procederà ad una completa eliminazione di tutto il nucleare presente sull'intero pianeta, sarà sempre a rischio la sopravvivenza di tutte le forme di vita sulla Terra. Oggi l'umanità, dato il continuo proliferare di ordigni nucleari 2500 volte più potenti di quello che distrusse Hiroshima, non può permettersi il rischio di altri errori.
 Il nucleare sarebbe una buona soluzione ai problemi energetici del pianeta, ma come tutte le cose ha il suo rovescio della medaglia: Hiroshima, Nagasaki, Chernobyl, uranio "impoverito" in Kosovo, ecc.-
 Chiudiamo questa piccola parentesi sul nucleare e torniamo a parlare dei "pretesti" di guerra, un vizio tutto americano.
 Nel 1961 il presidente Johnson accusò i vietnamiti di aver affondato la nave americana Maddox ancorata nel Golfo del Tonchino e dichiarò guerra al Vietnam del Nord.
 Nel 2002 gli statunitensi hanno dichiarato che nessun siluro vietnamita colpì mai la nave americana, ma si trattò solo di un incidente.
 Se si volessero enumerare tutti i colossali sotterfugi degli Stati più forti e più potenti del mondo negli interventi leciti o illeciti allo scopo di ingannare l’opinione pubblica mondiale, non basterebbe un’intera enciclopedia.
 Vorrei adesso, se mi si consentisse, mettere in evidenza alcune mie perplessità sul crollo delle due Torri, causato dall’impatto violento di due aerei sulla parte più alta dei due edifici.
 Mi domando: “Come è possibile che le Twin Towers si siano potute sbriciolare completamente?”
 La convinzione è che tali crolli sembrano assolutamente anomali e non verificabili nell’intera storia della fisica e dell’architettura moderna.
 A me sembra che ci sia qualcosa che non quadra.
 Alcuni esperti di aeronautica hanno confermato che non era possibile cambiare la rotta programmata dell’aereo, costringendolo a deviare verso le Torri, in quanto solo dal controllo da terra, dopo ulteriori verifiche e valutazioni, poteva essere trasmesso l’ordine al complesso computer di bordo dell’aereo per l’inserimento di una nuova rotta. E chi pazzo da terra avrebbe obbedito a simile richiesta?- 
 La domanda sorge spontanea: “Allora mi si dica, qual era lo scopo?”
 Lo scopo era quello di creare un pretesto per una nuova guerra?-
 Ma!!! Ai posteri l’ardua sentenza!-
 Termino col ripetere per l’ennesima volta la frase di Edoardo De Filippo: “I politici ti fanno credere ciò che a loro fa comodo!”-
 Chi ci capisce in questo pazzo, pazzo mondo è veramente bravo.


Giovedì 19 ottobre 2007  

“MENTE SANA IN CORPO SANO”

