Friday, 05 September 2008

La “Palazzina Borbonica”

RICORDI FANCIULLESCHI

Negli anni ’30 i Nordici invadono “La Fagianeria

(divenuta poi Azienda “Cirio” e acquistata in questi anni dalla famiglia Benetton)

La Fagianeria”, situata nel Comune di Piana di Caiazzo, oggi Piana di Monte Verna (CE), deve il suo nome ad un antico allevamento di fagiani. Fu proprio Re Carlo di Borbone nel 1753 a convincere il Vanvitelli a prendere spunto dal Real Sito di Capodimonte per poter trasformare La Fagianeria in un Sito di Caccia Reale ed in seguito in un grande complesso borbonico di fabbriche, strutture e palazzine che dovevano essere costruite nella Piana di Caiazzo. L’unica opera oggi ancora visibile del lavoro del grande Vanvitelli su commissione della famiglia Reale dei Borbone è la cosiddetta “Palazzina Borbonica”, che purtroppo, per vari motivi, si presenta gravemente danneggiata soprattutto nelle sue strutture interne.     

Nell’ ‘800 la famiglia dei Centori divenne proprietaria della tenuta “La Fagianeria”, una vasta area di circa 1000 moggia di terreno (circa 334 ettari).

Nei primi anni del ‘900 l’avvocato napoletano Don Carlo Carunghio acquistò dai Centori quest’immensa vallata situata presso la riva destra del basso Volturno. L’avvocato aveva tre figli tra cui don Marcello che scorrazzava spesso le allora polverose strade pianesi e caiatine con la sua prestigiosa Bugatti da competizione.

Nel 1929’30 don Carlo s’indebitò a tal punto da vendere tutta “La Fagianeria” per la somma di tre milioni di vecchie lire alla Cirio. Negli anni ’30 un moggio di terreno (are 33) valeva £ 1000, ragion per cui don Carlo fece un buon ricavo. I nuovi proprietari, il cui presidente era Paolo Signorini, investirono molti soldi per livellare, concimare ed apportare tutte quelle modifiche necessarie a trasformare tutti quei terreni acquitrinosi e boschivi in zone altamente produttive. Furono chiamati dal Nord la maggior parte dei fattori, direttori, capiofficina, capitecnici, agronomi, veterinari, ingegneri, chimici, architetti, muratori e chi più ne sa più ne metta; tutti del Nord e, cosa strana a dirsi, molti di essi erano ex fascisti. Il primo direttore che io ricordo fu un certo ing. March…; poi ne susseguirono altri. L’ultimo fu un professore di matematica proveniente dall’Emilia-Romagna, un certo dott. Mond…-

Negli anni ’50 – ’60 fu istituito un Centro di Lettura per gli operai dell’azienda Cirio-La Fagianeria ed il direttore mise a disposizione degli operai-studenti una sua vasta libreria. Con molta cura furono catalogati tutti i volumi (circa duecento), con l’aiuto di un certo Cafaro, giovane impiegato dell’azienda.

Una fatidica sera il corso fu visitato dal direttore Mond…, ex presidente nazionale di tutto lo sport d’Italia nel periodo fascista e dal direttore dello stabilimento latte sig. Casc…- Quale fu la sorpresa? Il Mond… trasse di botto dai tanti volumi un libro esclamando: “Oh! Che bella sorpresa! Questo libro scritto da Mussolini fu regalato a mia zia prima che il duce lo pubblicasse.”- Furono lette alcune bozze apportate e scritte dallo stesso Mussolini. Ne cito qualcuna: “Ho frequentato il seminario di… (cancellato seminario e scritto la parola collegio)”. In un’altra pagina: “Io e il re… (cancellato Io e il re e corretto: Il re ed io)” e così seguivano altre bozze.

