Friday, 25 April 2008

Il Sud nelle grinfie di un pazzoide menomato nordista

La Lega L…, la P… gracchia quella cornacchia spennacchiata che siede a Monte… con tutta la sua famiglia. “Prenderemo i nostri fucili…; io ce l’ho tosto e…!”-

Povera Italia, come ti hanno ridotta; a tale obbrobrioso scempio non ti resta che piangere. A Monte… c’erano, in quel giorno fatidico, tutti i seguaci frenetici, gonfi, trionfanti e soprattutto fieri di quel TOTEM. Essi, come al solito, hanno ben compreso che l’unico modo per continuare a mettere in ginocchio il Sud, spremendolo fino all’osso, è il Federalismo.

Vogliono dissotterrare l’ascia di guerra bofonchiando intorno al TOTEM sciancato: “Allabò… Allabò… Allabò…!”, simile alle danze e ai canti tribali degli indiani d’America.

Una buona parte di citrulloni non ha ancora capito che Federalismo significa, in parole semplici, che ogni regione si governa da sé. (Smembramento regionalistico, con sostituzione di organismi locali autonomi)- Il risultato dipende dalle ricchezze di ognuna di esse. La regione X ha fabbriche, manufatti, macchinari, industrie, ecc. ed esporta i suoi prodotti alle regioni povere, pretendendo però da esse costi e spese inimmaginabili.

Essi (i nordici), una volta scacciati i governi borbonici dal Sud, trasferirono al Nord, con la forza e l’inganno, tutto ciò che a loro faceva più comodo: soldi, macchinari, fabbriche, ecc. e si servirono dei sudisti come loro schiavi. Se il meridione fosse stato governato ancora dai Borbone, tante lapidi e tanti sacrari presenti in ogni paese e città del Sud, tanto sangue versato inutilmente, tanti eroici martiri sudisti che hanno sacrificato la loro vita per il Nord, non ci sarebbero stati. Al Regno delle Due Sicilie, la presa di Trieste, Pola, Fiume e Zara, sarebbe stata indifferente. Questi masnadieri del Nord, ancora oggi, si servono di noi solo e soltanto per il loro tornaconto e basta. Ci vogliono tenere sotto lo schiaffo e ancora peggio sotterrare nella monnezza più tossica e schifosa, truffandoci e depredandoci con l’inganno. Io, signori miei, questo comportamento lo definirei razzismo ai massimi livelli, come purtroppo lo è sempre stato. I nordisti se ne fottono della nostra misera vita, se ne strafottono della nostra precaria salute e della pessima situazione ambientale che s’aggrava sempre di più; per loro siamo solo carne da macello e basta. “Vil razza dannata!” – “Da che munno è munno, chi nasce quatro, nun po’ murì tunno!”- Vogliono la Padania? E se la tengano stretta! Vogliono il pazzoide menomato? “E sceruppatevillo cu ‘a salute!”- Ma lasciate in pace il Sud!- Ripeto: Gli oleodotti attraversano il Sud! Solo noi ci affacciamo su due continenti… e non abbiamo assolutamente bisogno di loro. Dobbiamo solo, noi popolo meridionale, essere tutti uniti, concordi e compatti.

E’ questione solo di saperci organizzare e di avere più stima e fiducia in noi stessi. Certamente, la prima cosa da farsi, anche per un certo senso di dignità personale in ricordo dei tanti nostri martiri, è quella di staccarci completamente dal Nord trasformandoci in uno Stato autonomo ed indipendente. In seguito, è d’obbligo rimanere “vincoli e non sparpagliati”, annullando tutte le divergenze e le differenze locali, in modo da poter sfruttare e trarne il massimo beneficio possibile da tutte le risorse delle nostre ricche terre.

L’intelligenza, il buon senso, il coraggio, l’amore, la fertilità e la produttività delle nostre terre baciate dal sole, i grandi e saggi uomini di ieri e di oggi non ci sono mai mancati, perciò, se loro non ci vogliono, noi siamo arcicontenti di non avere più a che fare con i rossi, neri, verdi, ecc.,… che ci hanno sempre massacrati, derubati, comandati, ingannati ed infamati.

Basta così! “Che cchiù ve pozzo dicere?... Che ssaccio?... EmbéGnorsì! Signore mio! Perciò, turnammo a nui, ch’è meglio assaie!” – Anzi, ritorniamo ai vecchi splendori… Al tempo del Regno di Napoli e delle Due Sicilie… Al tempo dei Borbone… Al tempo dei valori e della dignità de ‘O surdato ‘e Gaeta. Il ponte sullo stretto siamo capaci di farlo anche noi e con più arte, senza l’arroganza e la strafottenza di quegli assassini.

Dobbiamo solo credere più in noi stessi, alzare la testa e smetterla una buona volta di considerarci schiavi e di servire sempre il Nord. Abbiamo tante buone e sacrosante ragioni per renderci indipendenti. Abbiamo una nostra grande Storia da onorare, celebrare, rispettare e difendere. 

Casal di Principe (ex Albanova)

Trasmissione televisiva “Anno Zero” (Santoro)

Rai 2 – Giovedì, 24 aprile 2008 (ore 21 - 23,30)

Alla trasmissione hanno partecipato diversi personaggi molto noti al pubblico italiano ed internazionale, saliti alla ribalta in virtù di notizie pubblicistiche e di fatti ed avvenimenti tenuti nascosti per decenni e che hanno scosso l’opinione pubblica. Le notizie televisive del 24 c.m. hanno avuto effetto sbalorditivo e sconcertante. Molti cittadini italiani all’oscuro di tutto sono rimasti allibiti. Secondo me, chi ci ha guadagnato, dal punto di vista pubblicistico (odiens, indici d’ascolto, ecc.), sono stati Saviano, Travaglio, il magistrato Roberti, l’intervistatore baffone Ruotolo, il conduttore Santoro e naturalmente tutto lo staff di “Anno Zero”.

A me, personalmente, sia Travaglio che Saviano li ho considerati sempre personaggi interessanti e degni di nota, però mi sorge il dubbio che tanto clamore e tutto questo putiferio sia stato interpretato con troppa superficialità e faciloneria. Ripeto: potrei anche sbagliarmi, però il dubbio che sia stato tutto allestito solo per scopi pubblicistici ed affaristici mi disorienta.

Quando il giornalista Ruotolo s’è recato a Casale per interpellare alcuni cittadini del luogo, ha ripetuto spesso la parola “Camorra” ed ha ricevuto delle sagge risposte.

Un giovane, tra i tanti, rivolto al giornalista, ha esclamato: “La Camorra non la devi cercare qui a Casale, perché qui non esiste. Devi andare a Roma e intervistare i Parlamentari!”-

Questa è la sacrosanta verità. La cosa che mi fa più rabbia è che in Italia si cerca sempre di camuffare la verità. E’ una storia vecchia; è una storia atavica.

A questo punto, calza a pennello una frase dell’eroico soldato borbonico Michele Migliaccio: “… Signore mio!... No!... Nun me piglio collera!... Se sape!... Se so’ pigliat’asse pe figure!... “-

Se apriamo qualsiasi libro di storia dalle elementari a quelli universitari; se si sfogliano tutti i volumi di storia delle più rinomate librerie o biblioteche, ci si rende subito conto che molti fatti e personaggi storici o blasonati sono stati elogiati, mentre i meritevoli sono stati gettati nel fango. Vorrei dire a Santoro, a Saviano e a Travaglio le stesse giuste parole che ieri sera disse il magistrato Roberti nella trasmissione televisiva “Anno Zero”. I casalesi sono cittadini intelligenti, lungimiranti e attivi. Lo dimostro con degli esempi calzanti e con delle spiegazioni tangibili e veritiere. Caro Saviano, devi studiare con più accortezza la psiche dei casalesi, se non vuoi cadere in errore. Io, che li ho praticati per tanti anni, ho compreso, alla maniera di Alexis Carrel, che essi sono degli uomini di carattere e di principi morali sani. Non accettano pettegolezzi, sbruffonate, sotterfugi, vigliaccate e soprattutto ipocrisie. Già in precedenza ho precisato che se tu, ad esempio, dici loro: “L’asino vola!”, essi ti possono anche credere sulla parola, ma se s’accorgono che l’asino non può volare e che tu volevi ingannarli, allora sono guai, guai grossi per te ed è meglio che fuggi il più lontano possibile e sperare che non ti trovino. Il loro sangue si comporta come l’acqua in una pentola sul fuoco. Man mano che l’acqua si riscalda e poi arriva a bollire, così agisce il sangue dei casalesi per un eventuale torto subito. “Chest’è quanno te saglie ‘o sango ncapa!”-

Una volta, un cittadino casalese mi raccontò che, per farsi difendere una causa, era andato allo studio dell’avvocato Leone. In seguito, s’accorse che l’avvocato voleva infinocchiarlo con tanti raggiri e bugie. Allora il casalese lo afferrò brutalmente per i risvolti della giacca e a bruciapelo gli disse a voce alta: “Avvocà, se non la smetti di raccontar frottole, ti taglio la testa, l’appendo al muro e ci piscio dentro!”-

Questo sta a significare ciò che ho sempre ripetuto: i casalesi sono uomini d’onore e di principio.