“Mens sana in corpore sano”- Questa massima latina è sempre attuale. Se il corpo e la mente sono nati sani, con l’esercizio fisico si diventa forti, temprati e coraggiosi.
 Oggi, purtroppo, assistiamo nella nostra società ad un malessere e rilassamento tale da diventare fisicamente e mentalmente malati. Questa famosa massima dovrebbe essere cambiata oggi in: “Mente decrepita in corpo malato”.
 Quanti giovani sono obesi? A migliaia e forse o senza forse a milioni. A tale sfacelo concorrono varie cause: cibi non genuini, coloranti, sostanze chimiche, sostanze dopanti, bibite troppo gassate, liquori d’ogni genere, radiazioni, stress, rumori assordanti, inquinamenti, assenza di una sana ed equilibrata attività fisica,…-
 Questa situazione sta diventando ogni giorno che passa sempre più grave e drammatica e potrebbe portare a breve termine l’uomo all’estinzione.
 Basta guardarsi attorno o seguire le notizie dei vari mass-media per rendersi conto del continuo disfacimento della società.
 Non si vedono più bambini che si rincorrono e giocano sugli spiazzali alberati o nei campi sportivi, come una volta. I più piccoli sono chiusi in casa sdraiati su comodi divani a vedere per ore ed ore la televisione o giocare ai videogiochi. Si alzano tardi e vanno a letto tardi. Sui tavoli si notano cibi, bevande e sostanze chimiche varie, che non hanno nulla di naturale.
 I più grandicelli, dopo le ore trascorse a scuola, si siedono davanti ad uno schermo TV e lì s’addormentano. Continuando in questa maniera, il fisico e la mente ne risentono molto ed in modo irreversibile. Quasi allo stesso modo fanno i grandi. Dopo le ore di lavoro rincasano e non escono all’aria aperta, neppure a prendere una boccata d’aria. Le sane passeggiate non esistono più, in quanto ormai tutti usano i mezzi di locomozione, talvolta anche per percorrere pochi metri.
 Molti frequentano le discoteche e ubriachi fradici di alcool, miscugli vari e droga, in preda a raptus indiavolati per l’eccessivo caos, rumori assordanti e sostanze ingerite, si frantumano sulle nostre strade. Ormai le “stragi” del sabato sera sono diventate come un vero bollettino di guerra e non fanno più notizia, dato il ripetersi costantemente ogni fine settimana.
 La vita dell’uomo di oggi è tutta qui. Le strade del paese o della città sono sempre gremite di auto. Ormai sono rarissime le persone a piedi. Sembra che il mondo si sia fugato tra le pareti delle quattro mura domestiche e nelle auto, che sembrano auto-blinde.
 Il sole, le stelle, la luna, il cielo, gli alberi, il vento, la pioggia, le rondini, le cicale sono, purtroppo, considerati oggetti inutili, superflui o addirittura inesistenti.
 A dire il vero, forse o senza forse, negli anni trenta, con tutta la povertà si viveva centomila volte meglio di oggi. Il “benessere” che c’è adesso ci porterà inevitabilmente alla rovina.
 Mi piace fare adesso il confronto tra la vita di oggi e quella di ieri e di come io l’ho vissuta. Negli anni trenta, all’uscita dalla scuola si correva felici nei campi, nei boschi e negli acquitrini a piedi nudi sia d’estate che d’inverno. A 84 anni, se mi scalzo e cammino sui ciottoli, sulle pietre o sul lastricato, non mi fa niente. Sotto le piante dei miei piedi, a furia di camminare e correre scalzo, s’è formato un callo rigido e muscoloso; una pelle durissima che ancora oggi resiste alle intemperie. Alcuni giorni fa son salito su una colossale e fronzuta pianta di noce, tenendo con una mano la motosega. Appoggiandomi su alcuni grossi rami, ho tagliato dei nodosi tronchi dalla circonferenza di ben trenta centimetri circa. A volte con il defalciatore taglio l’erba folta del mio orticello. Mi alzo sempre presto la mattina e faccio la solita ginnastica da camera. A sera, solo quando c’è qualche film western, una partita di pallone o un documentario interessante vado a letto tardi, altrimenti mi corico alle ore delle galline. Anni addietro percorrevo in bicicletta circa 30 km al giorno e questo percorso l’ho fatto per ben sette anni. Ora non più, perché il cuore ne potrebbe risentire. La mia storia sulla bici l’ho già raccontata in tutti i particolari e ne sono orgoglioso per essermi temprato nell’animo e nel corpo. 
