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Sent: Tuesday, December 18, 2007 7:31 PM
Subject: Un natale pieno di ...palle
Gentilissimi Andrea e Mattia,
vi ringrazio per gli auguri e ovviamente li ricambio con affetto per voi e le vostre rispettive famiglie. E di auguri ne abbiamo davvero bisogno. Un altro deprimente natale ci accompagna al termine di un altro infausto anno per le nostre vite. Non voglio sembrare pessimista ma i fatti reclamano il peso delle verità. Beato chi riesce a fare finta di niente e si affanna ai reparti degli ipermercati o nei negozi facendo file e
dannandosi per un parcheggio mentre i nostri lavoratori bruciano vivi nelle fabbriche, mentre i barboni muoiono di freddo e le famiglie per bene si ritrovano con pochi spiccioli rimasti dalle tredicesime che servono ormai perlopiù per pagare i balzelli di fine anno. Non ho figli e quindi non posso godermi la loro gioia nello scartare i regali o incantarsi davanti l albero di natale. In compenso mi godo le facce ebbre di prepotente saccenza dei nostri governanti imbelli che anche quest'anno la fanno franca e impunemente sprofonderanno in comode poltrone con sigaro in bocca e calici di pregiati cabernet...Me ne frego degli orpelli, di sigari e bevandume, mi spiace non stiano in galera o per strada a dividersi i cartoni con i barboni. Ma sappiamo bene che è una pia illusione sperare che questi delinquenti nemici della patria paghino il conto.
Ho i conati di vomito a guardare le loro facce truccate in quelli che una volta erano telegiornali intervistati da giornalisti fasulli che sono i loro dipendenti, ominicchi che hanno venduto la loro anima al dio denaro. Li guardo mentre scrivo adesso, sempre senza l audio che tanto non serve, mentre si alternano le solite pagliacciate sulla Meredith di turno, sulle stragi che usano per infondere nel popolo la paura.
I fatti sono scomparsi, nessuno ne parla.Sono rimaste le opinioni e quelle sono dettate dai partiti che stanno nei consigli di amministrazione di ogni testata giornalistica, di ogni notiziario televisivo. Ma non riesco ancora ad invidiare chi non capisce (e quindi non patisce), non posso fare a meno di sapere e di capire, perchè è l unica cosa che mi rende ancora davvero capace di sentirmi vivo.
E vivi sono i miei auguri, dedicati con sincero affetto nei confronti di chi ha ben chiaro chi siamo e dove stiamo andando.
Anche se è duro ammetterlo anche a se stessi.
A presto
Francesco
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Sent: Tuesday, December 04, 2007 9:54 PM
Subject: Per astra ad aspera....
Gentili Andrea e Mattia,
premetto che è per me un piacere essere considerato un vostro amico, appellativo di rara consistenza in questi tempi di moderno medioevo esistenziale (seppur camuffato da "tempi moderni" grazie alla tecnologia:basterebbe che mancasse la corrente per un mese e torneremmo all'ottocento!).
Il tempo record con il quale mi sono ritrovato a fare le ore piccole leggendo il vostro pamphlet è semplicemente dovuto all'interesse che nutro per la parte più tragica ma pregna del nostro secolo, perchè per quanto il novecento sia ormai alle nostre spalle noi ad esso apparteniamo, per nascita e per le dirette eredità che portiamo sul groppone .
Quando ci fa comodo annoiati sbuffiamo davanti le pellicole in bianco e nero con la famosa sigla "Luce" e con aria supponente aspettiamo che il "vegliardo" di turno finisca con le sue rimembranze, sebbene siano sempre più preziose le testimonianze viventi di chi in quei tempi era protagonista di un'epoca.
Eppure il martellamento mediatico non cessa il suo tamtam ritmico e cadenzato,tra una commemorazione e l'altra.
Nulla da eccepire nel "per non dimenticare" che ci viene ripetuto alla nausea, se non fosse per il senso unico che ne fuorvia il significato.
Avrete certo notato come a cicli ben cadenzati ci vengono propinati i vari Schindlerlist e documentari vari, che apprezzo molto come lavori ma non per i fini per i quali vengono proposti ovvero rinnovare di continuo una sorta di senso di colpa per quanto sofferto dal popolo ebraico.
