Venerdì 17 Agosto 2007
L’amarezza del libro stracciato
Nato e vissuto a cavallo di due epoche storiche: Monarchia e Repubblica, ho subìto, come tanti miei coetanei e colleghi, un terribile trauma psicologico, che mi ha lasciato avvilito, disilluso e traumatizzato. Stranezze della lingua Italiana
Rifacendo brevemente il cammino a ritroso nel tempo, mi sovvengono alla mente i ricordi di quegli anni della prima e seconda infanzia, trascorsi sui banchi di scuola. La mia brava e indimenticabile maestra, alla maniera della Boschetti Alberti, soleva impartire la lezione giornaliera con quel soave e dolce sorriso che le era abituale e che ti metteva a proprio agio, con la gioia di ritornare a scuola. Sulla parete, dietro la cattedra, troneggiavano i quadri della regina Elena del Montenegro e del Duce, con quel capoccione su cui troneggiava l’antipatico e brutto Fez nero, che gli dava maggiormente quell’aria di uomo spavaldo e presuntuoso.
C’era poi quella scialba figura insignificante del re, il cui lungo torace schiacciava quelle piccole gambette simile ai pupazzetti di cartapesta. In alto poi sulla parete c’era un grosso crocifisso.
Studiando la storia risorgimentale e l’impresa dei Mille, mi affascinava l’epopea della raggiunta, dopo secoli e secoli, Unità d’Italia. Ognuno di noi di quell’era si sentiva orgoglioso di appartenere ad una nazione di eroi e di martiri.
Eppure oggi, molte pagine di quelle vicende gloriose, presentano dei lati oscuri e grotteschi che ti fanno pensare e riflettere molto.
Io spesso mi domando: ma, se non ci fossero stati nel Sud Italia i Borbone, il Parco e Palazzo Reale ai cui lati esterni fanno ancora oggi da cornice due grandiose caserme, noi non avremmo avuto nessun’opera di rilievo. Aggiungiamo poi quel largo vialone (Viale Carlo III), attraverso il quale era stato già progettato, ai tempi dei Borboni, l’incanalamento del mar Tirreno, interrotto oggi da una stazione ferroviaria che deturpa in modo rozzo e grossolano la veduta straordinaria di Palazzo Reale e l'opera di bruttura è completa.
Con tante metropolitane costruite in varie metropoli italiane, a Caserta non si è stati capaci di costruire una stazione sotterranea. E’ pazzesco! Allora io mi domando, ancora una volta, dopo l’Unità d’Italia che cosa è stato fatto per il Sud? NIENTE!!!-
Hanno solo sperperato, deturpato e rubato. E sì, rubato! Che fine fece il tesoro di Napoli? Da chi fu dato l’ordine del trafugamento? Mi si venga a dire e a provare che racconto frottole. Mi farebbe assai piacere. Giolitti, nelle votazioni, da chi fu appoggiato e fatto votare? Da chi? Da don Vito e da tutta la sua compagnia mafiosa siciliana. Mi si venga a dire e a dimostrare che ciò che affermo non è vero; proverò nell’animo un soddisfacente sollievo.
Quando sfoglio il Melzi scientifico e cerco il nome Marconi, di quel grande scienziato vedo poche note di giusto elogio in suo favore. Quando però cerco il nome Giolitti vedo un’intera pagina dedicata a questo ministro. La storia d’oggi afferma che fu votato da tutte le cosche mafiose sicule e partenopee, capeggiate da don Vito, il Gran Maestro. Ora, la domanda sorge spontanea: che rapporto, che intesa ci fu tra don Vito e Giolitti? Diciamo “nessuna”........., però, nell’uccisione del celebre italo-americano Joe Petrosino, capo della polizia segreta americana, venuto in incognito in Italia per prelevare da molte preture gli elenchi dei mafiosi che avevano rapporti con le multinazionali americane e che dissanguavano l’economia delle fabbriche portando al crollo completo e alla chiusura di tante industrie statunitense, costrette al pagamento del pizzo, che parte aveva il ministro?- Salviamo la faccia e diciamo: “Giolitti fu un grande statista!”.
Dice una massima: “Tu dai una cosa a me ed io darò una cosa a te”. La mafia mi porta su ed io ti verrò incontro. “DO UT DES” dicevano i romani.
Lasciamo il settecento e l’ottocento e guardiamo in faccia i nostri favolosi e rispettabilissimi governanti.
In questi giorni non si fa altro sui giornali, per radio, per televisione che parlare, parlare, parlare di un povero spauracchio “che poi spauracchio non è” che ha evaso, dicitur, il fisco per circa 100 milioni di euro.
