Saturday, 01 March 2008

Oggi, più che mai, diamo valore a questo nostro vero valore italiano. L’Italia intera ne ha tanto bisogno, soprattutto oggi, per cercare almeno di dare un senso alla nostra vita di adesso senza senso e riscoprire tanti valori di un tempo passato in un uomo onesto, semplice e modesto.

Sergio Endrigo

Sergio Endrigo nasce in Istria a Pola (all’epoca italiana) il 5 giugno del 1933 e, dopo una vita vissuta da vero uomo e grande artista, muore con tutta la discrezione possibile, com’era nel suo costume di uomo semplice, in una clinica romana all’età di 72 anni, il 7 settembre 2005. E’ stato un grandissimo poeta e cantautore, ma meno fortunato di quanto potesse sembrare. Non si è mai dato arie da intellettuale, anzi, è stato sempre bene attento a far arrivare il suo messaggio a tutti e lasciando delle impronte profonde nella nostra cultura. Sergio aveva appena 6 anni quando morì suo padre. Poi nel ’47, insieme con sua madre, furono costretti a lasciare Pola – dichiarata territorio iugoslavo – ed accolti, per modo di dire, in un campo profughi a Brindisi, vivendo miseramente e con tante sofferenze, per essere stati così brutalmente scacciati dal loro paese nativo. (Pola era il capoluogo dell’Istria; città italiana fino al 1947, quando fu assegnata alla Iugoslavia. Oggi appartiene alla Croazia.) Tutte le sue canzoni sono storie vissute ed elaborate magistralmente in versi delicati e cantate con una voce ed una musica dolcissima. Mentre la storia, la terribile storia di quei tremendi periodi: foibe, dramma degli esuli, prigioni iugoslave, ecc., ecc. è stata per circa 50 anni tenuta nascosta, Sergio, invece, non si è mai tirato indietro e, con coraggio, non ha risparmiato critiche per nessuno, ricordando in molte sue canzoni quei drammi orrendi vissuti insieme con la sua famiglia. “Con tutto il dolore per l’olocausto ebraico, le orribili ed assurde atrocità subite dal Nord Italia nel dopoguerra non possono essere considerate di serie Z, né tantomeno dimenticate!”.     Molto significativi alcuni versi delle sue più belle canzoni.

Nella canzone “La Guerra”:

Mi hanno detto di morire/ Senza fare tante storie/ E chi scriverà la storia/ Non parlerà di noi

Nella canzone “L’Arca di Noè”:

Partirà la nave partirà/ Dove arriverà questo non si sa

Nella canzone “1947”:

“Come vorrei essere un albero che sa/ Dove nasce e dove morirà”

Riporto un toccante e commovente commento di Sergio Endrigo:"1947 è la mia storia, la storia della mia famiglia scacciata da Pola, dall'Istria, anche se io allora non ho sofferto molto, perché per me che avevo 14 anni partire era un pò un'avventura, ma per mia madre fu un colpo veramente duro lasciare la casa, gli amici, la strada dove camminavi tutti i giorni, così all'improvviso. Fu veramente una sofferenza per gli adulti. E così l'ho cantata pensando non tanto a me, quanto a loro, ai grandi."

Grande coerenza sino alla fine: “Niente funerali religiosi, non era credente.” come ha riferito sua figlia Claudia il  giorno della sua scomparsa. Per maggiori notizie visita il suo sito internet ufficiale Sergio Endrigo  E adesso riporto il testo di alcune sue bellissime canzoni:

ADDIO ELENA
Io ti saluto Elena
Dai miei bottoni perduti
Dai buchi freddi nei calzini
Senza rancore e senza lacrime
Io ti saluto Elena
Dalle porte e finestre sgangherate
Dai letti sfatti da tre giorni
Dal mio cavallo a dondolo
Io ti saluto Elena
Dalle mie notti spettinate
Dai tuoi capricci di bambina
Dalle tue voglie ritardate
Da una rosa settembrina
Dalle mie sbronze senza rete
Dalla nostra assemblea permanente
Dal ruggito del Black&Decker
Ti saluta il comandante
Da questa terra di nessuno
Dal fallimento dell’impresa
Dall’ultimo pane fatto in casa
Da questa torre di Babele
Dal mio veliero mai partito
Dalle mie conchiglie usate
Dalla nave ormai a fondo
Ti saluta il capitano
Io ti saluto Elena
Da un aquilone senza filo
Da un filo senza palloncino
Da questi versi inutili
Io ti saluto Elena
Testo:   Endrigo / Bartolocci
Musica:  Endrigo / Mattone
AMIAMOCI
Nei salotti più esclusivi
Tra veleni e aperitivi
Tra gli argenti spudorati
E i colletti inamidati
Già si parla in pieno giorno
Vado vedo vinco e torno
Tra i bicchieri di cristallo
O abbracciati per un ballo
Uno scherzo a Carnevale
Una guerra salutare
Negli specchi veneziani
Già si affacciano gli indiani
Un miliardo di cinesi
Te li trovi dentro il tè
Basta un niente e abbiamo chiuso
Una mossa e scacco al re
E noi amiamoci
Con il cuore e con la mente
Con le unghie e con i denti
Amiamoci
Con le penne e con le piume
Con le pinne e con le squame
Amiamoci
Con gli artigli e le membrane
A sangue freddo come rane
Amiamoci
Come fu la prima volta
Se davvero questa è l’ultima
Possibilità
Nei palazzi di cartone
Dallo stadio alla stazione
Nei vagoni di seconda
Nella mischia furibonda
Il discorso non è nuovo
Scoppieremo come un uovo
Sulle strisce pedonali
Tra le righe dei giornali
Uno scherzo a Carnevale
Una guerra micidiale
Una fregatura presa
Nella borsa della spesa
Tra veleni e digestivi
E i pronostici al caffè
Già si spengono le luci
Buona notte a fanti e re
E noi amiamoci
Con il cuore e con la mente
Se davvero questa è l’ultima
Possibilità 
Testo:   Endrigo / Bardotti
Musica:  Endrigo
CAMMINANDO E CANTANDO
Camminando e cantando la stessa canzone
Siamo tutti uguali chi è d'accordo e chi no
Nelle fabbriche, a scuola, nei campi in città
Camminando e cantando la stessa canzone
Fa chi vuole fare e chi vuole andare va
Chi è stanco di aspettare una strada troverà
Fa chi vuole fare e chi vuol sapere sa
Che la speranza è un fiore ma frutti non ne dà
Il soldato armato, amato o no
Con in mano il fucile non sa cosa fa
In caserma si insegna una antica lezione
Di morir per il re e non sapere perchè
Fa chi vuole fare e chi vuole andare va
Chi è stanco di aspettare una strada troverà
Fa chi vuole fare e chi vuol sapere sa
Che la speranza è un fiore ma frutti non ne dà
Nelle fabbriche, a scuola, nei campi in città
Siamo tutti soldati armati o no
Camminando e cantando la stessa canzone
Siamo tutti uguali chi è d'accordo e chi no
Nella mente l'amore e negli occhi la gioia
La certezza nel cuore, nelle mani la storia
Camminando e cantando la stessa canzone
Imparando e insegnando una nuova canzone
Fa chi vuole fare e chi vuole andare va
Chi è stanco di aspettare una strada troverà
Fa chi vuole fare e chi vuol sapere sa
Che la speranza è un fiore ma frutti non ne dà
Testo:   Endrigo
Musica:  Endrigo / Bacalov
DA QUANDO ERO BAMBINO
Quando ero bambino
I cani del mio quartiere erano bastardi
Gli uomini tornavano a casa tardi
E le donne erano stanche di aspettarli
Il primo amore che cos'è?
Avrò una donna tutta per me
L'illusione e la voglia della proprietà
Il matrimonio che cos'è?
Nelle sere di Maggio 
Si andava tutti in chiesa senza pregare
Per l'odore delle ragazze in fiore
Per un momento potersi accarezzare
La religione che cos'è?
Qualcosa che ti dice sempre no,
Paura di qualcosa che non c'è o forse c'è
La solitudine cos'è??
Ti passa la voglia
Di fare alle tue idee un momumento
Altri signori giocano con la tua vita
Quando me ne accordo è già trooppo tardi
Che cos'è la libertà
Se non si gode in gioventù
A volte tutta una vita, la gioventù
