fig. 1 - Il generale Vietinghoff

Il Generale tedesco Heinrich Von Vietinghoff, comandante della X Armata, e in seguito, successore di Kesselring come comandante in capo.

fig. 2 - Il Generale Kesselring

Il Generale tedesco Albert Kesselring (Gruppo Armate C).

fig. 3 - Il ponte sul Volturno

E’ il 13 ottobre del “43: le truppe alleate attraversano il fiume Volturno. Il ponte mobile fu costruito ad ovest, a circa 20m dall’attuale ponte.(alias Scafa) Il Comune era Piana di Caiazzo, oggi Piana di Monte Verna. Accampamento La Fagianeria. Comando Generale a Palazzo Reale di Caserta.

fig. 4 - Il capitano Foltin

Il Capitano Ferdinand Foltin, a capo del 2° Battaglione Paracadutisti tedeschi (III Reggimento).

fig. 5 - Il capitano Foltin (nel 1984)

Il Capitano Foltin(nel 1984), mentre guarda la grotta dalla quale diresse le operazioni per fermare l’avanzata degli Alleati.

fig. 6 - Difese Tedesche

I tre Sistemi Difensivi approntati dai Tedeschi per fermare gli Alleati.

fig. 7 - Il capitano Rennecke

Hotel Continental, interno: il capitano tedesco Rennecke (quello con la bustina) impartisce le disposizioni per la prossima azione.

fig. 8 - Il Generale Alexander

Il Generale britannico Harold Alexander.

fig. 9 - Esperia: “Piano d’attacco”

Esperia. Il Generale De Gaulle con lo Stato Maggiore pianifica il piano d’attacco dal “Balcone di Esperia”.

fig. 10 - CEF

Soldati marocchini del CEF attraversano in fila indiana una strada di Colli al Volturno.

fig. 11 - Artiglieri marocchini

Artiglieri marocchini di un battaglione mortai in azione. Castelforte pr. di Latina. Pontecorvo pr. di Frosinone. E’ il 17 - 25 maggio del 1944.

fig.12 - Goums

Due goums dell’ XI Divisione da montagna, tra le rovine di Esperia. Esperia pr. di Frosinone. Pico pr. di Frosinone. E’ il 17 - 25 maggio del 1944.

fig.13 - Goumier

Un Goumier marocchino. Marradi pr. di Firenze. E’ il 17 - 25 maggio del 1944.

fig. 14 - Località invase dai Goumiers

Principali Località investite dalla violenza dei Goumiers marocchini.

fig. 15 - Reparto marocchino

Reparto marocchino transita nel borgo di Viticuso.

fig. 16 - Generali Americani

I Generali americani Marschall, Eisenhower e Clark.

fig. 17 - Ritorno dalla morte

Lo scenario è nebbioso, ma i fumi non provengono da una placida brughiera. Le due sagome che emergono, due archetipi di disperazione e sconcerto, hanno appena scansato una morte violenta. Stanno uscendo dal boato assassino dell’esplosione all’Ufficio Postale di Napoli. E’ l’autunno del 1943.

fig.18 - La violenza senza parte

Piacenza, 28 aprile 1945. Un fascista è stato inseguito e ucciso con una pallottola alla testa da un gruppo di partigiani. Al Nord, dove l’occupazione nazista è stata più massiccia che nel meridione, odii e vendette personali si confondono con le rivalse politiche.

fig.19 - Due guerre a confronto

Un vecchio antifascista, veterano della Prima Guerra Mondiale che aveva combattuto i tedeschi, prende a bastonate un soldato nazista disperso che si era nascosto nella sua casa. Nonostante gli Alleati vogliano che sia un tribunale militare a decidere la sorte dei prigionieri processi sommari e violenze sono all’ordine del giorno.

fig.20 - Italian Cow-boy

Chi è questo inquietante personaggio che oscura l’entusiasmo per il Duce di un tempo ormai crollato? Si tratta di un partigiano delle Brigate di Piacenza, vestito alla maniera sovietica.

fig.21 - Piccolo grande uomo

Non esiste più infanzia. A Roma si giunge addirittura al parossismo: per sgominare una banda di bambini guidata da un sadico adolescente, il famigerato “Gobbo del Quarticciolo”, il Governo Militare Alleato deve fare intervenire l’esercito, mobilitando cannoni e carri armati.

fig. 22 - Il Gigante buono

La ricostruzione incomincia a fare i propri benefici effetti. Riaprono fabbriche, i nuovi cantieri assorbono l’impressionante quantità di mano d’opera disponibile. Qui siamo a Livorno: un ragazzo ricicla il metallo schiacciando barattoli con una grossa mazza di legno.

fig.23 - Do you speak

                 english, Paisà?

Momenti di solidarietà diffusa tra Alleati e liberati si accompagnano a occasioni di incomprensione linguistica, superata da un linguaggio universale e fisiologico, interpretabile a ogni latitudine che questa foto testimonia con fulminea evidenza.

fig. 24 - La carriola

La smobilitazione e gli sfollamenti sono momenti drammatici; ma ogni dramma umano racchiude in sé le possibilità del proprio riscatto.

fig. 25 - Scugnizzi

Bambini a Napoli nell’Italia liberata. Lasciati a se stessi, sono i protagonisti del clima fatale che si scatena al passaggio delle truppe alleate, che spendono con eccessiva facilità somme ingenti di denaro, creando un contraccolpo sociale violento, di cui i piccoli sono le prime vittime. Imperano ovunque violenze, prostituzione, sfruttamento.

fig.26 - Due mondi

Liberatori e liberati ritrovano la serenità di una routine eccezionalmente ordinaria. I sergenti Need e Forster e il caporale Pearson offrono noci alla signorina “Andreana Scallioni, una delle belle locali di Amalfi”.

fig.26bis - La liberazione

E’ il 26 aprile 1945 in piazza a Trecate. La guerra è finalmente finita. Tutti in piazza festeggiano e probabilmente commentano con parole di gioia la riconquistata libertà.