A questo punto la domanda sorge spontanea: “Ma per quale motivo furono chiamati solo i nordici (la maggior parte ex fascisti) e non si servirono di meridionali?”-

Come al solito il Nord continua a schiacciare il Sud…-

Negli anni ’30 - ’40 La Fagianeria divenne una delle più grandi aziende d’Italia sia per l’imbottigliamento del latte Berna che per i prelibati panetti di burro Berna. Nell’azienda lavoravano tanti salariati a cui era stata assegnata una casetta prefabbricata con giardinetto coltivabile. Le famiglie dei salariati ricevevano grano e latte per il sostentamento di tutta la famiglia. Dal Canada e dal Sud America arrivavano in aereo i tori da monta selezionati. Le mucche da latte davano ognuna circa 40 litri di latte al giorno. Chi avesse osservato quelle mucche avrebbe senz’altro notato che le vene lattifere erano grosse come il braccio di un ragazzo robusto. I visitatori arrivavano in pullman dalla Francia, dalla Germania e da altri Paesi d’Europa. Era l’azienda più rinomata d’Italia.

 Nel ’36 l’allora principe ereditario Umberto II visitò l’azienda definendola la più progredita d’Italia.

Purtroppo “La Fagianeria” subì due grossi danni: la guerra ’40 – ’45 e l’alluvione del fiume Volturno nel 1968.

Al tempo del presidente Paolo Signorini, il direttore dell’azienda Cirio, per fargli cosa gradita, istituì alle falde della vicina collinetta Monticello, un allevamento di cinghiali, ma il sig. Paolo esclamò: “Queste bestie danno il latte?”- La risposta fu un netto no e allora lui rispose: “Buttate via queste bestie! Io voglio animali che mi danno il latte!”- Uomo lungimirante che veniva dalla gavetta e che sapeva benissimo che lucro si ricavava dalla produzione di latte, burro, pomodori e piselli in scatolame, esportati in tutto il mondo.

Purtroppo, morto Paolo Signorini, i nipoti inesperti e spendaccioni ridussero l’azienda in un let…-

Speriamo che i nuovi proprietari (la famiglia Benetton) siano capaci di rendere l’azienda bella e produttiva com’era una volta.

A questo punto riporto il monito di Grillo rivolto ai meridionali: “I kosovari sono appena due milioni e con tenacia e fermezza hanno ottenuto l’indipendenza;… voi siete più di dieci milioni… che aspettate?”-

A tutto ciò e al disprezzo del “boss” e company per i terroni aggiungo: “Se fosse ancora rimasta a governare la famiglia dei Borbone, anche questo piccolo paese, Piana… avrebbe avuto certamente fabbriche, stabilimenti e chissà quante altre opere grandiose con l’ausilio anche del grande Vanvitelli.

Quando alla TV ho visto quegli incoscienti muniti di bastoni, catene, spranghe, petardi rompere vetrine, incendiare auto, ecc. ho gridato: “Anziché tumultuare per un pallone, perché non insorgete contro quelli che vi riempiono di chiacchiere inutili e vi scrollate di dosso tutta quell’immondizia che vi arriva ormai fino al collo?- Perché non vi ribellate in massa e tutti uniti contro quelli che si ingrassano (il giro d'affari è arrivato a circa 23 miliardi di euro all’anno) sulla vostra pelle?- Perché accettate di ricevere sulle vostre terre tonnellate di rifiuti tossici ed intanto continuate a pagare la tassa sui rifiuti più cara d’Italia, mentre la Casta s'ingrassa sul vostro sangue?”-

Similis cum similibus!”-

1860: Fine del Regno delle Due Sicilie - Invasione dei nordici – Inizio massacri, deportazioni ai lager del Nord e imposizione di tante tasse assurde ed inique alla gente del Sud.

2008: Monnezza e gravi malattie tumorali continuano a crescere in Campania e imposizione ai cittadini campani di pagare la tassa sui rifiuti più cara d’Italia.

A parte le tante strumentalizzazioni, ciò che mi delude è il menefreghismo dilagante della nostra società.

Cercare di risolvere tutti insieme i tanti mali che affliggono il Sud è il problema principale; purtroppo si corre appresso ad un pallone lordati dalla monnezza, come gli ignavi correvano appresso ad un simbolo punzecchiati da vespe e zanzare. Similis cum similibus!”-

E chissà quando raggiungeremo quella tanta sognata e desiderata maturità sociale che avevamo durante lo splendido regno delle Due Sicilie. Chissà quando ancora dobbiamo attendere per poter avere finalmente un Sud realmente libero, unito e senza divergenze interne.

