Venerdì 14 Settembre 2007

“Gemellaggi” illogici 

A volte, vivere nell’ignoranza è un bene immenso, che tonifica il sistema nervoso; è, in poche parole, un toccasana. Tutte le volte che in auto mi reco a Caiazzo o ad Alvignano, sia all’andata che al ritorno, dall’uno o dall’altro versante della strada provinciale, noto una tabella sulla quale c’è scritto: Città di Caiazzo gemellata con Ochtendung. Io, non conoscendo la lingua tedesca, credevo che quel nome volesse dire “Benvenuti”. Gravissimo errore: un amico mi ha precisato che Ochtendung è il nome della cittadina tedesca in cui è vissuto beatamente per tanti anni tra “onori e glorie”, prima di stabilirsi nella vicina Coblenza, quel carnefice (Emden) che, il 13 ottobre 1943, fece massacrare in un modo orrendo e senza alcuna pietà, presso il Monte Carmignano a Caiazzo, 22 umili creature in massima parte donne e bambini, di cui la più piccola, di nome Elena Perrone, aveva appena tre anni.
Il raptus indiavolato di quelle bestie naziste fu tale da sterminare in modo raccapricciante ogni essere vivente che si fosse trovato in quei luoghi: una capretta, una pecora, un gatto, un maialino, rifugiatisi lungo le scale dell'abitato, subirono la stessa orrenda sorte.
Mio cugino dr. Ciro Antonio Sparano, ha riportato in un suo pamphlet le interviste ai superstiti di quell’atroce strage, precisando che alcune bambine avevano conficcato nella v….. addirittura un piolo di legno, quindi torturate, stuprate ed ammazzate. Una gamba della bambina Elena Perrone, fu rinvenuta in un tino di grano, dopo 15 giorni dall'eccidio. 
Le vittime vennero finite con un nodoso bastone di olivo, che si spezzò per la violenza dei colpi dati dagli energumeni sulla testa delle vittime. Francesco Palumbo ricorda di aver visto sangue e capelli di donne appiccicati al randello.
Il corrispondente di guerra D'Edmond Brua da "L'eco di Orano" del 22 ottobre 1943 così scriveva: "Il sangue raggrumato e i capelli di donne appiccicati al muro gridavano pietà verso di noi per l'inumano orrore, e noi ci allontanammo dal luogo della strage silenziosamente..."- Vengono orrendemente trucidati anche due soldati statunitensi che erano stati accolti con somma gioia in casa D'Agostino, sita sulla cima di M. Carmignano. Un soldato viene ucciso oltre la grande siepe ad ovest della masseria. L'altro viene evirato e sventrato a sud-ovest dell'aia. I documenti di identità dell'americano sventrato, furono ritrovati da Perrone Giovanni in casa D'Agostino, sotto la tavola della cucina. Mentre un budello e gli organi genitali dello stesso americano, erano stati appesi ad un filo di ferro zingato, usato dal D'Agostino come stenditoio, accanto all'aia.
Raccolti e riverenti ricordiamo i nomi delle 22 umili creature:
Palumbo Raffaela ved. Albanese, con i figli: Angelina di anni 12; Antonio di anni 14; Elena di anni 16; Marianna di anni 20; Maria di anni 18.
D'Agostino Francesco, con la madre Orsola Santabarbara, col la moglie Insero Angelina e con i figli: Antonio di anni 10; Carmela di anni 5; Orsolina di anni 8; Saverio di anni 12.
Massadoro Raffaele, col fratello Vito e con la madre D'Agostino Orsola.
Perrone Nicola con la moglie De Sorbo Anna e con i figli: Antonietta di anni 9; Giuseppe di anni 10; Maria di anni 7; Elena di anni 3.
Mi vengono i brividi solo a pensarci e una rabbia sorda mi scuote i nervi. Quel mostro (Emden) interrogato da un giornalista italiano ha risposto, con un sogghigno: “Se tornassi daccapo, rifarei di nuovo la stessa strage con le stesse modalità!”- Mostro! Mostro! Mostro! Come si può accogliere e proteggere un tale mostro, nominandolo addirittura presidente dell’associazione che organizza il carnevale ad Ochtendung?-
Provate ad immaginare la scena: il seviziatore Emden cerca di far divertire i bambini del luogo organizzando balli e canti in maschera. Come si può permettere a un essere tanto spietato di vivere una vita tranquilla e felice fino a tardissima età?-
(Lavora con un certo successo come architetto e siede nel consiglio comunale della cittadina tedesca. Sin dal 1946 si è iscritto alla Spd.) 
Ed ecco che, invece di dar voce ai senza voce, invece di considerare le giuste proteste di tutti i parenti di quelle innocenti piccole vittime così orrendemente seviziate e massacrate, si istituisce l'irragionevole, l'assurdo, l'illogico “Gemellaggio”, stampando non solo su alcuni segnali stradali il nome Ochtendung, ma anche promuovendo scambi culturali tra le varie associazioni ed istituzioni delle due città.
Ma non è finito qui: “Udite! Udite! Udite!”- 
Oltre all'assurdo Gemellaggio, si è realizzato anche un Monolite, in memoria, dicono loro, della fratellanza tra le due Associazioni.
A Caiazzo molti lo chiamano "u turz", un nomignolo molto ben appropriato per questa specie di monumento.

