
Iscrizione commemorativa dei martiri delle Fosse Ardeatine
Viatori assetati di libertà
fummo a caso rastrellati
nelle strade e nel carcere
per rappresaglia
gettati in massa
trucidati murati in queste fosse
italiani non imprecate
mamme spose non piangete
figli portate con fierezza
il ricordo
dell’olocausto dei padri
se lo scempio su di noi consumato
sarà servito al di là della vendetta
consacrare il diritto dell’umana esistenza
contro il crimine dell’assassinio
Gli attentati compiuti dopo l’8 settembre ’43 ai danni delle forze armate tedesche furono azioni eroiche di resistenza patriottiche oppure semplicemente degli atti irresponsabili di estrema vigliaccheria? Molto si è scritto, molto si è detto e tante diverse versioni ne sono scaturite, con troppi misteri, troppe ombre, troppi omissis e troppe contraddizioni. “Qual è la verità? A voi la risposta!”
Attentati e Stragi naziste
Eroi o Vigliacchi?
Riporto alcune mie considerazioni personali sul terribile e vile misfatto dell’attentato in via Rasella a Roma del 23 marzo ’44, ove furono uccisi 33 militari tedeschi (riservisti altoatesini secondo alcune fonti) e 2 civili italiani e la successiva ritorsione nazista con la tremenda strage delle Fosse Ardeatine avvenuta il giorno dopo 24 marzo. Tutti sanno che dopo l’8 settembre del ’43 i tedeschi, armati fino ai denti, avevano affisso ai muri di ogni città e paese un terribile e sconcertante manifesto, ove veniva categoricamente precisato che per ogni militare tedesco ucciso venivano fucilati dieci cittadini italiani di ogni età. Dopo quel vile attentato, furono dai nazisti uccisi non 330 civili inermi, bensì
Un essere incosciente che non è degno neppure d’essere nominato, travestito da spazzino e strafottendosene di quello che avrebbe provocato, portò il tritolo in una carriola nei pressi di un battaglione di soldati tedeschi e, dopo aver acceso di nascosto la miccia, scappò via da vero vigliacco. Dopo la forte esplosione, restarono uccisi 33 militari delle Forze Armate tedesche e 2 civili italiani, oltre a circa 110 feriti, di cui 9 sarebbero deceduti nei giorni seguenti.
Costui è stato intervistato da vari giornalisti e la sporca politica italiana, dal ’44 ad oggi, lo considera addirittura un personaggio famoso e degno di rispetto con tanto di medaglia d’oro. A questo punto, mi si creda, mi vergogno di essere un cittadino della repubblica. Che tutti sappiano che il principale responsabile di tutti quei poveri disgraziati uccisi fu uno solo. (a parte naturalmente quei mostri nazisti che eseguirono il terribile eccidio)
Inoltre, quest’incosciente non ebbe neppure il coraggio di consegnarsi spontaneamente ai nazisti, per evitare la tragica fine di quei 335 martiri delle Fosse Ardeatine. Quest’essere, sulla questione dell’autoaccusarsi o meno dell’attentato, ebbe ipocritamente a dire: “A me non risulta che ci fosse un ordine di rappresaglia. Non sapevo che c’erano state altre rappresaglie. Non ebbi richiesta di presentarmi e non vidi il manifesto a firma Kesselring.”-
E’ molto strano che un simile attentato o come altri lo definiscono (azione legittima di guerra; azione di guerriglia; atto di resistenza patriottica; atto “importante” di “terrorismo”, ecc., ecc.,) possa essere stato affidato a uno che non sapeva, non vedeva, non sentiva ed era completamente all’oscuro degli avvenimenti tragici di quell’epoca. Tutti, in quei tristi momenti, avrebbero facilmente previsto, date le precedenti feroci rappresaglie naziste, una rappresaglia da uno a dieci. Infatti, appena 6 mesi prima, il 23 settembre ’43, a Torre di Palidoro (Roma) era stata evitata una tremenda strage nazista per il sacrificio dell’eroico carabiniere Salvo D’Acquisto, da tutti giustamente riconosciuto “Medaglia d’oro al valor militare”.