 Devo però fare una breve considerazione. La ginnastica è molto bella e salutare, però bisogna conoscerla, farla bene e mai esagerare, altrimenti può essere anche nociva.
 Negli anni 30–40 nel mio orto paterno avevo installato tanti attrezzi ginnici: la fune, gli anelli, le parallele, la scala, il salto con l’asta (palo rudimentale), il sacco per la box, i guantoni e la palla di ferro di kg 10.
 Un giorno, trovandomi nella palestra dell’Istituto Magistrale di Capua, m’avvicinai al professore di ginnastica Mimmo Ferrone e gli parlai dei miei attrezzi ginnici. Mi rimproverò dicendo: “Ragazzo mio, tu hai fatto una tale confusione, che rischi di rovinare il tuo fisico. Hai confuso la ginnastica pesante con quella leggera.”
 Parole sante!- La ginnastica quindi è molto utile, però bisogna anche capirla.
 Un’ultima cosa. Io prendo il raffreddore soltanto quando ricevo sul corpo gli spifferi di vento da porte o finestre socchiuse: sia oggi che da giovane. Se strappo l’erba dei muri, la parietaria e me l’avvicino al naso o alla bocca, non prendo mai nessuna allergia. Se taglio l’erba col defalciatore o taglio dei grossi rami con la motosega, non ho bisogno di nessuna protezione sul corpo, eccetto un paio di grossi occhiali. La polvere e gl’insetti non mi provocano alcun malanno, né alcun tipo di allergia. Questo perché, col tempo, si son formati gli anticorpi che mi immunizzano da certe allergie.
 Negli acquitrini, nelle pozzanghere c’erano zanzare, girini, bisce e tanti, tantissimi altri insetti. Quante punture ho preso, quante sbucciature alle ginocchia e quanto sangue è uscito dalle punture di api, mosche, zanzare, spine e prugni selvatici.
 Eccomi ancora qua. Certamente del doman non c’è certezza. Si sa solo che si nasce e si muore, ma non si sa come, dove e quando.

“MEGLIO CAMBIARE NEH?”

(Sì, ma non ad capocchiam)

A volte non vale neppure la tenacia e la ferma costanza di voler cambiare alcune cose sbagliate del passato e che tanto danno hanno arrecato all’umanità. Purtroppo, molte volte questi potenziali cambiamenti vacillano e direi provocano malessere e opposizioni nelle istituzioni.
 Alcuni ministri della Pubblica Istruzione del passato, senza alcun criterio logico e senza una profonda conoscenza dei problemi della Scuola hanno cambiato, modificato “ad capocchiam” tutto il sistema scolastico, buttando la classe docente e studentesca nel più completo caos.
 Ci vorrebbero troppe pagine per elencare tutte le fesserie commesse, per cui ne citerò solo alcune.
 La più grande “CAZZATA” è stata quella di sostituire il TEMA con i QUIZ (TEST). E’ inutile che scenda nei particolari per spiegare la porcheria commessa. Basta soltanto dire che questo modo di agire porta inevitabilmente ad un annientamento totale della vera cultura. I ragazzi che durante tutti gli anni scolastici si sono mostrati maturi e meritevoli, confermando con i voti finali il loro esatto e giusto valore, si trovano oggi a dover affrontare prove cretine, ridicole ed incongruenti: QUIZ-TEST, per poter essere ammessi alla frequenza di corsi universitari. Assistiamo quindi sbalorditi e costernati a queste prove o meglio “CAZZATE”.
 Capite in che balorda situazione siamo caduti?-
 Qualcuno, al parlamento, ha anche tentato di rimediare, ponendo delle proposte correttive, ma tanti, tantissimi lo hanno fischiato e nulla è cambiato. E questo perché?, perché la massa d’ignoranti si trova molto bene in questo grande marasma in cui ci si sbrodola a proprio agio, sbocconcellando nel comodo truogolo che scellerati ministri hanno riempito di brodaglia e monnezza.
 Ih! Che bellezza!-  
 “Ad capocchiam” passato, presente e forse futuro!-


Venerdì 12 ottobre 2007

 

“PAROLE…PAROLE…PAROLE”