Secondo il mio modestissimo parere, non esiste nessun motivo valido per l'istituzione di questo tipo di gemellaggio. Al limite, "potrei" anche essere d'accordo a smetterla con vecchi rancori, dissidi ed odii fra popoli che nel passato si sono scannati, ma non si può assolutamente accettare che giustizia non venga fatta, che i responsabili possano farla franca e che si debba far fremere ancora di più quelle povere ossa.

Mi domando: fratellanza con chi?- Forse fratellanza tra l’orgoglio nazista dei carnefici e le loro vittime? Oppure fratellanza fra chi lo ha venerato e tenuto nascosto così bene per tanti anni e quelli che... (omissis)...?-
Per me (che volete farci: più m'inoltro nella conoscenza di quest'assurda vicenda e più mi ritrovo dalla parte delle famiglie delle vittime)  questa specie di Monolite ("u turz" come lo chiamano in tanti) onora i morti tedeschi e non i nostre umili martiri. Il Gemellaggio ignora completamente il sangue dei martiri. Non è affatto col gemellaggio o col monolite, se così si può chiamare (molto meglio 'u turz), che si onora la Memoria dei nostri Morti. 
Se non fosse stato per le ricerche effettuate dal giornalista americano Stoneman; per l’interessamento incessante dello storico Giuseppe Capobianco; per altre ricerche effettuate dall’italo americano Giuseppe Agnone e per le interviste effettuate da mio cugino dr. Ciro Antonio Sparano, tutto sarebbe rimasto nel dimenticatoio. Tutti sappiamo benissimo come la questione è andata vergognosamente a finire.
Il 1° marzo dell’anno 1995 la Corte di Cassazione di Karlsruhe assolve completamente Emden, confermando in pieno la sentenza del tribunale di Coblenza del 18 gennaio 1994. Ih! Che bellezza! Quanta, ma quanta meschinità!-
Subito dopo, l’8 maggio 1995, quasi come se si volesse giustificare ed approvare le assurde sentenze di assoluzione dei tribunali tedeschi, ecco istituito il famoso “Gemellaggio” con Ochtendung, piccolo paese non lontano da Coblenza, ove vive beatamente e da libero cittadino (per adesso...) il carnefice di Monte Carmignano. In questo modo si è voluto ripetere quel tremendo eccidio del passato non una sola volta, ma mille altre volte…-
Tornando alla correzione dell'amico per la mia falsa interpretazione del segnale stradale (certo è molto grave scambiare la parola Ochtendung con Benvenuti), devo aggiungere che sono stato colto da malore e mi son dovuto fermare per molti minuti. Mi sono sentito veramente male. Il sangue mi affluiva alla testa e non vedevo più nulla...- Non credevo, non volevo credere, non riuscivo a credere...; purtroppo era tutto vero. 

“…Povero mondo scervellato e pazzo…”-

I nostri parlamentari da alcuni decenni non fanno altro che discorsi, discorsi e discorsi o meglio chiacchiere inutili solo e soltanto per infinocchiare noi poveri cristi, sbattuti continuamente come canne al vento…..-
Il grande e intramontabile filosofo campano Benedetto Croce dettò la seguente e significativa epigrafe posta sulla lapide a memoria del massacro di Monte Carmignano.

“Presso Caiazzo / nel luogo detto San Giovanni e Paolo / alcune famiglie campagnuole / rifugiate in una stessa casa / furono il 13 ottobre MCMXLIII / fucilate e mitragliate / per ordine di un giovane ufficiale prussiano / uomini, donne, infanti / ventidue umili creature / non d’altro colpevoli / …”

Ed io m’inchino e mi associo a questo grande uomo che sentì nel profondo del suo cuore e della sua mente il dovere di commemorare quei martiri caiatini.
Si parla, si spiffera ai quattro venti degli scambi culturali tra studenti e cittadini di ambedue le città...- 
"Ma dove stanno stì scambi culturali?”-
E’ tutto fumo e niente arrosto…! – 
Aveva senz’altro ragione il re Ferdinando di Borbone, soprannominato erroneamente “Francischiello”, quando il popolo napoletano, riunitosi in Piazza Plebiscito, gli chiese: “Maestà, vulimm a Vuie na grazia!” - “Uagliu’, che grazia?”- “Vulimm essere buffun!” – “Uagliu’, vulit essere buffun?...” – “Buffun e fess, ve sia cunciess!” – Mi ritorna in mente un’altra massima, ben appropriata in questo caso: “Fest, farin e furn!”-