Un altro capo della cosiddetta resistenza patriottica, con la stessa maniera ipocrita, disse: “Al di là del fatto che non ci fu chiesto in nessun modo di farlo, non ci saremmo comunque mai consegnati al nemico. Eravamo un reparto di guerra e non potevamo consegnarci al nemico. L’unico nostro impegno era di continuare a lottare.”
“Vita mea, mors tua”…come a voler dire che per una presunta causa si possono sacrificare 335 civili. Che vergogna! Facciamo solo pena!- La storia ancora una volta viene mistificata. Sono d’accordo con Bruno Vespa che, nel suo libro “Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi”, dedica un brano all’agguato partigiano di Via Rasella, accusando gli autori di aver commesso un gesto inutile e contrario alle ragioni stesse della resistenza.
E intanto?- Mentre l’autore del vile attentato viene considerato un famoso personaggio degno di nota, i mostri nazisti vengono prima condannati (per modo di dire), poi messi agli arresti domiciliari, poi addirittura in libertà, malgrado le proteste dei familiari delle vittime, ecc., ecc.
Che gran bella giustizia abbiamo noi in Italia!
E’ proprio un mastodontico cesso a galleggiamento!
Disse bene Curzio Malaparte quando affermò che le leggi italiane sono come l’onore delle puttane!”.
Considerazioni personali:
Come tutti sappiamo il nostro esercito, dopo l’8 settembre del ’43, s’era sfasciato e quei pochi fucili che c’erano rimasti, scomparvero. Quindi non era assolutamente possibile affrontare i tedeschi che, come ho detto, erano tutti molto ben armati e addestrati: pugnali negli stivali, bombe alla cintura, fucili, mitragliatrici, cannoni e automezzi blindati di ogni specie. Ragion per cui tutte quelle smargiassate di ciarlatani che ancora oggi vogliono inculcare nella mente dei giovani la cosiddetta eroica resistenza patriottica, sono solo delle grandi baggianate senza alcun filo logico ed è tutto un’utopia. Se qualcuno si sente offeso dal mio dire, mi venga a retarguire ed io gli porrò questa domanda: “Dimmi un po’, il nostro esercito nel ’40 che armamento possedeva?”- Te lo dico io: “I soldati italiani che tornavano dal fronte africano, greco, russo,… erano partiti con pochissimi proiettili nelle giberne, con fucili (modello 91) che si inceppavano spesso facendo ridere anche i polli; i nostri carri armati, a differenza di quelli tedeschi, affondavano nella sabbia. Il nostro equipaggiamento era talmente scadente che anche i Tubat africani ci annientarono facilmente. I nostri soldati avevano solo il coraggio di combattere e morire per la patria e basta. Non conoscevamo nel ’40 neppure il vocabolo “RADAR”.
Eppure, già nel 1864 con Maxwell erano state enunciate le leggi sulla riflessione della radiazione elettromagnetica, poi confermate da Hertz nel 1886 con i suoi esperimenti. I tedeschi costruirono nel 1904 un radiolocalizzatore per evitare le collisioni tra navi e poi nel 1924 anche gli inglesi sperimentarono con buon esito la tecnica del radiorilevamento a distanza. I presupposti per realizzare il radar nel nostro Paese c’erano tutti, ma si valutò in modo negativo la sua importanza in un conflitto. Già nel 1922 Marconi scriveva “…apparati con cui una nave potrebbe proiettare un fascio di questi raggi, i quali sarebbero riflessi incontrando un oggetto metallico…”- Lo stesso Marconi organizzò in seguito e con grande successo tecnico degli esperimenti sulla nuova tecnologia, ma la cosa non ebbe alcun seguito, per l’ottusità inconcepibile di una classe politica e militare. Fu una grande occasione perduta e ne pagammo amaramente le conseguenze, nonostante il coraggio e lo spirito di sacrificio dei nostri soldati. A tal uopo va ricordata la terribile e triste fine della nostra flotta navale che, priva di radar, non poteva assolutamente competere con la flotta anglo-americana. Dal quartiere generale venne dato l’ordine ai comandanti dei nostri caccia di perlustrare tutto il Mediterraneo per sapere se c’erano aerei nemici in vista. All’ok, il nostro naviglio, carico di migliaia di soldati, salpò per l’Adriatico. All’improvviso, come tanti falchi sbucarono dal nulla migliaia di caccia e bombardieri anglo-americani che affondarono tutta la nostra flotta.