Di tutto questo vociare su Valentino, non è che io voglia credere più a lui che alla Finanza, che esplica un ruolo determinante. Guai se essa non ci fosse; saremmo fritti. Però, mi sorge il dubbio: questo ragazzetto ha senz’altro intorno a sè avvocati famosi che sanno benissimo come consigliarlo. Ebbene, è molto strano che questi autorevoli uomini di legge siano stati tanto ingenui da mettere il ragazzo in condizione di essere facilmente pescato. Io credo che sia solo fuoco di paglia e che, zitto, zitto, quatto, quatto, i milioni di Valentino rimarranno ben conservati e protetti nel caveau del feudo londinese.
Alla faccia di noi poveri cristi che per leggi stupide non riusciamo a frenare il continuo trafugamento di miliardi di euro all’estero.
http://www.beppegrillo.it/
Nel Blog di Beppe Grillo, 12-08-2007, c’è un interessante articolo dal titolo “Bische di Stato”, in cui viene presentata integralmente la “Lettera al Direttore dei Monopoli di Stato” di due giornalisti del “Secolo XIX”: Marco Menduni e Ferruccio Sansa, che denunciano da tempo le Imposte non pagate dai Monopoli DI Stato: è pazzesco, è incredibile, non si parla di alcuni milioni di euro, ma della stratosferica cifra di 98 miliardi di EURO. In confronto, Valentino e Capirossi sembrano due candidi e dolci bambinelli che si son fatti ingenuamente pescare mentre rubavano qualche caramellina.
Alla fine di questo paragrafo ho voluto riportare l’intera lettera di Menduni e Sansa al signor Tino, direttore dei Monopoli di Stato, per meglio comprendere la gravità dell’enorme evasione fiscale.
P.S. Quando, da giovane, vendevo degli immobili a molti italo-americani, nella procura c’era scritto: “IN AMERICA SI PUO’ INVIARE, TRAMITE BANCA, SOLO
Oggi è ancora vero tutto questo? E allora, se questa legge è ancora valida, perché il fisco non interviene?
Parliamo una buona volta con chiarezza, alla GRILLO e scopriamo subito, quanti trafugamenti di danaro fuggono ogni giorno all’estero. Ricordo, tanti anni fa, quando Sofia fu arrestata, mentre alla frontiera cercava di trasferire soldi all’estero. E che dire di quel famoso ladro, capo del nostro ......... Bettino, che tra non molto gli edificheranno anche un monumento in suo onore, alla Giolittiana.
Mi si dica, per favore: Gheddafi, che io considero un despota intelligente e che nel passato con la sua astuzia è stato capace di abbonire anche la stessa America, avrebbe accolto i resti di Bettino, senza un congruo tornaconto?- Quel Gheddafi che, subito dopo la sua ascesa al trono, scacciò come cani tutti gli italiani, spogliandoli di tutti i loro beni, sarebbe poi diventato pentito da accettare sul suo suolo un Bettinuccio, suo figlioccio?- Chi ci crede è proprio un citrullone. La verità è una sola: Bettino depositò miliardi e miliardi nelle Banche Gheddafiane. E intanto questi seguaci buffoni parlamentari vogliono far credere il contrario.
Basta prenderci per i fondelli, pezzi di str...., figli di grandissima.......!- Rispondo adesso a quella sconosciuta e presuntuosa damigella che s’è permessa di denigrare il mio sito con parole alquanto sconce.
“Cara, tu non puoi assolutamente denigrare la mia prosa e la mia professione, perché tu i fatti non li conosci. Ti ragguaglio brevemente sul mio curriculum vitae: non ti parlo dei miei 40 anni di indefesso servizio svolto con saggezza ed amore. Voglio invece parlarti del mio insegnamento di francese e di matematica. Non sono né professore, né autodidatta; ho svolto nell’appena dopoguerra, per ragioni di sopravvivenza, il doposcuola a centinaia e centinaia di giovani studenti di svariati paesi del casertano. Ancora oggi costoro, insigni professionisti, hanno per me un gran rispetto. Ti voglio ragguagliare soltanto su qualche fatterello. Lascia stare la mia prosa, sappi che quella è secondaria e ti spiegherò subito il perché. Lo scritto aulico lo devono conoscere gli scrittori, i poeti, i professori di lettere e filosofia, gli avvocati, i giudici, i legislatori, i giornalisti e così via. Un ingegnere, un architetto che progetta una villa, un ponte, un grattacielo col crisma della saggezza e della competenza, collaudando e facendo con precisione i calcoli del cemento armato, scrive nella sua relazione “la trave ha potuto andare (è potuta andare) sul capitello Y..........”- Secondo te quell’errore annulla l’intero progetto?-
Un “EI FU” del famoso Cinque Maggio è da bocciare? Sarebbe un errore non perdonabile. “Quel raggio del lago di Como.......” il lettore si perde tra quei valli e valloncelli e il senso poetico sfugge. Ora, secondo te, noi per quel nonnulla dovremmo bocciare una così grandiosa opera?- Ecco, cara damigella, dove arriva la tua maturità. La lingua italiana è bella ed io invidio chi la conosce molto bene. Sappi però, e non te ne andare in estasi, che essa è anche molto difficile. Ragion per cui io se tornassi indietro preferirei l’inglese, molto più semplice e sbrigativo.