P.S. : Non confondiamo, per favore, il vero e nobile significato dello “Scambio culturale” con queste inutili e contraddittorie manifestazioni. Il vero scambio di culture tra popoli vicini (non in questo caso: s'intende) è certamente un movimento grandioso che tende non solo a migliorare le diverse culture e ad eliminare anche territorialmente le barriere e i rancori del passato, ma ci fa sentire più fratelli, allontanando sempre di più le incomprensioni apportatrici di contrasti e quindi di guerre. Lo scopo, ripeto, è nobile, però se uno dei due Paesi non ci sta e serba per sempre nell’animo e nella mente i vecchi rancori e crede che solo a lui spetta il diritto di supremazia sugli altri, allora a che pro’ insistere su questi scambi? – Lo scambio di vedute culturali tra due o più persone o popoli si verifica solo se le due parti sono concordi e d’accordo a lavorare insieme con giusta intesa, in modo che giustizia sia fatta ed i carnefici vengano severamente puniti. Se però una di esse viene meno, allora è tempo perso.
I tedeschi per poco non hanno dominato tutta l’Europa e quindi essi sono orgogliosi del loro Reichsführer (Il Mostro). I filosofi tedeschi, nel passato, hanno fatto ad essi il lavaggio del cervello e ancora oggi credono al nazismo. Però non ne parlano. Qui sta la loro "bravura".
Noi, invece, insistiamo caparbiamente a ........, gettandoci il fango addosso e non approdando a nulla di serio o costruttivo.
Ci sbuggiardiamo e neghiamo, a volte, il nostro passato storico. Bisogna invece ricordare e commemorare i nostri caduti in modo serio ed onorevole, opponendoci realmente con forza e tutti uniti a quelle assurde sentenze tedesche di assoluzione ed eliminando completamente queste inutili e irragionevoli manifestazioni, che offendono la memoria e falsificano la verità storica. 
Anche i romani conquistarono la Grecia, però furono da essa conquistati culturalmente. Quelli però erano altri tempi e altri uomini. (certamente non caporali)-
Lo stesso caso caiatino si è ripetuto a S. Esedra (tra Pontecorvo ed Esperia), ove è stata eretta con solenni discorsi una Stele in memoria di quei Porci (i terribili e spietati “Goumiers” o “Goums” della Legione Straniera del generale francese Juin), che provocarono, in quei luoghi, tante orrendi stragi di innocenti (stupri e violenze orribili su tante bambine, ragazze, vecchiette, ecc.).
Ebbene, il sindaco di Pontecorvo, dopo l’inaugurazione della Stele, ha "ammonito" (si fa per dire) il governo francese a non ignorare quanto accadde alla popolazione civile dal 17 al 24 maggio 1944, invitandolo a fare un riconoscimento pubblico di colpevolezza. Dal lontano 17 maggio 2002, giorno della cerimonia, i francesi non si son degnati neppure di rispondere.
E allora lo scambio culturale tra francesi e italiani, tra tedeschi e italiani, dove ..... sta?- Se costoro non hanno mai ammesso neppure  la loro colpevolezza, è tempo sprecato continuare a .....?- Dice un proverbio campano: " Si 'o ciuccio nun vo' vevere, haje voglia d''o siscà..."- Per evitare qualsiasi equivoco di interpretazione, tengo a precisare che tale locuzione viene usata quando si voglia sottolineare la testarda mancanza di volontà di qualcuno, stante la quale tutte le esortazioni sono vane...-