Lo scrittore Alexis Carrel, dopo aver studiato per tantissimi anni tanti popoli del mondo, scrisse un libro intitolato: “L’uomo, questo sconosciuto”- Riporto una sua celebre frase: “Poca osservazione e molto ragionamento portano all’errore; molta osservazione e poco ragionamento portano alla verità!”- I giudizi avventati sono sempre fallaci.

Mi spiego: io negli anni ’60, insieme con un mio collega e parente abbiamo insegnato in una scuola di Casale: 52 alunni di I elementare cadauno ed abbiamo conosciuto e colloquiato con tanti genitori e nonni degli alunni e soprattutto con tanti colleghi del luogo.

In seguito poi, io ho restaurato la mia casa negli anni ’80 ed ho chiamato un’onesta e brava impresa di Casale. Ho quindi conosciuto tecnici, muratori, falegnami, carpentieri, elettricisti, tubisti, camionisti, parrellisti, pittori, piastrellai, ecc., ecc. Se dovessi tracciare un giudizio su tutte queste persone che ho conosciuto, dovrei certamente asserire che costoro sono persone da stimare e da ammirare, soprattutto per la correttezza, precisione ed onestà; per la loro sincerità, lungimiranza e bravura.

Negli anni ’50 – ’60, nel mio paesello ci fu un’alluvione che, trasportando macigni dalla vallata di due monti, danneggiò paurosamente la mia casa. Il sindaco dell’epoca diede l’appalto ad un’impresa casalese (impresa Caterino) che costruì un colossale alveo comunale in cemento armato che resiste ad ogni precipitazione atmosferica. Qualcuno oggi, a conoscenza di tanti mezzi meccanici, (ruspe, gru, martelli pneumatici, ecc.) potrebbe dirmi: “A ll’anema r’ ‘a scuperta ‘e ll’acqua cavera!” – Io rispondo: “A quei tempi, negli anni di arretratezza dell’appena dopoguerra, quei mezzi non esistevano e si servivano, gli operai, di braccia, pala e piccone.”-

Per arrivare al dunque ho spiegato dettagliatamente queste cose per affermare e far capire che i casalesi, a quell’epoca, avevano intelligentemente capito che le imprese costruttrici avrebbero potuto ricostruire e mettere in piedi un’Italia devastata dalle bombe anglo-americane e tedesche.

Queste imprese hanno dato lavoro a tanta gente del centro, del sud e dell’alta Italia. Naturalmente questi impresari si sono arricchiti non rubando, ma lavorando. Quando io e mio cugino ci recavamo a Casale, viaggiavamo nei pullman della ditta Vozza: Caserta – S. Maria C.V. – Teverola – Aversa – Casale, insieme con presidi, magistrati, avvocati, imprenditori, professori, commercianti, ecc.- Quasi tutti possedevamo solo la bicicletta. Invece i casalesi, già allora, avevano automobili, camion, fuoristrada, autotreni e autocarri, comprati con il loro onesto lavoro. Costoro, essendo bravi, venivano chiamati anche da imprese edili nordiche, come l’impresa Zacarese. E’ naturale che ogni grande impresa, di qualsiasi regione italiana, deve servirsi di manovalanza specializzata e deve avere guardiani anche di dubbia reputazione per guardarsi le spalle. Questa è una legge atavica. Non può un imprenditore di ieri o di oggi non avere delle persone protezionistiche che controllano l’intero cantiere. Duecento anni fa la Fagianeria, grande azienda agricola casertana, era di proprietà dei Centori, ricchi signori campani, i quali avevano una banda di persone che proteggeva la vasta tenuta. In seguito quell’azienda, nei primi anni del ‘900, passò all’avvocato di Napoli Carunghio. Anche costui aveva, come difesa della proprietà, una meravigliosa e intelligente famiglia che curava gli interessi del proprietario (la famiglia Gravante), che io conosco molto bene. La latteria di Caserta, negli anni ’70, aveva un giovane guardiano stipendiato che proteggeva la Centrale da eventuali intrusi. Questo giovane era nipote di Peppone ‘E Nola.

Ora, se il giornalista Ruotolo o un altro andasse ad intervistare quest’impiegato, molto probabilmente metterebbe in dubbio la reputazione del bravo guardiano e soprattutto quella del direttore della fabbrica, semplicemente per motivi pubblicistici o di odiens: più alto è l’indice d’ascolto e più ci guadagnano i responsabili della trasmissione televisiva. E questa, a parer mio, è una vera infamia e chi la commette è un emerito provocatore.

Quando io e mio cugino giungemmo a Casale, il direttore scolastico ci consegnò un elenco di 104 alunni di I elementare. Dopo più di un mese di scuola le nostre scolaresche furono sdoppiate. Per formare un’altra classe cedemmo ad un altro nuovo collega 24 alunni (12+12). L’aula distava dalla nostra circa 20 metri. I ragazzi vennero a sapere dello sdoppiamento e ne parlarono in famiglia. Una fatidica mattina si presentò una vecchietta che mi disse: “Vedi quella bambina; quella è mia nipote. Te la devi tenere con te!”- Credendo che la donna mi volesse elogiare per il mio insegnamento, le risposi: “Signora, vi ringrazio del complimento, ma il nuovo insegnante è più bravo di me.” Ed ella di rimando: “Te la devi tenere con te, perché mio figlio ha fatto uno sgarro al figlio del padrone di casa in cui è stata istituita la nuova scuola ed io non posso andare a prendermi mia nipote!”- Queste cose le ho già raccontate in precedenza con ulteriori particolari, ma le voglio semplicemente ripetere per mettere ancora di più in risalto la serietà, l’onore e la dignità di questa gente. I miei 52 alunni erano tutti bambini intelligenti e pieni di iniziative. Cosa che non ho trovato in altri paesi.

Saviano, Travaglio, Santoro ed altri personaggi non conoscono la psiche di questa popolazione dedita solo a migliorare le condizioni di vita di un paese.

Ieri sono stato a Foligno dove ogni giorno migliaia, migliaia e migliaia di giovani disoccupati vanno a cimentarsi con cretineschi quiz che sanno solo di ridicolaggine per una manciata di posti. E’ una vera turlupinatura e vergogna all’italiana. Voi giornalisti, vi invito e vi prego di andare a scoprire le brutture di queste istituzioni grottesche e non di continuare ad infangare una popolazione dedita solo al lavoro. Io personalmente non ho nessun interesse e non mi entra nessun guadagno mettendo in risalto l’onestà e la dignità di tanta gente e di tanti innocenti, ma mi vergogno di voi che non fate altro, come i seguaci nordisti delle camicie rosse, nere e verdi, di infangare ancora di più i popoli del Sud. E soprattutto tu Saviano che sei campano, ascolta ciò che ti dice un vecchio di 86 anni che ha vissuto una vita a contatto con tante popolazioni e pieno di esperienza.

A Foligno, alcuni giovani che uscivano dalla caserma adibita ad esame, hanno detto che tra i quiz si chiedeva anche la data di morte di Tognazzi. Domanda cretina: “A che serve ad un futuro maresciallo sapere la data di nascita o di morte di un tizio?”-

Anche i polli se avessero la bocca scoppierebbero in una fragorosa risata per domande cretinesche e senza senso.

Di queste ed altre brutture voi giovani giornalisti dovreste interessarvi ed interpellare anche i nostri governanti che rendono l’Italia più ridicola di quella che è.

Se a queste masse di giovani disoccupati si desse un adeguato e congruo lavoro, la camorra, la ndrangheta, la mafia e chi più ne sa più ne metta, si annullerebbero da sole. Punto e basta! Tutto il resto sono solo discorsi stupidi ed inutili.