"Parole...parole...parole" solea cantare Mina, la grande Piaf italiana. Quella voce e quella canzone m'è rimasta talmente impressa, che tutte le volte che ascolto i politici, i ciarlatani e i sapientoni, quelle fatidiche parole mi rintronano nel cervello come schioppettate di ammonimento.
 L’Italia si mantiene a galla sulle acque del Mediterraneo, perché sostenuta dalle chiacchiere. Guai se tutto d’un colpo esse venissero a mancare, lo stivale si frantumerebbe sprofondando negli abissi del nostro grande mare.
 “L’Italia s’è rotta!” era il titolo di un film di molti anni fa. 
 Comunque vadano le cose, voglio anch’io sostenere la stessa causa, basata su parole…parole…parole.
 Maurizio Costanzo chiama a raccolta tanti illustri e coraggiosi cittadini alla TV, al fine di trovare la soluzione di come annientare la mafia e le cosche mafiose che, con l’incasso del pizzo, accumulano ricchezze e ricchezze tali da diventare uno Stato nello Stato. Ogni personaggio dice la sua ed il cumulo delle chiacchiere si fa sempre più consistente.
 Parole…parole…parole al vento mi fa ricordare una canzone di Bob Dylan “Blowin’ in the wind”.
 Purtroppo le sole parole non suffragate da fatti concreti cadono nel dimenticatoio.
 I rappresentanti di numerosi partiti si riuniscono in assemblee, seminari, congressi e parlano…parlano…parlano. Migliaia di seguaci stanno tutti impettiti, a bocca aperta, saziandosi di quelle parole senza le quali essi non saprebbero vivere. Animelle che risplendono di luce riflessa. E’ una vera goduria generale, sia per i ciarlatani, sia per gli ascoltatori. In questa misera e vergognosa situazione è ridotta la nostra politica italiana.
 I deputati, i senatori, i ministri, i presidenti, i sottosegretari e chi più ne sa più ne metta si sputtanizzano in continuazione, però alla fine le loro tasche, cucite appositamente in taffettà, riescono a sopportare magnificamente l’immane tesoro sottratto dalle casse dello Stato.
 Alla faccia di chi grida: “Parole…parole…parole!”.
 “E chi se ne fotte!” bofonchia sardonicamente il Mustèlide.
 “Abbiamo l’oro, abbiamo i seguaci, siamo i padroni, chi meglio di noi!” gracchiano impettiti e arroganti gli altri Mustèlidi.
 Il giorno in cui la politica dovesse cambiare, i magnacci sanno bene dove hanno nascosto i loro beni. La storia si ripete spesso in Italia. (corsi e ricorsi storici)
 Anche il re Vittorio, quando s’imbarcò a Brindisi con tutto il suo immenso tesoro, non dimenticò neppure le casse di francobolli e monete d’oro.
 Siamo nati a questo scopo ed il rimedio è solo un’utopia. 
 Mentre sto scrivendo mi viene consegnato un depliant della Coldiretti di Caserta “A.PRO.LAT.”, distribuito dai manifestanti (oggi 12/10/07) al bivio dell’azienda agricola “La Fagianeria”, nel comune di Piana di Monte Verna.
 Gli allevatori chiedono il riconoscimento del giusto valore e tutela del latte locale che alla stalla viene pagato per l’irrisorio prezzo di 38 centesimi al litro, mentre ai supermercati viene pagato dai consumatori euro 1,70 al litro. I manifestanti fanno notare che i costi di produzione sono sempre in aumento ed i prezzi del latte alla stalla sempre in diminuzione, per cui se continua questa situazione, rischiano la chiusura.
 Le motivazioni della protesta sono senz’altro giuste e legittime. Vorrei e vorranno tutti gli allevatori e tutti i consumatori, che queste assemblee, riunioni, manifestazioni avessero giusto valore e portassero ad un esito positivo, ma ci credo poco.
 Purtroppo in Italia rimane solo un “Soffio nel vento”: parole... parole, sempre solo parole e nulla più.
 E’ difficile trovare di chi è la colpa, in quanto è tutto il sistema ad essere sbagliato.
 Bisognerebbe allora cambiare tutto o magari correggere e semplificare tutta la complessa struttura, dall’A alla Z, ma ciò è quasi impossibile, perché porterebbe un danno irreversibile a tutti, dalle aziende agli operai, dai rivenditori agli allevatori, dagli impiegati ai consumatori.
 Per ogni manufatto, per ogni prodotto esiste una catena di tante persone che lavorano su una catena di tanti servizi, macchinari, ecc., tutti collegati tra loro e tutti indispensabili; rimuovere questa catena sarebbe illogico e dannoso per l'intera comunità. 


Mercoledì 10 ottobre 2007

I Mustèlidi padroni dello stivale

 L’ipocrita corsa per diminuire il numero dei ministri al solo scopo di tappare la “VOCE DEL POPOLO” del comico Beppe Grillo e del giornalista Marco Travaglio, ha reso gli On. nevrotici.
 Ai cani che abbaiano si grida: "Wsky' - sky'! Wsky' - sky'!"
 Ai politici vale lo stesso verso. Le lussuriose, comode e lucrose poltrone scricchiolano, traballano e i politici ne avvertono il pericolo, ricorrendo ai ripari. Il loro A-N-O si stringe come le polpastrelle delle dita che si baciano toccandosi tutte all'unisono.
 Anche il Mustèlide con la sua loquela si difende stralunando gli occhi per il colossale e imperdonabile abuso commesso e trova tanti colleghi consenzienti, perché anch'essi abusano del danaro pubblico.
 Caro Mustèlide e compagni, non vi scoraggiate!- Voi siete stati già assolti, per la sempice ragione che le vostre malefatte sono fatte in Patria e non negli USA. Lì sareste già in gattabuia. Qui, invece, è tutta un'altra "cosa nostra". "Ogni riferimento a fatti, persone o cose è puramente casuale". Qui, la pacchia è all'ordine del giorno e spesso viene anche premiata.
 Tutti fremono e tutti sono d'accordo (così vogliono far credere) nel ridurre i ministeri, convinti che un pò di polvere negli occhi e un cioccolatino raddolcisce il popolo.
 Attenzione però a non esagerare. La storia insegna che il troppo storpia e tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.
 La vostra politica sbagliata vi porta alla rovina. Può darsi che il vostro modo di comportarvi vi porti a fare un buco nell'acqua. Dall'alto Loco si può facilmente precipitare in basso Loco ed allora so' cavoli amari, perché tutti si volteranno dall'altra parte.
 Attenzione a non giocare troppo col fuoco. Il politico che sbaglia va in gloria come il c.... in calore.
 Il Mustèlide, quando viene trovato con le mani nel sacco, con alterigia afferma che lui dispone di 300mila votanti. E ciò è vero. Facciamo un pò dei semplici conti: 30mila persone sistemate a posti proibitivi in alto Loco, moltiplicati per 10 familiari (nonni, zii, fratelli, sorelle, generi, nuore, nipoti ...) assommano a 300mila. I conti tornano.
 "E chi se ne fotte!" gracchia il potente spavaldo.
 Coloro che hanno avuto la sistemazione attraverso la raccomandazione del Boss rimarranno per sempre animelle del loro "Salvatore".  
 Miei cari cittadini, questa è la Re-pub-blica italiana dal '48 ad oggi. Non c'è niente da fare!- Essi, i conti se li sanno fare. Per loro i conti tornano sempre in positivo. Per il popolo, invece, è tutto un altro discorso e c'è sempre la crisi. Tutti quelli che sono stati sistemati dal Boss non si getteranno mai la zappa sui piedi e obtorto collo continueranno a votare il loro BENEFATTORE.
 Questo è il problema! La storia continuerà in tal maniera per decenni o secoli.
 I vecchi in quasi tutti i settori hanno un lavoro, mentre milioni di giovani stanno a grattarsi la pancia. Schiappa, sghignazzando li ha chiamati "BAMBOCCIONI" alias mammoni. Se potessi gli vorrei dire: "Dimmi un pò, un giovane che non trova lavoro, dove deve andare? A rubare? Oppure rimanere a casa a mangiare quel tozzo di pane che la misera madre gli offre con tutto il cuore?"-
 Comprendi, testa di C....? Sei proprio una Schiappa!-      