Similis cum similibus. (Francesi e italiani; tedeschi e italiani; americani e giapponesi, ecc., ecc.). Già, proprio gli americani, per anni si sono rifiutati di partecipare in Giappone alla commemorazione delle vittime delle due atomiche. E noi occidentali che facciamo? Bè, nessuna notizia (forse per alcuni secondi in tv e poi il nulla assoluto) sull'incresciosa vicenda, per non offendere il colosso USA e per continuare invece a servirlo, molto di più di quello che si legge nei famosi "Trattati".
Alcune volte penso siano alquanto simili l’attuale assurda ed incivile legge sull’indulto e questo modo illogico di fare gemellaggio, in quanto con la prima si permette la scarcerazione immediata di molti pericolosi malavitosi, mentre con la seconda si fa credere di onorare le vittime con inutili discorsi, alleanze, ecc. ed intanto  i "mostri" continuano a vivere beatamente da liberi cittadini.
Faccio alcuni semplici esempi: immaginate la reazione del mondo intero, se fosse realizzato un “gemellaggio” (con i soliti discorsi, scambi di visite, strette di mano e Monolite o Stele o "turz" ricordo) tra Bush e Bin Laden. Nessuno, ma proprio nessuno sulla faccia della Terra penserebbe possa realizzarsi una cosa del genere.
Ed ancora: ve lo immaginate un “gemellaggio”, con scambi, manifestazioni varie, stele ricordo, ecc., ecc., ecc… tra il Mossad (Israeli intelligence agency), il governo israeliano e i discendenti di quei mostri nazisti responsabili dell’Olocausto ebraico?- Anche in questo caso sarebbe impensabile e inimmaginabile la realizzazione di un simile gemellaggio. In varie parti del mondo si commemora “La Shoah”, il dramma dei campi di sterminio con “I giorni della memoria”, ricorrenze completamente diverse dagli inutili gemellaggi italiani. E poi, non dimentichiamo l’impeto e la voglia di giustizia dei cosiddetti “cacciatori di nazisti” israeliani, che, spesso con modi spietati e senza alcuna pietà, riuscirono a snidare e a far giustiziare molti carnefici nazisti. Va bè: esistono varie versioni alquanto contraddittorie di quegli eventi. Però, comunque, certo è che molti carnefici nazisti, malgrado l'appoggio, la fuga e i nascondigli, sono stati scovati e subito giustiziati dagli ebrei. E noi italiani che giustizia abbiamo ottenuto per i nostri tantissimi martiri?- Tutti in Italia sappiamo benissimo come sono andate le cose, per cui è meglio finire qui, altrimenti il discorso si farebbe molto, molto lungo e sarebbero necessarie troppe pagine da riempire per spiegare i tantissimi misteri incomprensibili della "giustizia" italiana, attenta solo a colpire i giusti, i miseri e gli innocenti.

(Omissis)...?

Ripeto: "E' mai possibile che molti caiatini e soprattutto i parenti di quelle povere vittime non possano avere alcuna voce in capitolo in questa tristissima vicenda?!?- E' il colmo!"

Galileo Galilei fu costretto, pena d'essere arso vivo, a rinnegare la sua scoperta sui movimenti della Terra. E' rimasta famosa la sua frase pronunciata il 22 giugno 1633 nell'uscire dal Tribunale del Sant'Offizio: "Eppur si move!"- Quella frase ancora oggi esprime un rammarico, ribadisce un concetto già espresso. E' un pò come dire: "Mi adeguo alla tua volontà, però ho ragione io!"-

Ho omesso in questo pagina "Gemellaggi" alcuni termini, che potrebbero forse essere ritenuti da alcune persone un pò troppo pesanti ed offensivi, scaturiti probabilmente dall'eccessiva foga nello scrivere (non è assolutamente mia intenzione....). Comunque, l'importante è che la mia libera opinione non cambi, il succo sia sempre quello ed il concetto rimanga. L'ordine degli addendi può cambiare, ma il risultato non varia. La verità può perdere moltissime battaglie, ma non la guerra finale, in quanto è immortale. 

Sembra (adesso ne sono più che certo) che in Italia il diffondere la verità storica, avvalorata da prove certe e inconfutabili, sia considerato non un dovere legittimo e sacrosanto di ogni uomo, ma addirittura un crimine. E invece coloro che falsificano continuamente la Storia per servire la solita "Casta" di turno vengono rispettati con onori, medaglie e gloria....-

Riporto di nuovo la famosa e significativa massima di Altea, una piccola paziente di soli 6 anni: "La paura e il coraggio/ son parole confinanti/ ma con una torni indietro/ e con l'altra vai avanti."-

In un mondo che si definisce "civile", ogni persona dovrebbe essere completamente libera sia di poter esprimere le proprie opinioni, idee, teorie che di poterle variare (in caso di ammissione dei propri errori) senza avere il timore di dover subire quelle inutili e contraddittorie coercizioni, censure, scomuniche, ecc., ecc.-

"Errare humanum est, perseverare autem diabolicum." 

Credo sia doveroso rispettare ed onorare tutti quelli che hanno subìto un'ingiustizia di tale immane gravità.

"A buon intenditor, poche parole!"

P.S.:

"L'Italia è l'unico Paese al mondo in cui si paga per sapere quanto si deve pagare!"- A questo primato mondiale, ne voglio aggiungere un'altro molto più vergognoso: "L'Italia è l'unico Paese al mondo dove i più tremendi invasori vengono celebrati ed esaltati con tutti gli onori, fino ad arrivare a fare delle vere e proprie ricostruzioni storico-commemorative, ecc., ecc., ecc.!"-  

 A voi, giovani del futuro, l’ardua sentenza!”- 

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