Nessuno si salvò.
O voi del Nord che ci avete sempre comandati e trattati come bestie da soma, a quei tempi, cosa facevate? Vi grattavate la pancia? Di che cosa vi interessavate allora?- Quante bugie c’erano e ci sono nei vostri discorsi!- Buffoni, ciarlatani, bugiardi sono parole che calzano molto bene. E non siete cambiati. No, non siete affatto cambiati. Infatti, in questi giorni andate spifferando balle su balle in tutte le regioni italiane, seguiti da migliaia di pullman come tante scatole di acciughe nelle quali sono stipati i miserrimi pesciolini che vengono ad osannarvi. (“Vot’Antonio! Vot’Antonio!…” diceva il grande Totò)-
O tu Grillo,… “Si ‘o ciuccio nun vò vevere, haje voglia d’’o siscà!”- “Hai voglia di gridare a squarciagola, mettendo a nudo tutte le malefatte di questi impostori e tutta la loro testarda mancanza di volontà,… il ciuchino quando non ha sete,… hai voglia di fischiare, non otterrai mai nulla!”- Che razza di gentaglia esiste purtroppo sulla faccia della Terra e che facce da c…, per non dire altro, si vedono in questi tempi sui manifesti di propaganda politica e nei vari spot pubblicitari. Questo tipo di merda non può mai essere trasformata in “metallo nobile”, neanche usando il più moderno impianto di dissociazione molecolare del mondo. "... Da che munno è munno, chi nasce quatro nun po' murì tunno!... "-
Torniamo adesso al discorso precedente sulla triste situazione italiana nella seconda guerra mondiale. Ai miei tempi si diceva spesso: “Come faranno i bombardieri americani a venire in Europa con un solo rifornimento di carburante?”-
Arrivarono le famose Portaerei e noi, con un palmo di naso, restammo a guardare come tanti tapini. Dopo Radar, neppure il vocabolo Portaerei conoscevamo. Nessuno immaginava, fino a quel momento, l’esistenza di queste enormi fortezze galleggianti sulle quali tanti aerei da guerra atterravano, facevano rifornimento e poi decollavano.
Per rendere meglio l’idea dell’estrema precarietà del Sistema Italia di allora, mi sono venuti in mente dei fatti paradossali di quell’epoca, che a primo acchitto potrebbero sembrare delle autentiche barzellette, ma è tutto vero.
Negli anni ’30–’40, dall’allora governo fascista, fu emanata una legge con la quale si ordinava ai Monopoli di Stato di fabbricare scatole di cerini senza più la molletta di gomma, che anzi si doveva recuperare dalle vecchie scatole ancora in circolazione per poter far fronte alla continua richiesta di gomma in ambito militare. “Cose dell’altro mondo!”-
Ma non è finita: sempre con la stessa legge si obbligava il popolo italiano a consegnare, sempre per scopi militari, la lana dei materassi, pentole, pentoloni, padelle, casseruole, bracieri, setacci, scolapasta e qualsiasi altro attrezzo d’uso domestico di rame. Inoltre si obbligava i cittadini a disfarsi di tutti gli oggetti d’oro, compreso le fedi matrimoniali. Tutto questo materiale sarebbe dovuto servire al corredo militare. Questo ci fa capire la scarsità delle materie prime.
Ripeto ancora una volta: tutto ciò che ho detto non vuole assolutamente intaccare le grandi qualità morali dei nostri valorosi soldati italiani, che non erano inferiori a nessun altro combattente. La colpa di tanto sfascio è da attribuirsi solo all’ignoranza e alla meschinità dei vari esponenti delle Alte Sfere di allora.