Mercoledì 7 novembre 2007  

Tempo di mele marce

Sconcertato ed avvilito per un'Italia ridotta allo sbando, termino il mio dire e mi rifugio nel più completo silenzio, non per viltà, ma soltanto perché ho bisogno di tranquillità e riposo.
 Spero di trascorrere questo poco tempo che mi rimane, in santa pace, ammesso che ciò sia possibile.
 Saluto tutti quelli che hanno provato per me stima e affetto.
 Grazie
 Mattia Cammarota


Mercoledì 31 ottobre 2007

La morale di alcune favole di Esopo

(Non sempre il fine giustifica i mezzi)

“Lo sai chi sono io? Io sono il Re della foresta!”, ruggì il leone sentendosi offeso dall’asino che aveva diviso la preda in tre parti uguali.
 
Il potente trova sempre a chi addossare la colpa.
 
Anche il lupo trovò la giustificazione per divorare l’agnellino, che gli avrebbe insudiciato l’acqua alla sorgente.
 
Alla stessa maniera gli uomini potenti sanno come far cadere la colpa sugli altri.
 
La Costituzione americana sancisce l’obbligo di non aggressione ad uno Stato, a meno di esserne attaccati per primi. A tal uopo gli USA hanno sempre creato, nel corso della loro storia, dei validi motivi per giustificare un loro intervento armato.
 
Nel 1898 gli Stati Uniti d’America affondarono al largo di Cuba l’incrociatore americano Maine. Era presidente a quei tempi Theodore Roosevelt. Il governo statunitense accusò gli spagnoli di aver provocato l’esplosione e nonostante questi negassero ogni responsabilità la guerra contro la Spagna fu dichiarata.
 
Così gli Stati Uniti ebbero il controllo su Cuba, Portorico, Guam e le Filippine.
 
Nel 1987 gli americani hanno riconosciuto il loro errore con la motivazione che l’affondamento del Maine fu un incidente.
 
Nel 1915 fu affondata la nave britannica Lusitania dai tedeschi, a cui era stato fatto credere che detta nave, ancorata al largo dell’Irlanda, fosse carica di armi segrete destinate dagli USA all’Inghilterra. Questo fu il pretesto per l’allora presidente americano Wilson di dichiarare guerra alla Germania.
 
Nel 1941 il senato USA approvò la legge “Affitti e prestiti”, che permise all’Inghilterra di attingere alle risorse delle industrie americane. Roosevelt cercava di portare, con una politica provocatoria, l’America in guerra, ma la Costituzione gli vietava qualsiasi intervento armato senza una valida motivazione.
 
Anche l’opinione pubblica americana era contraria ad un intervento armato in Europa.
 
In effetti fu il Giappone, alleato della Germania e dell’Italia, che finì per dare il pretesto agli USA ad entrare in guerra contro l’Asse Roma-Berlino-Tokyo.
 
Nel 1941 la flotta americana era ancorata nel Golfo di Pearl Harbour. Per il Giappone la tentazione di distruggere la flotta nemica fu irresistibile e così dichiarò guerra agli USA.
 E' inutile entrare nei particolari e spiegare ancora una volta i terribili accadimenti che seguirono.
 Basta solo ricordare gli inspiegabili ed assurdi intoppi per avvertire la flotta, le ipocrite giustificazioni degli USA e soprattutto le due diaboliche bombe atomiche sganciate dagli americani sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.
 Qualunque sia il fine che si voglia far credere, è innegabile che l'arma atomica è il male supremo, assoluto, diabolico, il peggiore di tutti i mali. Se non si procederà ad una completa eliminazione di tutto il nucleare presente sull'intero pianeta, sarà sempre a rischio la sopravvivenza di tutte le forme di vita sulla Terra. Oggi l'umanità, dato il continuo proliferare di ordigni nucleari 2500 volte più potenti di quello che distrusse Hiroshima, non può permettersi il rischio di altri errori.
 Il nucleare sarebbe una buona soluzione ai problemi energetici del pianeta, ma come tutte le cose ha il suo rovescio della medaglia: Hiroshima, Nagasaki, Chernobyl, uranio "impoverito" in Kosovo, ecc.-
 Chiudiamo questa piccola parentesi sul nucleare e torniamo a parlare dei "pretesti" di guerra, un vizio tutto americano.
 
Nel 1961 il presidente Johnson accusò i vietnamiti di aver affondato la nave americana Maddox ancorata nel Golfo del Tonchino e dichiarò guerra al Vietnam del Nord.
 
Nel 2002 gli statunitensi hanno dichiarato che nessun siluro vietnamita colpì mai la nave americana, ma si trattò solo di un incidente.
 
Se si volessero enumerare tutti i colossali sotterfugi degli Stati più forti e più potenti del mondo negli interventi leciti o illeciti allo scopo di ingannare l’opinione pubblica mondiale, non basterebbe un’intera enciclopedia.
 
Vorrei adesso, se mi si consentisse, mettere in evidenza alcune mie perplessità sul crollo delle due Torri, causato dall’impatto violento di due aerei sulla parte più alta dei due edifici.
 
Mi domando: “Come è possibile che le Twin Towers si siano potute sbriciolare completamente?”
 
La convinzione è che tali crolli sembrano assolutamente anomali e non verificabili nell’intera storia della fisica e dell’architettura moderna.
 
A me sembra che ci sia qualcosa che non quadra.
 
Alcuni esperti di aeronautica hanno confermato che non era possibile cambiare la rotta programmata dell’aereo, costringendolo a deviare verso le Torri, in quanto solo dal controllo da terra, dopo ulteriori verifiche e valutazioni, poteva essere trasmesso l’ordine al complesso computer di bordo dell’aereo per l’inserimento di una nuova rotta. E chi pazzo da terra avrebbe obbedito a simile richiesta?- 
 La domanda sorge spontanea: “Allora mi si dica, qual era lo scopo?”
 
Lo scopo era quello di creare un pretesto per una nuova guerra?-
 
Ma!!! Ai posteri l’ardua sentenza!-
 
Termino col ripetere per l’ennesima volta la frase di Edoardo De Filippo: “I politici ti fanno credere ciò che a loro fa comodo!”-
 
Chi ci capisce in questo pazzo, pazzo mondo è veramente bravo.


Giovedì 19 ottobre 2007
  

“MENTE SANA IN CORPO SANO”

Mens sana in corpore sano”- Questa massima latina è sempre attuale. Se il corpo e la mente sono nati sani, con l’esercizio fisico si diventa forti, temprati e coraggiosi.
 
Oggi, purtroppo, assistiamo nella nostra società ad un malessere e rilassamento tale da diventare fisicamente e mentalmente malati. Questa famosa massima dovrebbe essere cambiata oggi in: “Mente decrepita in corpo malato”.
 
Quanti giovani sono obesi? A migliaia e forse o senza forse a milioni. A tale sfacelo concorrono varie cause: cibi non genuini, coloranti, sostanze chimiche, sostanze dopanti, bibite troppo gassate, liquori d’ogni genere, radiazioni, stress, rumori assordanti, inquinamenti, assenza di una sana ed equilibrata attività fisica,…-
 
Questa situazione sta diventando ogni giorno che passa sempre più grave e drammatica e potrebbe portare a breve termine l’uomo all’estinzione.
 
Basta guardarsi attorno o seguire le notizie dei vari mass-media per rendersi conto del continuo disfacimento della società.
 
Non si vedono più bambini che si rincorrono e giocano sugli spiazzali alberati o nei campi sportivi, come una volta. I più piccoli sono chiusi in casa sdraiati su comodi divani a vedere per ore ed ore la televisione o giocare ai videogiochi. Si alzano tardi e vanno a letto tardi. Sui tavoli si notano cibi, bevande e sostanze chimiche varie, che non hanno nulla di naturale.
 
I più grandicelli, dopo le ore trascorse a scuola, si siedono davanti ad uno schermo TV e lì s’addormentano. Continuando in questa maniera, il fisico e la mente ne risentono molto ed in modo irreversibile. Quasi allo stesso modo fanno i grandi. Dopo le ore di lavoro rincasano e non escono all’aria aperta, neppure a prendere una boccata d’aria. Le sane passeggiate non esistono più, in quanto ormai tutti usano i mezzi di locomozione, talvolta anche per percorrere pochi metri.
 
Molti frequentano le discoteche e ubriachi fradici di alcool, miscugli vari e droga, in preda a raptus indiavolati per l’eccessivo caos, rumori assordanti e sostanze ingerite, si frantumano sulle nostre strade. Ormai le “stragi” del sabato sera sono diventate come un vero bollettino di guerra e non fanno più notizia, dato il ripetersi costantemente ogni fine settimana.
 