Che cos'è la libertà?
Avere il coraggio
Guardarsi allo specchio nudi senza arrossire
Tornare indoetro per un momento solo 
E dirsi in faccia la verità
Che cos'è la verità
Da quando ero bambino 
C'è sempre qualcuno che vuole impormi la sua volontà
Che cos'è la verità?
Testo:   Endrigo 
Musica:  Endrigo 
DOVE CREDI DI ANDARE
Dove credi di andare 
Se tutti i tuoi pensieri 
Restano qui
Come pensi di amare 
Se ormai non trovi amare 
Dentro di te
Con tante navi che partono 
Nessuna ti porterà 
lontano da te
Il mondo sai non ti aiuterà, 
ognuno al mondo è solo 
Come te e me
Dove credi di andare 
Se il tempo che è passato 
Non passerà mai
Povere le tue notti 
Se tu le spenderai 
Per dimenticare
Il mondo non è più grande 
Di questa città
La gente si annoia ogni sera 
Come da noi
Dove credi di andare 
Se ormai non c’è più amore 
Dentro di te
Con tante navi che partono 
Nessuna ti porterà 
Lontano da te
Il mondo sai non ti aiuterà, 
Ognuno al mondo è solo 
Come te e me
Dove credi di andare 
Se il tempo che è passato 
Non passerà mai
Povere le tue notti 
Se tu le spenderai 
Per dimenticare
Il mondo non è più grande 
Di questa città
La gente si annoia ogni sera 
Come da noi
Dove credi di andare 
Se ormai non c’è più amore 
Dentro di te
Testo:   Endrigo
Musica:  Endrigo
IL  DIAVOLO  C’E’
Nella gente che si sente sempre in alto più di te
Che ti tratta come fossi tu uno schiavo e loro i re
In chi è pieno di superbia di spocchia e vanità
Un pavone gonfio e tronfio che si crede chissà che
Il diavolo c’è il diavolo c’è
Nella gente che non spende  non dà niente a chi non ha
E confida nel denaro tutta la felicità
Ha un tesoro sotto il letto e vive in povertà
Ti farà crepar di sete ma non ti offrirà un caffè
Il diavolo c’è  il diavolo c’è
Nella gente che ti invidia tutto quanto quel che hai
Poco o niente non importa c’è chi invidia pure i guai
Eh eh che cosa c’è
Puoi star sicuro che lì dentro
Il diavolaccio c’è
Nella gente che non fa niente per niente e niente fa
E che passa le giornate sbadigliando sul sofà
E cascasse pure il mondo neanche un dito muoverà
Prende tutto e non dà niente e non si chiede mai perchè 
Il diavolo c’è il diavolo c’è
Nella gente che per niente prende fuoco e in furia va
Più si arrabbia e più si incazza e sempre sta sul chivalà
Una miccia sempre accesa una bomba in libertà
Nella gente che per niente ammazza gente sai che c’è
Il diavolo c’è il diavolo c’è
Nella gente che si ingozza come fosse Gargantua
Prima mangia la sua fetta e poi vuole anche la tua
Eh eh che cosa c’è
Puoi star sicuro che lì dentro
Il diavolone c’è
Nelle gambe tue slanciate che più lunghe non si può
Nella bocca tua gentile che non dice mai di no
Nella pelle tua dorata come i santi come i re
Nelle ascelle un po’ sudate che profumano di te
Il diavolo c’è il diavolo c’è
Nella gente che ti guarda che ti spoglia che ti spia
E non vuol mettersi in testa che tu sei soltanto mia
Eh eh che cosa c’è
Puoi star sicuro che lì dentro
Il diavoletto c’è
Il diavolo c’è
Testo:   Endrigo
Musica:  Endrigo 
LA  GUERRA
Dicono che domani 
Ci sarà la guerra
E domani sotto la tua casa
Sfileranno mille baschi neri
E i tuoi occhi rotondi
Mi cercheranno
Ti hanno detto di aspettarmi
Senza fare tante storie
E chi scriverà la storia
Non parlerà di te
Dicono che domani 
Ci sarà la guerra
Siamo nati nati per soffrire
Solo questo mi han saputo dire
Solo questo mi han detto 
Per consolarmi
Mi hanno detto di lasciarti
Senza fare tante storie
E chi scriverà la storia
Non parlerà di me
Dicono che domani 
Ci sarà la guerra
Tornerete carichi di gloria
Solo questo ha detto il generale
E mi ha stretto una mano
Senza guardarmi
Mi hanno detto di morire
Senza fare tante storie
E chi scriverà la storia
Non parlerà di noi
Dicono che domani 
Ci sarà la guerra
E domani sotto la tua casa
Torneranno cento baschi neri
E i tuoi occhi rotondi
Mi piangeranno
Testo:   Endrigo 
Musica:  Endrigo
L’ARCA DI NOÈ
Un volo di gabbiani telecomandati
E una spiaggia di conchiglie morte
Nella notte una stella d’acciaio
Confonde il marinaio