Ora, tu buon pensante puoi capire benissimo che non potevamo affrontare nessuna guerra. I ciarlatani nordisti, quelli con il solito vizio di nascondere sempre le verità storiche, ci fecero talmente il lavaggio del cervello da non capirci più niente. Da tutte le contrade si soleva gridare: “Viva il Duce! Viva
Che brutta Fine! e Che Vergogna!
Dico queste cose con enorme rammarico e avvilimento, soprattutto pensando al sacrificio eroico di tanti nostri soldati, morti con coraggio per la patria e poi dimenticati, ma è purtroppo la sacrosanta verità.
Non parliamo poi dell’equipaggiamento altamente tecnologico in possesso alle truppe anglo-americane. Basta citare solo quei famosi e terribili mitra dei soldati americani, per renderci conto, a confronto, dello stato pietoso e disarmante del nostro esercito. Per rendere più scenografica la realtà di allora, cercherò di immaginare una storiella ad hoc: “Dietro una siepe ci sono 10 persone col fucile (mod. 91) in agguato, aspettando che un soldato anglo-americano giungesse a tiro. Quest’ultimo, col mitra sulle spalle e tracannando una bottiglia di whisky, intravede i nemici ma non se ne cura, continuando imperterrito ad avanzare. Giunto a tiro fa partire una raffica di colpi a ripetizione, che uccide il nemico cogliendolo di sorpresa.”- Era quindi assolutamente impensabile, inutile e controproducente attaccare un esercito ben agguerrito come quello tedesco. A quei tempi e mi riferisco ai tanti eccidi nazisti, (Fosse Ardeatine, S. Anna di Stazzema, Lucca, Caiazzo, Bellona, Vitulazio, Marzabotto, ecc., ecc.) ogni cittadino italiano dotato di un po’ di buon senso si sarebbe sicuramente astenuto di ammazzare un soldato tedesco, ma siccome gli imbecilli, i traditori, i vigliacchi abbondano sempre nel nostro Paese, con le loro nefandi azioni hanno causato la morte di tanti, tantissimi innocenti. Questa è la verità storica. Il resto è soltanto la velleità di mettersi in mostra per occupare un posto che non gli compete.
-I crimini contro l’umanità non cadono mai in prescrizione-
“O voi politici che potete afferrare il martello per il manico, fate innalzare una statua ai tanti vostri beniamini. Fate anche in loro onore dei discorsi con tante belle ed ipocrite parole d’occasione e appuntate le medaglie al petto dei superstiti, mentre nelle tombe giacciono i resti di quei poveri sfortunati martiri, morti senza colpa alcuna.
Buffoni! Buffoni e delinquenti, mettete gli irresponsabili, i vigliacchi, i traditori, i ladri, gli imbroglioni, gli incoscienti, le puttane e gli assassini a posti importanti, così per tenerli impegnati a gozzovigliare e naturalmente fate in modo che godano tutti una perfetta salute fino a tarda età.”-
Ah, dimenticavo una cosa molto importante: “O voi cari politici e amministratori, organizzate quei famosi gemellaggi con chi di dovere, in modo che i tanti innocenti martiri di quegli orrendi eccidi non possano mai riposare in pace e vengano da voi e dalle vostre congreghe più volte calpestati e massacrati; inoltre fate uscire dalle carceri tutti quei carnefici se ve n’è rimasto ancora qualcuno dentro e organizzate per loro ricche feste, sontuose cerimonie e grandi onori.” Sapete che vi dico: “Fate proprio pena!” Tutto ciò è un’altra immensa vergogna all’italiana!-
Nel nostro Paese avvengono tante Celebrazioni: alcune sono sacrosante e legittime, in quanto rendono onore a santi, eroi e veri uomini giusti; altre invece sono al culmine dell’oltraggio, dell’infamia e della beffa, in quanto rendono onore a degli esseri irresponsabili, ingiusti e talvolta (la cosa più grave) anche a dei mostri, assassini e carnefici.