La vita dell’uomo di oggi è tutta qui. Le strade del paese o della città sono sempre gremite di auto. Ormai sono rarissime le persone a piedi. Sembra che il mondo si sia fugato tra le pareti delle quattro mura domestiche e nelle auto, che sembrano auto-blinde.
 
Il sole, le stelle, la luna, il cielo, gli alberi, il vento, la pioggia, le rondini, le cicale sono, purtroppo, considerati oggetti inutili, superflui o addirittura inesistenti.
 
A dire il vero, forse o senza forse, negli anni trenta, con tutta la povertà si viveva centomila volte meglio di oggi. Il “benessere” che c’è adesso ci porterà inevitabilmente alla rovina.
 
Mi piace fare adesso il confronto tra la vita di oggi e quella di ieri e di come io l’ho vissuta. Negli anni trenta, all’uscita dalla scuola si correva felici nei campi, nei boschi e negli acquitrini a piedi nudi sia d’estate che d’inverno. A 84 anni, se mi scalzo e cammino sui ciottoli, sulle pietre o sul lastricato, non mi fa niente. Sotto le piante dei miei piedi, a furia di camminare e correre scalzo, s’è formato un callo rigido e muscoloso; una pelle durissima che ancora oggi resiste alle intemperie. Alcuni giorni fa son salito su una colossale e fronzuta pianta di noce, tenendo con una mano la motosega. Appoggiandomi su alcuni grossi rami, ho tagliato dei nodosi tronchi dalla circonferenza di ben trenta centimetri circa. A volte con il defalciatore taglio l’erba folta del mio orticello. Mi alzo sempre presto la mattina e faccio la solita ginnastica da camera. A sera, solo quando c’è qualche film western, una partita di pallone o un documentario interessante vado a letto tardi, altrimenti mi corico alle ore delle galline. Anni addietro percorrevo in bicicletta circa 30 km al giorno e questo percorso l’ho fatto per ben sette anni. Ora non più, perché il cuore ne potrebbe risentire. La mia storia sulla bici l’ho già raccontata in tutti i particolari e ne sono orgoglioso per essermi temprato nell’animo e nel corpo. 
 
Devo però fare una breve considerazione. La ginnastica è molto bella e salutare, però bisogna conoscerla, farla bene e mai esagerare, altrimenti può essere anche nociva.
 
Negli anni 30–40 nel mio orto paterno avevo installato tanti attrezzi ginnici: la fune, gli anelli, le parallele, la scala, il salto con l’asta (palo rudimentale), il sacco per la box, i guantoni e la palla di ferro di kg 10.
 
Un giorno, trovandomi nella palestra dell’Istituto Magistrale di Capua, m’avvicinai al professore di ginnastica Mimmo Ferrone e gli parlai dei miei attrezzi ginnici. Mi rimproverò dicendo: “Ragazzo mio, tu hai fatto una tale confusione, che rischi di rovinare il tuo fisico. Hai confuso la ginnastica pesante con quella leggera.”
 
Parole sante!- La ginnastica quindi è molto utile, però bisogna anche capirla.
 
Un’ultima cosa. Io prendo il raffreddore soltanto quando ricevo sul corpo gli spifferi di vento da porte o finestre socchiuse: sia oggi che da giovane. Se strappo l’erba dei muri, la parietaria e me l’avvicino al naso o alla bocca, non prendo mai nessuna allergia. Se taglio l’erba col defalciatore o taglio dei grossi rami con la motosega, non ho bisogno di nessuna protezione sul corpo, eccetto un paio di grossi occhiali. La polvere e gl’insetti non mi provocano alcun malanno, né alcun tipo di allergia. Questo perché, col tempo, si son formati gli anticorpi che mi immunizzano da certe allergie.
 
Negli acquitrini, nelle pozzanghere c’erano zanzare, girini, bisce e tanti, tantissimi altri insetti. Quante punture ho preso, quante sbucciature alle ginocchia e quanto sangue è uscito dalle punture di api, mosche, zanzare, spine e prugni selvatici.
 
Eccomi ancora qua. Certamente del doman non c’è certezza. Si sa solo che si nasce e si muore, ma non si sa come, dove e quando.

“MEGLIO CAMBIARE NEH?”

(Sì, ma non ad capocchiam)

A volte non vale neppure la tenacia e la ferma costanza di voler cambiare alcune cose sbagliate del passato e che tanto danno hanno arrecato all’umanità. Purtroppo, molte volte questi potenziali cambiamenti vacillano e direi provocano malessere e opposizioni nelle istituzioni.
 
Alcuni ministri della Pubblica Istruzione del passato, senza alcun criterio logico e senza una profonda conoscenza dei problemi della Scuola hanno cambiato, modificato “ad capocchiam” tutto il sistema scolastico, buttando la classe docente e studentesca nel più completo caos.
 
Ci vorrebbero troppe pagine per elencare tutte le fesserie commesse, per cui ne citerò solo alcune.
 
La più grande “CAZZATA” è stata quella di sostituire il TEMA con i QUIZ (TEST). E’ inutile che scenda nei particolari per spiegare la porcheria commessa. Basta soltanto dire che questo modo di agire porta inevitabilmente ad un annientamento totale della vera cultura. I ragazzi che durante tutti gli anni scolastici si sono mostrati maturi e meritevoli, confermando con i voti finali il loro esatto e giusto valore, si trovano oggi a dover affrontare prove cretine, ridicole ed incongruenti: QUIZ-TEST, per poter essere ammessi alla frequenza di corsi universitari. Assistiamo quindi sbalorditi e costernati a queste prove o meglio “CAZZATE”.
 Capite in che balorda situazione siamo caduti?-
 
Qualcuno, al parlamento, ha anche tentato di rimediare, ponendo delle proposte correttive, ma tanti, tantissimi lo hanno fischiato e nulla è cambiato. E questo perché?, perché la massa d’ignoranti si trova molto bene in questo grande marasma in cui ci si sbrodola a proprio agio, sbocconcellando nel comodo truogolo che scellerati ministri hanno riempito di brodaglia e monnezza.
 
Ih! Che bellezza!-  
 
“Ad capocchiam” passato, presente e forse futuro!-


Venerdì 12 ottobre 2007

“PAROLE…PAROLE…PAROLE”

"Parole...parole...parole" solea cantare Mina, la grande Piaf italiana. Quella voce e quella canzone m'è rimasta talmente impressa, che tutte le volte che ascolto i politici, i ciarlatani e i sapientoni, quelle fatidiche parole mi rintronano nel cervello come schioppettate di ammonimento.
 L’Italia si mantiene a galla sulle acque del Mediterraneo, perché sostenuta dalle chiacchiere. Guai se tutto d’un colpo esse venissero a mancare, lo stivale si frantumerebbe sprofondando negli abissi del nostro grande mare.
 
L’Italia s’è rotta!” era il titolo di un film di molti anni fa. 
 
Comunque vadano le cose, voglio anch’io sostenere la stessa causa, basata su parole…parole…parole.
 
Maurizio Costanzo chiama a raccolta tanti illustri e coraggiosi cittadini alla TV, al fine di trovare la soluzione di come annientare la mafia e le cosche mafiose che, con l’incasso del pizzo, accumulano ricchezze e ricchezze tali da diventare uno Stato nello Stato. Ogni personaggio dice la sua ed il cumulo delle chiacchiere si fa sempre più consistente.
 
Parole…parole…parole al vento mi fa ricordare una canzone di Bob Dylan “Blowin’ in the wind”.
 
Purtroppo le sole parole non suffragate da fatti concreti cadono nel dimenticatoio.
 
I rappresentanti di numerosi partiti si riuniscono in assemblee, seminari, congressi e parlano…parlano…parlano. Migliaia di seguaci stanno tutti impettiti, a bocca aperta, saziandosi di quelle parole senza le quali essi non saprebbero vivere. Animelle che risplendono di luce riflessa. E’ una vera goduria generale, sia per i ciarlatani, sia per gli ascoltatori. In questa misera e vergognosa situazione è ridotta la nostra politica italiana.
 
I deputati, i senatori, i ministri, i presidenti, i sottosegretari e chi più ne sa più ne metta si sputtanizzano in continuazione, però alla fine le loro tasche, cucite appositamente in taffettà, riescono a sopportare magnificamente l’immane tesoro sottratto dalle casse dello Stato.
 
Alla faccia di chi grida: “Parole…parole…parole!”.
 
E chi se ne fotte!” bofonchia sardonicamente il Mustèlide.
 