Strisce bianche nel cielo azzurro
Per incantare e far sognare i bambini
La luna è piena di bandiere senza vento
Che fatica essere uomini
Partirà la nave partirà
Dove arriverà questo non si sa
Sarà come l’arca di Noè
Il cane il gatto io e te
Un toro è disteso sulla sabbia
E il suo cuore perde kerosene
A ogni curva un cavallo di latta 
Distrugge il cavaliere
Terra e mare polvere bianca
Una città si è perduta nel deserto
La casa è vuota non aspetta più nessuno
Che fatica essere uomini
Partirà la nave partirà
Dove arriverà questo non si sa
Sarà come l’arca di Noè
Il cane il gatto io e te
Testo:   Endrigo
Musica:  Endrigo / Bacalov 
1947
Da quella volta non l’ho rivista più
Cosa sarà della mia città
Ho visto il mondo e mi domando se
Sarei lo stesso se fossi ancora là
Non so perché stasera penso a te
Strada fiorita della gioventù
Come vorrei essere un albero che sa
Dove nasce e dove morirà
E’ troppo tardi per ritornare ormai
Nessuno più mi riconoscerà
La sera è un sogno che non si avvera mai
Essere un altro e invece sono io
Da quella volta non ti ho trovato più
Strada fiorita della gioventù
Come vorrei essere un albero che sa
Dove nasce e dove morirà
Come vorrei essere un albero che sa
Dove nasce e dove morirà
Testo:   Endrigo
Musica:  Endrigo 
PRIMA DELLA BOMBA
Notte chiara, notte scura dove è andata la luna?
Va a vedere se le stelle sono sempre quelle 
Se domani sarà una bella giornata
In tempi così una giornata regalata
Prima della bomba si potrebbe andare al mare
Calzoni blu e maglietta bianca si potrebbe anche pescare 
Pesci rossi d'oltre mare con un poco di fortuna
Veder passare al volo una balena
Prima di tornare si potrebbe anche fermarsi 
Poi spegnere il motore all'improvviso innamorarsi 
Di una donna senza cuore che ti fa soffrire
Ma ti regala tante cose poi da dire
Prima della bomba si potrebbe fare festa
Un grasso carnevale per il tempo che ci resta 
Ci vestiamo da italiani, cino, russi, americani 
Facciamo finta di essere tutti uguali
Prima della bomba si potrebbe far l'amore 
In gruppo o in comitiva a tu per tu senza pudore 
Alla faccia dei padroni del vapore
Alla Faccia di chi schiaccerà il bottone 
Notte chiara, notte scura
Dove è andata la luna?
Va a vedere se le stelle 
Sono sempre quelle 
Se domani sarà una bella giornata
In tempi così... 
Testo:   Endrigo / Casini / Plumrose
Musica:  Endrigo 
STAZIONI
Le stazioni le stazioni le stazioni
Aria di guerra fumo e gas
Il treno è grande un elefante
Si porta via la gente
E i militari abbandonati e tristi
Destinazione ignota della storia
Odore di ferro e lavanderia
Aria di caserma e di follia
Ricordo i grandi e loro lunghi addii
E i fazzoletti bianchi
E noi ragazzi carne da cannone
A invidiare il capostazione
Chissà se c’è carbone da rubare
Le mani nere strette intorno ai sacchi
E poi le corse le fughe a perdifiato
Per fregare le ferrovie e lo Stato
Il treno amici è il re della pianura
Spacca in due campagne e città
Dal treno il mondo è di profilo
Ogni sequenza ha un palo e un filo
Chi non conosce il treno e le stazioni
Non saprà mai cos’è l’Italia
Le alpi le piramidi e suoi mari
Il corpo il sangue e i vasi capillari
Ricordo ancora ma non potrei giurare
Bandiere rosse e nere
E poi ragazzi armati fino ai denti
Innocenti e sorridenti
Coscritti allegri cantano canzoni
La giovinezza Hitler Mussolini
Ci sono tutti c’è anche il piccolo alpino
E c’è Lenin che da Mosca va a Berlino
Le stazioni le stazioni le stazioni
Tutti hanno visto nessuno sa
Vagoni da macello riservati
Su binari morti dimenticati
Siamo fermi più di un’ora che è successo
Questo treno non arriva mai
C’è stato un guasto una porcheria
Una bomba avvelenata in galleria
Scendiamo in fretta a prendere il giornale
Ma è tutto regolare
Parliamo d’altro il peggio è già passato
Siamo stati fortunati
Chissà se alla tua prossima stazione
Ti aspetterà l’amore il grande amore
Pensieri lenti viaggianti in ferrovia
Ma come corre questo treno che va via
Testo:    Endrigo 
Musica:  De Rosa / Endrigo 

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