“Che barba, che noia, che barba, che noia…, che rabbia, che vergogna e che immensa tristezza vivere, anzi sopravvivere in questa piccola, piccola, piccola, ingiusta e insignificante italietta!”
A confronto di tutta questa schifezza nauseabonda, voglio citare un personaggio italiano di cui si può esserne veramente fieri ed orgogliosi, un vero EROE, un vero UOMO GIUSTO: Salvo D’Acquisto (Napoli, 17 ottobre 1920 – Torre di Palidoro, 23 settembre 1943).

L’Eroico carabiniere Salvo D’Acquisto
Per brevità di sintesi non racconto tutti i particolari ormai noti a tutti, ma cito solo la breve ed esauriente motivazione della Medaglia d’oro al valor militare:
“Esempio luminoso d’altruismo, spinto fino alla suprema rinuncia della vita sul luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, era stato condotto dalle orde naziste insieme con 22 ostaggi civili del territorio della sua stazione, pure essi innocenti, non esitava a dichiararsi unico responsabile di un presunto attentato contro le forze armate tedesche. Affrontava così – da solo – impavido la morte, imponendosi al rispetto dei suoi stessi carnefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa dell’Arma.“
-Torre di Palidoro (Roma), 23 settembre 1943-
Il carabiniere Salvo D’Acquisto fu fucilato all’età di 23 anni.
Questo è vero eroismo, questo è vero sacrificio, questi sono i veri valori morali, come tanti altri nostri eroi.
A confronto, non può assolutamente essere considerato un gesto eroico quello di quell’essere incosciente che piazzò di nascosto l’esplosivo, accese la miccia e poi fuggì da vero vigliacco, pur sapendo che poi quel suo gesto insensato sarebbe sicuramente costato la vita a tante persone innocenti, a causa delle feroci e facilmente prevedibili reazioni tedesche. La cosa che più m’indigna è quella di voler considerare l’azione sconsiderata di questo personaggio alla stessa maniera del nobile gesto di Salvo D’Acquisto e cioè identici atti eroici, inculcando principalmente nelle menti dei giovani il falso concetto del grande presunto eroismo delle cosiddette azioni di resistenza patriottiche contro i nazisti, considerate e addirittura giustificate erroneamente da alcune fantastiche menti illustri del nostro tempo come azioni legittime di guerra. L’ignoranza nel nostro Paese sembra non avere limiti e, di conseguenza, si arriva a volte a delle affermazioni contradditorie e sibilline senza alcun fondamento storico che rasentano veramente l’assurdo e il paradossale. La verità è una e semplice: i guerriglieri fecero solo danni provocando la morte di gente innocente; Salvo, invece, come altri grandi veri eroi, fece solo del bene salvando dalla morte dei civili inermi, per caro che ne fosse il prezzo da pagare.
Un altro esempio di vero coraggio ed eroismo simile a quello di Salvo, è accaduto proprio sotto i miei occhi nel mio piccolo paese nativo Piana di Caiazzo (ora Piana di Monte Verna).
Pagina di questo sito: “Dal Volturno al Garigliano” – paragrafo: “Il vigile eroe e il tedesco mancato”-
Alcuni giorni dopo l’8 settembre del ’43, i tedeschi avevano affisso sui muri di ogni città e paese, un manifesto, in lingua italiana, in cui si diceva pressappoco cosi: “Per ogni tedesco ucciso, saranno fucilati 10 italiani di ogni età!”-
Nel circolo ricreativo (dopolavoro) che si trovava al centro di via Roma, a Piana, e precisamente nei pressi del bar Luongo, un fessacchiotto del paese aveva semiaperto la finestra che batte sulla strada e con un fucile militare (mod. 91) aspettava che il soldato tedesco gli venisse a tiro. In quel terrificante momento si trovò a passare il vigile comunale di Piana, Antonio De Gennaro, ex carabiniere in pensione che, con un balzo felino, afferrò il vigliacco e gli strappò il fucile dalle mani rendendolo inutilizzabile. Poi, con voce forte e tonante, così lo apostrofò: “Uomo di merda, non sai che se tu uccidevi quel tedesco, tu, io, la tua e la mia famiglia saremmo stati fucilati?”-
Poi gli diede un calcione nel sedere e lo cacciò fuori dal circolo.