“Abbiamo l’oro, abbiamo i seguaci, siamo i padroni, chi meglio di noi!” gracchiano impettiti e arroganti gli altri Mustèlidi.
 
Il giorno in cui la politica dovesse cambiare, i magnacci sanno bene dove hanno nascosto i loro beni. La storia si ripete spesso in Italia. (corsi e ricorsi storici)
 
Anche il re Vittorio, quando s’imbarcò a Brindisi con tutto il suo immenso tesoro, non dimenticò neppure le casse di francobolli e monete d’oro.
 Siamo nati a questo scopo ed il rimedio è solo un’utopia. 
 Mentre sto scrivendo mi viene consegnato un depliant della Coldiretti di Caserta “A.PRO.LAT.”, distribuito dai manifestanti (oggi 12/10/07) al bivio dell’azienda agricola “La Fagianeria”, nel comune di Piana di Monte Verna.
 
Gli allevatori chiedono il riconoscimento del giusto valore e tutela del latte locale che alla stalla viene pagato per l’irrisorio prezzo di 38 centesimi al litro, mentre ai supermercati viene pagato dai consumatori euro 1,70 al litro. I manifestanti fanno notare che i costi di produzione sono sempre in aumento ed i prezzi del latte alla stalla sempre in diminuzione, per cui se continua questa situazione, rischiano la chiusura.
 
Le motivazioni della protesta sono senz’altro giuste e legittime. Vorrei e vorranno tutti gli allevatori e tutti i consumatori, che queste assemblee, riunioni, manifestazioni avessero giusto valore e portassero ad un esito positivo, ma ci credo poco.
 
Purtroppo in Italia rimane solo un “Soffio nel vento”: parole... parole, sempre solo parole e nulla più.
 
E’ difficile trovare di chi è la colpa, in quanto è tutto il sistema ad essere sbagliato.
 
Bisognerebbe allora cambiare tutto o magari correggere e semplificare tutta la complessa struttura, dall’A alla Z, ma ciò è quasi impossibile, perché porterebbe un danno irreversibile a tutti, dalle aziende agli operai, dai rivenditori agli allevatori, dagli impiegati ai consumatori.
 Per ogni manufatto, per ogni prodotto esiste una catena di tante persone che lavorano su una catena di tanti servizi, macchinari, ecc., tutti collegati tra loro e tutti indispensabili; rimuovere questa catena sarebbe illogico e dannoso per l'intera comunità.
 


Mercoledì 10 ottobre 2007

I Mustèlidi padroni dello stivale

 L’ipocrita corsa per diminuire il numero dei ministri al solo scopo di tappare la “VOCE DEL POPOLO” del comico Beppe Grillo e del giornalista Marco Travaglio, ha reso gli On. nevrotici.
 Ai cani che abbaiano si grida: "Wsky' - sky'! Wsky' - sky'!"
 Ai politici vale lo stesso verso. Le lussuriose, comode e lucrose poltrone scricchiolano, traballano e i politici ne avvertono il pericolo, ricorrendo ai ripari. Il loro A-N-O si stringe come le polpastrelle delle dita che si baciano toccandosi tutte all'unisono.
 Anche il Mustèlide con la sua loquela si difende stralunando gli occhi per il colossale e imperdonabile abuso commesso e trova tanti colleghi consenzienti, perché anch'essi abusano del danaro pubblico.
 Caro Mustèlide e compagni, non vi scoraggiate!- Voi siete stati già assolti, per la sempice ragione che le vostre malefatte sono fatte in Patria e non negli USA. Lì sareste già in gattabuia. Qui, invece, è tutta un'altra "cosa nostra". "Ogni riferimento a fatti, persone o cose è puramente casuale". Qui, la pacchia è all'ordine del giorno e spesso viene anche premiata.
 Tutti fremono e tutti sono d'accordo (così vogliono far credere) nel ridurre i ministeri, convinti che un pò di polvere negli occhi e un cioccolatino raddolcisce il popolo.
 Attenzione però a non esagerare. La storia insegna che il troppo storpia e tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.
 La vostra politica sbagliata vi porta alla rovina. Può darsi che il vostro modo di comportarvi vi porti a fare un buco nell'acqua. Dall'alto Loco si può facilmente precipitare in basso Loco ed allora so' cavoli amari, perché tutti si volteranno dall'altra parte.
 Attenzione a non giocare troppo col fuoco. Il politico che sbaglia va in gloria come il c.... in calore.
 Il Mustèlide, quando viene trovato con le mani nel sacco, con alterigia afferma che lui dispone di 300mila votanti. E ciò è vero. Facciamo un pò dei semplici conti: 30mila persone sistemate a posti proibitivi in alto Loco, moltiplicati per 10 familiari (nonni, zii, fratelli, sorelle, generi, nuore, nipoti ...) assommano a 300mila. I conti tornano.
 "E chi se ne fotte!" gracchia il potente spavaldo.
 Coloro che hanno avuto la sistemazione attraverso la raccomandazione del Boss rimarranno per sempre animelle del loro "Salvatore".  
 Miei cari cittadini, questa è la Re-pub-blica italiana dal '48 ad oggi. Non c'è niente da fare!- Essi, i conti se li sanno fare. Per loro i conti tornano sempre in positivo. Per il popolo, invece, è tutto un altro discorso e c'è sempre la crisi. Tutti quelli che sono stati sistemati dal Boss non si getteranno mai la zappa sui piedi e obtorto collo continueranno a votare il loro BENEFATTORE.
 Questo è il problema! La storia continuerà in tal maniera per decenni o secoli.
 I vecchi in quasi tutti i settori hanno un lavoro, mentre milioni di giovani stanno a grattarsi la pancia. Schiappa, sghignazzando li ha chiamati "BAMBOCCIONI" alias mammoni. Se potessi gli vorrei dire: "Dimmi un pò, un giovane che non trova lavoro, dove deve andare? A rubare? Oppure rimanere a casa a mangiare quel tozzo di pane che la misera madre gli offre con tutto il cuore?"-
 Comprendi, testa di C....? Sei proprio una Schiappa!-      


Lunedì 1 ottobre 2007

GENOCIDIO

(notizie confermate ed ampliate dalla scrittrice Antonella Randazzo) 

Quando si pronuncia questa terrificante parola il cuore si rattrista e uno scoraggiamento totale invade tutta la persona. Il primo pensiero va al mostro tedesco e ai suoi aguzzini. La commozione per lo sterminio di milioni di ebrei ti rende triste ed infelice. Eppure, durante i secoli passati, di genocidi ancora più feroci di quello ebraico ce ne sono stati talmente tanti che è impossibile ricordarli tutti. Anche adesso avvengono, in alcune parti del mondo, massacri e coercizioni inaudite su popolazioni innocenti, coniando su di esse come giustificazione il termine “terrorismo”.
 
Tra i più gravi possiamo citare la repressione, la tortura e i soprusi compiuti dagli inglesi nei confronti di cittadini nord-irlandesi: brutalità e maltrattamenti di ogni genere avvenivano durante gli interrogatori, paragonabili al terribile periodo dell’Inquisizione
 In America gli inglesi sterminarono gli indiani, padroni, una volta, di tutto l’intero continente.
 Gli aborigeni dell’Australia furono snidati dagli inglesi finanche nelle foreste e poi stuprati, castrati, massacrati e molti fatti morire di fame e di malattie. Ed ancora aggiungiamo la sperimentazione da parte degli inglesi di ordigni atomici nella parte dell’Australia occupata dagli aborigeni.
La cosiddetta Prohibited Area, utilizzata dal governo inglese non e' mai stata bonificata. Gli esperimenti nucleari iniziati negli anni ‘50, hanno avuto effetti devastanti sulle popolazioni locali provocando morti e malformazioni sui corpi degli aborigeni.
 Non parliamo poi degli spagnoli e portoghesi che sotto l’ipocrito nomignolo dei “Conquistadores” furono capaci di annientare e distruggere per sempre i Maya, gli Aztechi e gli Incas.
 
Quindi ricapitolando e passando in rassegna i popoli “dominanti” che si appellano ipocritamente “civili e democratici” e che invece si sono macchiati di orrendi genocidi, possiamo citare principalmente gli inglesi (anglo-americani), gli spagnoli, i portoghesi, i francesi, gli italiani e i tedeschi.
 