Lunedì 1 ottobre 2007

 

GENOCIDIO

(notizie confermate ed ampliate dalla scrittrice Antonella Randazzo) 

Quando si pronuncia questa terrificante parola il cuore si rattrista e uno scoraggiamento totale invade tutta la persona. Il primo pensiero va al mostro tedesco e ai suoi aguzzini. La commozione per lo sterminio di milioni di ebrei ti rende triste ed infelice. Eppure, durante i secoli passati, di genocidi ancora più feroci di quello ebraico ce ne sono stati talmente tanti che è impossibile ricordarli tutti. Anche adesso avvengono, in alcune parti del mondo, massacri e coercizioni inaudite su popolazioni innocenti, coniando su di esse come giustificazione il termine “terrorismo”.
 Tra i più gravi possiamo citare la repressione, la tortura e i soprusi compiuti dagli inglesi nei confronti di cittadini nord-irlandesi: brutalità e maltrattamenti di ogni genere avvenivano durante gli interrogatori, paragonabili al terribile periodo dell’Inquisizione. 
 In America gli inglesi sterminarono gli indiani, padroni, una volta, di tutto l’intero continente.
 Gli aborigeni dell’Australia furono snidati dagli inglesi finanche nelle foreste e poi stuprati, castrati, massacrati e molti fatti morire di fame e di malattie. Ed ancora aggiungiamo la sperimentazione da parte degli inglesi di ordigni atomici nella parte dell’Australia occupata dagli aborigeni. La cosiddetta Prohibited Area, utilizzata dal governo inglese non e' mai stata bonificata. Gli esperimenti nucleari iniziati negli anni ‘50, hanno avuto effetti devastanti sulle popolazioni locali provocando morti e malformazioni sui corpi degli aborigeni.
 Non parliamo poi degli spagnoli e portoghesi che sotto l’ipocrito nomignolo dei “Conquistadores” furono capaci di annientare e distruggere per sempre i Maya, gli Aztechi e gli Incas.
 Quindi ricapitolando e passando in rassegna i popoli “dominanti” che si appellano ipocritamente “civili e democratici” e che invece si sono macchiati di orrendi genocidi, possiamo citare principalmente gli inglesi (anglo-americani), gli spagnoli, i portoghesi, i francesi, gli italiani e i tedeschi.
 I crimini di massa, nei secoli passati, sono stati tanti e a volte molto più terrificanti e devastanti di quanto ci si possa immaginare. La cosa strana è che questi stermini di massa del passato sono stati commessi proprio da quelli che oggi accusano ingiustamente altri di possedere le cosiddette armi di distruzione di massa per giustificare poi l’invasione e la sottomissione di tali popoli. Il ricordo della Shoa è molto vivo nella nostra mente non solo perché vissuto da molti di noi, ma anche perché le testimonianze, le sofferenze e i patimenti dei superstiti ci fanno partecipi dell’olocausto dei nostri fratelli. La cosa che però più sconcerta e fa più rabbia è non soltanto la massiccia propaganda e diffusione su tutti i mass media dell’olocausto ebraico come se fosse l’unico veramente degno di commemorare, ma la reale giustificazione in tutto il mondo del dominio israeliano sui popoli vicini, come dimostrano i continui raid israeliani, soprattutto sul popolo palestinese. Per non parlare poi di alcuni grandi stati che accusano di terrorismo gli altri, mentre i loro progenitori si sono macchiati di scellerataggine su popolazioni inermi.
 Allora, rispondere ad una strage con un’altra strage è sbagliato, distruggere un intero popolo per colpa di alcuni fanatici è sbagliato, ma se viene accertato che questi fanatici sono anche pilotati e creati dallo stato dominante per giustificare l’invasione, allora il quadro diventa devastante e diabolico.
 Torniamo per un attimo ai tedeschi. Anche tra il 1904 ed il 1907 le autorità tedesche si macchiarono di un orrendo genocidio commesso contro la popolazione africana degli Herero. Il motivo è semplice ed è sempre lo stesso, anche oggi: quando un popolo non vuole sottomettersi al dominatore, viene definito “terrorista” ed eliminato completamente, con l’approvazione di tutti.
 Passiamo adesso agli inglesi. Già, ancora gli inglesi. Negli anni ’50 in Kenia scoppiò la rivolta dei Mau Mau contro la dominazione inglese per rivendicare giustamente le fertili terre dei loro padri. Tale rivolta fu stroncata nel sangue e i rivoltosi furono messi nei “gulag o lager britannici” e trucidati senza alcuna pietà perché definiti “terroristi”. Migliaia di keniani furono torturati in vari orrendi modi, alcuni anche con l’elettrochoc. Gli inglesi per terrorizzare, brutalizzare, sottomettere e decimare i Mau Mau allestirono degli speciali campi di concentramento in cui venivano commesse atrocità inimmaginabili come testimonia la scrittrice Caroline Elkin nell’opera Britain’s Gulag, in cui viene tracciato un quadro terrificante di impiccagioni, pestaggi, torture, castrazioni, stupri e violenze fatte per terrorizzare il popolo keniano e al solo scopo di cacciarli dalle loro terre. Solo nei campi di concentramento inglesi morirono dopo atroci tormenti più di 100.000 civili Kikuyu. I soldati inglesi ricevevano 5 scellini per ogni Kikuyu morto.
 La propaganda inglese asseriva che quei campi (lager o gulag) erano necessari per la riabilitazione di un popolo primitivo e selvaggio alla civiltà.
 "Feroci e spietati cannibali" erano le accuse più infamanti contro gli indigeni e quindi i soldati inglesi che riuscivano a snidarli e a sterminarli venivano considerati eroi. 
 Eh già! Gli inglesi sono la razza superiore, la razza degli eletti. “Noi siamo il popolo eletto da Dio, il popolo divino, civile……!”-
 Ih! Che balla! Quanta meschinità, quanta ipocrisia e quanta mostruosità! Vaffa! Mille volte Vaffa!
 Anche oggi, il termine “terrorista” oppure “stato canaglia”, viene usato dagli anglo-americani per giustificare i crimini di guerra o per occultarli. Altre volte, quando il fatto criminoso è troppo evidente per essere smentito, si rifugiano nell’ipocrita frase: “Si è trattato solo di un banalissimo errore!”. Poi tutto continua, come se nulla fosse accaduto.
 Ah, dimenticavo ... sembra ci sia anche l'immunità ... non si sa mai ... qualcosa dovesse andare storto ... e così nessun giudizio, nessuna punizione, anzi dopo il briefing altri raid, altre missioni, altri massacri, e poi vuoi vedere che ci scappa pure la medaglia, la promozione per l'eroismo (all'anima dell'eroismo) dimostrato in battaglia. 
 Gli anglo-americani utilizzano il terrorismo per spaventare e per dominare quei popoli definiti “terroristi”. L’estremismo islamico e il terrorismo sono strumenti utilizzati dagli USA al fine di assoggettare l’orgoglio del popolo irakeno, sfruttarne poi le risorse petrolifere ed iniziare il solito business internazionale.
 I servizi segreti stipendiano i terroristi che entrano ed escono liberamente dagli Stati Uniti d’America. Una volta l’Irak era uno stato industrializzato. Oggi l’Irak non ha neppure l’acqua potabile per bere e manca l’energia elettrica.
 Oggi in Irak, Afghanistan, Somalia, Sudan ed in altri paesi gli anglo-americani scatenano gruppi di terroristi per creare caos e divisioni.
 Gli attentati, i kamikaze sono per la maggior parte organizzati dalle agenzie di intelligence per terrorizzare le popolazioni.
 Wiston Churchill considerava indispensabile l’utilizzo di gas tossici contro gli indigeni coloniali, perché ciò avrebbe seminato un grande terrore. Ciò fa apparire un Churchill estremamente spietato e cinico verso le popolazioni indigene, in netto contrasto con un Churchill nel suo rifugio antiaereo piangente e addolorato per la sua Londra quasi completamente rasa al suolo dai tremendi ed incessanti bombardamenti tedeschi.
 Si sospetta che la tragedia dell’11 settembre sia stata obliata dai servizi di intelligence americani. Sulle dinamiche della dolorosissima vicenda, rimangono comunque ancora troppi punti inspiegabili, non dimostrabili dagli stessi USA, malgrado la potente macchina propagandistica internazionale. 
 Ed io termino il mio dire con la fatidica frase di Eduardo De Filippo al figlio: “I politici ti fanno credere quello che loro vogliono!"-


Mercoledì 26 settembre 2007

 