Una volta trovai un esercizio grammaticale in un sussidiario di V elementare. Al posto di dire, METTI IL VERBO APPROPRIATO (esclamare, suggerire, chiedere, domandare, pregare, ordinare, ecc.). Pierino dice alla mamma: “Vorrei uscire con i miei amici!”- La mamma dice: “Pierino, prima i compiti e poi i giochi!” - Pierino dice: “Mamma, ti prego, io voglio uscire!” e così continuava l’esercizio. Ora dimmi tu, che ti atteggi a correttrice di semplici scritti, te la senti di affermare che tu e solo tu conosci la lingua italiana?- Ti ripeto, lascia stare la mia prosa e guarda il contenuto se vuoi.
Se leggi le 135 novelle del trecentista Franco Sacchetti, quando non c’era ancora la grammatica, ti accorgerai che i suoi racconti hanno un colorito e un calore straordinario come se tenessi davanti un quadro di un illustre e rinomato pittore.
Però due paroline agrodolci te le voglio proprio dire. “Tu appartieni, secondo me, a quella caterva di scribacchini, che solo per aver sbirciato su libricini di divulgazione burlesca hai la prosopopea di essere una persona colta, senza sapere che la tua frons mentis è angusta ed agnostica.
Tu, tutto al più, potresti saper sgusciare immune con la purezza dell’ignavia, ma rimarresti sempre un ridicolo personaggio.”-
Riporto adesso, per meglio avvalorare il discorso, alcune stranezze della nostra lingua italiana, prese da altre fonti.
http://www.uffa.it/
L'italiano non è una lingua facile da imparare. Ne volete qualche prova?
Che cosa capirà uno straniero che sta imparando l'italiano quando sente pronunciare frasi come queste?
Lascia l'ascia, accetta l'accetta.
E' stata un'annata dannata.
C'era la cera sul pavimento.
E' stato interessante parlare con una donna in stato interessante.
Vorrei una rosa rosa.
Suona piano il piano.
Questa porta porta fuori.
Ho letto a letto.
Ti porto al porto a bere del Porto.
E' stata assunta Assunta?
Certe cose càpitano solo a un capitàno imprudente.
Non ha ancòra gettato l'àncora.
Appena arrivato nel paese ho sùbito subìto un'ingiustizia.
I prìncipi devono conoscere bene i princìpi della buona educazione.
Voglio léggere solo le pagine leggère.
L'abbonamento decàde la prima décade di settembre.
Avete mai fatto caso a queste cose?
Un vecchio amico non è un amico vecchio.
Uno sconto buono non è un buono sconto.
Un discorso certo non è un certo discorso.
Un alto ufficiale non è un ufficiale alto.
Mamma mia!, non si tratta di una donna qualunque ma di mia mamma!
Se una cosa è abbastanza bella, è bellina; ma perché una cosa alquanto discreta non è discretina?
Perché si può aspettare un minutino, ma non un secondino e tanto meno un'orina?
Una donna grossa è un donnone e una febbre alta è un febbrone, ma una mela grande non è un melone, una lima lunga non è un limone e di certo un lampone piccolo non si chiama lampo.
Un furgone piccolo è un furgoncino, ma allora perché un peperone piccolo non ha lo stesso gusto di un peperoncino?
Perché bisogna accendere un'ipoteca?
Perché si spicca un mandato di cattura?
Come mai si versa in una situazione difficile?
Perché si concilia una contravvenzione?
Perché il pesce rosso è arancione?
Il pomodoro non è tanto dorato!
Perché il pane caldo si definisce fresco?
Come fa il vino, che è un liquido, a essere secco?
La melanzana è un tipo di mela?
La chiave inglese sarà stata inventata in Inghilterra?
E l'insalata russa, perché in Russa la chiamano insalata italiana?