I crimini di massa, nei secoli passati, sono stati tanti e a volte molto più terrificanti e devastanti di quanto ci si possa immaginare. La cosa strana è che questi stermini di massa del passato sono stati commessi proprio da quelli che oggi accusano ingiustamente altri di possedere le cosiddette armi di distruzione di massa per giustificare poi l’invasione e la sottomissione di tali popoli. Il ricordo della Shoa è molto vivo nella nostra mente non solo perché vissuto da molti di noi, ma anche perché le testimonianze, le sofferenze e i patimenti dei superstiti ci fanno partecipi dell’olocausto dei nostri fratelli. La cosa che però più sconcerta e fa più rabbia è non soltanto la massiccia propaganda e diffusione su tutti i mass media dell’olocausto ebraico come se fosse l’unico veramente degno di commemorare, ma la reale giustificazione in tutto il mondo del dominio israeliano sui popoli vicini, come dimostrano i continui raid israeliani, soprattutto sul popolo palestinese. Per non parlare poi di alcuni grandi stati che accusano di terrorismo gli altri, mentre i loro progenitori si sono macchiati di scellerataggine su popolazioni inermi.
 
Allora, rispondere ad una strage con un’altra strage è sbagliato, distruggere un intero popolo per colpa di alcuni fanatici è sbagliato, ma se viene accertato che questi fanatici sono anche pilotati e creati dallo stato dominante per giustificare l’invasione, allora il quadro diventa devastante e diabolico.
 Torniamo per un attimo ai tedeschi. Anche tra il 1904 ed il 1907 le autorità tedesche si macchiarono di un orrendo genocidio commesso contro la popolazione africana degli Herero. Il motivo è semplice ed è sempre lo stesso, anche oggi: quando un popolo non vuole sottomettersi al dominatore, viene definito “terrorista” ed eliminato completamente, con l’approvazione di tutti.
 
Passiamo adesso agli inglesi. Già, ancora gli inglesi. Negli anni ’50 in Kenia scoppiò la rivolta dei Mau Mau contro la dominazione inglese per rivendicare giustamente le fertili terre dei loro padri. Tale rivolta fu stroncata nel sangue e i rivoltosi furono messi nei “gulag o lager britannici” e trucidati senza alcuna pietà perché definiti “terroristi”. Migliaia di keniani furono torturati in vari orrendi modi, alcuni anche con l’elettrochoc. Gli inglesi per terrorizzare, brutalizzare, sottomettere e decimare i Mau Mau allestirono degli speciali campi di concentramento in cui venivano commesse atrocità inimmaginabili come testimonia la scrittrice Caroline Elkin nell’opera Britain’s Gulag, in cui viene tracciato un quadro terrificante di impiccagioni, pestaggi, torture, castrazioni, stupri e violenze fatte per terrorizzare il popolo keniano e al solo scopo di cacciarli dalle loro terre. Solo nei campi di concentramento inglesi morirono dopo atroci tormenti più di 100.000 civili Kikuyu. I soldati inglesi ricevevano 5 scellini per ogni Kikuyu morto.
 La propaganda inglese asseriva che quei campi (lager o gulag) erano necessari per la riabilitazione di un popolo primitivo e selvaggio alla civiltà.
 "Feroci e spietati cannibali" erano le accuse più infamanti contro gli indigeni e quindi i soldati inglesi che riuscivano a snidarli e a sterminarli venivano considerati eroi. 
 
Eh già! Gli inglesi sono la razza superiore, la razza degli eletti. “Noi siamo il popolo eletto da Dio, il popolo divino, civile……!”-
 
Ih! Che balla! Quanta meschinità, quanta ipocrisia e quanta mostruosità! Vaffa! Mille volte Vaffa!
 
Anche oggi, il termine “terrorista” oppure “stato canaglia”, viene usato dagli anglo-americani per giustificare i crimini di guerra o per occultarli. Altre volte, quando il fatto criminoso è troppo evidente per essere smentito, si rifugiano nell’ipocrita frase: “Si è trattato solo di un banalissimo errore!”. Poi tutto continua, come se nulla fosse accaduto.
 Ah, dimenticavo ... sembra ci sia anche l'immunità ... non si sa mai ... qualcosa dovesse andare storto ... e così nessun giudizio, nessuna punizione, anzi dopo il briefing altri raid, altre missioni, altri massacri, e poi vuoi vedere che ci scappa pure la medaglia, la promozione per l'eroismo (all'anima dell'eroismo) dimostrato in battaglia. 
 
Gli anglo-americani utilizzano il terrorismo per spaventare e per dominare quei popoli definiti “terroristi”. L’estremismo islamico e il terrorismo sono strumenti utilizzati dagli USA al fine di assoggettare l’orgoglio del popolo irakeno, sfruttarne poi le risorse petrolifere ed iniziare il solito business internazionale.
 I servizi segreti stipendiano i terroristi che entrano ed escono liberamente dagli Stati Uniti d’America. Una volta l’Irak era uno stato industrializzato. Oggi l’Irak non ha neppure l’acqua potabile per bere e manca l’energia elettrica.
 Oggi in Irak, Afghanistan, Somalia, Sudan ed in altri paesi gli anglo-americani scatenano gruppi di terroristi per creare caos e divisioni.
 Gli attentati, i kamikaze sono per la maggior parte organizzati dalle agenzie di intelligence per terrorizzare le popolazioni.
 Wiston Churchill considerava indispensabile l’utilizzo di gas tossici contro gli indigeni coloniali, perché ciò avrebbe seminato un grande terrore. Ciò fa apparire un Churchill estremamente spietato e cinico verso le popolazioni indigene, in netto contrasto con un Churchill nel suo rifugio antiaereo piangente e addolorato per la sua Londra quasi completamente rasa al suolo dai tremendi ed incessanti bombardamenti tedeschi.
 
Si sospetta che la tragedia dell’11 settembre sia stata obliata dai servizi di intelligence americani. Sulle dinamiche della dolorosissima vicenda, rimangono comunque ancora troppi punti inspiegabili, non dimostrabili dagli stessi USA, malgrado la potente macchina propagandistica internazionale. 
 
Ed io termino il mio dire con la fatidica frase di Eduardo De Filippo al figlio: “I politici ti fanno credere quello che loro vogliono!"-


Mercoledì 26 settembre 2007

Al giornalista del Tg…

 Nel suo testo, tratto dall’edizione audio-video del Tg si legge: “ Lo abbiamo sentito anche adesso, va avanti a colpi di INSULTI, di accuse pesantissime, di male parole. E’ il fenomeno Beppe Grillo, non a caso nato con un colossale “VAFFA”,...........”-
 
Può anche prendermi in giro per il mio scialbo linguaggio, tanto Lei è abituato a ergersi sul piedistallo. Non mi offendo. Sappia però, che un linguaggio aulico, senza un costrutto efficace e veritiero non approda su nessuna spiaggia. Lei è un giornalista come tanti ed è stato nominato anche direttore. In che modo? Lo sa solo Lei. Io non la conosco e non ci tengo affatto a conoscerLa. Le dico solo che la prima dote essenziale di un bravo giornalista è la totale imparzialità dell’esposizione.
 
A tal uopo cito un grande e famoso giornalista del passato, Indro Montanelli, che non ha mai avuto bisogno di genuflettersi ai politici, per occupare un posto. Uomo di carattere e di cultura. I suoi scritti, le sue parole, le sue massime sono pietre miliari che dureranno nei secoli. 
 
Sappia che il fenomeno Beppe Grillo è semplicemente la “VOCE DEL POPOLO”, di quel popolo che non ne può proprio più di subire. Egli sa interpretare in maniera perfetta i pensieri ed i voleri del popolo e schiaffeggia giustamente i politici corrotti e amministratori ladri, che sperperano in continuazione il denaro pubblico. La responsabilità di questa penosa situazione italiana cade tutta sulla classe politica. I nostri cari disamministratori hanno ben altro a cui pensare.
 
Politici che comprano case al centro di Roma a prezzi stracciati (notizia fresca di giornata: otto appartamenti acquistati a prezzi irrisori, 5 dalle Generali e 3 dall’Inail, al centro di Roma); politici che vanno regolarmente a vedere con amici e familiari le partite, le corse automobilistiche o altro, utilizzando l’aereo dello Stato (esempio di spreco avvenuto proprio in questi giorni: più di 7mila litri di carburante bruciati dall’Air Force One del governo per scarrozzare il nostro cari-ssimo ed ama-tissimo ministro da Salerno a Milano, al Gran Premio di Monza…); il direttore dei Monopoli di Stato, che non risponde mai alle continue lettere di due giornalisti del Secolo XIX, che chiedono semplicemente di sapere dove sono finiti i 98 miliardi di euro accertati dalla Guardia di Finanza per imposte non pagate e multe non riscosse dai Monopoli di Stato.
 