Al giornalista del Tg…

 Nel suo testo, tratto dall’edizione audio-video del Tg si legge: “ Lo abbiamo sentito anche adesso, va avanti a colpi di INSULTI, di accuse pesantissime, di male parole. E’ il fenomeno Beppe Grillo, non a caso nato con un colossale “VAFFA”,...........”-
 Può anche prendermi in giro per il mio scialbo linguaggio, tanto Lei è abituato a ergersi sul piedistallo. Non mi offendo. Sappia però, che un linguaggio aulico, senza un costrutto efficace e veritiero non approda su nessuna spiaggia. Lei è un giornalista come tanti ed è stato nominato anche direttore. In che modo? Lo sa solo Lei. Io non la conosco e non ci tengo affatto a conoscerLa. Le dico solo che la prima dote essenziale di un bravo giornalista è la totale imparzialità dell’esposizione.
 A tal uopo cito un grande e famoso giornalista del passato, Indro Montanelli, che non ha mai avuto bisogno di genuflettersi ai politici, per occupare un posto. Uomo di carattere e di cultura. I suoi scritti, le sue parole, le sue massime sono pietre miliari che dureranno nei secoli. 
 Sappia che il fenomeno Beppe Grillo è semplicemente la “VOCE DEL POPOLO”, di quel popolo che non ne può proprio più di subire. Egli sa interpretare in maniera perfetta i pensieri ed i voleri del popolo e schiaffeggia giustamente i politici corrotti e amministratori ladri, che sperperano in continuazione il denaro pubblico. La responsabilità di questa penosa situazione italiana cade tutta sulla classe politica. I nostri cari disamministratori hanno ben altro a cui pensare.
 Politici che comprano case al centro di Roma a prezzi stracciati (notizia fresca di giornata: otto appartamenti acquistati a prezzi irrisori, 5 dalle Generali e 3 dall’Inail, al centro di Roma); politici che vanno regolarmente a vedere con amici e familiari le partite, le corse automobilistiche o altro, utilizzando l’aereo dello Stato (esempio di spreco avvenuto proprio in questi giorni: più di 7mila litri di carburante bruciati dall’Air Force One del governo per scarrozzare il nostro cari-ssimo ed ama-tissimo ministro da Salerno a Milano, al Gran Premio di Monza…); il direttore dei Monopoli di Stato, che non risponde mai alle continue lettere di due giornalisti del Secolo XIX, che chiedono semplicemente di sapere dove sono finiti i 98 miliardi di euro accertati dalla Guardia di Finanza per imposte non pagate e multe non riscosse dai Monopoli di Stato.
 Il debito pubblico aumenta sempre di più. I partiti, i ministri, i sottosegretari, i deputati, i senatori, i sindaci, i presidenti provinciali e regionali, i prelati, i grandi evasori fiscali, la malavita e chi più ne sa più ne metta (insomma quelli che arraffano da tutte le parti e non sono mai sazi), sono stati capaci di mettere in ginocchio migliaia di famiglie.
 Caro direttore, Le sembra ch’io faccia un INSULTO ai politici nell’annotare gli sprechi dei nostri amministratori?-
 Le sembra un INSULTO ai politici cercare di sapere che fine hanno fatto quei 98 miliardi di euro di tasse evase e non riscosse dai Monopoli di Stato?-
 Sono i politici che insultano il popolo e non viceversa. Le sue affermazioni contro Beppe Grillo sono un insulto alla “VOCE DEL POPOLO”.
 Da parte mia paragono il comportamento della classe politica di ieri e di oggi alle affermazioni della regina di Francia Maria Antonietta che disse: “Date al popolo i miei BONBONS!”-


Martedì 25 settembre 2007  

 

INCREDIBILE MA VERO

(Dallo sbarco in Sicilia all’impaludamento cassinese)

Sin dall’inizio dell’armistizio incondizionato del settembre del ’43, le truppe anglo-americane si stabilirono nella pianura pianese per essere pian piano trasferite nel Lazio allo scopo di rinforzare il fronte sul Garigliano, ove erano asserragliate le truppe tedesche. I cannoneggiamenti, eseguiti con modernissimi e potenti ordigni di guerra a lunga gittata, partivano dalle nostre contrade caiatine per esplodere presso Monte Cassino.
 Durante questi mesi di attesa, le truppe anglo-americane si stanziarono sulle rive del basso Volturno e precisamente nella tenuta “La Fagianeria”. Operai pianesi, caiatini e morronesi lavoravano nelle cucine americane. A sera i camionisti americani scaricavano grossi bidoni pieni di avanzi alimentari sull’aia denominata “Aia Vecchia”. La maggior parte delle famiglie pianesi riempivano i secchi di quegli avanzi e, felici e contenti di poter sfamare la propria famiglia, ritornavano a casa. La brodaglia residua si dava come pasto alle bestie: cani, gatti, maiali, mucche, mentre le cosce carnose di polli, tacchini, conigli e maiali, venivano lavate, riscaldate e consumate a tavola.
 I giornalisti americani mandavano negli USA i loro filmati, che venivano poi trasmessi alla TV e al cinema. Ci si immagini quanta commozione e perplessità queste immagini provocavano nell’animo dei cittadini italo-americani.
 In realtà, l’Italia del dopoguerra si riprese e in ogni famiglia ci furono prosperità e benessere. Molti italo-americani, nel ricordo di quei grossi bidoni e di altre scene raccapriccianti viste nei documentari di guerra statunitensi, vennero in Italia per dare un consistente aiuto e conforto ai loro cari, credendo di trovarli in completa miseria. Addirittura, alcuni partirono per l’Italia, indossando tute da lavoro, per non offendere i parenti italiani. Quale fu la loro sorpresa quando, anziché della povertà trovarono benessere. A tal proposito voglio raccontare alcuni episodi realmente accaduti sotto i miei occhi.
 La famiglia del falegname Mastro Lorenzo (Santabarbara), all’annunzio della venuta in Italia di un loro ricco parente, che era solito inviare dall’America, ogni quindici-venti giorni, un grosso e voluminoso pacco, si prodigò ad abbellire non solo la vecchia casa, ma a comprare per tutti i familiari: vestiti, scarpe nuove e anche qualche leccornia per il benvenuto. Il loro parente, alla vista di tanto ben di Dio, rimase sbalordito e quando ritornò negli USA non inviò più né pacchi, né lettere. Un altro italo-americano, per tema di offendere i propri congiunti, venne in Italia col solo vestito da lavoro. Quando però sbarcò a Napoli si ritrovò pezzente in mezzo ad una città risorta e splendente.
 Torniamo adesso ai fatti di casa nostra. Angelina Santabarbara, figlia di quel falegname Mastro Lorenzo, sposò nell’appena dopoguerra un giovane siciliano. Dopo la luna di miele gli sposi si trasferirono a Palermo. Luigi, fratello di Angelina, fu ospite della sorella per una quindicina di giorni. Costui, durante le lunghe passeggiate quotidiane per il centro della città, si trovò quasi sommerso dai rifiuti urbani che dilagavano ai lati delle strade. Il sindaco di Palermo, nell’apprendere che il presidente della Repubblica si sarebbe recato nella sua città, diede ordine di pulire tutte le strade. Il presidente, convinto che la città palermitana non avesse bisogno di nulla, si congratulò col sindaco. Questo fatto avvenne negli anni ’60.
 Torniamo ad oggi. Alcuni giorni or sono, il nostro presidente Napolitano è ritornato nella sua città di Napoli per presiedere alla cerimonia delle guardie carcerarie. Tutta la piazza della Sanità è stata sgomberata dai rifiuti urbani. Alcuni cittadini di quel rione hanno esclamato: “ Il presidente dovrebbe venire ogni giorno nella nostra città. Solo così potremmo veramente vivere bene.”-
 Ecco come siam fatti: per apparire o magari ricevere il plauso o la medaglia dai nostri superiori, copriamo e nascondiamo in modo provvisorio e superficiale tutto il nostro marciume, camuffandoci come tanti pulcinella.