Chi ha mai visto un vino davvero bianco?
Gli africani non hanno la pelle nera, ma marrone più o meno scuro e gli europei in genere non hanno la pelle bianca, ma più o meno rosa.
Perché quando si è in ferie non si lavora, ma un giorno feriale è lavorativo?
Il fatto è che l'italiano è stato inventato da persone, non da macchine e quindi riflette l'infinita creatività degli individui.
Comunque, a proposito di macchine, come mai per spegnere il computer bisogna cliccare sul menù AVVIO?
(Nico)
Adesso torniamo a parlare di fisco, riportando la famosa “lettera completa”. Probabilmente si tratta della più grande evasione fiscale della storia d’Italia.
LETTERA AL DIRETTORE DEI MONOPOLI DI STATO
Gentile dottor Giorgio Tino,
ci piacerebbe porgerle queste domande a voce, ma parlarLe sembra essere impossibile. Da mesi La cerchiamo inutilmente, cominciamo quasi a dubitare che Lei esista davvero. E dire che Lei avrebbe interesse a rispondere (oltre che il dovere). Secondo il rapporto di una commissione di inchiesta parlamentare e secondo gli uomini della Guardia di Finanza infatti, tra imposte non pagate e multe non riscosse le società concessionarie delle slot machine devono allo Stato 98 miliardi di euro (sì, proprio miliardi, quelli con nove zero, per capirci). Sarebbe una delle più grandi evasioni della storia d’Italia.
Secondo la commissione e gli investigatori, questo tesoro – che equivale a tre manovre finanziarie costate lacrime e sangue ai contribuenti – sarebbe stato in sostanza regalato alle società che gestiscono il gioco d’azzardo legalizzato. Di più: nei consigli di amministrazione di alcune di queste società siedono uomini appartenenti a famiglie legate alla Mafia. Insomma, lo Stato italiano invece di combattere Cosa Nostra le avrebbe regalato decine di miliardi di euro.
Con quel denaro si potrebbero costruire metropolitane in tutte le principali città d’Italia. Si potrebbero comprare 1.000 Canadair per spegnere gli incendi. Potremmo ammodernare cinquecento ospedali oppure organizzare quattro olimpiadi.
Si potrebbero realizzare impianti fotovoltaici capaci di fornire energia elettrica a milioni di persone oppure si potrebbe costruire la migliore rete ferroviaria del mondo.
Da mesi noi abbiamo riportato sul nostro giornale, Il Secolo XIX, i risultati dell’indagine. Decine di pagine di cronaca che non sono mai state smentite. Secondo la commissione d’inchiesta, i Monopoli di Stato hanno gravi responsabilità nella vicenda. Non solo:
Ma Lei che cosa fa? Tace e rimane al suo posto, come tutti i responsabili dei Monopoli, dalla dottoressa Barbarito alla dottoressa Alemanno (sorella dell’ex ministro di Alleanza Nazionale).
E, cosa ancora più incredibile, tace il vice-ministro dell’Economia, Vincenzo Visco (che da mesi ha ricevuto il rapporto della commissione di inchiesta), da cui Lei dipende.
Ma noi proviamo a porLe ancora una volta alcune domande:
- Come mai nell’agosto scorso il Governo Prodi ha deciso di confermare
- E’ vero, come risulterebbe dalle intercettazioni telefoniche, che alcuni membri della Sua famiglia avrebbero ricevuto viaggi in regalo da importanti compagnie produttrici di tabacco?
- Perché, nonostante Lei fosse al vertice dei Monopoli di Stato, sedeva anche nel consiglio di amministrazione di una delle più importanti multinazionali di distribuzione dei tabacchi?
- Ma soprattutto: può spiegarci per filo e per segno che fine hanno fatto quei 98 miliardi di euro che secondo
Finora Lei non ci ha mai voluto rispondere. Forse conta sul sostegno del mondo politico. Del resto
Così Lei può permettersi di tacere.
Ma chissà che cosa farebbe se a ripeterLe queste domande fossero decine di migliaia di visitatori di questo blog (l’indirizzo dell’ufficio stampa è ufficiostampa@aams.it )?
Marco Menduni
Ferruccio Sansa
Giornalisti del Secolo XIX
http://www.beppegrillo.it/
In data 26-08-07, il Blog di Grillo pubblica una seconda lettera (di Marco e Ferruccio) a Giorgio Tino. Se nessuno risponde, il blog continuerà.
Tinuzzo non fare il tacchino.
V-day, V-day, V-day!!!
"Il Potere del Silenzio".
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"Gentile dottor Giorgio Tino, |
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