Non sempre possiamo avere questi eroi per fermare in tempo le azioni vigliacche e sconsiderate di certi uomini di merda ed ecco, purtroppo, come sono avvenuti, per la maggior parte dei casi, i tremendi eccidi nazisti in varie parti d’Italia.
Nessun atto eroico è stato riconosciuto per il vigile Antonio De Gennaro e nessun tipo di medaglia gli è stato attribuito.
Una mia semplice riflessione: “Se in un paesello della provincia di Caserta, tutti sapevano del famoso manifesto a firma Kesselring, non era assolutamente possibile che nella capitale Roma, quest’essere ignobile che agì per conto di certi fanatici gruppi di rivoltosi, ignorasse del tutto gli accadimenti storici di quell’epoca. Inoltre, è oltremodo sorprendente, avvilente e vergognoso scoprire che ancora oggi molti personaggi delle Alte Sfere continuano a credere a tutte le ipocrite e false argomentazioni e giustificazioni di questo vile attentatore, appuntandogli al petto (e questo è grave) anche la medaglia.”-
In che razza di Paese viviamo?
“Giudicate Voi!”

Manifesto a firma Kesselring
Roma, 11 settembre 1943
(in lingua italiana)

Manifesto a firma Kesselring
Roma, 11 settembre 1943
(in tedesco e in italiano)
IL COMANDANTE IN CAPO
TEDESCO DEL SUD
ORDINANZA
1 - Il territorio dell’Italia a me sottoposto è dichiarato territorio di guerra. In esso sono valide le Leggi Tedesche di guerra.
2 - Tutti i delitti commessi contro le Forze Armate Tedesche saranno giudicati secondo il diritto Tedesco di guerra.
3 - Ogni sciopero è proibito e sarà giudicato secondo il Tribunale di guerra.
4 - Gli organizzatori di scioperi, i sabotatori e i franco tiratori saranno giudicati e fucilati per giudizio sommario.
5 - Sono deciso a mantenere la calma e la disciplina e a sostenere le Autorità italiane competenti con tutti i mezzi, per assicurare alla popolazione il nutrimento.
6 - Gli operai italiani, i quali si mettono volontariamente a disposizione dei servizi Tedeschi saranno trattati secondo i principi Tedeschi e pagati secondo le Tariffe Tedesche.
7 - I Ministeri Amministrativi e le Autorità Giudiziarie continuano a lavorare.
8 - Saranno subito rmessi in funzione il servizio ferroviario, le comunicazioni e le poste.
9 - E’ proibita fino a nuovo ordine la corrispondenza privata. Le conversazioni telefoniche, che dovranno essere limitate al minimo, saranno severamente sorvegliate.
10 - Le Autorità e le organizzazioni civili italiane sono verso di me responsabili per il funzionamento dell’ordine pubblico. Esse compiranno il proprio dovere solamente se impediranno ogni atto di sabotaggio e di resistenza passiva contro le misure Tedesche e se collaboreranno in modo esemplare con gli Uffici Tedeschi.
Roma, 11 settembre 1943
Il Feldmaresciallo
KESSELRING
Questi sporadici, inutili e vili attentati non avevano nulla a che vedere con lo spirito e le ragioni della resistenza (Bruno Vespa) e non potevano nuocere minimamente alle forze armate tedesche, anzi provocavano solo le loro durissime reazioni contro cittadini italiani. Inoltre gli anglo-americani non avevano alcun interesse ad alimentare queste presunte azioni patriottiche, che sembra provocassero solo intralcio all’avanzata degli alleati.