Venerdì 7 settembre 2007

 

“Mai far di ogni erba un fascio”

 Nel sito di Beppe vi è uno di quei rarissimi blog che si trovano in rete, degni di essere spesso visitati per gli interessanti argomenti trattati. Sono orgoglioso e anelante di leggere i suoi scritti ed aggiungere, talvolta, qualche mio commento nel blog. Anche nella versione audio è piacevole ascoltare Beppe, con quella sua voce sempre ruggente ed incisiva nel mettere in evidenza i problemi di casa nostra. Condivido le sue idee e in particolare quella del V-Day……
Vorrei però, se me lo si consentisse, fare qualche considerazione. Bisogna sempre porre molta attenzione a non condannare, incautamente, un intero paese o meglio un’intera provincia, sapendo benissimo che in essa ci sono tante famiglie oneste.
 Ho insegnato per diverso tempo ad Alba…. in una scuola elementare di 52 alunni di prima classe: ragazzi meravigliosi. Durante quegli anni ho avuto il piacere e anche l’onore di conoscere molti cittadini di quel paese. Ebbene, non nascondo che, di fronte a loro, mi son sentito, a volte, imbarazzato. Spiego il perché: abituato, sin da giovane a compagnie allegre, allo ‘nciucio paesano, al raccontar frottole e barzellette a volta piccanti, nel trovarmi a contatto con persone tutte d’un pezzo, uomini dalle p…. quadrate, che non accettano, per nessun motivo, gli sproloqui, le chiacchiere inutili, le bugie e le falsità, mi son trovato talvolta a disagio. Se uno dice, ad esempio, alle persone di Alba….: “L’asino vola…!”, quelle ti credono, perché ti considerano uomo leale e serio; però, guai a te, se s’accorgono che l’asino non vola. Allora devi solo cercare di svignartela a gambe levate. Sono uomini di principio e non accettano le mezze frasi, le mezze cazette…..-
 Negli anni ’80 ho restaurato la mia casa e, manco a farla apposta, il progettista mi fece conoscere un’impresa di costruzione di Alba…. con la quale io, ancora oggi, ho buoni rapporti per la serietà e l’educazione di quella famiglia e della sua manovalanza. Muratori, carpentieri, falegnami, tubisti, piastrellai, parrellisti, pittori, ecc., ecc., si comportarono da veri signori. Entravano ed uscivano dalle stanze ammobiliate, dal granaio, dall’orto, ecc., senza mai e poi mai manomettere qualcosa di mia proprietà. L’imprenditore era un giovane professionista, intelligente e saggio, che si comportò, per tutto il periodo dei lavori, con cordialità, serietà ed altruismo. In modo completamente diverso si comportarono, invece, alcune imprese della mia zona, quando, precedentemente, vennero ad eseguire alcuni lavori nella mia casa. Sia ben chiaro che io non voglio affatto osannare o idolatrare questi cittadini, ma neppure denigrarli come, purtroppo, si suol “…far di ogni erba un fascio…”. In ogni paese ci sono i buoni e i cattivi. La malinformazione è una brutta bestia. Bisogna sempre essere giusti e avere molta esperienza, dimestichezza e conoscenza prima di emettere una sentenza. I giudizi generici ed avventati sono sempre fallaci.
 E, per meglio avvalorare quanto ho testé precisato, voglio raccontare una mia esperienza, un curioso fatterello accaduto proprio in quel periodo trascorso ad Alba….-
Io e un mio cugino, all’inizio dell’anno scolastico ‘53–’54, ricevemmo dalla Direzione Didattica un elenco di 104 alunni di prima elementare: 52 alunni ad ognuno di noi due. Dopo circa un mese di scuola le due classi furono sdoppiate per formare una terza classe. Cedemmo al nuovo maestro 12 alunni per classe. I ragazzi, avendo avuto sentore dello sdoppiamento, ne parlarono ai loro genitori. Un fatidico mattino si presentò a scuola una vecchietta dallo sguardo benevolo e gentile che mi disse: “Maestro, vedi laggiù al terzo banco quella bambina? Quella lì è mia nipote e tu la devi tenere con te!”- Io, pensando che la donna volesse congratularsi con me, per un buon insegnamento, risposi: “Signora, io la ringrazio del complimento, ma il nuovo insegnante è anche molto bravo!”- Ma la donna, senza scomporsi, aggiunse: “Te la devi tenere con te mia nipote, perché il figlio del padrone della casa in cui è stata istituita la nuova scuola ha fatto uno sgarro a mio figlio!”- Capii subito e le promisi che l’avrei accontentata. Senonché, nel trasloco di banchi, cartelle, lavagna, ecc., mi dimenticai della promessa fatta. Dopo alcuni giorni si presentò, all’apertura della scuola, la stessa persona di prima. Non aveva però lo stesso sguardo benevolo e gentile dell’altra volta. Mi venne con due dita alla gola e con uno sguardo terribile da far raggelare il sangue nelle vene, mi gridò in faccia: “Tu, tu non sei maestro, perché il vero maestro mantiene sempre la promessa!!!”-
 “Signora, qui c’è un equivoco”, riuscii a stento a balbettare, mentre terrorizzato indietreggiavo verso la parete dell’aula.
 Ed ella: “Mi promettesti che mia nipote non l’avresti mandata all’altra scuola, invece…..!”- Capii l’errore e immediatamente ricondussi la bambina nella mia aula, chiedendo mille scuse per la dimenticanza. Lei mi ringrazio e per buona fortuna me la cavai solo con un rimprovero ben meritato. Con questo racconto credo di aver reso l’idea.
 Quando si sbaglia bisogna avere il coraggio di ammettere l’errore. Con questo racconto voglio mettere in evidenza il comportamento di ognuno di noi e di non sottovalutare la propria personalità, alla quale da sempre ho tenuto fede, anche a costo di essere frainteso.