Il debito pubblico aumenta sempre di più. I partiti, i ministri, i sottosegretari, i deputati, i senatori, i sindaci, i presidenti provinciali e regionali, i prelati, i grandi evasori fiscali, la malavita e chi più ne sa più ne metta (insomma quelli che arraffano da tutte le parti e non sono mai sazi), sono stati capaci di mettere in ginocchio migliaia di famiglie.
 
Caro direttore, Le sembra ch’io faccia un INSULTO ai politici nell’annotare gli sprechi dei nostri amministratori?-
 
Le sembra un INSULTO ai politici cercare di sapere che fine hanno fatto quei 98 miliardi di euro di tasse evase e non riscosse dai Monopoli di Stato?-
 
Sono i politici che insultano il popolo e non viceversa. Le sue affermazioni contro Beppe Grillo sono un insulto alla “VOCE DEL POPOLO”.
 
Da parte mia paragono il comportamento della classe politica di ieri e di oggi alle affermazioni della regina di Francia Maria Antonietta che disse: “Date al popolo i miei BONBONS!”-


Martedì 25 settembre 2007  

INCREDIBILE MA VERO

(Dallo sbarco in Sicilia all’impaludamento cassinese)

Sin dall’inizio dell’armistizio incondizionato del settembre del ’43, le truppe anglo-americane si stabilirono nella pianura pianese per essere pian piano trasferite nel Lazio allo scopo di rinforzare il fronte sul Garigliano, ove erano asserragliate le truppe tedesche. I cannoneggiamenti, eseguiti con modernissimi e potenti ordigni di guerra a lunga gittata, partivano dalle nostre contrade caiatine per esplodere presso Monte Cassino.
 
Durante questi mesi di attesa, le truppe anglo-americane si stanziarono sulle rive del basso Volturno e precisamente nella tenuta “La Fagianeria”. Operai pianesi, caiatini e morronesi lavoravano nelle cucine americane. A sera i camionisti americani scaricavano grossi bidoni pieni di avanzi alimentari sull’aia denominata “Aia Vecchia”. La maggior parte delle famiglie pianesi riempivano i secchi di quegli avanzi e, felici e contenti di poter sfamare la propria famiglia, ritornavano a casa. La brodaglia residua si dava come pasto alle bestie: cani, gatti, maiali, mucche, mentre le cosce carnose di polli, tacchini, conigli e maiali, venivano lavate, riscaldate e consumate a tavola.
 I giornalisti americani mandavano negli USA i loro filmati, che venivano poi trasmessi alla TV e al cinema. Ci si immagini quanta commozione e perplessità queste immagini provocavano nell’animo dei cittadini italo-americani.
 
In realtà, l’Italia del dopoguerra si riprese e in ogni famiglia ci furono prosperità e benessere. Molti italo-americani, nel ricordo di quei grossi bidoni e di altre scene raccapriccianti viste nei documentari di guerra statunitensi, vennero in Italia per dare un consistente aiuto e conforto ai loro cari, credendo di trovarli in completa miseria. Addirittura, alcuni partirono per l’Italia, indossando tute da lavoro, per non offendere i parenti italiani. Quale fu la loro sorpresa quando, anziché della povertà trovarono benessere. A tal proposito voglio raccontare alcuni episodi realmente accaduti sotto i miei occhi.
 
La famiglia del falegname Mastro Lorenzo (Santabarbara), all’annunzio della venuta in Italia di un loro ricco parente, che era solito inviare dall’America, ogni quindici-venti giorni, un grosso e voluminoso pacco, si prodigò ad abbellire non solo la vecchia casa, ma a comprare per tutti i familiari: vestiti, scarpe nuove e anche qualche leccornia per il benvenuto. Il loro parente, alla vista di tanto ben di Dio, rimase sbalordito e quando ritornò negli USA non inviò più né pacchi, né lettere. Un altro italo-americano, per tema di offendere i propri congiunti, venne in Italia col solo vestito da lavoro. Quando però sbarcò a Napoli si ritrovò pezzente in mezzo ad una città risorta e splendente.
 
Torniamo adesso ai fatti di casa nostra. Angelina Santabarbara, figlia di quel falegname Mastro Lorenzo, sposò nell’appena dopoguerra un giovane siciliano. Dopo la luna di miele gli sposi si trasferirono a Palermo. Luigi, fratello di Angelina, fu ospite della sorella per una quindicina di giorni. Costui, durante le lunghe passeggiate quotidiane per il centro della città, si trovò quasi sommerso dai rifiuti urbani che dilagavano ai lati delle strade. Il sindaco di Palermo, nell’apprendere che il presidente della Repubblica si sarebbe recato nella sua città, diede ordine di pulire tutte le strade. Il presidente, convinto che la città palermitana non avesse bisogno di nulla, si congratulò col sindaco. Questo fatto avvenne negli anni ’60.
 
Torniamo ad oggi. Alcuni giorni or sono, il nostro presidente Napolitano è ritornato nella sua città di Napoli per presiedere alla cerimonia delle guardie carcerarie. Tutta la piazza della Sanità è stata sgomberata dai rifiuti urbani. Alcuni cittadini di quel rione hanno esclamato: “ Il presidente dovrebbe venire ogni giorno nella nostra città. Solo così potremmo veramente vivere bene.”-
 
Ecco come siam fatti: per apparire o magari ricevere il plauso o la medaglia dai nostri superiori, copriamo e nascondiamo in modo provvisorio e superficiale tutto il nostro marciume, camuffandoci come tanti pulcinella.


Venerdì 7 settembre 2007

“Mai far di ogni erba un fascio”

 Nel sito di Beppe vi è uno di quei rarissimi blog che si trovano in rete, degni di essere spesso visitati per gli interessanti argomenti trattati. Sono orgoglioso e anelante di leggere i suoi scritti ed aggiungere, talvolta, qualche mio commento nel blog. Anche nella versione audio è piacevole ascoltare Beppe, con quella sua voce sempre ruggente ed incisiva nel mettere in evidenza i problemi di casa nostra. Condivido le sue idee e in particolare quella del V-Day……
Vorrei però, se me lo si consentisse, fare qualche considerazione. Bisogna sempre porre molta attenzione a non condannare, incautamente, un intero paese o meglio un’intera provincia, sapendo benissimo che in essa ci sono tante famiglie oneste.
 Ho insegnato per diverso tempo ad Alba…. in una scuola elementare di 52 alunni di prima classe: ragazzi meravigliosi. Durante quegli anni ho avuto il piacere e anche l’onore di conoscere molti cittadini di quel paese. Ebbene, non nascondo che, di fronte a loro, mi son sentito, a volte, imbarazzato. Spiego il perché: abituato, sin da giovane a compagnie allegre, allo ‘nciucio paesano, al raccontar frottole e barzellette a volta piccanti, nel trovarmi a contatto con persone tutte d’un pezzo, uomini dalle p…. quadrate, che non accettano, per nessun motivo, gli sproloqui, le chiacchiere inutili, le bugie e le falsità, mi son trovato talvolta a disagio. Se uno dice, ad esempio, alle persone di Alba….: “L’asino vola…!”, quelle ti credono, perché ti considerano uomo leale e serio; però, guai a te, se s’accorgono che l’asino non vola. Allora devi solo cercare di svignartela a gambe levate. Sono uomini di principio e non accettano le mezze frasi, le mezze cazette…..-
 Negli anni ’80 ho restaurato la mia casa e, manco a farla apposta, il progettista mi fece conoscere un’impresa di costruzione di Alba…. con la quale io, ancora oggi, ho buoni rapporti per la serietà e l’educazione di quella famiglia e della sua manovalanza. Muratori, carpentieri, falegnami, tubisti, piastrellai, parrellisti, pittori, ecc., ecc., si comportarono da veri signori. Entravano ed uscivano dalle stanze ammobiliate, dal granaio, dall’orto, ecc., senza mai e poi mai manomettere qualcosa di mia proprietà. L’imprenditore era un giovane professionista, intelligente e saggio, che si comportò, per tutto il periodo dei lavori, con cordialità, serietà ed altruismo. In modo completamente diverso si comportarono, invece, alcune imprese della mia zona, quando, precedentemente, vennero ad eseguire alcuni lavori nella mia casa. Sia ben chiaro che io non voglio affatto osannare o idolatrare questi cittadini, ma neppure denigrarli come, purtroppo, si suol “…far di ogni erba un fascio…”. In ogni paese ci sono i buoni e i cattivi. La malinformazione è una brutta bestia. Bisogna sempre essere giusti e avere molta esperienza, dimestichezza e conoscenza prima di emettere una sentenza. I giudizi generici ed avventati sono sempre fallaci.
 E, per meglio avvalorare quanto ho testé precisato, voglio raccontare una mia esperienza, un curioso fatterello accaduto proprio in quel periodo trascorso ad Alba….-
Io e un mio cugino, all’inizio dell’anno scolastico ‘53–’54, ricevemmo dalla Direzione Didattica un elenco di 104 alunni di prima elementare: 52 alunni ad ognuno di noi due. Dopo circa un mese di scuola le due classi furono sdoppiate per formare una terza classe. Cedemmo al nuovo maestro 12 alunni per classe. I ragazzi, avendo avuto sentore dello sdoppiamento, ne parlarono ai loro genitori. Un fatidico mattino si presentò a scuola una vecchietta dallo sguardo benevolo e gentile che mi disse: “Maestro, vedi laggiù al terzo banco quella bambina? Quella lì è mia nipote e tu la devi tenere con te!”- Io, pensando che la donna volesse congratularsi con me, per un buon insegnamento, risposi: “Signora, io la ringrazio del complimento, ma il nuovo insegnante è anche molto bravo!”- Ma la donna, senza scomporsi, aggiunse: “Te la devi tenere con te mia nipote, perché il figlio del padrone della casa in cui è stata istituita la nuova scuola ha fatto uno sgarro a mio figlio!”- Capii subito e le promisi che l’avrei accontentata. Senonché, nel trasloco di banchi, cartelle, lavagna, ecc., mi dimenticai della promessa fatta. Dopo alcuni giorni si presentò, all’apertura della scuola, la stessa persona di prima. Non aveva però lo stesso sguardo benevolo e gentile dell’altra volta. Mi venne con due dita alla gola e con uno sguardo terribile da far raggelare il sangue nelle vene, mi gridò in faccia: “Tu, tu non sei maestro, perché il vero maestro mantiene sempre la promessa!!!”-
 “Signora, qui c’è un equivoco”, riuscii a stento a balbettare, mentre terrorizzato indietreggiavo verso la parete dell’aula.
 Ed ella: “Mi promettesti che mia nipote non l’avresti mandata all’altra scuola, invece…..!”- Capii l’errore e immediatamente ricondussi la bambina nella mia aula, chiedendo mille scuse per la dimenticanza. Lei mi ringrazio e per buona fortuna me la cavai solo con un rimprovero ben meritato. Con questo racconto credo di aver reso l’idea.
 Quando si sbaglia bisogna avere il coraggio di ammettere l’errore. Con questo racconto voglio mettere in evidenza il comportamento di ognuno di noi e di non sottovalutare la propria personalità, alla quale da sempre ho tenuto fede, anche a costo di essere frainteso.