Rivivere l'olocausto è una tragedia personale per ognuno di noi ,se immedesimati, perchè di esseri umani si parla e da esseri umani non possiamo che piangere le ingiustizie da loro subìte.
Ma le lacrime sono più calde per coloro i quali sono dimenticati, per le vittime che non hanno avuto voce .
Perchè in una guerra è il genere umano a perdere. E i vincitori scrivono i libri di storia, checchè se ne dica.
E chi scrive la storia per le posterità, ovviamente non è obiettivo.
Non lo è stata nessuna civiltà del passato che ne ha sconfitta e inglobata un'altra.
E questo accade sempre non perchè una civiltà è più evoluta,ma più forte.
Le civiltà assurte al reale significato di questo termine un pò per l'opulenza raggiunta ma anche per la coscienza dell'assurdità della prevaricazione nel sangue han dovuto soccombere a quelle in embrione rozze e bellicose.
Un ciclo continuo, ma non dico nulla di nuovo, basta leggere i testi di storia antica.
Tante parole che si perdono in fiume che non trova estuario per semplicemente rammaricarmi ancora e ancora perchè il genere umano non impara mai dai suoi errori, non ascolta i suoi padri, non ricorda i suoi nonni, figurarsi gli avi.
So bene che è tutto inutile, non perchè mi senta un pessimisista ma perchè cerco di avere un panorama ampio, una visione di insieme che non mi faccia cadere nel particolare per poi perdermici vanamente come la massa stolta.
Quel particolare invece è un altro pezzo di questo grande puzzle che altro non è che il nostro miserevole mondo, di grandi gioie per le piccole cose e immani dolori per le grandi ingiustizie.
Ma siamo tutti uomini, tutti uguali per nascita,ma non per condizione.
Le caste regolano ogni disciplina. C'è un "cartello" ovunque. E i pochi decidono sulle masse.
Il vero difetto a mio parere è questo: abbiamo la "miccia" troppo corta...siamo candele che bruciano in fretta.
Per questo non vediamo oltre il nostro naso.Non agiamo per un domani migliore, non consideriamo questa terra come in prestito dai nostri figli e ognuno lotta semplicemente per la propria "fetta".
A noi ovviamente le briciole cadute dal tavolo degli immondi .
Se il nostro dna avesse istruzioni diverse, se campassimo trecento o più anni, staremmo mooolto attenti a non impestare il mondo , perchè ci saremmo sempre noi e non solo i nipoti a ritrovarci nei guai.
E le genti avrebbero tempo per capire.
Purtroppo l'età rende gli uomini vecchi e raramente saggi.
E quando un uomo si rende conto delle catene invisibili, quando capisce che avrebbe potuto fare qualcosa quando ne aveva le forze..si arrende al peso dei propri anni , allontanando lo spettro dell' autocommiserazione nel sorriso dei nipotini, unica speranza per spegnere l'ultimo afflato con la consolazione di quel giorno migliore che vorremmo aver visto.
O forse perdendosi in quei sorrisi cogliendone l'innocenza caduca destinata al duro risveglio , cercando di ascoltare in essi il lontano eco dei nostri.
Difficile trovare orecchie per i miei lai, perchè viviamo nell'era "de filippi" (il marito di Costanzo!) , dei "Grandi Fratelli" e delle "Isole dei Fottuti", con rammarico mi ritrovo solo tra la folla, perso in questa babele di parole vacue.
Quando parlo alle persone e spiego in che mondo viviamo queste cadono dalle nuvole, sembra quasi che io apra loro un sipario che preferirebbero fosse sempre ben chiuso, pesante di polvere e silente alle quinte.
E' facile interagire con la maggioranza delle persone, perchè sono semplici , ma nell'accezione peggiore purtroppo.
Persi nei problemi quotidiani non lottano per un "quotidiano migliore".
Quando aprono bocca sai già dopo qualche parola dove vanno a parare.
E alla fine questa sensazione ti porta a non capire da quale parte del vetro dell'acquario ti trovi...
Come notate so essere breve ma anche logorroico e vi chiedo perdono per il tempo che vi ho fatto perdere dietro il mio delirio serale, e ora che me ne rendo conto mi costringo ad arginare questa piena di parole...
Ho voluto abusare del vostro tempo per rendere migliore il mio per un pò.
Vi ringrazio per la pazienza.
Cordiali saluti
Francesco Correnti
Gent. Sig. Andrea,