La verità…travisata

 Tra le battute più belle e significative tra Eduardo de Filippo ed il figlio ce n’è una bellissima, che ti fa pensare molto e ti porta a conoscere il mondo politico più da vicino.
 “Caro figlio, devi sapere che i politici ti fanno credere ciò che loro vogliono…”.
 Le parole non sono proprio quelle espresse dal De Filippo, ma il significato della battuta è quello lì. Per avvalorare quanto testé ho detto, cercherò di mettere in risalto le cause che portarono all’uccisione di Moro e di Dalla Chiesa. Il primo propose il Patto Storico e la fusione tra il partito di maggioranza D.C. e quello di minoranza Falce e Martello. Questa proposta fu accettata e ben vista da Stalin, che intuì subito il benessere che ne avrebbe ricavato con il secondo partito comunista d’Europa, mentre per gli U.S.A. tale fusione avrebbe indebolito il commercio con i Paesi europei. Quindi l’eliminazione di Moro si rese necessaria. Chi furono i mandanti?- La risposta è facile: l’ordine fu perentorio e le animelle politiche obbedirono. Ieri, oggi e domani i politici ci fanno sempre credere di aver arrestato e condannato i terroristi, uccisori di Moro. A buon intenditor, poche parole. Passiamo adesso ad un altro caso, non meno inquietante, della politica di casa nostra.
 Il generale Dalla Chiesa, fu nominato e mandato come Prefetto a Palermo da SOLO, senza scorta. Quando egli giunse a Palermo dovette molto attendere prima che l’auto venisse a prelevarlo. Senza scorta e senza alcun appoggio politico prese possesso della villa adibita a Prefettura. Ripetute volte il generale chiese a Roma l’ordine e i mezzi per poter agire, ma il ministro Rogn… e compagni furono sordi. Aggiungiamo poi la scoperta della Guardia di Finanza dell’elenco di centinaia di iscritti alla Massoneria (P2), tra cui spiccava anche il nome del generale e il quadro è fatto. Chi ci capisce qualcosa in questo disgraziatissimo Paese è veramente bravo. Perché fu assassinato il giornalista Pecorelli?- Perché aveva spifferato la notizia dell’imminente morte del generale. Il giornalista Giorgio Bocca ha dichiarato che, quando si presentò alla Prefettura di Palermo per intervistare il Dalla Chiesa, trovò al cancello d’entrata solo due carabinieri di guardia che lo fecero entrare senza alcun controllo. Il Bocca entrò in diverse stanze senza trovare anima viva. Mi si dica: “In un paese o meglio città in cui vengono ammazzate, quasi ogni giorno, decine di pregiudicati e persone innocenti, si può lasciar dirigere l’ordine pubblico ad una sola persona?”- Ci si domanda: “ Sotto che ci cova?”- La risposta è semplice: “Si voleva da Roma la morte del Generale.”-
 I politici si son dati da fare con cerimonie, discorsi e pubblicazioni dando ordine ai giudici, alle forze dell’ordine di arrestare e condannare gli assassini del generale, di sua moglie e dell’autista. Al popolo hanno fatto credere una cosa per un’altra. Tutto quì. A buon intenditor poche parole.
 E questa è la storia delle Repubbliche Marinare, e questa è la storia delle Guerre d’Indipendenza, e questa è la storia del re Borbone Ferdinando II, e questa è la storia di Giolitti e compagni, e questa è la storia di Moro e del generale Dalla Chiesa, e questa è la storia dei Monopoli di Stato e delle società concessionarie, ecc., ecc.,- Chi più ne sa, più ne metta. “Siamo uniti o sparpagliati?” “Siamo uno stato veramente indipendente o eternamente suddito?”- La risposta è molto, molto semplice…….-
 Una notizia fresca di giornata è appena arrivata: Il ministro Padoa-Schioppa ha precisato che in questo Paese ci sono molti sprechi e che per abbassare il carico fiscale, bisogna necessariamente cercare di annullare le spese superflue ed inutili. Ha poi indicato alcuni casi in cui sarebbe essenziale ed urgente operare drasticamente dei tagli alla spesa, prendendo a confronto la stessa situazione in altri Paesi europei. Giusto tutto ciò: ridurre gli sprechi e diminuire le tasse, ma i cittadini italiani si domanderanno: “La spesa pubblica, l’evasione fiscale e le tasse diminuiranno veramente?- Chi sono quelli che beneficeranno della riduzione fiscale?”-
 Il ministro non ha menzionato gli sprechi enormi di danaro pubblico concesso a tutti i politici, alle cotte nere, ecc.; il ministro non ha precisato che l’enorme evasione fiscale italiana proviene soprattutto da quegli ambienti in Alto Loco, di cui lui fa parte: parlamentari, segretari di partito, grandi imprenditori, persone famose dello spettacolo, i Monopoli di Stato e società concessionarie, ecc.,ecc.,…E’ sempre la solita storia, vista e rivista più volte: ogni anno gli sprechi aumentano e di conseguenza le tasse aumentano per quei miseri, ma onesti cittadini che le pagano sempre, senza evadere mai un solo centesimo. Come volevasi dimostrare sono già in programma e con l’approvazione del ministro, varie spese(sprechi) di alcuni miliardi di euro. Altro che riduzione della spesa pubblica. I fatti già smentiscono, un attimo dopo, tutte le “belle” promesse fatte da Padoa-Schioppa.
 “Dimmi, caro ministro, a chi vuoi prendere per i fondelli? Le tue sono solo le solite chiacchiere dei politicanti, le solite promesse mai attuate, che ogni politico ha sempre fatto, per mantenersi più stretta ed il più a lungo possibile la propria comoda e redditizia poltrona.
 “Svuotate le vostre, non le nostre misere tasche!”-