La verità…travisata

 Tra le battute più belle e significative tra Eduardo de Filippo ed il figlio ce n’è una bellissima, che ti fa pensare molto e ti porta a conoscere il mondo politico più da vicino.
 “Caro figlio, devi sapere che i politici ti fanno credere ciò che loro vogliono…”.
 Le parole non sono proprio quelle espresse dal De Filippo, ma il significato della battuta è quello lì. Per avvalorare quanto testé ho detto, cercherò di mettere in risalto le cause che portarono all’uccisione di Moro e di Dalla Chiesa. Il primo propose il Patto Storico e la fusione tra il partito di maggioranza D.C. e quello di minoranza Falce e Martello. Questa proposta fu accettata e ben vista da Stalin, che intuì subito il benessere che ne avrebbe ricavato con il secondo partito comunista d’Europa, mentre per gli U.S.A. tale fusione avrebbe indebolito il commercio con i Paesi europei. Quindi l’eliminazione di Moro si rese necessaria. Chi furono i mandanti?- La risposta è facile: l’ordine fu perentorio e le animelle politiche obbedirono. Ieri, oggi e domani i politici ci fanno sempre credere di aver arrestato e condannato i terroristi, uccisori di Moro. A buon intenditor, poche parole. Passiamo adesso ad un altro caso, non meno inquietante, della politica di casa nostra.
 Il generale Dalla Chiesa, fu nominato e mandato come Prefetto a Palermo da SOLO, senza scorta. Quando egli giunse a Palermo dovette molto attendere prima che l’auto venisse a prelevarlo. Senza scorta e senza alcun appoggio politico prese possesso della villa adibita a Prefettura. Ripetute volte il generale chiese a Roma l’ordine e i mezzi per poter agire, ma il ministro Rogn… e compagni furono sordi. Aggiungiamo poi la scoperta della Guardia di Finanza dell’elenco di centinaia di iscritti alla Massoneria (P2), tra cui spiccava anche il nome del generale e il quadro è fatto. Chi ci capisce qualcosa in questo disgraziatissimo Paese è veramente bravo. Perché fu assassinato il giornalista Pecorelli?- Perché aveva spifferato la notizia dell’imminente morte del generale. Il giornalista Giorgio Bocca ha dichiarato che, quando si presentò alla Prefettura di Palermo per intervistare il Dalla Chiesa, trovò al cancello d’entrata solo due carabinieri di guardia che lo fecero entrare senza alcun controllo. Il Bocca entrò in diverse stanze senza trovare anima viva. Mi si dica: “In un paese o meglio città in cui vengono ammazzate, quasi ogni giorno, decine di pregiudicati e persone innocenti, si può lasciar dirigere l’ordine pubblico ad una sola persona?”- Ci si domanda: “ Sotto che ci cova?”- La risposta è semplice: “Si voleva da Roma la morte del Generale.”-
 I politici si son dati da fare con cerimonie, discorsi e pubblicazioni dando ordine ai giudici, alle forze dell’ordine di arrestare e condannare gli assassini del generale, di sua moglie e dell’autista. Al popolo hanno fatto credere una cosa per un’altra. Tutto quì. A buon intenditor poche parole.
 E questa è la storia delle Repubbliche Marinare, e questa è la storia delle Guerre d’Indipendenza, e questa è la storia del re Borbone Ferdinando II, e questa è la storia di Giolitti e compagni, e questa è la storia di Moro e del generale Dalla Chiesa, e questa è la storia dei Monopoli di Stato e delle società concessionarie, ecc., ecc.,- Chi più ne sa, più ne metta. “Siamo uniti o sparpagliati?” “Siamo uno stato veramente indipendente o eternamente suddito?”- La risposta è molto, molto semplice…….-
 Una notizia fresca di giornata è appena arrivata: Il ministro Padoa-Schioppa ha precisato che in questo Paese ci sono molti sprechi e che per abbassare il carico fiscale, bisogna necessariamente cercare di annullare le spese superflue ed inutili. Ha poi indicato alcuni casi in cui sarebbe essenziale ed urgente operare drasticamente dei tagli alla spesa, prendendo a confronto la stessa situazione in altri Paesi europei. Giusto tutto ciò: ridurre gli sprechi e diminuire le tasse, ma i cittadini italiani si domanderanno: “La spesa pubblica, l’evasione fiscale e le tasse diminuiranno veramente?- Chi sono quelli che beneficeranno della riduzione fiscale?”-
 Il ministro non ha menzionato gli sprechi enormi di danaro pubblico concesso a tutti i politici, alle cotte nere, ecc.; il ministro non ha precisato che l’enorme evasione fiscale italiana proviene soprattutto da quegli ambienti in Alto Loco, di cui lui fa parte: parlamentari, segretari di partito, grandi imprenditori, persone famose dello spettacolo, i Monopoli di Stato e società concessionarie, ecc.,ecc.,…E’ sempre la solita storia, vista e rivista più volte: ogni anno gli sprechi aumentano e di conseguenza le tasse aumentano per quei miseri, ma onesti cittadini che le pagano sempre, senza evadere mai un solo centesimo. Come volevasi dimostrare sono già in programma e con l’approvazione del ministro, varie spese(sprechi) di alcuni miliardi di euro. Altro che riduzione della spesa pubblica. I fatti già smentiscono, un attimo dopo, tutte le “belle” promesse fatte da Padoa-Schioppa.
 “Dimmi, caro ministro, a chi vuoi prendere per i fondelli? Le tue sono solo le solite chiacchiere dei politicanti, le solite promesse mai attuate, che ogni politico ha sempre fatto, per mantenersi più stretta ed il più a lungo possibile la propria comoda e redditizia poltrona.
 “Svuotate le vostre, non le nostre misere tasche!”-