A malincuore ripeto la fatidica frase del grande Peppino de Filippo: “Siamo vincoli o sparpagliati?”.

GIORNALINO DI CLASSE

Scuole Elementari di Stato

Piana di Monte Verna – Centro

Classe 5° - sez. A

Anno Scolastico 1984-85

Ins. Mattia Cammarota

Questa relazione sull’azienda agricola “La Fagianeria” è stata realizzata interamente dagli alunni di elementare. Per meglio apprezzare l’arduo lavoro svolto da tutta la scolaresca, si sono mantenute integre l’originalità, l’innocenza e la freschezza delle idee degli alunni, senza alcuna restrizione o censura.

Il latte intero, pastorizzato e omogeneizzato

Il latte è il liquido prodotto dalla mungitura completa delle vacche ed è il liquido base per una dieta equilibrata. Infatti esso contiene le sostanze indispensabili al nutrimento ed alla crescita dei giovani. I suoi componenti sono:

1)              Materia grassa (componente principale del burro);

2)              Sostanze proteiche (3-4%);

3)              Zucchero (lattosio 3-6%);

4)              Sali minerali (sodio, potassio, calcio, ecc.);

5)              Vitamine (A, B, D, K ed in particolare la C);

Esso viene estratto con macchine mungitrici e subito raffreddato ad una temperatura di 4°C, quindi viene conservato in contenitori d’acciaio inossidabile fino a quando le autobotti lo trasportano allo stabilimento del confezionamento. Dopo lo scarico viene nuovamente raffreddato per bloccare lo sviluppo della flora batterica ed avere quindi le condizioni ottimali per il successivo processo di pastorizzazione.

Pastorizzazione

La pastorizzazione è quel processo mediante il quale, tramite il calore, viene abbattuta la flora patogena rendendo così il latte perfettamente commestibile. Infatti non bisogna dimenticare che nei tempi passati le gravi malattie si sono diffuse usando come veicolo di infezioni latte scarsamente purificato (tubercolosi, brucellosi, ecc.).

Processo di pastorizzazione

Il latte freddo a 4°C, tramite pompa, viene inviato verso l’entrata del pastorizzatore a piastra (da una parte passa il latte, dall’altra parte il vapore surriscaldato) e con un primo passaggio viene preriscaldato sui 40°C; poi passa alla pulitrice (centrifuga a 9000 giri al minuto che elimina le sostanze estranee ed abbatte il 40% circa della flora batterica), dalla quale viene spinto all’omogeneizzatore per subire il processo di omogeneizzazione. Esso consiste nella frantumazione dei globuli di grasso. Il latte rientra di nuovo nel pastorizzatore e viene riscaldato ad una temperatura di 75°C per 18 secondi; in questa fase subisce l’abbattimento completo della flora patogena e di gran parte di quella non patogena. Il latte passa quindi nel Degaser, dove vengono eliminati gli odori estranei e i gas. Nella fase successiva rientra nel pastorizzatore ove subisce il raffreddamento immediato (ammoniaca liquida) per poi avviarsi verso il contenitore del latte pastorizzato dal quale mediante la pompa di alimentazione va alle macchine confezionatrici e le buste sistemate in cassette di plastica vengono stipate in celle frigorifere a 4°C, dalle quali con autocarri coibentati vengono avviate alla distribuzione.

Imbottigliamento

Trasporto Latte

Burrificio

La crema del latte parzialmente scremato con vapore sui 4°C passa nel pastorizzatore a piastra, ove raggiunge gli 85°C. Viene quindi subito raffreddata a 5 – 6°C e inviata nei serbatoi di maturazione, ove vengono aggiunti dei fermenti lattici, che danno l’aroma al burro. Infine passa nella macchina burrificatrice, dalla quale esce direttamente il burro. Esso viene conservato in cella a 24°C per due giorni, poi viene tagliato con filo d’acciaio e portato nelle macchine confezionatrici le quali forniscono i prelibati panelli di burro da 100 e 200 grammi che utilizziamo a casa.

“Latte fresco, quante energie!!!”