Una mia breve nota personale:
Quando le truppe tedesche con una nuova “guerra lampo” aggirarono la linea fortificata francese “Maginot” e, dopo aver occupato Olanda, Lussemburgo e Belgio, strafottendosene della loro neutralità, entrarono trionfanti a Parigi, i parigini, sentendosi impotenti contro un nemico super armato, depositarono subito le armi e le lotte clandestine non ci furono…- Da noi, invece, malgrado lo sfascio del nostro esercito, la resa incondizionata e la volontà della stragrande maggioranza del popolo di avere la tanto desiderata pace dopo tanta guerra, alcuni incoscienti vollero come al solito strafare oltre ogni limite di decenza con azioni assolutamente senza senso e con sporadici, inutili e stupidi attentati. Di conseguenza, mentre in Italia ci furono sempre più feroci ritorsioni ed orrendi eccidi di persone innocenti da parte dei nazisti, in Francia non ci furono né rappresaglie, né stragi di civili inermi.
Quando l’8 settembre ’43 il generale Pietro Badoglio, comandante supremo dell’esercito italiano, firmò l’armistizio incondizionato tra Italia e Alleati, non avvisò nessun comandante del nostro seppur piccolo esercito, avendo come unica preoccupazione quella di fuggire col re a Brindisi sotto la protezione degli anglo-americani e lasciando un’Italia completamente allo sbando. Per questo motivo, i nostri soldati, privi di ogni direttiva e non sapendo che pesce pigliare, deposero quelle poche e antiquate armi che avevano in dotazione.
All’inizio del 1943, accampati nei pressi della collinetta Monticello del mio paese nativo, c’erano un centinaio di soldati italiani, che molto spesso alla libera uscita, venivano a giocare a Piana di Caiazzo (ora Piana di Monte Verna) nel campo sportivo. Tra questi soldati c’era anche un certo Rossetti che si spacciava per giocatore della nazionale italiana. All’annuncio dell’avvenuto armistizio lasciarono le armi e, come ho già accennato in precedenza, non avendo nessun ordine e nessuna motivazione andarono ognuno per la propria strada. Quei pochi fucili abbandonati furono preda di alcuni ladri.
Guerra e guerriglia
(due parole distinte e separate)
Dall’8 settembre ’43, giorno dell’armistizio incondizionato tra Italia e Alleati, ogni attentato contro le forze naziste, non poteva assolutamente essere considerato come azione legittima di guerra, ma solo di guerriglia. Il soldato che in guerra uccide il nemico, dietro un preciso ordine del suo comando, fa semplicemente il suo dovere da militare e, a seconda della missione compiuta e del suo esito, può essere anche considerato un atto eroico e premiato con medaglia d’oro oppure può essere deferito alla corte marziale per un’eventuale disubbidienza o grave insubordinazione, con tutte le conseguenze derivanti. Se invece l’azione di uccidere il nemico viene compiuta da un guerrigliere, allora c’è sicuramente il crimine e chi lo commette va subito punito e non premiato con medaglia d’oro. I guerriglieri non fanno parte di truppe militari regolari come i soldati, bensì sono gente libera, che si propongono di propria iniziativa di rispettare o non le leggi, la propria coscienza e le conseguenze delle loro azioni. Se essi compiono degli attentati, provocando delle orrendi stragi per ritorsioni del nemico, commettono dei crimini contro l’umanità e devono essere puniti. Naturalmente anche tutti quei feroci carnefici nazisti che si sono in passato macchiati di tante assurde atrocità compiute contro civili inermi ed innocenti andrebbero giudicati senza prescrizioni o attenuanti di sorta, condannati e subito puniti con la massima pena e non messi addirittura in semi libertà come accade spesso in questi tempi.
Qualora s’intendesse erroneamente ledere la personalità di qualcuno, preciso che ogni riferimento, in questo mio sito, è puramente casuale.
Di tutti questi fatti che ho raccontato, spulciando da varie fonti attuali e del passato, la domanda sorge adesso spontanea: “Dove sta
“A voi l’ardua sentenza!”
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