Giovedì 30 Agosto 2007
I BUCHI NERI D'ITALIA
Gli astronomi hanno scoperto nell’universo i BUCHI NERI, che ingoiano continuamente interi sistemi stellari e intere Galassie. Ebbene, anche in Italia, i nostri bravi, rinomati e fottuti politici, dinanzi al dilagare di migliaia e migliaia di giovani diplomati e laureati, in cerca della prima occupazione, hanno escogitato un piano strategico (una specie di Piano Marshall) per ovviare a questa caterva di masse urlanti e trasformare una critica situazione a loro vantaggio, sistemando solo i propri pupilli e facendo scivolare, senza alcuna pietà, tutti gli altri in un tremendo inghiottitoio. “Che figli di Gran Pu…na!”- Udite! Udite! Udite!- Dopo batti e ribatti, scontri tra maggioranza e minoranza, essi, i politici sono addivenuti ad una brillantissima idea: la creazione di un grande buco nero, con dei piccoli buchi, sempre neri, dislocati in varie città italiane. Uno dei più rinomati e più importanti buchi neri è quello di Foligno, ove spesso si accalcano migliaia e migliaia di giovani con la speranza di superare le prime prove (i dilaganti e diabolici QUIZ). Tutti entrano nel buco Folignano, pochissimi ne escono vittoriosi. (“Lasciate ogni speranza, voi che entrate” del sommo Poeta; io aggiungo “se non raccomandati”.)- La grande maggioranza dei partecipanti viene inesorabilmente ingoiata dalla voragine della disoccupazione che si allarga sempre di più ed è logico, è comprensibile che l’avvilimento, la disperazione di diventare vecchi senza la possibilità di avere un lavoro; di non avere le risorse economiche per formare una famiglia; di non essere stati capaci di espletare nella società le proprie mansioni, li porta alla deriva, verso quella parte marcia di cui l’Italia è quasi satura. Eppure sarebbe tanto semplice occupare tanti giovani in cerca di lavoro. Quanti sono i comuni d’Italia? Circa ottomila! Ebbene, anziché sprecare i soldi (lo stipendio mensile) per i sindaci, per i presidenti provinciali e regionali, ecc., ecc., ecc., si potrebbero bandire concorsi regolari in base alle professioni e alle richieste, migliorando le condizioni socio-etico-economiche dei nostri paesi e città. A che pro’ allettare un giovane militare con un piccolo stipendio, per poi spingerlo nel buco nero (tipo Foligno o altri buchini neri) e trovarsi peggio di prima, senza prospettive in mezzo alla strada? Brutti musi di decrepiti governanti! Tutti concordi, tutti d’accordo per salvare le loro comodissime poltrone e per salvaguardare i loro sporchi ed illeciti interessi! Ci pensate alle tantissime storture escogitate ed approvate da voi e di cui siete i più diretti responsabili? Purtroppo è inutile questa domanda, in quanto costoro non fanno altro che rendere sempre più difficile la sistemazione dei giovani. Basta poi aggiungere lo spreco copioso, (le miriadi di concessioni: irpef, irpeg, ilor, irap, ICI, il x mille, ecc., ecc., ecc., ai religiosi) che la stessa commissione europea ci ha severamente ammoniti e il quadro è completo.
Vaffa…! Vaffa...! Vaffa…!
Non c’è purtroppo solo Foligno come buco nero, ma ce ne sono tanti altri, anzi ogni anno se ne aggregano e se ne formano di nuovi che sistematicamente ingoiano la stragrande maggioranza dei partecipanti, mentre i soliti noti andranno ad occupare, senza merito, i posti già stabiliti, in precedenza, in alto loco, dopo l’eventuale frequenza dei corsi o senza neanche quella: “Quanto sono infinite le vie del Signore, soprattutto in Italia”. Sto parlando delle prove di ammissione alla frequenza dei corsi nelle varie Facoltà Universitarie, basate sui soliti ed ignobili TEST. Pensavo fino a poco tempo fa che le cose più obbrobriose nella Scuola fossero gli esami finali e i concorsi. Invece oggi scopro che c’è qualcosa di peggio e cioè i Test di ammissione. Ad aiutare i poveri giovani nel loro lungo e difficile cammino (Via Crucis) verso il buco nero (voragine, inghiottitoio, precipizio, baratro, abisso, foiba) ci si mette un’altra assurdità, made in Italy: la noiosa, complessa, inconcepibile burocrazia italiana con tutto l’enorme e snervante bagaglio di scartoffie, pratiche, allegati, cartelle, ecc., ecc., ecc. che il povero candidato è costretto a subire per informazioni, compilazioni, preparazioni e invii di tutta la documentazione e allegati pagamenti necessari per poter essere ammessi a sostenere i famosi Test di ammissione ai corsi universitari.
“La domanda di partecipazione ai Test deve essere presentata…”; “Alla domanda devono essere allegati…”; “Il pagamento…entro il termine…”; “I candidati dovranno presentarsi entro…”; “E’ fatto divieto al candidato…”; “I candidati dovranno…”- Norme assurde e sibilline, quando si sa molto bene cosa avviene per i “raccomandati”, ma meglio lasciar perdere, altrimenti il discorso potrebbe diventare molto, ma molto lungo e noioso. Eppure, in uno Stato civile (l’Italia, evidentemente, non lo è) dovrebbe essere tutto molto più semplice, automatizzato e senza l’obbligo per i partecipanti di sottoporsi a delle vere proprie “Via Crucis”. In uno Stato veramente civile ci si baserebbe solo ed esclusivamente sulla meritocrazia e non sulla burocrazia o sulle raccomandazioni. Con i mezzi tecnologici in continuo miglioramento ci dovrebbe essere una drastica diminuzione della burocrazia ed invece in Italia avviene sistematicamente il contrario.
C’è poi ad aggravare tale situazione l’immenso business delle Case Editrici, in eterno conflitto tra loro per accaparrarsi, ogni anno, una fetta dell’enorme torta (altro che tesoro o tesoretto). I tanti libri per la preparazione ai Test rappresentano un altro buco nero, un’altra voragine che i poveri giovani incontrano sulla loro strada. Ogni casa editrice, ogni scuola, ogni Facoltà sponsorizza i propri libri che ogni candidato sarebbe obbligato a comprare e studiare per avere una completa preparazione e una chance al superamento delle prove. A parte il prezzo, incredibilmente esagerato, sono inutili, assolutamente inutili, scritti in modo disordinato, senza alcuna logica (già, la logica, un libro che dovrebbe preparare ai test di logica, che non ha alcuna logica; non vi sembra assurdo, ridicolo e fatto solo per prenderci per i fondelli?) e senza (ed è la cosa più grave) nessuna attinenza con le materie di studio di quell’Istituto o di quella Facoltà. Somigliano, invece, più ai Quiz, alcuni anche errati, fritti e rifritti, che ogni giorno vengono trasmessi in alcuni programmi televisivi. Una mia modesta considerazione: un bravo chirurgo, un bravo infermiere, un bravo architetto, ecc., ecc., si troverebbe sicuramente in enorme difficoltà se dovesse ripetere (per una ragione o per un’altra) le prove di ammissione ai corsi della Facoltà, in quanto troverebbe sui fogli dei test che non hanno nulla, ma proprio nulla a che vedere con la sua professione.
Che deludente Italia! Altro che novità o cambiamenti in atto, come affermano i nostri ipocriti politicanti, per essere considerati e rispettati all’estero. Qua si va, invece, alla deriva, in una direzione completamente opposta alla vera CIVILTA’!-
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